Interviste

Su Slow Wine in questi giorni sono uscite tre interessanti interviste ai responsabili, rispettivamente, degli appuntamenti dedicati al mondo dei vini naturali dentro e fuori Vinitaly. A Beppe Ferrua, presidente dell’associazione che organizza ViVit. Ad Angiolino Maule, presidente di VinNatur e responsabile dell’organizzazione di Villa Favorita. A Giampiero Bea, presidente di ViniVeri e responsabile dell’omonima manifestazione che si tiene a Cerea (Vr).

Vinitaly si tinge di verde

In tutto questo la notizia del giorno riguarda la prossima edizione di Vinitaly. Pare infatti che a partire dal 2014 all’interno della fiera ci sarà un padiglione interamente dedicato alla produzione biologica. Non “naturale” ma biologico (e biodinamico, immagino) certificato.

È ancora presto, ma va da sè che in questo nuovo contesto bisognerà capire come si inserirà lo spazio di Vivit. Come sapete infatti molti dei produttori ivi presenti non sono certificati ed anzi, direi che da parte di alcuni c’è una certa tendenza a vedere le certificazioni come fumo neglio occhi a causa delle loro regole troppo poco stringenti.

Aggiornamento del 15/04/2012: in realtà la questione non si pone, dicono diversi produttori di Vivit. L’area dedicata rimarrà tale e quale, eventualmente inserita all’interno del nuovo padiglione.

Vinitaly uno, altre fiere zero

Ci ho messo un po’, ma alla fine sono riuscito a mettermi in pari con il feed reader.  Tra i tanti spunti e post interessanti volevo segnalare questo, di Aristide (è argomento che mi sta particolarmente a cuore):

Il “vecchio mondo” finisce in 445 battute, meno di tre messaggi SMS:

“I vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly 2012: il più grande salone del vino al mondo dedicato al vino apre un vetrina internazionale a una nicchia di mercato fatta di piccoli numeri, ma che fa tendenza rispetto alla richiesta di qualità globale.

Un centinaio le aziende italiane ed estere che hanno scelto di aderire alla nuova iniziativa di Vinitaly, che prevede uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo”.

Così, un comunicato del Vinitaly chiude una fase storica per i vini da uve biodinamiche.

Subito avevo alzato un sopracciglio ed ero andato oltre, non completamente convinto. Dopo qualche minuto però sono tornato indietro, l’ho riletto e mi sono trovato sulla stessa posizione. Voglio dire, provate voi a spiegare ad un qualsiasi visitatore di Vinitaly che molti dei cosiddetti riferimenti del vino naturale sono di là, nelle manifestazioni parallele. Che erano anni che si cercava il modo di portarne alcuni in fiera, a tutti i costi. Che il clima, di là, è diverso.

A Verona ci saranno eccellenti produttori. Alcuni solo lì, altri presenti tanto in fiera quanto a Cerea (o a Villa Favorita). Sarà una bella vetrina, sarà un’ottima possibilità per assaggiare grandi vini e conoscere splendide persone. E questo è esattamente il risultato di anni di divisioni mai risolte. Di due fiere e di due movimenti incapaci di trovare un punto d’incontro e di porsi come unico, grande appuntamento dedicato al vino naturale parallelo e complementare a Vinitaly. E’ tutto qui: “i vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly“. Ed è tutto vero.