Un weekend affollato

Sabato 18 febbraio a Melfi va in scena nelle suggestive cantine di affinamento della Cantina Carbone Vinix Live!. Organizza: Sara Carbone, una sicurezza. Sia sabato che domenica c’è l’imperdibile Vini Naturali a Roma, rimandato lo scorso fine settimana a causa del maltempo che imperversava qua e là. Qua moltissimo. Domenica e lunedì a Bologna è il turno di Gusto nudo, una fiera di “vignaioli eretici” per “vini non omologati”. A scorrere l’elenco dei presenti, al di là delle prese di posizione, c’è gran bella gente con gran bei vini.

Il teletrasporto, ci vorrebbe.

Cose che ho imparato sul trebbiano

Poco più di una settimana fa, a Ferrara, in occasione di Vinix Live!, c’è stata una piccola degustazione dedicata ad un vitigno che ricopre un’importanza primaria in Italia. Un vitigno di cui in genere si parla poco, quasi mai protagonista, ma che per numero di ettari vitati è tra i più diffusi, da nord a sud. Pensare di riuscire ad incasellarlo è praticamente impossibile, tanti sono i diversi cloni e le interpretazioni. Di conseguenza riuscire a fare una panoramica strutturata in modo serio richiederebbe un banco d’assaggio chilometrico, di quelli mai visti. Per questo la degustazione voleva essere solo uno spunto per aprire gli occhi di fronte alla diversità che questo particolare vino sa regalare, senza in alcun modo ambire ad alcun sogno di completezza. Mi sono segnato delle cose, certamente banali, sicuramente introduttive.

– Non è possibile, per esempio, parlare di trebbiano. Al singolare. In Italia abbiamo i trebbiano. Famiglie di vini molto diversi tra di loro.

– Le denominazioni di origine che lo vedono protagonista attraversano mezza Italia. C’è quello della Val di Trebbia dei Colli Piacentini (Piacenza). Quello di Aprilia (Latina e Roma). Di Arborea (Oristano). Di Capriano del Colle (Brescia). Quello d’Abruzzo e quello di Romagna. E, lo diventerà presto, quello Spoletino (Perugia).

– E quando non ha una doc dedicata contribuisce comunque a decine di altri disciplinari, mai così diversi. Basti pensare che il Trebbiano di Soave è previsto in circa sei, tra cui il Soave, il Lugana, il Colli Berici. Il Trebbiano Romagnolo in circa dieci, ecco i Colli Bolognesi, i Colli Piacentini, i Colli di Scandiano e Canossa. Il Trebbiano giallo in circa otto, in particolare nel Lazio: Tarquinia, Est! Est! Est! di Montefiascone, i Colli Romani, i Colli Etruschi. Ed il Trebbiano Toscano, il più diffuso, è previsto in qualcosa come oltre settanta (!) denominazioni, che variano da Bolgheri a Cerveteri. Dal Chianti al Cirò. Dai Colli del Trasimeno al Frascati. Dall’Orvieto al Taburno. Insomma, è sempre presente e lotta insieme a noi.

– Spesso si tratta di un vitigno molto plastico, non così difficile ed impegnativo da coltivare (da qui l’ampia diffusione), che risente molto della mano dell’uomo in cantina. Da qui la possibilità di trovare, anche a pochi chilometri di distanza, espressioni molto diverse nell’impostazione.

– Della degustazione in sé ci sarebbe da dire che il Trebbiano Romagnolo mi ha stupito più di altri. Pensavo di trovarmi di fronte a vini più semplici, nella migliore accezione del termine, ed invece ecco spuntare vini snelli, anche nervosi, di grande bevibilità e con delle profondità affatto scontate. Su tutti il Ravenna IGT “Tera” 2009 di Fondo San Giuseppe. Un vino buonissimo, affumicato e minerale, di grande tensione gustativa, di sostanza e di fascino. Anche il “Fragelso” 2009 di Casetta dei Frati gioca sulla distanza, che subito sembra essere timido ma poi viene fuori con tutta la sua eleganza. Un piccolo grande vino.

– Il Trebbiano Spoletino, anche se le due bottiglie in degustazione andrebbero certamente aspettate (per capirci, una delle due andrà in commercio tra cinque mesi), racconta di una struttura più ricca, capace di essere molto complessa senza mai apparire opulenta. L’Umbria IGT “Adarmando” 2009 di Tabarrini ha già tutte le sfaccettature del caso, tanto fresco quanto avvolgente. E quando sarà possibile acquistarlo sarà avrà un ulteriore passo, tutto dire. L’Umbria IGT “Vigna Vecchia” 2009 di Collecapretta gioca su toni appena più floridi, in cui la frutta diventa più croccante. Anche qui, va aspettato. So essere un vino capace di stupire sulla lunga distanza, basti sapere che il 2006 aperto l’altra sera era stupefacente, a dire poco.

– Dalle parti del Trebbiano d’Abruzzo c’è eleganza e struttura. “Le Vigne” 2009 di Faraone è sottile, va cercato. Quando si apre però racconta profondità, con un finale molto pulito. Il 2009 di Jasci e Marchesani è molto coerente, equilibrato e con una bella struttura.

Il Tascapane poi è un giornale universitario di Ferrara. Erano alla degustazione ed hanno fatto due video a raccontare la giornata. Il primo è qui sotto, il secondo lo trovate qui.

A Ferrara anche il trebbiano, quello spoletino

Mirco Mariotti è l’anima dietro all’imminente Vinix Live! di Ferrara. Tra le tante cose, prima di tutto è produttore di vino (il Fortana, ricordate?), ha lanciato una web radio. Un momento sempre dedicato a quello che succede in rete: blog, mica blog, forse blog. Oggi pomeriggio abbiamo fatto una chiaccherata ed abbiamo introdotto la degustazione di sabato, quella dedicata ai trebbiano. La potete trovare qui.

Vinix Live!, i vinini, il Baratto Wine Day ed i Trebbiano

Mentirei se dicessi di non essere affezionato a Vinix Live! ed al suo formato. L’appuntamento che avevo organizzato a Perugia era stato tanto divertente quanto coinvolgente e, è chiaro, i momenti in cui conoscere di persona i produttori, assaggiare ed acquistare i loro vini in un contesto così informale non sono mai abbastanza.

Rilancio quindi con piacere l’appuntamento di sabato prossimo, la città questa volta è Ferrara. Alla scaletta, ormai nota, questa volta si unisce un concetto che era passato anche da queste parti, quello dei vinini. Era l’anno scorso, ed il giornalista Angelo Peretti lanciava dalle pagine del suo blog una sorta di appello, quasi un manifesto: “nell’epoca del dominio globale dei vini concentrati, tannici ed alcolici, rivendichiamo il diritto alla piacevolezza dei vini da bere (..) Anteponiamo l’immediatezza appagante della freschezza fruttata e della sapidità (..) Opponiamo l’umanistica vocazione alla convivialità del vino”.
Ecco quindi che a Ferrara protagonisti saranno proprio quei vini che si caratterizzano per la tipicità, per la bevibilità, per il prezzo. Il Fortana di Mariotti, il Sauvignon di Vigne dei Boschi, il Canaiolo di Villa Petriolo, la Corvina de Le Fraghe, il Grignolino di Cascina Tavijn, il Tai Rosso di Piovene Porto Godi, la Schiava di Castell Sallegg.

A margine di Vinix Live! anche il collaudato Baratto Wine Day ed una degustazione di Trebbiano provenienti da diverse zone. Un momento di confronto su vini molto diversi ma accomunati da un denominatore comune, il nome. Il sottoscritto ha dato una mano nell’organizzarla e nel selezionare un paio di Trebbiano Spoletino (tipologia di quelle da tenere d’occhio) e, ça va sans dire, sarà certamente presente.

Il programma completo della giornata con tutti i dettagli su Vinix.

Pietre Colorate, terra radici mani

Avevo letto di Pietre Colorate su Intravino. Mi ci ero imbattuto, era un Vinix Live!, anche alcuni amici me ne avevano anche parlato. Non avevo capito, però. Solo qualche giorno fa, mentre le mani sfogliavano quelle pagine ruvide e dalla grammatura pesante mi sono reso conto dell’importanza della pubblicazione. I colori, per esempio. Definiti e definitivi. Il font, classico ed al tempo stesso autorevole, come se i caratteri fossero più pesanti, solo lì. E poi il racconto, che il vino è argomento capace di infinite sfaccettature. Mai banale, capace di sorprendere. Non immediato ma abbastanza profondo senza apparire fine a se stesso.

Quattro numeri l’anno, come le stagioni. Quattro numeri di pensieri e di sensazioni, per lasciarsi trasportare. Autunno, oggi, come la foto in apertura.

Pietre colorate è una bellissima pubblicazione, questo il succo.

Sabato 25 settembre, o dopodomani

C’è una cosa che si chiama BlogFest, ogni anno, a Riva del Garda. In linea di massima si potrebbe dire si tratti di un raduno di tutta questa gente che scrive online. Ecco, solo per dire quindi che sabato, in tarda mattinata, terrò una degustazione all’interno del FoodCamp. Niente di serissimo, solo due chiacchere intorno al vino a bottiglie coperte. Se foste in zona e voleste passare, scrivete un’email a dillo@intravino.com, che lo spazio a disposizione non è poi tantissimo.

Poi certo, se invece voleste fare un salto in Franciacorta il Vinix Live! che si terrà presso Il Mosnel sembra un altro appuntamento irrinunciabile.

Al prossimo Baratto Wine Day

Il Baratto Wine Day, per dire, si inserisce in quel contesto fatto di iniziative che partono dal basso, dagli utenti, dalle persone. Che, in questo caso, si divertono a condividere e scambiare tra di loro qualcosa che amano e che li appassiona. Bottiglie di vino.

Non sono mai stato bravo nello spiegare a chi non lo vive ogni giorno cosa significhi stare dentro a quello che succede nella rete, vedere l’enorme fermento di idee che nascono e che si evolvono in piccole comunità fatte da appassionati. I più probabilmente ne ignorano l’esistenza (e sono gli stessi che probabilmente non leggeranno mai questo e tutti gli altri blog che scrivono di vino) eppure il mercato sta cambiando rapidamente. Le nicchie sono sempre più importanti. Le informazioni corrono veloci e spesso è la passione che spinge le singole persone a promuovere ciò che loro amano. E’ tutto qui. In queste nicchie, in questi piccoli posti della rete i migliori testimonial di un prodotto sono i consumatori stessi, quelli più convinti. Della qualità e del prezzo, tra le altre cose. The Marketing Mix is dead, long live the Customer.

Il Baratto Wine day è un tavolo sul quale si appoggiano le proprie bottiglie. Si guardano le altre e per una che si è portata se ne prende un’altra. Magari si mercanteggia un po’, fa parte del gioco. Ma il ragionamento è tanto semplice quanto rivoluzionario. Per ogni bottiglia di vino che hai portato ne hai diritto ad un’altra. Il prezzo non conta. Chi per esempio pensa possa essere un’ottima occasione di liberarsi dei fondi della propria cantina non ne ha proprio afferrato lo spirito. Ci sono altri valori in gioco.
Io, al prossimo appuntamento che si terrà sabato durante il Vinix Live! organizzato da Pojer&Sandri presso la propria cantina di Faedo (Tn), ho deciso di portare il mio territorio. Non ero sicuro però. Pensavo ad alcune ottime espressioni di sangiovese in purezza, provenienti dalle regioni più disparate (Toscana certo, ma anche Umbria e Corsica), poi mi è venuto in mente un post che avevo scritto su Intravino a proposito di quella parte bianca dell’Umbria capace di regalare bottiglie di grandissimo spessore a prezzi più che accettabili. Ecco, ho quindi dato una veloce occhiata alla cantina ed ho preparato un cartone di vini bianchi capaci di raccontare una regione poco conosciuta, almeno da questo punto di vista.

Ed ora sono curioso di sapere cosa porterò a casa.

Una giornata di collegamenti: post i liked

No guru. No miti. No eroi. Kill your idols. La nuova rubrica di Davide Cocco, su Tigulliovino.

– Il prossimo Vinix Live! si terrà a Faedo (TN), da Pojer e Sandri. E sembra già imperdibile.

Château Mouton Rothschild ogni anno ci regala etichette bellissime. Vere opere d’arte.

– Si può scrivere di un vino e dire quanto non ci sia piaciuto? Certo, e quando è fatto con stile ancora meglio.

– Leggere che a The Sartorialist manca Gourmet Magazine me lo ha reso più umano. Ed anche più simpatico.

Vinix Live!, visto da casa

E’ difficile raccontare quello che è successo sabato, qui a Perugia. Bisognava esserci.

In fondo infatti il senso era quello: Vinix Live! nasce proprio per conoscersi ed incontrarsi, sia tra produttori e consumatori che tra amici.
Lascio però che a commentare velocemente le sensazioni della giornata siano le parole di un caro amico, che non è riuscito a passare, ma che mi hanno fatto particolarmente piacere:

“Come mi dispiace di non esser potuto venire!
Ho seguito però Vinix Live! online e devo dire che è sembrata straordinariamente grande.
E’ la prima volta che seguivo una manifestazione in “streaming”, su Twitter, ed è stato esattamente come me lo aspettavo, grazie.

Eventi simili dimostrano come la superiorita’ del mezzo internet sia superiore a qualunque altro: la spontaneità con cui nascono, la copertura che riescono ad avere durante, l’esposizione delle cantine partecipanti, assolutamente senza paragoni il targeting.
Complimenti. Non vedo l’ora di seguire il prossimo!”