Vinitaly si, Vinitaly no, Vinitaly forse

Questa mattina prima su Twitter e poco dopo sul profilo Facebook di Enogea è riemerso un tema che si ripresenta con cadenza più o meno puntuale: quello degli accrediti a giornalisti e blogger in occasione delle più importanti manifestazioni di settore. Esatto, Vinitaly.

Da una parte c’è chi dice, in questo caso cito testualmente Roberto Giuliani di Lavinium, che “il blogger è un’entità astratta dietro la quale ci può essere chiunque (..) se tutti quelli che scrivono di vino e cibo dovessero entrare gratis, non ci sarebbe più un pubblico pagante e gli eventi andrebbero falliti“. Oppure che “l’ingresso gratuito è legato a chi svolge una professione (..) chi scrive su un blog può farlo per mille ragioni diverse, essere molto più competente di tanti giornalisti incapaci, ma se non è un professionista non ha alcun diritto ad accedere gratuitamente“. Dall’altra c’è chi, come me, crede che non possa essere una tessera da giornalista a fare la differenza e che, nello specifico, la cosa migliore sia quella di effettuare una selezione a monte. Semplificando: hai un blog e scrivi di vino? Dentro. Sei iscritto all’ordine e scrivi di cricket? Quella è la cassa.

La mia è idea che si è formata nel corso degli anni ed in particolare lavorando all’interno di un importante ufficio stampa durante il mio “periodo milanese”. Ogni volta che si avvicinava la settimana della moda venivamo letteralmente sommersi di richieste di ogni tipo, dalle maggiori testate nazionali ed internazionali ai più piccoli blog di provincia. Il criterio in base al quale venire accreditati era di una semplicità disarmante: qualità, pertinenza, notorietà. Niente a che vedere con un concetto anche solo vagamente comparabile al “tutti dentro”, anzi. Il contrario.

Il nostro lavoro era quello di un qualunque altro ufficio stampa, dare sempre e comunque la maggiore visibilità possibile al prodotto in esposizione. Abbigliamento o vino, il concetto cambia davvero di poco. Viva il merito quindi. Ecco perchè credo che l’ufficio stampa di Vinitaly nel continuare ad ignorare il mondo dei blog e le richieste non affiancate da un numero di tessera abbia prestato un fondamentale servizio in meno alle migliaia di aziende (paganti) che affollano i padiglioni di Verona. Non sono però né io giornalista né io blogger ad avere voce in capitolo ma quelle stesse aziende (paganti) che dovrebbero, se credono, pretendere più attenzione in questo senso.

Pare tuttavia che qualcosa si stia muovendo. Staremo a vedere.

Segni di vita dal fronte

Chi segue queste pagine da un po’ di tempo forse ricorderà che già nel 2009 (e poi nel 2010) scrivevo del fatto che non fosse possibile, come blog, accreditarsi presso l’ufficio stampa di Vinitaly. Solo giornalisti regolarmente iscritti all’ordine, anche se lontanissimi dal mondo del vino.

La cosa poi è un po’ scemata, se ne è parlato sempre di meno, era cosa che per quanto fuori da ogni logica non faceva più notizia. Ma ci sogno segni di vita, a Verona. Sembra che in questi giorni Vinitaly stia inviando un’email ai produttori chiedendo loro di rispondere ad alcune domande: “ritiene che i blogger italiani ed esteri abbiano acquisito un ruolo rilevante nel mondo del vino?“. E ancora: “in genere considera i wine blogger dei comunicatori specializzati?“. E per finire in bellezza: “la sua azienda è interessata a partecipare ad attività rivolte ai wine blogger durante la manifestazione Vinitaly?

Benvenuti nel 2007. Era ora.

Vivit, il salone naturale di Vinitaly

Solo questa mattina mi sono accorto che sul sito di Vinitaly c’è l’elenco dei produttori presenti a Vivit, quello che lo stesso ente fieristico definisce come “il salone dedicato, per la prima volta, ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica“.

Un piccolo passo indietro. Tutti quelli che non sono appena sbarcati da Marte sanno perfettamente che domenica avrà inizio il più importante/grande/affollato circo del vino italico. E tradizionalmente, come ogni anno dal 2004, nei pressi di Verona ci saranno anche due diverse manifestazioni promosse dalle due più importanti realtà del vino cosiddetto naturale: VinNatur e Viniveri (nota a margine, che sono due bellissime manifestazioni non c’è bisogno di aggiungerlo, vero?). La notizia, o la novità, dell’anno è che la Fiera dal 2012 ha deciso di inserire all’interno di uno dei suoi padiglioni un’area dedicata ai vini naturali rivolgendosi alle cantine con un prezzo più basso rispetto ai normali stand, un luogo quindi capace di attrarre tanti produttori curiosi di affacciarsi al mondo di Vinitaly ed al suo pubblico. Ricordate? Ne avevo scritto velocemente a novembre.

Scorrendo il sopracitato elenco mi sono accorto di tanti nomi di peso che hanno deciso per un cambiamento. Leggo che a Cerea mancheranno Arianna Occhipinti, Barraco, Il Paradiso di Manfredi, La Stoppa, Movia, Pepe e che Fulvio Bressan ed Elisabetta Foradori saranno presenti ad entrambe. Nomi importanti, simboli nei rispettivi territori di una viticultura alternativa che probabilmente hanno visto nelle fiere alternative una formula stanca. L’altra faccia della medaglia però racconta di due manifestazioni ancora molto vivaci, capaci di raccogliere circa trecento produttori provenienti da un po’ tutto il mondo e capaci di porsi ancora come appuntamenti di riferimento nel mondo del vino naturale italiano. Io, per farmi un’idea il più precisa possibile, sarò presente a tutte e tre.

Chiudo riportando la frase finale dell’altro post. Dicevo che era tutto lì, in quel comunicato di Vinitaly che dichiarava “i vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly“ e che era tutto vero. Aggiungo: niente sarà più come prima.

Gaiosello, e sai cosa bevi

A Vinitaly era nata l’idea di un vino celebrativo per i centocinquant’anni dell’unità d’Italia, un blend da vitigni autoctoni provenienti da tutte le regioni italiane (uno per regione). Probabilmente non lo sapevano, ma sono arrivati secondi. Volete mettere il Gaiosello de Le Chiantigiane? Zona di provenienza: TUTTO il territorio nazionale. Vitigni: TUTTI quelli autorizzati. Non c’è proprio partita.

(via Friendfeed)

Vinitaly uno, altre fiere zero

Ci ho messo un po’, ma alla fine sono riuscito a mettermi in pari con il feed reader.  Tra i tanti spunti e post interessanti volevo segnalare questo, di Aristide (è argomento che mi sta particolarmente a cuore):

Il “vecchio mondo” finisce in 445 battute, meno di tre messaggi SMS:

“I vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly 2012: il più grande salone del vino al mondo dedicato al vino apre un vetrina internazionale a una nicchia di mercato fatta di piccoli numeri, ma che fa tendenza rispetto alla richiesta di qualità globale.

Un centinaio le aziende italiane ed estere che hanno scelto di aderire alla nuova iniziativa di Vinitaly, che prevede uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo”.

Così, un comunicato del Vinitaly chiude una fase storica per i vini da uve biodinamiche.

Subito avevo alzato un sopracciglio ed ero andato oltre, non completamente convinto. Dopo qualche minuto però sono tornato indietro, l’ho riletto e mi sono trovato sulla stessa posizione. Voglio dire, provate voi a spiegare ad un qualsiasi visitatore di Vinitaly che molti dei cosiddetti riferimenti del vino naturale sono di là, nelle manifestazioni parallele. Che erano anni che si cercava il modo di portarne alcuni in fiera, a tutti i costi. Che il clima, di là, è diverso.

A Verona ci saranno eccellenti produttori. Alcuni solo lì, altri presenti tanto in fiera quanto a Cerea (o a Villa Favorita). Sarà una bella vetrina, sarà un’ottima possibilità per assaggiare grandi vini e conoscere splendide persone. E questo è esattamente il risultato di anni di divisioni mai risolte. Di due fiere e di due movimenti incapaci di trovare un punto d’incontro e di porsi come unico, grande appuntamento dedicato al vino naturale parallelo e complementare a Vinitaly. E’ tutto qui: “i vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly“. Ed è tutto vero.

Qui già si comincia a pensare al prossimo Vinitaly

Stavo leggendo distrattamente che il Consorzio dei produttori della Franciacorta starebbe valutando l’ipotesi di non partecipare alla prossima edizione di Vinitaly (eh, finchè non lo vedo non ci credo). Le motivazioni andrebbero dall’eccessivo costo dell’operazione al pessimo servizio offerto (a ragione, il padiglione dedicato alla Lombardia – in particolare durante il weekend – è di gran lunga il più caldo e per le ridotte dimensioni il più affollato).

Visto che nel post su TerraUomoCielo si paventava l’ipotesi di un evento “esterno”, l’occasione era quella giusta per dare un’occhiata alle date relative alle manifestazioni di quei giorni, eccole:

VinoVinoVino, Cerea (Vr) – 24, 25, 26 marzo 2012
VinNatur, Villa Favorita (Vi) – 25, 26 marzo 2012
Summa, Magré (Bz) – 25, 26 marzo 2012
Vinitaly, Verona – 25, 26, 27, 28 marzo 2012

Per esempio Summa, organizzata da Alois Lageder e giunta alla sua terza edizione, mi attira particolarmente. Ho sentito cose particolarmente belle e credo possa essere una fantastica opzione, magari per la domenica. Segnata.

Ma è durante Vinitaly“, dicono alcuni. Già, e tutto questo accanimento contro le manifestazioni cosiddette parallele proprio non lo capisco. Figuratevi, io addirittura credo siano di enorme arricchimento a quei giorni fieristici e un’occasione per maggiore attenzione e pubblico, esattamente l’opposto di concetti quali dispersione e concorrenza.

Di quà e di là.

Era prevedibile, è successo. A partire dall’anno prossimo all’interno di Vinitaly ci sarà un’area dedicata a quelli che vengono normalmente definiti come vini naturali. A fare da traino per questa nuova fiera nella fiera la Renaissance des Appellations Italia, da anni legata a Vini Veri e alla manifestazione comunemente nota come VinoVinoVino, a Cerea.

Che dire, la prima impressione è che questa sia una grande occasione mancata per tutto il movimento, incapace di trovare un punto di incontro e di organizzare un’unico grande appuntamento off. Ancora frammentazione, ancora ed ancora. Certo, Vinitaly è fantastico ma è un posto in cui protagonista indiscusso è il vino nell’unicità dell’assaggio. Difficile raccontare lì, in quella caotica situazione, un modo diverso di intenderlo. E poi, con tutto il rispetto per la Renaissance, i grandi produttori o quantomeno quelli che sono un po’ i riferimenti rimangono di là, tanto a Cerea quanto a Villa Favorita. Improbabile quindi pensare di farsi un’idea sulla realtà naturale italiana visitando i pochi produttori che saranno presenti lassù, sopra l’ingresso principale della Fiera. Toccherà anche l’anno prossimo rimbalzare di quà e di là. Ancora una volta.

Queste le date:

VinoVinoVino, AreaExp, Cerea (Vr) – Sabato 24, domenica 25 e lunedi 26 marzo 2012
VinNatur, Villa Favorita, Sarego (VI) – Domenica 25 e lunedì 26 marzo 2012
Vinitaly, Fiera di Verona – Domenica 25, lunedì 26, martedì 27, mercoledì 28 marzo 2012

Sono tutti offline (Facebook non conta)

Centocinquantaseimila visitatori in cinque giorni di fiera. Tanti, seimila in più rispetto al 2010. A guardare però i numeri legati alle iniziative nate sui social network in occasione di Vinitaly i dati sono ben diversi.

Mi spiego, la location “Vinitaly 2011” su Foursquare ha registrato 172 persone complessive di passaggio dalla fiera per un totale di 248 check-in (una cifra intorno allo 0,15% dei visitatori totali).
L’iniziativa “Tweet Your Wines“, legata ad una ventina di aziende molto attive su Twitter di cui colpevolmente non ho scritto nei giorni scorsi, ha registrato 45 persone partecipare a questa sorta di gioco/concorso (un grande grazie a Roberto Cobianchi per aver raccolto questi dati).
Il Freeze Mob promosso da Vinix non c’è stato, troppo pochi i presenti (una ventina scarsa).

Voglio dire, nel 2011 in Italia le iniziative nate sui social network e legate al vino non fanno la differenza. Non qui, non oggi.