Interviste

Su Slow Wine in questi giorni sono uscite tre interessanti interviste ai responsabili, rispettivamente, degli appuntamenti dedicati al mondo dei vini naturali dentro e fuori Vinitaly. A Beppe Ferrua, presidente dell’associazione che organizza ViVit. Ad Angiolino Maule, presidente di VinNatur e responsabile dell’organizzazione di Villa Favorita. A Giampiero Bea, presidente di ViniVeri e responsabile dell’omonima manifestazione che si tiene a Cerea (Vr).

Il quadrato semiotico dei wine lovers

Il quadrato semiotico, provando a farla breve, è uno strumento visuale utile a sintetizzare ed analizzare la struttura delle relazioni che esistono in un determinato campo. Un diagramma che grazie alla sua configurazione è in grado di riportarne velocemente le relazioni logiche, tra le altre quelle di contrarietà e di complementarità. Da qui la sua utilità nell’analizzare in un sol colpo d’occhio, o quasi, un determinato mercato ed i comportamenti delle persone che ne fanno parte.

È con questo strumento che Bosco Viticoltori ha deciso – grazie alla collaborazione dell’istituto che lo ha riportato prepotentemente di moda, almeno in Italia – di provare ad analizzare gli atteggiamenti di consumo degli italiani verso il vino. “Lo studio, recita il comunicato stampa, ha classificato in un quadrato semiotico le motivazioni che spingono o allontanano il consumatore verso gli acquisti di vino, aiutando le imprese a comprendere il posizionamento del marchio e quello dei loro prodotti sul mercato”.

Due opposizioni sono emerse in modo trasversale nelle conversazioni analizzate:

la prima: tra chi parla del vino e della sua produzione come qualcosa di sacro, prezioso e da difendere vs. chi ne parla come uno strumento per accompagnare il cibo o una bella serata (profano)
la seconda: tra chi del vino tematizza la dimensione naturale, come la terra o il vitigno vs. chi lo tematizza come un artefatto culturale, costruito in cantina dall’abilità dell’enologo

In occasione dell’imminente Vinitaly il quadrato semiotico dei wine lovers sarà oggetto di un convegno promosso dalla stessa Bosco Viticoltori. L’appuntamento è per il 7 aprile alle ore 11:00 presso l’Auditorium del Centro Congressi Palexpo (io quasi certamente lunedì sarò a Villa Favorita ma questo è uno di quegli appuntamenti che potrebbero davvero aggiungere qualcosa alla già ricca conversazione sull’argomento).

Breaking news, Vinitaly apre ai blogger (esatto, anche quelli italiani)

Se è vero che l’anno scorso questo fu tema particolarmente sentito, io stesso avevo dedicato alla questione un certo numero di post (ecco il primo, il secondo, il terzo ed il quarto), è anche vero che è questione che è “sul tavolo” da diverse stagioni e che periodicamente si è sempre affacciata nell’agenda che precedeva la manifestazione veronese (il mio primo accenno alla cosa è targato 2009 e sì, è davvero passato così tanto tempo).

Non posso quindi non rilanciare con grande favore la notizia che vede Vinitaly ed il suo ufficio stampa dare finalmente il benvenuto al mondo dei blog (seppur con qualche restrizione). Ecco i requisiti richiesti:

Viene concesso un singolo accredito per ogni blog e solamente all’autore dello stesso. Il blogger si assume l’impegno a pubblicare almeno un post/articolo sull’edizione 2014 per cui si richiede l’accredito, entro e non oltre la successiva edizione.

Il blog deve possedere necessariamente i seguenti requisiti:
– attinenza al settore della manifestazione
– account Twitter collegato
– attività continua da almeno due anni, con regolare aggiornamento dei post

Benvenuti nel presente (via Davide Cocco).

Vinitaly si tinge di verde

In tutto questo la notizia del giorno riguarda la prossima edizione di Vinitaly. Pare infatti che a partire dal 2014 all’interno della fiera ci sarà un padiglione interamente dedicato alla produzione biologica. Non “naturale” ma biologico (e biodinamico, immagino) certificato.

È ancora presto, ma va da sè che in questo nuovo contesto bisognerà capire come si inserirà lo spazio di Vivit. Come sapete infatti molti dei produttori ivi presenti non sono certificati ed anzi, direi che da parte di alcuni c’è una certa tendenza a vedere le certificazioni come fumo neglio occhi a causa delle loro regole troppo poco stringenti.

Aggiornamento del 15/04/2012: in realtà la questione non si pone, dicono diversi produttori di Vivit. L’area dedicata rimarrà tale e quale, eventualmente inserita all’interno del nuovo padiglione.