Ci vediamo là

Degustazioni, assaggi, pensieri sparsi. C’erano decine di cose che avrei voluto scrivere in queste ultime settimane ma il tempo questa volta è stato davvero tiranno, in ogni momento il lavoro richiamava la mia attenzione (mai come in questo ultimo periodo, aggiungerei). Ma vi pare? Avrei anche un blog da tirare avanti, non è che posso essere impiegato a tempo pieno col lavoro. Eh.

E poi mentre scrivo la mia mente già vola a quello che ci sarà da fare oggi pomeriggio, l’idea è quella di portarsi avanti il più possibile per riuscire a godere in tranquillità dell’imminente trasferta veneta. Sabato a Cerea per Vini Veri, domenica a Villa Favorita per VinNatur, lunedì e martedì a Verona, in fiera.

Come sempre in questi casi vale il più classico dei “ci vediamo in giro”. Buon weekend.

Cito testuale: “Vinitaly ha sempre fatto delle eccezioni per i blogger italiani”

Torno velocemente sulla vicenda (poi basta, prometto) degli accrediti, ieri sera infatti il responsabile dell’ufficio stampa di Vinitaly è intervenuto su Vinix per chiarire alcuni aspetti relativi a questo aspetto. Prima di tutto però scopriamo che la tanto discussa iniziativa dei “reputable foreign bloggers” non ha niente a che fare con il suddetto ufficio stampa, ed è cosa interamente ideata e portata avanti da una costola chiamata Vinitaly International, quella che si occupa della promozione del vino italiano all’estero. Poi quella che emerge è una verità ben nota, ovvero che per quello che riguarda gli accrediti si sono sempre fatte delle eccezioni, in particolare per quei “professionisti italiani della rete” con cui “in lunghi anni abbiamo sviluppato un dialogo, una conoscenza ed un reciproco rispetto“.

Mentre quindi da una parte le regole di accesso apparivano particolarmente stringenti, solo giornalisti iscritti all’Ordine e solo testate registrate (con richiesta scritta del direttore responsabile), dall’altra si scopre che non era affatto così e che “Veronafiere e Vinitaly, negli anni, hanno sempre fatto delle eccezioni per i blogger italiani, e non solo per questa categoria“. Insomma, una vicenda tutta italiana. As usual.

Note to self: assaggiare il vino di Rocco Siffredi il prima possibile

“Rocco, non solo magnum”, questo il nome del vino prodotto da Poderi Castorani, la cantina del pilota Jarno Trulli, a firma Rocco Siffredi.

Il vino ha un legame profondo con l’erotismo e con la persona giusta è in grado di creare l’atmosfera perfetta per una serata divertente racconta Rocco – L’Abruzzo poi è la mia terra d’origine e Jarno un caro amico, che produce vini ottimi e che, con la giusta ironia, si è prestato a produrre questa nuova etichetta con il mio nome”.

Presentazione ufficiale a Verona all’interno del padiglione Abruzzo, lunedì prossimo alle 13.00. Inutile dire che si tratta di un appuntamento imperdibile.

Vinitaly apre ai blogger, anzi no

Devo essere sincero. Dell’argomento se ne è parlato talmente tanto che ormai lo trovo terribilmente noioso. Ma no, che avete capito. Non mi riferisco al mondo dei vini naturali (a proposito: ci si vede a Cerea e Villa Favorita?) ma dell’incompiuto rapporto tra Vinitaly e la rete. Leggo sul blog di Slawka Scarso che quei geniacci di Verona hanno allestito al primo piano del Palaexpo un’area dedicata, uno spazio “open to bloggers only“, all’interno del quale il 9 aprile, dalle 13.30 alle 14.30 andrà in scena un incontro dal nome “Bloggers Tête-à-Tête“. Buone notizie quindi? Ma figuratevi, è spazio dedicato ai soli blogger stranieri. Bonus, l’accredito: “free access to #Vinitaly2013 for reputable foreign bloggers this year“.

Senza parole.

Vinitaly si, Vinitaly no, Vinitaly forse

Questa mattina prima su Twitter e poco dopo sul profilo Facebook di Enogea è riemerso un tema che si ripresenta con cadenza più o meno puntuale: quello degli accrediti a giornalisti e blogger in occasione delle più importanti manifestazioni di settore. Esatto, Vinitaly.

Da una parte c’è chi dice, in questo caso cito testualmente Roberto Giuliani di Lavinium, che “il blogger è un’entità astratta dietro la quale ci può essere chiunque (..) se tutti quelli che scrivono di vino e cibo dovessero entrare gratis, non ci sarebbe più un pubblico pagante e gli eventi andrebbero falliti“. Oppure che “l’ingresso gratuito è legato a chi svolge una professione (..) chi scrive su un blog può farlo per mille ragioni diverse, essere molto più competente di tanti giornalisti incapaci, ma se non è un professionista non ha alcun diritto ad accedere gratuitamente“. Dall’altra c’è chi, come me, crede che non possa essere una tessera da giornalista a fare la differenza e che, nello specifico, la cosa migliore sia quella di effettuare una selezione a monte. Semplificando: hai un blog e scrivi di vino? Dentro. Sei iscritto all’ordine e scrivi di cricket? Quella è la cassa.

La mia è idea che si è formata nel corso degli anni ed in particolare lavorando all’interno di un importante ufficio stampa durante il mio “periodo milanese”. Ogni volta che si avvicinava la settimana della moda venivamo letteralmente sommersi di richieste di ogni tipo, dalle maggiori testate nazionali ed internazionali ai più piccoli blog di provincia. Il criterio in base al quale venire accreditati era di una semplicità disarmante: qualità, pertinenza, notorietà. Niente a che vedere con un concetto anche solo vagamente comparabile al “tutti dentro”, anzi. Il contrario.

Il nostro lavoro era quello di un qualunque altro ufficio stampa, dare sempre e comunque la maggiore visibilità possibile al prodotto in esposizione. Abbigliamento o vino, il concetto cambia davvero di poco. Viva il merito quindi. Ecco perchè credo che l’ufficio stampa di Vinitaly nel continuare ad ignorare il mondo dei blog e le richieste non affiancate da un numero di tessera abbia prestato un fondamentale servizio in meno alle migliaia di aziende (paganti) che affollano i padiglioni di Verona. Non sono però né io giornalista né io blogger ad avere voce in capitolo ma quelle stesse aziende (paganti) che dovrebbero, se credono, pretendere più attenzione in questo senso.

Pare tuttavia che qualcosa si stia muovendo. Staremo a vedere.

Segni di vita dal fronte

Chi segue queste pagine da un po’ di tempo forse ricorderà che già nel 2009 (e poi nel 2010) scrivevo del fatto che non fosse possibile, come blog, accreditarsi presso l’ufficio stampa di Vinitaly. Solo giornalisti regolarmente iscritti all’ordine, anche se lontanissimi dal mondo del vino.

La cosa poi è un po’ scemata, se ne è parlato sempre di meno, era cosa che per quanto fuori da ogni logica non faceva più notizia. Ma ci sogno segni di vita, a Verona. Sembra che in questi giorni Vinitaly stia inviando un’email ai produttori chiedendo loro di rispondere ad alcune domande: “ritiene che i blogger italiani ed esteri abbiano acquisito un ruolo rilevante nel mondo del vino?“. E ancora: “in genere considera i wine blogger dei comunicatori specializzati?“. E per finire in bellezza: “la sua azienda è interessata a partecipare ad attività rivolte ai wine blogger durante la manifestazione Vinitaly?

Benvenuti nel 2007. Era ora.