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	<title>enoiche illusioni &#187; Vermentino</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Oneglass, il vino da portare sempre con sé</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet sauvignon]]></category>
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		<description><![CDATA[La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento? Oneglass risponde esattamente a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6223 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass3.jpg" alt="" width="544" height="500" /></p>
<p>La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento?<br />
<a href="http://www.oneglass.it/">Oneglass</a> risponde <em>esattamente</em> a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse appena meno) la cui peculiare caratteristica è proprio la portabilità. Sta dappertutto, anche in tasca, per dire.</p>
<p>Quando avevo deciso di aderire a questo tasting panel (l&#8217;avevo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/tasting-panel-reprise/">anticipato</a> velocemente un paio di settimane fa) la cosa che più mi incuriosiva era il tipo di vino contenuto all&#8217;interno di questi piccoli contenitori. Chissà se era possibile, mi chiedevo, coniugare un progetto così <em>pop</em> ed un vino di qualità. Perchè qui la faccenda non è così immediata. Da una parte il contenitore, dall&#8217;altra il contenuto.</p>
<p><strong>Il contenitore</strong></p>
<p>Chapeau. Queste bottiglie in miniatura sono bellissime. Si potrebbe dire della forma o della grafica in generale ma la cosa che sicuramente colpisce di più è il materiale. C&#8217;è proprio quella sensazione tattile, sarà il <em>grip</em>, ma l&#8217;idea che trasmette è di sicurezza, di cosa fatta bene.<br />
Sotto ogni &#8220;bicchiere&#8221; poi una piccola frase, una miniatura, un ricordo. Sempre diversa: &#8220;ingerire per via orale&#8221;, &#8220;istruzioni per l&#8217;uso: versare, bere&#8221;, &#8220;attenzione, potrebbe migliorare la giornata&#8221;, e molti altri.<br />
Tutto è millimetrico, la qualità non è un&#8217;impressione ma cosa da toccare con mano.</p>
<p><strong>Il contenuto</strong></p>
<p>Sono tutti blend, i vini di Oneglass. I due bianchi, pinot grigio e vermentino, sono rispettivamente tagliati con traminer e chardonnay. I due rossi, cabernet sauvignon e sangiovese, con teroldego e syrah.</p>
<p>Ad assaggiarli sono tutti vini appena corretti, che sembrano rispondere all&#8217;esigenza da una parte di un gusto un po&#8217; internazionale e dall&#8217;altra di un pubblico un po&#8217; inconsapevole, se mi spiego.<br />
Il <strong>vermentino</strong>, per dire, manca di quel carattere mediterraneo capace a volte di donare profondità e mistero. C&#8217;è morbidezza, certo. Ci sono profumi ed una certa acidità anche se poi in bocca non sembra così integrato, anzi.<br />
Il <strong>pinot grigio</strong> (l&#8217;aromaticità del traminer è evidente) invece sembra più equilibrato nel suo svelarsi femminile, almeno in apertura. Solo con l&#8217;alzarsi della temperatura emerge una nota più alcolica, anche sul finale, che sovrasta certe gentilezze e che inesorabilmente lo appiattisce.<br />
Il <strong>sangiovese</strong> (anche qui, syrah in primo piano) è più ordinario. C&#8217;è (un po&#8217; di) tannino, c&#8217;è (un po&#8217; di) corpo, sembra ci sia un&#8217;idea. E poi nella sua semplicità chiude abbastanza bene, anche se appena addolcito.<br />
Il <strong>cabernet</strong> è forse l&#8217;assaggio più convincente dei quattro, proprio perchè quello che più facilmente riporta la mente alla purezza espressiva del vitigno. Ci sono corrispondenze ed è vino che lungo tutto l&#8217;assaggio trova una certa armonia.</p>
<p>Decisamente meglio i rossi dei bianchi quindi, anche se l&#8217;idea è di avere a che fare con vini che non cercano la propria via attraverso la qualità dell&#8217;assaggio. La domanda che sorge con una certa spontaneità riguarda però la provenienza. Che vini sono? Chi li ha prodotti? Sulla confezione nessuna notizia oltre la denominazione (IGT) e le altre menzioni obbligatorie per legge. Peccato.</p>
<p><strong>Oneglass</strong></p>
<p>Contenitore e contenuto quindi. Da una parte si potrebbe scrivere che forse Oneglass è progetto piuttosto centrato che sicuramente potrà trovare un suo spazio ben definito nel mercato. In treno, in aereo, in autostrada o magari in tasca. Chissà. C&#8217;è tutta questa cosa della portabilità e poi tutto il <em>coolness</em> della grafica e del packaging. E poi <em>chissenefrega</em> se il vino non è espressione del territorio da cui proviene. Mai come in questo in questo caso capisco che la mancanza di quelle caratteristiche che normalmente potrei trovarmi a cercare in un vino non è davvero un problema. Oneglass non è tanto vino in sé quanto la possibilità di bere un bicchiere di vino. Sempre. A. Portata. Di. Mano. Bene, quindi.</p>
<p>Mi viene un dubbio, però. Un tasting panel in fondo è una sorta di indagine di mercato in cui viene chiesta un&#8217;opinione personale, non un&#8217;idea di quello che potrebbe essere per altri. Cioè, io azienda spedisco a te consumatore un prodotto per avere un tuo riscontro in proposito. Ed il sottoscritto &#8211; italiano, <em>thirtysomething</em>, celibe, istruito, di medio reddito &#8211; cosa ne pensa di Oneglass? Anzi, lo comprerebbe? E tutto qui, alla fine. O no?</p>
<p>La risposta è no, quindi. Non credo lo comprerei. E&#8217; vero che la confezione da 100 ml è indiscutibilmente comoda, ma io normalmente bevo al bar, in enoteca, al ristorante, a casa, magari in ufficio e se anche dovessi organizzare alcuni bicchieri di vino in un contesto diverso e <em>noncosìovvio</em> probabilmente sarebbe occasione particolare, che meriterebbe una bottiglia pensata per l&#8217;occasione. E poi io sono uno che il contenuto è davvero importante. Mi piace sapere il chi, il cosa, il come ed il dove di ogni vino che assaggio. Non mi basta sapere di che blend si tratti e quale sia la data di scadenza, vorrei (qualcosa) di più.</p>
<p>Ma probabilmente il sottoscritto non ha niente a che fare con l&#8217;acquirente tipo. Di Oneglass, dico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6222 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass.jpg" alt="" width="544" height="302" /></p>
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		<title>Umbria IGT &#8211; Barberani, Vermentino 2008</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 03:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Vermentino Barberani, va detto, gode di una posizione splendida, sopra il lago di Corbara. Uno di quei panorami che vorrei vedere tutte le mattine dalla mia finestra. No, davvero, è splendido. La tradizione è bianchista, almeno per tutta la zona di produzione, ma il vino forse più (ri)conosciuto è il Villa Monticelli, assemblaggio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1143" title="Umbria IGT - Barberani, Vermentino 2008" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Vermentino_Barberani-300x300.png" alt="Vermentino Barberani" width="300" height="300" />Uvaggio: Vermentino</p>
<p><a href="http://www.barberani.it/">Barberani</a>, va detto, gode di una posizione splendida, sopra il lago di Corbara. Uno di quei panorami che vorrei vedere tutte le mattine dalla mia finestra. No, davvero, è splendido.<br />
La tradizione è bianchista, almeno per tutta la zona di produzione, ma il vino forse più (ri)conosciuto è il Villa Monticelli, assemblaggio di sangiovese, merlot e cabernet. Ma sto andando fuori tema.<br />
Il Vermentino, dal titolo di questo post, colore giallo paglierino carico, riflessi dorati, è assaggio in qualche modo spiazzante: il naso è di rara intensità. E&#8217; croccante, sicuramente avvolgente, anche caldo. A sensazioni surmature si affiancano note di formaggio, di frutta gialla, quasi minerali, di gesso. In bocca, sul brevissimo periodo, impatta con forza e freschezza. Scorre sul palato lasciando un&#8217;idea di grande aromaticità ed è persistente. E&#8217; al secondo assaggio, quello che per il sottoscritto è il tentativo di consapevolezza, che appare leggermente appesantito da una morbidezza accentuata. In generale una gran bella scoperta che, per adesso, paga qualche cosa in bevibilità.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/02.png"></div>
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		<title>Maremma Toscana IGT &#8211; Poggio Argentiera, Fonte 40 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 23:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Ansonica, Vermentino, Fiano E se il Guazza, simile nell&#8217;uvaggio, ma senza fiano, mi era sembrato forse più scontato, il Fonte 40 è apparso vino rotondo, completo, armonico. Il naso è molto fruttato, tropicale, certo, ma anche floreale ed appena minerale. Grande intensità e complessità che fanno da preludio ad una bocca molto rotonda, piena, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1907 cornice" title="Fonte 40 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Fonte-40-2007.jpg" alt="Fonte 40 2007" width="106" height="320" />Uvaggio: Ansonica, Vermentino, Fiano</p>
<p>E se il <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/09/maremma-toscana-igt-poggio-argentiera-guazza-2007/">Guazza</a>, simile nell&#8217;uvaggio, ma senza fiano, mi era sembrato forse più scontato, il Fonte 40 è apparso vino rotondo, completo, armonico. Il naso è molto fruttato, tropicale, certo, ma anche floreale ed appena minerale. Grande intensità e complessità che fanno da preludio ad una bocca molto rotonda, piena, supportata da una buona acidità e da una sapidità inaspettata. Appare compiuto fino alla fine, rimane lungo, ed appagante.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p>Assaggio che si inserisce nell&#8217;iniziativa <em><a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/08/il-tasting-panel-di-poggio-argentiera/">Tasting panel</a></em> di Poggio Argentiera</p>
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		<title>Maremma Toscana IGT &#8211; Poggio Argentiera, Guazza 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 21:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Ansonica, Vermentino Il Guazza, tra tutti i campioni del Tasting Panel, è quello che mi ha convinto di meno. Perchè &#8211; forse &#8211; appena più scontato. Si caratterizza per un naso molto intenso di frutta gialla. Ecco: banana ed ananas su tutti tendono a coprire altre potenziali sensazioni floreali, più fini, che sembrerebbero essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1910 cornice" title="guazza 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/guazza-2007.JPG" alt="guazza 2007" width="125" height="320" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Ansonica, Vermentino</p>
<p>Il Guazza, tra tutti i campioni del Tasting Panel, è quello che mi ha convinto di meno. Perchè &#8211; forse &#8211; appena più scontato. Si caratterizza per un naso molto intenso di frutta gialla. Ecco: banana ed ananas su tutti tendono a coprire altre potenziali sensazioni floreali, più fini, che sembrerebbero essere in sottofondo. In bocca appare non completamente in equilibrio, a causa anche di una nota alcolica piuttosto accentuata. Ha una persistenza media ed un bel finale nervoso, che lo rende comunque decisamente piacevole.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/02.png"></div>
<p>Assaggio che si inserisce nell&#8217;iniziativa <em><a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/08/il-tasting-panel-di-poggio-argentiera/">Tasting panel</a></em> di Poggio Argentiera</p>
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		<title>Vermentino di Sardegna DOC &#8211; Giovanni Cherchi, Tuvaoes 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2008 17:58:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Vermentino Vermentino dagli aromi intensi e complessi. Caldi. Di frutta gialla. Sentori floreali e minerali con una bella profondità. Ve lo ricorderete facilmente. Il corpo, il cui tenore alcolico non si nasconde dietro a niente, racconta di un vino equilibrato, con una bella sapidità ed acidità. La persistenza è davvero notevole, e, sarà perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2029 cornice" title="Giovanni Cherchi Tuvaoes 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Giovanni-Cherchi-Tuvaoes-2007.jpg" alt="Giovanni Cherchi Tuvaoes 2007" width="200" height="175" />Uvaggio: Vermentino</p>
<p>Vermentino dagli aromi intensi e complessi. Caldi. Di frutta gialla. Sentori floreali e minerali con una bella profondità. Ve lo ricorderete facilmente. Il corpo, il cui tenore alcolico non si nasconde dietro a niente, racconta di un vino equilibrato, con una bella sapidità ed acidità. La persistenza è davvero notevole, e, sarà perchè ho voglia di mare e di vacanze, ricorda i tramonti, quelli sulla spiaggia. Sbaglio?</p>
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		<title>Vermentino di Sardegna DOC &#8211; Vigne Deriu 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Vermentino Di Deriu &#8211; del suo Cannonau &#8211; avevo scritto qui. Oggi Vermentino. Che mi è piaciuto molto perchè molto fresco. Estivo, direi. Giustamente brillante e giallo paglierino. Sentori floreali, di salvia, di rosmarino, di frutta bianca. Bella bocca: sapido, equilibrato ma con una bella tensione che rimane fino al finale, di media persistenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2281 cornice" title="Vermentino_Deriu" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Vermentino_Deriu.jpg" alt="Vermentino_Deriu" width="74" height="320" />Uvaggio: Vermentino</p>
<p>Di Deriu &#8211; del suo Cannonau &#8211; avevo scritto <a title="qui" href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/04/cannonau-di-sardegna-doc-vigne-deriu-2006/">qui</a>. Oggi Vermentino. Che mi è piaciuto molto perchè molto fresco. Estivo, direi. Giustamente brillante e giallo paglierino. Sentori floreali, di salvia, di rosmarino, di frutta bianca. Bella bocca: sapido, equilibrato ma con una bella tensione che rimane fino al finale, di media persistenza e leggermente mandorlato.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
<p>Un ulteriore ringraziamento, poi, all&#8217;azienda per il campione gentilmente inviatomi.</p>
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		<title>Sardegna IGT &#8211; Capichera, Vermentino 2006</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Vermentino Bevuto con uno spettacolare piatto di spaghetti alla chitarra con lumachine di mare, calamaretti e creste di gallo, non sfigurava affatto. Elegante nella sua freschezza, colpisce per i profumi e per la pulizia dei sapori. Al di là del colore, giallo paglierino brillante, con riflessi che sterzano sull&#8217;oro bianco, quello che mi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Uvaggio: Vermentino</p>
<p>Bevuto con uno spettacolare piatto di spaghetti alla chitarra con lumachine di mare, calamaretti e creste di gallo, non sfigurava affatto. Elegante nella sua freschezza, colpisce per i profumi e per la pulizia dei sapori. Al di là del colore, giallo paglierino brillante, con riflessi che sterzano sull&#8217;oro bianco, quello che mi è piaciuto di più è certamente il naso: minerale, fruttato, floreale. Come detto, in bocca rimane equilibratissimo, un momento sapido, un momento fresco, un momento caldo, un&#8217;onda perfetta fino alle sfumature fruttate finali.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Vermentino di Sardegna DOC &#8211; Santadi, Cala Silente 2005</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2007 09:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Vermentino Giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso vengono fuori sentori di banana, di limone, di kiwi, di mela, di pera e di vaniglia. In bocca è equilibrato, fresco ed abbastanza sapido. Finale abbastanza lungo con una buona corrispondenza con il naso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3098 cornice" title="Vermentino di Sardegna DOC – Santadi, Cala Silente 2005" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Vermentino-di-Sardegna-DOC-–-Santadi-Cala-Silente-2005.jpg" alt="Vermentino di Sardegna DOC – Santadi, Cala Silente 2005" width="170" height="200" />Uvaggio: Vermentino</p>
<p>Giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso vengono fuori sentori di banana, di limone, di kiwi, di mela, di pera e di vaniglia. In bocca è equilibrato, fresco ed abbastanza sapido. Finale abbastanza lungo con una buona corrispondenza con il naso.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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