Vallagarina IGT Eugenio Rosi, Poiema 2006

Marzemino | 15 €

Marzemino quindi. Un interpretazione, quella di Eugenio Rosi, all’ennesima potenza pur senza necessariamente giocare su toni urlati, anzi. Questo è il risultato di uve mature che vengono lasciate appassire per un breve periodo, “come si faceva una volta”. All’affinamento in piccole botti di ciliegio il compito di finire il lavoro.
Il risultato? Un marzemino certamente concentrato ma capace di coniugare grande eleganza e corpo. Profumato e piacevole esprime note estremamente fini, tanto fresche quanto croccanti. Ha una bocca di gran gusto, certamente secca e con una leggera astringenza che lo rende adorabile. Si distende lungo tutto il palato grazie ad una grande finezza gustativa, piacevole preludio ad un finale che scala con delicatezza. E gran pulizia.
Il marzemino più intrigante.

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Vallagarina DOC Eugenio Rosi, Esegesi 2004

Cabernet sauvignon, Merlot | 15-20 €

Mi sono imbattuto nei vini di Eugenio Rosi in più di una manifestazione, da Genova a Merano, e se c’è un vino che mi è sempre piaciuto follemente è il suo marzemino (e allora apriamo questa parentesi, che è vino di cui colpevolmente non ho ancora scritto, ma prometto: rimedio subito).
La sua è una bella storia, da quando ha lasciato il suo lavoro di enologo per mettersi in proprio fino al diventare, oggi, un riferimento che va oltre la semplice di zona di produzione (altra parentesi, che andare a trovarlo è cosa che mi ripeto in continuazione).

L’Esegesi 2004 è il suo taglio bordolese che, a dire il vero, oggi risulta particolarmente compatto e piuttosto diverso da versioni più giovani come il 2006 -assaggiate alle manifestazioni di cui sopra. Granato, racconta di spezie scure, di sottobosco, di piccoli frutti come la mora. In bocca è particolarmente concentrato, fatica a distendersi ma quando lo fa dimostra tutta l’espressività di cui è capace. Il centro dell’assaggio infatti è ricco di componenti, forse anche più fresco di quanto era parso precedentemente e preludio ad una persistenza di grande spessore. Un bicchiere che richiede concentrazione.

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Vallagarina IGT – Vilàr, Cabernet Sauvignon 2004

Uvaggio: Cabernet sauvignon

Ci sono giorni in cui ho voglia di bere una cosa ed una soltanto. Ci mancherebbe, direte. Un po’ come se ci fosse un giorno più adatto al sangiovese ed uno più adatto al nebbiolo. Non so, magari oggi potrebbe essere un giorno bollicina.
Comunque, per farla breve, l’altro giorno sono entrato in enoteca chiedendo specificatamente per un cabernet sauvignon. E sono uscito con quello di Vilàr. E mi è piaciuto molto. L’ho trovato molto rispettoso del vitigno. Mi ha colpito per gli odori, netti, puliti, caratteristici. Per lo straordinario equilibrio e per l’ottima persistenza. E costa meno di dieci euro. Ed è buonissimo.

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Vallagarina IGT – Vilàr, Morela 2003

Uvaggio: Cabernet sauvignon, Merlot, Lagrein, Teroldego

In fondo alla palude di Lansdale è un libro travolgente. I personaggi e tutte le atmosfere che si delineano lungo il racconto sono descritte con una delicatezza incredibile. Ogni aspetto che viene trattato è approfodito nel migliore dei modi e nulla viene lasciato al caso: il problema razziale, la depressione, la vita agricola, gli omicidi e la successiva investigazione, i personaggi. Domani si cambia genere: Jpod, di Douglas Coupland.

Tornando al vino, igt interessante, questo assemblaggio. Rosso rubino scuro. Naso intenso ed abbastanza complesso. Sentori erbacei e fruttati. Bocca coerente con il naso e decisamente avvolgente. Giusto. E piacevolissimo.

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