Redondél, il teroldego e le parole che (forse) ci rappresentano

Le vacanze alle spalle, il caldo, l’ufficio, centomila cose da fare e poco tempo per finirle. Insomma, uno shock. Ma anche il piacere di ritrovare una certa quotidianità, la pausa caffè, il quartiere, l’aperitivo di stasera, il rivedere tanti visi amici.

Cosa c’entra? Niente, mi andava solo di riprendere il filo da qui, dopo oltre tre settimane passate tra mare, campagna e montagna. E poi il feed reader, letteralmente pieno zeppo di cose interessanti da leggere, per dire è proprio di questa mattina un post di Fiorenzo su Intravino di quelli che avrei voluto scrivere io, il primo spunto era venuto anche a me dopo averne letto un altro di Fabio Rizzari dell’Espresso. Riassumendolo: nel comunicare il proprio lavoro meglio parlare con le proprie parole, meno definizioni uscite da un manuale di marketing e più sudore (circa).

Il secondo spunto, immediatamente successivo, veniva dalla brochure qui sopra. Un manifesto che in undici punti racconta molto più di quanto tantissime altre realtà in molti più caratteri non riescano a fare. Che in fondo più del dove e del come spesso non si risponde ad una domanda fondamentale. Perchè. La cantina si chiama Redondél ed è una piccola realtà di Mezzolombardo, Trento. Tre ettari a solo teroldego; c’è il rosato, simpatico nella sua leggerezza, ed il rosso, appena ruvido e profondo. Sicuramente affascinante nel coniugare una certa complessità ad una grande beva.

Poi certo, è tutto un discorso di verità ed ognuno ha la sua. Ma ci sono verità e verità, ed alcune sicuramente sembrano più vere di altre.

Teroldego Rotaliano DOC Cipriano Fedrizzi, Teroldigo 2009

Teroldego | 15 €

Coltivo le uve di teroldego nel cuore del Campo Rotaliano, nell’antico alveo del fiume Noce, dove, con lo scorrere delle acque e del tempo si sono accumulati grandi quantità di sedimenti pietrosi provenienti dalle Dolomiti del Brenta. Raccolgo i grappoli a piena maturazione e vinifico secondo un metodo utilizzato dalla mia famiglia fino agli anni ’50 del secolo scorso. La fermentazione generata da lieviti indigeni avviene in vasche di cemento, la macerazione sulle bucce non supera i cinque giorni. Il vino dopo un travaso affina per cinque/sei mesi. Verso la fine di aprile il Teroldigo va in bottiglia”.

E se serve aggiungere altro mi posso limitare a dire che è un piccolo miracolo, un teroldego capace di riappacificare con la tipologia, straordinariamente vivo, snello, bello in tutte le sue sfumature. E poi che succo, in bocca schiocca in un perfetto coniugarsi tra forza ed eleganza.
Se il 2011 inizia con una scoperta così ci sono tutte le premesse per un grande anno.

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Teroldego Rotaliano DOC – Foradori 2005

Teroldego Rotaliano Foradori 2005Uvaggio: Teroldego

Il Teroldego di Foradori è esattamente come te lo aspetti. Elegante e sincero. Un vino che racconta un territorio come pochi altri nella zona sanno fare. Un vino bello, se mi passate il termine. Bello perchè anche quando lo affronterete la prima volta non sarà difficle e non si nasconderà dietro a niente. Sarà caratterizzato da aromi puliti e gradevolissimi. Il mirtillo sarà protagonista, davanti ad un piccolo esercito di sensazioni rosse, floreali e fruttate. Questo duemilaecinque, poi, è di un equilibrio straodinario e si ricorda per acidità e per un corpo di grande carattere che sa essere anche morbido. Finisce lungo e costa, alla fine, poco meno di dodici euro. Da avere sempre a disposizione. Ne vale la pena.

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Il Granato di Elisabetta Foradori

Granato

Uvaggio: Teroldego

Eccomi qui a raccontare di una degustazione di un po’ di tempo fa, a Squisito, a San Patrignano. Per la cronaca era condotta da Paolo Lauciani e da Massimo Billetto, nella affollata sala AIS allestita nel palazzetto dello Sport della comunità. A futura memoria: le prime sperimentazioni di Foradori con il teroldego iniziano nel 1985.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2004

Colore rosso accesso tendente al porpora. Potente. Naso fruttato (ciliegia) minerale (ferro) e leggermente speziato. Spalla acida importante. Tannino forte, anch’esso fruttato, ed una nota finale ammandorlata. Ancora giovanissimo, ma con grandi potenzialità.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2003

Duemilatre annata più calda rispetto al duemilaquattro. E’ un vino più immediato, caratterizzato da una struttura calda ed avvolgente. Sensazioniquasi dolci, al naso. Erbaceo e speziato, ha un frutto più maturo rispetto al precedente. Il tannino è molto morbido e la persistenza è in linea con le sensazioni rosse del naso.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2002

Altra annata calda. Si vede da subito, a partire dal colore: rosso granato più stanco. Naso caratterizzato da sentori speziati, fruttati in confettura, cuoio, tabacco e con un accenno di fumé del minerale. Bocca morbida e complessa. Finale in spezie, cannella, tabacco, noce moscata. Maturo.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2001

Bel rosso granato acceso con riflessi ancora chiari. Naso pulito, netto, con un ottima balsamicità. Nel complesso piuttosto elegante. Bocca molto equilibrata, con una bella masticabilità, persistente. Bello.

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Vigneti delle Dolomiti IGT – Foradori, Granato 2000

Qui il colore è leggermente più evoluto, tendente più al granato. Naso soprattutto caratterizzato da sentori terziari. Tabacco, cuoio, eucalipto, terra. In bocca è caldo ed ha una componente di acidità meno importante rispetto agli altri. Nota appena alcolica sul finale.

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Teroldego Rotaliano DOC – Foradori, Granato 1999

Colore tendente al granato. Naso che necessita di tempo per aprirsi e poi sfociare in grande complessità ed intensità. Note di marasca si associano a note di lampone, a note balsamiche, a sentori vanigliati e di liquirizia. In bocca è equilibratissimo, con un’acidità ancora presente e sull’attenti. Grande continuità tra esame olfattivo e gustativo. Persistenza lunghissima. Il migliore, frutto di una grandissima annata.

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Teroldego Rotaliano DOC – Foradori, Granato 1998

Ancora un grande teroldego. Granato leggermente spento. Naso di grande importanza. Sensazioni prevalentemente fruttate e speziate. Funghi, erbe aromatiche, rabarbaro, frutti appassiti, china. Di corpo appena inferiore al novantanove ha però una buona acidità. Persistenza lunghissima.

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