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	<title>enoiche illusioni &#187; Tasting panel</title>
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		<title>Virginia Red Barboursville, Octagon 2006</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 14:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, petit verdot L&#8217;Octagon invece (si, ho scritto invece, questo post viene immediatamente dopo il precedente) è assaggio difficile, scontroso, più complicato che complesso. Prima di tutto il dove: Virgina, Stati Uniti orientali, poco sotto la Pennsylvania e poco sopra il North Carolina. Poi il come: vitigni internazionali, bordolesi per la precisione. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Virginia-Red-Barboursville-Octagon-2006.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8033" title="Virginia Red Barboursville, Octagon 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Virginia-Red-Barboursville-Octagon-2006.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a>Merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, petit verdot</p>
<p>L&#8217;Octagon invece (si, ho scritto invece, questo post viene immediatamente dopo <a title="il precedente" href="http://www.enoicheillusioni.com/2011/04/chianti-classico-docg-castello-dalbola-2007/">il precedente</a>) è assaggio difficile, scontroso, più complicato che complesso.<br />
Prima di tutto il dove: Virgina, Stati Uniti orientali, poco sotto la Pennsylvania e poco sopra il North Carolina. Poi il come: vitigni internazionali, bordolesi per la precisione. Il chi: Gianni Zonin. Quando: dal 1976 (un pioniere, davvero).</p>
<p>Nel bicchiere è vino che racconta un naso profondo e compatto, a suo modo affascinante. C&#8217;è tanto di molto, da un frutto rosso e vagamente passito ad una spezia che ricorda il pepe nero. Da una nota vegetale ad un tono di inchiostro, e di vaniglia. E poi è scuro, scurissimo, impenetrabile. In bocca è potente come pochi, stordisce per ricchezza materica e per alcolicità. C&#8217;è un anima fatta di polpa, quasi cioccolatosa, e una componente non abbastanza fresca per supportarla e invitare al bicchiere successivo. Sul finale poi si allarga, più magro di come era cominciato.</p>
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		<title>Chianti Classico DOCG Castello d’Albola 2007</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 19:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sangiovese, canaiolo &#124; 15 € Dai, dei tasting panel ancora non ci siamo stancati. Ed anzi, un applauso a chi ci crede ancora nonostante non si tratti certo di una novità. L&#8217;effetto sorpresa è passato, è rimasta certamente un po&#8217; di curiosità ma il rischio di non piacere è più che mai attuale. E c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Chianti-Classico-DOCG-Castello-dAlbola-20071.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8031" title="Chianti Classico DOCG Castello d'Albola 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Chianti-Classico-DOCG-Castello-dAlbola-20071.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a>Sangiovese, canaiolo | 15 €</p>
<p>Dai, dei tasting panel ancora non ci siamo stancati. Ed anzi, un applauso a chi ci crede ancora nonostante non si tratti certo di una novità. L&#8217;effetto sorpresa è passato, è rimasta certamente un po&#8217; di curiosità ma il rischio di non piacere è più che mai attuale. E c&#8217;è più scaltrezza (forse).<br />
Ma prima un veloce riassunto: c&#8217;è <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/tasting-panel-definizione-mia/">una definizione</a> e ci sono tutti gli altri assaggi, <a href="http://www.enoicheillusioni.com/tag/tasting-panel/">diligente taggati</a>. E si, anche questo particolare Chianti Classico viene da una delle tenute della famiglia Zonin che, dopo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/07/maremma-toscana-igt-rocca-di-montemassi-astraio-2008/">Rocca di Montemassi</a> e <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/02/primitivo-di-manduria-doc-masseria-altemura-altemura-di-altemura-2006/">Masseria Altemura</a>, torna su queste pagine con la sua (splendida) cantina di Radda.</p>
<p>Castello d&#8217;Albola è un Chianti di grande piacevolezza. Uno di quelli composti, lineari proprio perchè mai urlati e non eccessivamente sussurrati. Moderno si potrebbe dire, ma il rischio è che il termine porti verso un&#8217;idea di un vino dal carattere eccessivamente internazionale, e non è questo il caso. Ad un naso profumato, rosso e gentile affianca una freschezza all&#8217;assaggio molto gradevole e una bella chiusura, tipica ed armonica. Voglio dire, è un Chianti di quelli buoni, succosi, di grande bevibilità. Equilibrati, puliti, non troppo costosi. E non è poco.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/04.png"></div>
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		<title>Procork, un&#8217;altra chiusura (quasi) alternativa</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/09/procork-unaltra-chiusura-quasi-alternativa/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 15:38:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
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		<category><![CDATA[Sugherificio Veneto]]></category>
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		<description><![CDATA[In attesa di eventuali risposte a proposito del tappo a vite e la possibilità di confrontarne la tenuta con i cosiddetti tappi tradizionali, ne scrivevo ieri, ecco un&#8217;altra soluzione per chi pensa che il sentore di tappo sia un problema, un problema serio. C&#8217;è un azienda, si chiama Sugherificio Veneto, che distribuisce in esclusiva per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6503 cornice" title="Procork" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Procork.jpg" alt="" width="544" height="348" /></p>
<p>In attesa di eventuali risposte a proposito del tappo a vite e la possibilità di confrontarne la tenuta con i cosiddetti tappi tradizionali, ne scrivevo <a title="ieri" href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/09/screwcap-is-the-new-loud/">ieri</a>, ecco un&#8217;altra soluzione per chi pensa che il sentore di tappo sia un problema, un problema serio. C&#8217;è un azienda, si chiama <a href="http://www.sugherificioveneto.it/">Sugherificio Veneto</a>, che distribuisce in esclusiva per l&#8217;Italia un particolare tappo chiamato Procorck. Hanno anche organizzato un <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/tasting-panel-reprise/">tasting panel</a>. Si tratta di una soluzione tanto banale quanto a suo modo geniale. E&#8217; un normale tappo in sughero &#8220;<em>a cui vengono applicate, alle due estremità, due membrane semipermeabili che fanno passare solo molecole di una certa dimensione. Passa l&#8217;ossigeno, ma non passano i liquidi e neppure la molecola del TCA, responsabile del sentore di tappo nel vino</em>.&#8221; Tutto bene quindi, se non che costa circa come un buon tappo in sughero. Certo, in questo modo magari il problema si azzera del tutto però, forse, il trovarsi faccia a faccia con questa soluzione può spiazzare, almeno all&#8217;inizio. E poi un grande tappo di sughero, che può costare qualcosa in più, è davvero insostituibile. Ma va bene, qualunque cosa pur di vincere la grande guerra contro gli insopportabili tappi sintetici.</p>
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		<title>Oneglass, il vino da portare sempre con sé</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/oneglass-il-vino-da-portare-sempre-con-se/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet sauvignon]]></category>
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		<description><![CDATA[La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento? Oneglass risponde esattamente a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6223 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass3.jpg" alt="" width="544" height="500" /></p>
<p>La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento?<br />
<a href="http://www.oneglass.it/">Oneglass</a> risponde <em>esattamente</em> a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse appena meno) la cui peculiare caratteristica è proprio la portabilità. Sta dappertutto, anche in tasca, per dire.</p>
<p>Quando avevo deciso di aderire a questo tasting panel (l&#8217;avevo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/tasting-panel-reprise/">anticipato</a> velocemente un paio di settimane fa) la cosa che più mi incuriosiva era il tipo di vino contenuto all&#8217;interno di questi piccoli contenitori. Chissà se era possibile, mi chiedevo, coniugare un progetto così <em>pop</em> ed un vino di qualità. Perchè qui la faccenda non è così immediata. Da una parte il contenitore, dall&#8217;altra il contenuto.</p>
<p><strong>Il contenitore</strong></p>
<p>Chapeau. Queste bottiglie in miniatura sono bellissime. Si potrebbe dire della forma o della grafica in generale ma la cosa che sicuramente colpisce di più è il materiale. C&#8217;è proprio quella sensazione tattile, sarà il <em>grip</em>, ma l&#8217;idea che trasmette è di sicurezza, di cosa fatta bene.<br />
Sotto ogni &#8220;bicchiere&#8221; poi una piccola frase, una miniatura, un ricordo. Sempre diversa: &#8220;ingerire per via orale&#8221;, &#8220;istruzioni per l&#8217;uso: versare, bere&#8221;, &#8220;attenzione, potrebbe migliorare la giornata&#8221;, e molti altri.<br />
Tutto è millimetrico, la qualità non è un&#8217;impressione ma cosa da toccare con mano.</p>
<p><strong>Il contenuto</strong></p>
<p>Sono tutti blend, i vini di Oneglass. I due bianchi, pinot grigio e vermentino, sono rispettivamente tagliati con traminer e chardonnay. I due rossi, cabernet sauvignon e sangiovese, con teroldego e syrah.</p>
<p>Ad assaggiarli sono tutti vini appena corretti, che sembrano rispondere all&#8217;esigenza da una parte di un gusto un po&#8217; internazionale e dall&#8217;altra di un pubblico un po&#8217; inconsapevole, se mi spiego.<br />
Il <strong>vermentino</strong>, per dire, manca di quel carattere mediterraneo capace a volte di donare profondità e mistero. C&#8217;è morbidezza, certo. Ci sono profumi ed una certa acidità anche se poi in bocca non sembra così integrato, anzi.<br />
Il <strong>pinot grigio</strong> (l&#8217;aromaticità del traminer è evidente) invece sembra più equilibrato nel suo svelarsi femminile, almeno in apertura. Solo con l&#8217;alzarsi della temperatura emerge una nota più alcolica, anche sul finale, che sovrasta certe gentilezze e che inesorabilmente lo appiattisce.<br />
Il <strong>sangiovese</strong> (anche qui, syrah in primo piano) è più ordinario. C&#8217;è (un po&#8217; di) tannino, c&#8217;è (un po&#8217; di) corpo, sembra ci sia un&#8217;idea. E poi nella sua semplicità chiude abbastanza bene, anche se appena addolcito.<br />
Il <strong>cabernet</strong> è forse l&#8217;assaggio più convincente dei quattro, proprio perchè quello che più facilmente riporta la mente alla purezza espressiva del vitigno. Ci sono corrispondenze ed è vino che lungo tutto l&#8217;assaggio trova una certa armonia.</p>
<p>Decisamente meglio i rossi dei bianchi quindi, anche se l&#8217;idea è di avere a che fare con vini che non cercano la propria via attraverso la qualità dell&#8217;assaggio. La domanda che sorge con una certa spontaneità riguarda però la provenienza. Che vini sono? Chi li ha prodotti? Sulla confezione nessuna notizia oltre la denominazione (IGT) e le altre menzioni obbligatorie per legge. Peccato.</p>
<p><strong>Oneglass</strong></p>
<p>Contenitore e contenuto quindi. Da una parte si potrebbe scrivere che forse Oneglass è progetto piuttosto centrato che sicuramente potrà trovare un suo spazio ben definito nel mercato. In treno, in aereo, in autostrada o magari in tasca. Chissà. C&#8217;è tutta questa cosa della portabilità e poi tutto il <em>coolness</em> della grafica e del packaging. E poi <em>chissenefrega</em> se il vino non è espressione del territorio da cui proviene. Mai come in questo in questo caso capisco che la mancanza di quelle caratteristiche che normalmente potrei trovarmi a cercare in un vino non è davvero un problema. Oneglass non è tanto vino in sé quanto la possibilità di bere un bicchiere di vino. Sempre. A. Portata. Di. Mano. Bene, quindi.</p>
<p>Mi viene un dubbio, però. Un tasting panel in fondo è una sorta di indagine di mercato in cui viene chiesta un&#8217;opinione personale, non un&#8217;idea di quello che potrebbe essere per altri. Cioè, io azienda spedisco a te consumatore un prodotto per avere un tuo riscontro in proposito. Ed il sottoscritto &#8211; italiano, <em>thirtysomething</em>, celibe, istruito, di medio reddito &#8211; cosa ne pensa di Oneglass? Anzi, lo comprerebbe? E tutto qui, alla fine. O no?</p>
<p>La risposta è no, quindi. Non credo lo comprerei. E&#8217; vero che la confezione da 100 ml è indiscutibilmente comoda, ma io normalmente bevo al bar, in enoteca, al ristorante, a casa, magari in ufficio e se anche dovessi organizzare alcuni bicchieri di vino in un contesto diverso e <em>noncosìovvio</em> probabilmente sarebbe occasione particolare, che meriterebbe una bottiglia pensata per l&#8217;occasione. E poi io sono uno che il contenuto è davvero importante. Mi piace sapere il chi, il cosa, il come ed il dove di ogni vino che assaggio. Non mi basta sapere di che blend si tratti e quale sia la data di scadenza, vorrei (qualcosa) di più.</p>
<p>Ma probabilmente il sottoscritto non ha niente a che fare con l&#8217;acquirente tipo. Di Oneglass, dico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6222 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass.jpg" alt="" width="544" height="302" /></p>
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		<title>Tasting panel (reprise)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 23:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tasting panel. Ovvero quando un&#8217;azienda manda ad un certo numero di persone un campione del proprio prodotto per averne un riscontro (presumibilmente) sincero e diretto. Un&#8217;opinione quindi, e la possibilità di avere un&#8217;idea di quello che il mercato pensa di te. Veloce ed (apparentemente) indolore. All&#8217;inizio fu Poggio Argentiera ed una selezione dei propri vini. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6134 cornice" title="Tasting panel" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Tasting-panel4.jpg" alt="" width="544" height="241" /><a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/tasting-panel-definizione-mia/">Tasting panel</a>. Ovvero quando un&#8217;azienda manda ad un certo numero di persone un campione del proprio prodotto per averne un riscontro (presumibilmente) sincero e diretto. Un&#8217;opinione quindi, e la possibilità di avere un&#8217;idea di quello che il mercato pensa di te. Veloce ed (apparentemente) indolore.</p>
<p>All&#8217;inizio fu <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/09/sul-tasting-panel-di-poggio-argentiera/">Poggio Argentiera</a> ed una selezione dei propri vini. Non solo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/09/morellino-di-scansano-doc-poggio-argentiera-capatosta-2006/">Morellino</a>, che lì c&#8217;era da raccontare un territorio, la Maremma intera.<br />
Poi, dopo, ancora vino, ma l&#8217;azienda in quel caso faceva parte di un gruppo notevolmente più grande. Era Zonin, prima con la tenuta pugliese (<a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/02/primitivo-di-manduria-doc-masseria-altemura-altemura-di-altemura-2006/">Masseria Altemura</a>) e poi con un nuovo bianco, il Viogner, ancora dalla Maremma. Era <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/07/maremma-toscana-igt-rocca-di-montemassi-astraio-2008/">Rocca di Montemassi</a>.<br />
Ci sono stati due vini di <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/x-y-ovvero-due-modi-di-concepire-lo-stesso-vino/">Cascina i Carpini</a>. Fratelli diversi, perchè vinificati parallelamente e con approcci in un certo modo opposti.<br />
C&#8217;è stata una bella scoperta, una delle Barbera de <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/barbera-dasti-doc-maranzana-vezzano-2007/">La Maranzana</a> e, subito dopo, la sorpresa di trovare una grande grappa, era una particolare selezione dei <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/la-grappa-dei-fratelli-brunello/">Fratelli Brunello</a>.</p>
<p>Mi fa piacere quindi anticipare due diversi tasting panel che forse sono meno centrati rispetto al vino come elemento, ma che raccontano aspetti che spesso passano in qualche modo in secondo piano.<br />
Il primo è un cambiamento di costume e di consumi. E&#8217; il vino che diventa in qualche modo take-away e contestualmente monoporzione. Si tratta di <a href="http://www.oneglass.it/">Oneglass</a>, praticamente un bicchiere da asporto.<br />
Il secondo affronta la difficile questione relativa all&#8217;odioso sentore di tappo. Raro, certo, ma mai completamente debellato. Ecco allora <a href="http://www.nonsaditappo.it/">Procork</a>, un particolare sughero ricoperto da una sottile membrana che impedisce la contaminazione del vino, all&#8217;interno della bottiglia.</p>
<p>Presto qui.</p>
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		<title>X &amp; Y, certo, uno dei due era naturale</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/x-y-certo-uno-dei-due-era-naturale/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 22:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Cascina i Carpini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Carlo Ghislandi]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo ripeto. Credo che il tasting panel che Cascina i Carpini ha portato avanti con i due vini gemelli, ovvero con due vini uguali ma trattati in cantina in modo differente, uno vinificato con lieviti indigeni ed uno no e di cui ho scritto solo tre settimane fa, sia esperimento di enorme interesse. A prescindere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4729 cornice" title="x&amp;y" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/xy.jpg" alt="x&amp;y" width="544" height="498" /></p>
<p>Lo ripeto. Credo che <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/x-y-ovvero-due-modi-di-concepire-lo-stesso-vino/">il tasting panel che Cascina i Carpini ha portato avanti con i due vini gemelli</a>, ovvero con due vini uguali ma trattati in cantina in modo differente, uno vinificato con lieviti indigeni ed uno no e di cui ho scritto solo tre settimane fa, sia esperimento di enorme interesse. A prescindere dal risultato.</p>
<p>Oggi Paolo Carlo Ghislandi <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3593&amp;lang=ita">ha dedicato alla cosa un ampio post su Vinix</a>, svelando finalmente il risultato di questo suo pioneristico esperimento. Se volete leggerlo ed approfondire direttamente ne vale certamente la pena.</p>
<p>Da parte mia mi limito a dire che le nostre consapevolezze di consumatori su ciò che è o che dovrebbe essere <em>naturale</em> e su tutto quello che circonda questo termine sono ancora molto empiriche e troppo basate sulle esperienze personali perchè abbiano davvero valore. E&#8217; un mondo che aspetta in gran parte di essere ancora scoperto. Grazie a Paolo, oggi, forse abbiamo fatto un piccolo passo in avanti.</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Grazie a <a href="http://comunicareilvino.it/index.php/2009/12/22/x-e-y-twinswines/" class="broken_link">Le pubbliche relazioni del vino</a> per l&#8217;immagine in apertura.<br />
E per i più curiosi, si, Y era il campione a fermentazione spontanea.</span></p>
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		<title>La grappa dei Fratelli Brunello</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/la-grappa-dei-fratelli-brunello/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli Brunello]]></category>
		<category><![CDATA[Grappa]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>
		<category><![CDATA[Zibibbo]]></category>

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		<description><![CDATA[Per esempio, sapevate che ci sono uve più adatte alla distillazione rispetto ad altre? Che scoperta, direte. Magari era anche informazione che ci voleva poco, a pensarci. A pensarci, appunto. Il fatto è che consumo pochi distillati, e di rado. Questo particolare tasting panel quindi mi ha costretto a studiare, almeno un po&#8217;, e confrontarmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4604 cornice" title="Grappa di Zibibbo di Pantelleria" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Grappa-di-Zibibbo-di-Pantelleria2.jpg" alt="Grappa di Zibibbo di Pantelleria" width="394" height="410" /></p>
<p>Per esempio, sapevate che ci sono uve più adatte alla distillazione rispetto ad altre? Che scoperta, direte. Magari era anche informazione che ci voleva poco, a pensarci.<br />
A pensarci, appunto.</p>
<p>Il fatto è che consumo pochi distillati, e di rado.</p>
<p>Questo particolare <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/tasting-panel-definizione-mia/">tasting panel</a> quindi mi ha costretto a studiare, almeno un po&#8217;, e confrontarmi con una produzione di cui conoscevo pochissimo.</p>
<p>Bella sorpresa quindi questa selezione di grappe dei <a href="http://www.brunello.it/">Fratelli Brunello</a>: &#8220;I Ricordi&#8221;.<br />
Uve rare, quasi dimenticate e particolarmente vocate a diventare grappa. Come la <strong>Casetta della Vallagarina</strong>, coltivata in pochi ettari intorno ai comuni di Ala ed Avio. L&#8217;<strong>Aleatico di Gradoli</strong>, dal Lago di Bolsena. O la <strong>Spergola di Scandiano</strong>, la provincia è quella di Reggio Emilia. Il <strong>Cataratto di Monreale</strong> ed il <strong>Frappato di Vittoria</strong>, storici vitigni siciliani.</p>
<p>E la grappa di <strong>Zibibbo di Pantelleria</strong>, quella della foto, ma è chiaro che io con i distillati arranco, che profumava di agrumi ed era molto morbida. Praticamente una carezza.</p>
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		<title>Barbera d’Asti DOC – Maranzana, Vezzano 2007</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/barbera-dasti-doc-maranzana-vezzano-2007/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[Maranzana]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>

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		<description><![CDATA[Barbera &#124; 15-20 € Tasting panel quindi. Si, quella cosa lì. Ho pubblicato anche una sorta di definizione, proprio questa mattina, per chiarire meglio. Nello specifico, in questo caso, l&#8217;approccio della Cantina Maranzana all&#8217;internet è fresco e spontaneo, di quelli che vorresti diventare subito loro amico. Dico davvero. Io il più delle volte intercetto le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4583 cornice" title="Barbera d'Asti DOC - Maranzana, Vezzano 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Barbera-dAsti-DOC-Maranzana-Vezzano-20071.jpg" alt="Barbera d'Asti DOC - Maranzana, Vezzano 2007" width="394" height="339" /></p>
<p style="text-align: center;">Barbera | 15-20 €</p>
<p>Tasting panel quindi. Si, quella cosa lì. Ho pubblicato anche <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/12/tasting-panel-definizione-mia/">una sorta di definizione</a>, proprio questa mattina, per chiarire meglio.</p>
<p>Nello specifico, in questo caso, l&#8217;approccio della <a href="http://www.cantinamaranzana.it/">Cantina Maranzana</a> all&#8217;internet è fresco e spontaneo, di quelli che vorresti diventare subito loro amico. Dico davvero. Io il più delle volte intercetto le loro attività su <a href="https://twitter.com/lamaranzana">Twitter</a>. Un po&#8217; meno su <a href="http://www.facebook.com/pages/Vini-DOCG-La-Maranzana/182832396382">Facebook</a>, ma perchè lì sono io ad essere un po&#8217; più lento.<br />
Così, tra una discussione digitale e l&#8217;altra, capita che anche loro provino a mettersi un po&#8217; in gioco inviando, a chi tra il loro pubblico è interessato, un campione della loro Barbera. Giusto per sapere cosa ne pensino.</p>
<p>Una volta arrivato tu poi fatichi a resistere, e preso dal tuo essere curioso, apri il pacco con avidità, certo di assaggiarlo entro poche ore, giusto il tempo per la bottiglia di tornare vicina ad una temperatura normalmente casalinga.</p>
<p><strong>Vezzano</strong>, Barbera affinata in <em>barriques</em> per diciotto mesi, come ti aspetti è assaggio succoso, dalle lacrime grosse e grasse. Affatto stanco, è color rosso rubino, concentrato e vivo. Quando avvicini il naso ti rendi subito conto di una grande fragranza, in particolare del frutto. Ma anche di note più sottili. Avete presente la pianta del sandalo? Ecco.<br />
In bocca è piuttosto secco, sicuramente teso, dal tannino puntuale. Subito dopo, ad anticipare un finale particolarmente lungo, alcune note dell&#8217;affinamento in legno ritornano sul palato, vagamente addolcite.</p>
<p>Ok, ma com&#8217;è, <em>per davvero</em>? Buono, certamente piacevole e godibile. Una Barbera che coniuga struttura, morbidezza e bevibilità. E che ti avvolge.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Tasting panel, una definizione casual(e)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parlo da solo]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Tasting-panel3.jpg" alt="Tasting panel" title="Tasting panel" width="544" height="171" class="aligncenter size-full wp-image-4634 cornice" /></p>
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		<title>X &amp; Y, ovvero due modi di concepire lo stesso vino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 12:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Cascina i Carpini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Carlo Ghislandi]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>
		<category><![CDATA[Vinix]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, si potrebbe semplificare e dire che ci siano persone che parlano e persone che fanno. Si potrebbe dire così, senza affermare che una cosa sia necessariamente migliore dell&#8217;altra. Sarebbe un bell&#8217;incipit, quantomeno. In tal caso, quindi, Paolo Carlo Ghislandi, ovvero Cascina i Carpini, cantina nel tortonese, in provincia di Alessandria, farebbe definitivamente parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4549 cornice" title="X&amp;Y" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/XY.jpg" alt="X&amp;Y" width="394" height="603" /></p>
<p>Ecco, si potrebbe semplificare e dire che ci siano persone che parlano e persone che fanno. Si potrebbe dire così, senza affermare che una cosa sia <em>necessariamente</em> migliore dell&#8217;altra. Sarebbe un bell&#8217;incipit, quantomeno.</p>
<p>In tal caso, quindi, Paolo Carlo Ghislandi, ovvero <a href="http://www.cascinacarpini.it/">Cascina i Carpini</a>, cantina nel tortonese, in provincia di Alessandria, farebbe <em>definitivamente</em> parte della seconda categoria.</p>
<p>Mi spiego. Si scrive e si parla di quà e là delle differenze tra i cosiddetti vini &#8220;naturali&#8221; ed i vini &#8220;normali&#8221; o &#8220;industriali&#8221; (e già sull&#8217;uso e la scelta di questi termini ci sarebbe da discutere, molto). Tutti hanno diverse opinioni e punti di vista. Anche i produttori al centro di questo dibattito sono gli stessi ad essere riuniti in associazioni e movimenti che differiscono sotto diversi aspetti. Triple A, Vin Natur, Vini Veri etc. Quali le differenze? Quali gli approcci?</p>
<p>Ma andiamo con ordine.<br />
Il nostro, un giorno, stanco e con voglia di fare chiarezza sulla questione ha deciso di accantonare per un momento ogni possibile risvolto filosofico e provare ad affrontare la questione in termini produttivi. Nello specifico ha voluto verificare se l&#8217;uso di lieviti selezionati tenda o meno a standardizzare il risultato di una vinificazione, come spesso si dice e si legge in giro. Se privino o meno un vino, quindi, di alcune caratteristiche date dall&#8217;unicità del <em>terroir</em> di origine.</p>
<p>Ed ha ideato i <strong>vini gemelli</strong>.<br />
Due vini, ottenuti dalla stessa vendemmia di un&#8217;unica vigna divisi subito prima della fermentazione in due identiche masse. Stesse condizioni ambientali, uguali vasche d&#8217;acciaio.<br />
Una è stata vinificata &#8220;tradizionalmente&#8221;, inoculando lieviti selezionati, e l&#8217;altra &#8220;naturalmente&#8221;, lasciandola fare da sola. E si, se ve lo state chiedendo, sto semplificando, almeno un po&#8217;.<br />
Ecco quindi due vini, fatti in parallelo ed imbottigliati lo stesso giorno. Due vini, uguali ma diversi. Gemelli, insomma.</p>
<p>Su <a href="http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3316&amp;lang=ita">Vinix</a>, social network dedicato al vino, poi, ha spiegato l&#8217;iniziativa e cercato persone interessate a provare il risultato di questo esperimento. Ci è voluto poco, questione di ore e tanti appassionati da tutta Italia avevano espresso interesse per riceverli. Tra cui il sottoscritto, appunto.</p>
<p>Io, per inciso, ancora non so quale delle due bottiglie sia cosa. Ma un&#8217;idea me la sono fatta.</p>
<p>Perchè uno dei due vini (X) è sembrato subito più elegante. In particolare pareva bevuta dritta, caratterizzata da un naso piuttosto lineare, che inizialmente faticava ad aprirsi ma che poi svelava sentori anche minerali, guadagnando in profondità. La spalla acida ed il tannino verde erano quelli di una bevuta straordinariamente giovane ma con un suo perchè. Un vino che rimaneva spigoloso ed ancora non completamente armonico ma apparentemente fedele a se stesso.</p>
<p>Il secondo invece (Y) è apparso vino che giocava le proprie carte su intensità e (qualche) morbidezza. Frutti rossi, per capirci. Ad un attacco nervoso affiancava uno spessore di diversa architettura, quasi fosse più irruento, nella sua giovinezza. Più lungo? Si. E più intrigante, anche, nel suo essere capace di svelare tratti di maggiore profondità.</p>
<p>Ecco perchè, ma va detto che i miei compagni di questo particolare <em>tasting panel</em> non la pensavano necessariamente allo stesso modo, azzardando un giudizio che credevo molto più semplice, il secondo (Y) era tra i due quello più &#8220;naturale&#8221;. Opinione mia.</p>
<p>Ed aspetto conferme o smentite.</p>
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