Anteprime, il Chianti Classico (in cinque punti)

1) A volte si tende a dare per scontato il perfetto funzionamento di un meccanismo. Meglio però specificare ancora una volta: l’anteprima del Chianti Classico è quanto di meglio ci si possa immaginare per assaggiare con calma e serenità un centinaio di vini e più. La splendida Stazione Leopolda di Firenze aiuta, certo, ma organizzazione e servizio sono da campionato del mondo. Bravi, bravissimi.

2) Parola d’ordine: sangiovese. Si, anche canaiolo, colorino e di tanto in tanto un po’ di ciliegiolo. Ad assaggiare gli ultimi Chianti Classico l’impressione è quella di avere (un po’) meno a che fare con i vitigni internazionali. La strada sembra definitivamente tracciata, ed è decisamente un gran bel bere lo stesso.

3) L’annata 2010 ha regalato vini non particolarmente muscolosi, più giocati sulle finezze e meno sulla struttura. Certo, c’è anche da dire che non erano moltissimi, in tutto quarantasette, e che per una conferma definitiva bisognerà aspettare l’anno prossimo quando anche tutte le altre cantine faranno uscire questo millesimo. Per ora va bene così: leggerezza e divertimento. I nomi che mi sono segnato sono Badia a Coltibuono, Barone Ricasoli “Castello di Brolio”, Castellare di Castellina (stupendo), Fattoria San Giusto a Rentennano, Querciabella (forse più pronto di altri ma davvero notevolissimo per complessità ed ampiezza).

4) L’annata 2009 faceva la parte del leone con circa centotrenta assaggi tra riserve e non. Se mi sono fatto un’idea precisa? Al solito, no. Mi è sembrata una vendemmia particolare, difficilmente inquadrabile, con qualche acuto quà e là ed in generale molto frammentata. L’unico leitmotiv che mi sono appuntato è quello di una tannicità particolarmente incisiva, soprattutto nelle riserve. Fontodi, Isole e Olena, La Porta di Vertine, Savignola Paolina, Villa di Geggiano tra i “base”. Castellare di Castellina, Fèlsina “Rancia”, Villa Calcinaia “Vigna Bastignano” (spettacolare, uno dei due/tre assaggi della giornata) tra le riserve.

5) L’annata 2008, alla Leopolda in circa ottanta interpretazioni, è quella che il sottoscritto ha premiato di più. Non so, forse per la stanchezza e per il fatto di essere a fine giornata, ma più le descrizioni dei vini si accorciavano più, contestualmente, aumentava la media dei punteggi. I nomi sul taccuino digitale sono quelli delle riserve di Badia a Coltibuono, Caparsa “Caparsino”, Castell’in Villa “Poggio alle Rose” (che eleganza!), Castello di Ama, Fontodi “Vigna del Sorbo”, Vignamaggio “Monna Lisa”.

Belle le anteprime, bella l’atmosfera e la possibilità di misurarsi con gli assaggi seriali dedicati ad una tipologia. Il sottoscritto però si ferma qui. Il lavoro (quello vero) chiama e salvo miracoli dell’ultimo minuto mi sarà impossibile partecipare a quella del Nobile di Montepulciano, giovedì, e quella del Brunello di Montalcino, venerdì. Chissà, magari la prossima volta.

Foto: Consorzio Vino Chianti Classico

A proposito di Chianti Classico

Appurata la spettacolarità della location, ieri a Firenze il tempo non era dalla mia parte e mi sono limitato (!) ad assaggiare un po’ di riserve. Sia 2008 che 2007. Volevo cercare di capire se fosse possibile individuare in linea generale alcune differenze legate alle diverse annate. La risposta è certamente positiva, anche se si trattava solamente di una trentina di vini per tipologia. L’idea che piano piano è emersa è quella di un 2008 molto omogeneo, gentile, equilibrato e certamente caratterizzato da belle bevibilità. A differenza di un 2007 capace di rivelare profondità e complessità. Vini più strutturati quindi, ma non per questo più stanchi, anzi.

Ecco i miei due centesimi, giusto i bicchieri che mi sono proprio piaciuti.

Chianti Classico Riserva Le Baroncole 2008, Fattoria San Giusto a Rentennano
Bellissimo naso, floreale e compiuto con un accenno minerale. Bella bocca, snella, dritta, con un’acidità composta. Tannino ancora giovane ma dal grande futuro. Buonissimo. ****+

Chianti Classico Riserva 2007, Badia a Coltibuono
Naso molto bello, materico e glicerico. Regala sentori speziati ed un frutto passito. Molto profondo, avvolgente, piacevole, bellissimo ed elegante. ****+

Chianti Classico Riserva Coltassala 2007, Castello di Volpaia
Buono, naso molto netto, preciso, definito, piacevole e profondo. Moderno, in bocca coniuga molto bene un’anima morbida con una bella spalla acida e fresca. ****

Chianti Classico Riserva Vigna del Sorbo 2007, Fontodi
Profondo, speziato e piacevole. Austero. Bello. In bocca è lineare, perfetamente integrato nelle sue componenti. Limpido sul finale. ****+

Chianti Classico Riserva Baron’Ugo 2007, Monteraponi
Speziatura gentile, vagamente affumicato ed espressivo sulle note più floreali e fruttate. Un accenno quasi minerale. Un grande naso. E poi acidità, freschezza, in generale equilibrio per un finale di grande limpidezza. *****

Chianti Classico Riserva 2007, Savignola Paulina
Naso molto fine, leggero, etereo e di spezie. Altrettanto in bocca, molto piacevole ed elegante. Croccante. Buono. ****

L’anima ‘alta’ del Chianti Classico

Chianti Classico

Ah, il Sangiovese. Degustazione decisamente interessante, nella sua informalità, quella organizzata vicino a Perugia la scorsa settimana da Tipicamente. Tre Chianti, tutti classicieriserva. Tutti provenienti da altitudini superiori alla media. Altitudini considerate quasi (ho scritto quasi) limite per la coltivazione del Sangiovese. Tutti caratterizzati da un’acidità leggermente più accentuata del solito e da un tannino più verde. Tutti ancora piuttosto giovani. Tutti buoni senza voler apparire scontato. Simili e diversi. Eleganti nella loro struttura più esile.

………………..

Chianti Classico Riserva DOCG – Savignola Paolina 2005

Uvaggio: Sangiovese, Colorino

Rosso granato appena chiaro, come appena concentrato. Si caratterizza per sensazioni rosse, anche vinose, molto floreali. E’ minerale, quasi sapido, sicuramente con una nota dolciastra. In bocca è di corpo, è saporito, ha una nota sapida ed un’acidità, come accennato prima, importante. Certo, il tannino scalcia un po’, si deve ancora sistemare. Ma la polpa c’è. Finisce dando l’impressione di rimanere chiuso e di faticare ad aprirsi. E’ giovane, questo sicuramente.

[s3]

………………..

Chianti Classico Riserva DOCG – Castello di Cacchiano 2004

Uvaggio: Sangiovese, Colorino, Malvasia nera

Se la prima idea è quella della grande tipicità del sangiovese, al naso, non è difficile accorgersi del grande corredo olfattivo dietro ad una intensità caratterizzata da grande eleganza. Sensazioni balsamiche, speziate, fruttate, floreali. In bocca è completo, l’impressione è quella di un vestito su misura. E’ in equilibrio e non conosce equilibrismi, nonostante abbia grandi potenzialità di invecchiamento. E’ polposo senza dare l’idea di essere concentrato, grazie anche alla grande sensazione sapida. Ha una persistenza oltre tutto, che ritorna su piacevolissime note floreali, leggere ma mai eteree. Assaggio austero ed elegante. Un Chianti straordinario.

[s5]

………………..

Chianti Classico Riserva DOCG – Rocca di Castagnoli, Poggio a’ Frati 2004

Uvaggio: Sangiovese, Canaiolo

Sensazioni bagnate, di primo impatto. Ma anche di spezie più dolci. Pieno ed elegante, nella sua grande tipicità. In bocca l’utilizzo di legno piccolo non invade la bocca, ma la accompagna nell’essere vellutata. Una bellissima punta di sapidità e speziatura lo rende dritto. E’ avvolgente, morbido, rotondo. Chianti appena più concentrato. Ma non necessariamente meno elegante.

[s4]