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	<title>enoiche illusioni &#187; Sangiovese</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Isole e Olena, Cepparello 2006</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 12:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insomma: ci sono certi vini il cui rimando prima di qualunque altra possibile descrizione è territoriale. Toscana, Chianti classico, sangiovese. Poi certo, prendersi il proprio tempo per ascoltarlo e per cercare di capirlo è doveroso ed estremamente piacevole. Il Cepparello ho sempre pensato fosse straordinario nel coniugare una certa struttura, una grande forza espressiva ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Cepparello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9457" title="Cepparello" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Cepparello.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p>Insomma: ci sono certi vini il cui rimando prima di qualunque altra possibile descrizione è territoriale. Toscana, Chianti classico, sangiovese. Poi certo, prendersi il proprio tempo per ascoltarlo e per cercare di capirlo è doveroso ed estremamente piacevole. Il Cepparello ho sempre pensato fosse straordinario nel coniugare una certa struttura, una grande forza espressiva ed una bellissima levità. Questo grazie ad una linearità gustativa che pochi altri sangiovese possono vantare. Inizia piano piano, con note appena tostate che poi introducono al cuore del sangiovese: la viola, l&#8217;amarena, la ciliegia. Poi la profondità, con note appena erbacee che fanno da sottofondo a caffè, cacao, cioccolato, tutti appena accennati. Infine il sottobosco e una certa pungenza, quasi ferrosa.<br />
L&#8217;assaggio accarezza per poi prendere forza lungo il palato. Senza essere irruento si mostra in tutto il suo equilibrio, con una bellissima freschezza ed un tannino puntuale ma al tempo stesso setoso. C&#8217;è succo, c&#8217;è vitalità, c&#8217;è garbo. Anche sul finale, lungo e definito.</p>
<p>Un sangiovese di enorme eleganza. Un altro inno alla toscanità, dei migliori.</p>
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		<title>Montevertine, Le Pergole Torte 2004</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 07:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se domani mi chiedessero di fare assaggiare il sangiovese a, non so, un essere umano poco avvezzo a questioni enoiche probabilmente inizierei a parlargli del Brunello, ma gli farei assaggiare Le Pergole Torte, magari con qualche anno sulle spalle. Sbaglio? Forse, ma non ci posso fare niente. Quando si parla di Toscana e di sangiovese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Le-Pergole-Torte-2004.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9200" title="Le Pergole Torte 2004" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Le-Pergole-Torte-2004.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a></p>
<p>Se domani mi chiedessero di fare assaggiare il sangiovese a, non so, un essere umano poco avvezzo a questioni enoiche probabilmente inizierei a parlargli del Brunello, ma gli farei assaggiare Le Pergole Torte, magari con qualche anno sulle spalle. Sbaglio? Forse, ma non ci posso fare niente. Quando si parla di Toscana e di sangiovese il mio pensiero vola veloce nel cuore del Chianti Classico, a Radda e a <a href="http://www.montevertine.it/">Montevertine</a>.</p>
<p>Il 2004 non fa eccezione, c&#8217;è carattere e profondità. Ma sono tratti leggeri, si librano con delicatezza senza mai apparire eccessivamente pesanti. E&#8217; meraviglioso. Il colore? Denso, mai lucente ma di grande fascino. Ricorda la consistenza di una stoffa pregiata. Il naso? La complessità è tutta qui, nel definire al meglio uno spettro olfattivo molto didascalico, sangiovese all&#8217;ennesima potenza. Accenni floreali, impreziositi da un leggero affinamento in bottiglia. Note più fruttate, mature, calde. Ma anche spezie nobili ed una punta tabacco. E poi la bocca, avvolgente ed elegante, magistralmente definita per equilibrio ed armonia.</p>
<p>Buonissimo, a dire poco, per un&#8217;annata che adesso comincia a dare il meglio di sé. Da bere. E da ribere, siempre.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/05.png"></div>
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		<title>Montecucco Sangiovese DOC Pieve Vecchia, Chorum 2007</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2011/05/montecucco-sangiovese-doc-pieve-vecchia-chorum-2007/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 16:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sangiovese &#124; 10/15 € Approfitto del post precedente per rimanere in tema e scrivere qualche riga di Chorum, il vino più conosciuto di Pieve Vecchia. A conti fatti da non mancare, me ne ero accorto quest&#8217;anno in fiera a Verona, era uno degli assaggi che mi ero segnato con diverse sottolineature anche per lo straordinario rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Montecucco-Sangiovese-DOC-Pieve-Vecchia-Chorum-2007.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8219" title="Montecucco Sangiovese DOC Pieve Vecchia, Chorum 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Montecucco-Sangiovese-DOC-Pieve-Vecchia-Chorum-2007.jpg" alt="" width="400" height="391" /></a>Sangiovese | 10/15 €</p>
<p>Approfitto del <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2011/05/la-lista-sociale-che-vini-mettere-in-carta-li-scegli-tu/">post precedente</a> per rimanere in tema e scrivere qualche riga di <em>Chorum</em>, il vino più conosciuto di Pieve Vecchia. A conti fatti da non mancare, me ne ero accorto quest&#8217;anno in fiera a Verona, era uno degli assaggi che mi ero segnato con diverse sottolineature anche per lo straordinario rapporto tra spesa e conseguente felicità. Davvero.</p>
<p>Da assaggiare quindi, da una parte per la sua grande tipicità -ah il sangiovese- dall&#8217;altra per il suo coniugare tante cose che si cercano in un bicchiere. Struttura, espressività, bevibilità. Naso intrigante e piuttosto profondo, spazia dalla ciliegia al tabacco, dal minerale al mediterraneo. In bocca è secco, conferma questa sua vena marittima con una nota di grande sapidità che attraversa tutto il palato e che lo accompagna anche sul finale, appena amarognolo. Raffinato e generoso.</p>
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		<title>Toscana IGT Colle Santa Mustiola, Poggio ai Chiari 2004</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2011/02/toscana-igt-colle-santa-mustiola-poggio-ai-chiari-2004/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 10:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Emiliano Falsini]]></category>
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		<description><![CDATA[Sangiovese &#124; 35 € Quando a Montefalco è una bellissima giornata, com&#8217;è stata la settimana scorsa, il panorama tutto intorno è di quelli da rimanere un po&#8217; lì, a guardarsi intorno meravigliati. L&#8217;occasione era una degustazione di alcuni vini curati da Emiliano Falsini, di professione enologo. Di grande sensibilità, le sue consulenze spaziano un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-7474" title="Poggio ai Chiari 2004" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/photo3.jpg" alt="" width="400" height="391" /></p>
<p style="text-align: center;">Sangiovese | 35 €</p>
<p>Quando a Montefalco è una bellissima giornata, com&#8217;è stata la settimana scorsa, il panorama tutto intorno è di quelli da rimanere un po&#8217; lì, a guardarsi intorno meravigliati. L&#8217;occasione era una degustazione di alcuni vini curati da <a href="http://www.emilianofalsini.it/">Emiliano Falsini</a>, di professione enologo. Di grande sensibilità, le sue consulenze spaziano un po&#8217; per tutta l&#8217;Italia, con particolare attenzione alla Toscana, sua terra natale, e l&#8217;Umbria. Con qualche digressione in Sicilia e regioni limitrofe. Certo, non abbiamo assaggiato tutto di tutte le cantine, ci mancherebbe. Solo qualcosa quà e là, per un totale di venti etichette da una quindicina di aziende. Vini che se pur con ovvie diversità si caratterizzano per un grande rispetto dell&#8217;intrinseca natura del vitigno che le vede nascere. Tanto a Bolgheri quanto sull&#8217;Etna.</p>
<p>Poggio ai Chiari, per dire. E&#8217; un vino prodotto da sangiovese (con una minima parte di colorino) a Chiusi, nella zona del lago Trasimeno, proprio al confine della Toscana con l&#8217;Umbria. Un vino che quasi &#8220;brunelleggia&#8221; per la delicata profondità degli aromi che sa offrire. C&#8217;è una florealità diffusa ed un frutto leggero e croccante. Una leggera speziatura fa da apripista ad una bocca di grande fascino, mai troppo potente ed al tempo stesso mai esile. In una parola, elegante. Una bella nota tannica accompagna tutto l&#8217;assaggio, lungo, fresco e di grande espressività. Un sangiovese meraviglioso.</p>
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		<title>Umbria Rosato IGT &#8211; Roberto Lepri 2009</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/09/umbria-rosato-igt-roberto-lepri-2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 17:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria]]></category>
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		<description><![CDATA[Sangiovese &#124; &#60;10 € Di questa piccola azienda alle porte di Perugia avevo già scritto belle cose, era l&#8217;estate del 2008. E riapro volentieri una piccola parentesi, che il rosato allora non c&#8217;era. Rosato scuro, regala note tipiche ed eleganti. Viola, tipo. Mammola, per dire. Ciliegia, quasi. In bocca è piuttosto nervoso, puntuale grazie ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6599" title="Umbria Rosato IGT - Roberto Lepri 2009" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Umbria-Rosato-IGT-Roberto-Lepri-2009.jpg" alt="" width="344" height="418" />Sangiovese | &lt;10 €</p>
<p>Di questa piccola azienda alle porte di Perugia <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2008/07/roberto-lepri-azienda-agrituristica-baldassarri-perugia/">avevo già scritto belle cose</a>, era l&#8217;estate del 2008. E riapro volentieri una piccola parentesi, che il rosato allora non c&#8217;era.</p>
<p>Rosato scuro, regala note tipiche ed eleganti. Viola, tipo. Mammola, per dire. Ciliegia, quasi. In bocca è piuttosto nervoso, puntuale grazie ad uno svolgersi particolarmente preciso degli aromi che si rincorrono fino ad un finale particolarmente fruttato. E poi c&#8217;è quella nota alcolica che non è mai invasiva, ed anzi dona vita e ricchezza.<br />
Una bella scoperta (ancora). Davvero piacevole.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
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		<title>Oneglass, il vino da portare sempre con sé</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/oneglass-il-vino-da-portare-sempre-con-se/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
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		<description><![CDATA[La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento? Oneglass risponde esattamente a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6223 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass3.jpg" alt="" width="544" height="500" /></p>
<p>La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento?<br />
<a href="http://www.oneglass.it/">Oneglass</a> risponde <em>esattamente</em> a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse appena meno) la cui peculiare caratteristica è proprio la portabilità. Sta dappertutto, anche in tasca, per dire.</p>
<p>Quando avevo deciso di aderire a questo tasting panel (l&#8217;avevo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/tasting-panel-reprise/">anticipato</a> velocemente un paio di settimane fa) la cosa che più mi incuriosiva era il tipo di vino contenuto all&#8217;interno di questi piccoli contenitori. Chissà se era possibile, mi chiedevo, coniugare un progetto così <em>pop</em> ed un vino di qualità. Perchè qui la faccenda non è così immediata. Da una parte il contenitore, dall&#8217;altra il contenuto.</p>
<p><strong>Il contenitore</strong></p>
<p>Chapeau. Queste bottiglie in miniatura sono bellissime. Si potrebbe dire della forma o della grafica in generale ma la cosa che sicuramente colpisce di più è il materiale. C&#8217;è proprio quella sensazione tattile, sarà il <em>grip</em>, ma l&#8217;idea che trasmette è di sicurezza, di cosa fatta bene.<br />
Sotto ogni &#8220;bicchiere&#8221; poi una piccola frase, una miniatura, un ricordo. Sempre diversa: &#8220;ingerire per via orale&#8221;, &#8220;istruzioni per l&#8217;uso: versare, bere&#8221;, &#8220;attenzione, potrebbe migliorare la giornata&#8221;, e molti altri.<br />
Tutto è millimetrico, la qualità non è un&#8217;impressione ma cosa da toccare con mano.</p>
<p><strong>Il contenuto</strong></p>
<p>Sono tutti blend, i vini di Oneglass. I due bianchi, pinot grigio e vermentino, sono rispettivamente tagliati con traminer e chardonnay. I due rossi, cabernet sauvignon e sangiovese, con teroldego e syrah.</p>
<p>Ad assaggiarli sono tutti vini appena corretti, che sembrano rispondere all&#8217;esigenza da una parte di un gusto un po&#8217; internazionale e dall&#8217;altra di un pubblico un po&#8217; inconsapevole, se mi spiego.<br />
Il <strong>vermentino</strong>, per dire, manca di quel carattere mediterraneo capace a volte di donare profondità e mistero. C&#8217;è morbidezza, certo. Ci sono profumi ed una certa acidità anche se poi in bocca non sembra così integrato, anzi.<br />
Il <strong>pinot grigio</strong> (l&#8217;aromaticità del traminer è evidente) invece sembra più equilibrato nel suo svelarsi femminile, almeno in apertura. Solo con l&#8217;alzarsi della temperatura emerge una nota più alcolica, anche sul finale, che sovrasta certe gentilezze e che inesorabilmente lo appiattisce.<br />
Il <strong>sangiovese</strong> (anche qui, syrah in primo piano) è più ordinario. C&#8217;è (un po&#8217; di) tannino, c&#8217;è (un po&#8217; di) corpo, sembra ci sia un&#8217;idea. E poi nella sua semplicità chiude abbastanza bene, anche se appena addolcito.<br />
Il <strong>cabernet</strong> è forse l&#8217;assaggio più convincente dei quattro, proprio perchè quello che più facilmente riporta la mente alla purezza espressiva del vitigno. Ci sono corrispondenze ed è vino che lungo tutto l&#8217;assaggio trova una certa armonia.</p>
<p>Decisamente meglio i rossi dei bianchi quindi, anche se l&#8217;idea è di avere a che fare con vini che non cercano la propria via attraverso la qualità dell&#8217;assaggio. La domanda che sorge con una certa spontaneità riguarda però la provenienza. Che vini sono? Chi li ha prodotti? Sulla confezione nessuna notizia oltre la denominazione (IGT) e le altre menzioni obbligatorie per legge. Peccato.</p>
<p><strong>Oneglass</strong></p>
<p>Contenitore e contenuto quindi. Da una parte si potrebbe scrivere che forse Oneglass è progetto piuttosto centrato che sicuramente potrà trovare un suo spazio ben definito nel mercato. In treno, in aereo, in autostrada o magari in tasca. Chissà. C&#8217;è tutta questa cosa della portabilità e poi tutto il <em>coolness</em> della grafica e del packaging. E poi <em>chissenefrega</em> se il vino non è espressione del territorio da cui proviene. Mai come in questo in questo caso capisco che la mancanza di quelle caratteristiche che normalmente potrei trovarmi a cercare in un vino non è davvero un problema. Oneglass non è tanto vino in sé quanto la possibilità di bere un bicchiere di vino. Sempre. A. Portata. Di. Mano. Bene, quindi.</p>
<p>Mi viene un dubbio, però. Un tasting panel in fondo è una sorta di indagine di mercato in cui viene chiesta un&#8217;opinione personale, non un&#8217;idea di quello che potrebbe essere per altri. Cioè, io azienda spedisco a te consumatore un prodotto per avere un tuo riscontro in proposito. Ed il sottoscritto &#8211; italiano, <em>thirtysomething</em>, celibe, istruito, di medio reddito &#8211; cosa ne pensa di Oneglass? Anzi, lo comprerebbe? E tutto qui, alla fine. O no?</p>
<p>La risposta è no, quindi. Non credo lo comprerei. E&#8217; vero che la confezione da 100 ml è indiscutibilmente comoda, ma io normalmente bevo al bar, in enoteca, al ristorante, a casa, magari in ufficio e se anche dovessi organizzare alcuni bicchieri di vino in un contesto diverso e <em>noncosìovvio</em> probabilmente sarebbe occasione particolare, che meriterebbe una bottiglia pensata per l&#8217;occasione. E poi io sono uno che il contenuto è davvero importante. Mi piace sapere il chi, il cosa, il come ed il dove di ogni vino che assaggio. Non mi basta sapere di che blend si tratti e quale sia la data di scadenza, vorrei (qualcosa) di più.</p>
<p>Ma probabilmente il sottoscritto non ha niente a che fare con l&#8217;acquirente tipo. Di Oneglass, dico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6222 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass.jpg" alt="" width="544" height="302" /></p>
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		<title>Umbria Sangiovese IGT &#8211; Collecapretta, Le Cese 2007</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 10:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sangiovese &#124; &#60;10 € Di Vittorio Mattioli e della sua straordinaria accoglienza avevo già accennato, era meno di un mese fa. Allora avevo scritto di quello che è in assoluto il suo vino che preferisco, un Trebbiano Spoletino di rara purezza espressiva. Personalissimo, però. La produzione di Collecapretta poi spazia dai bianchi ai rossi, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6211" title="Umbria Sangiovese IGT - Collecapretta, Le Cese 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Umbria-Sangiovese-IGT-Collecapretta-Le-Cese-2007.jpg" alt="" width="344" height="418" /></p>
<p style="text-align: center;">Sangiovese | &lt;10 €</p>
<p>Di Vittorio Mattioli e della sua straordinaria accoglienza <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/06/umbria-trebbiano-spoletino-igt-collecapretta-vigna-vecchia-2008/">avevo già accennato</a>, era meno di un mese fa. Allora avevo scritto di quello che è in assoluto il suo vino che preferisco, un Trebbiano Spoletino di rara purezza espressiva. Personalissimo, però.<br />
La produzione di Collecapretta poi spazia dai bianchi ai rossi, dal greco alla barbera. Passando per il sangiovese, certo. In fondo l&#8217;ampia zona dei Colli Martani sa regalare espressioni particolarmente compiute, quando si pensa al più diffuso dei rossi della zona.<br />
<em> Le Cese</em> ha un&#8217;anima fatta di sensazioni avvolgenti, che piano piano sembrano andare verso un&#8217;idea di uva calda, matura. A sentirlo bene infatti c&#8217;è anche un qualcosa che riporta la mente ad un certo perchè esotico, senza però passare da quello che normalmente regala la botte piccola. Sono sensazioni più sottili, sandalo, per dire. C&#8217;è rigore, ma anche passione.<br />
In bocca tutte le componenti appaiono particolarmente equilibrate, pulite, con quel ritorno ad un&#8217;idea di fragranza, più dolce. E sul finire si distende, piacevolmente.</p>
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		<title>Umbria IGT &#8211; Roccafiore, Rosso 2007</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Sangiovese &#124; 15-20 € Roccafiore si caratterizza per quella pulizia, quella precisione stilistica che accomuna tutta la produzione. E che poi è anche tipica dei vini di Hartmann Donà, ne avevamo già parlato tempo addietro. Il sangiovese che viene dalle parti di Todi è certamente tipico, ma anche austero. Di certo una bella interpretazione, capace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5597" title="Umbria IGT – Roccafiore, Rosso 2007" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Roccafiore2.jpg" alt="" width="344" height="417" /></p>
<p style="text-align: center;">Sangiovese | 15-20 €</p>
<p>Roccafiore si caratterizza per quella pulizia, quella precisione stilistica che accomuna tutta la produzione. E che poi è anche tipica dei vini di <a title="Hartmann Donà" href="http://www.enoicheillusioni.com/2009/11/hartmann-dona/">Hartmann Donà</a>, ne avevamo già parlato tempo addietro.</p>
<p>Il sangiovese che viene dalle parti di Todi è certamente tipico, ma anche austero. Di certo una bella interpretazione, capace di coniugare corpo ed eleganza. Alle più familiari sensazioni di viola (appena appassita) e di piccoli frutti rossi si ritrovano profondità che ricordano spezie più scure, quasi pungenti, quasi di liquirizia, per dire.<br />
In bocca poi sembra particolarmente equilibrato, freschezza ed acidità si integrano a vicenda, e quella punta di alcolicità non è invasiva. Pulito sul finire, l&#8217;impressione è che possa regalare soddisfazioni anche se lasciato riposare in cantina. E magari ricapiterà da queste parti, un giorno.</p>
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		<title>Sangiovese di Romagna Superiore DOC &#8211; Terre Cevico</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 09:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uvaggio: Sangiovese &#124; Prezzo: &#60;10 € Vero è che, in particolare in bocca, è bevuta che sembra coniugare un corpo ed una trama tannica di un certo interesse, almeno per qualche momento. Generalmente però, credo, arranca. Rosso rubino scuro, appena più chiaro sul bordo, è sangiovese di qualche tipicità: viola, ciliegia e sentori terziari, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3512 cornice" title="Sangiovese di Romagna Superiore DOC - Terre Cevico" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Sangiovese-di-Romagna-Superiore-DOC-Terre-Cevico.png" alt="Sangiovese di Romagna Superiore DOC - Terre Cevico" width="294" height="258" />Uvaggio: Sangiovese | Prezzo: &lt;10 €</p>
<p>Vero è che, in particolare in bocca, è bevuta che sembra coniugare un corpo ed una trama tannica di un certo interesse, almeno per qualche momento. Generalmente però, <em>credo</em>, arranca. Rosso rubino scuro, appena più chiaro sul bordo, è sangiovese di qualche tipicità: viola, ciliegia e sentori terziari, di vaniglia calda in particolare. Appena monocorde. La legnosità, poi, ritorna con una certa prepotenza e copre quel potenziale quid di freschezza. Finale piuttosto corto, certamente addolcito.</p>
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		<title>Umbria IGT &#8211; Villa Mongalli, Rosso 2006</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 21:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Villa Mongalli]]></category>

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		<description><![CDATA[Uvaggio: Sangiovese &#124; Prezzo: &#60;10 € Rosso rubino scuro, quasi stanco e più granato sul filo. Si, appena perplesso infili letteralmente il naso nel bicchiere e ritrovi sentori tipici del sangiovese, e mi riferisco in particolare ai frutti, più maturi e passiti al sole che appena colti. Sensazioni terziarie, poi, coprono appena gli stessi: vaniglia? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Uvaggio: Sangiovese | Prezzo: &lt;10 €</p>
<p>Rosso rubino scuro, quasi stanco e più granato sul filo. Si, appena perplesso infili letteralmente il naso nel bicchiere e ritrovi sentori tipici del sangiovese, e mi riferisco in particolare ai frutti, più maturi e passiti al sole che appena colti. Sensazioni terziarie, poi, coprono appena gli stessi: vaniglia? Tabacco?<br />
Cercando una risposta assaggi e ritrovi grandi <em>morbidosità</em>, nonostante una netta idea di sapidità in apertura, subito sopita. Peccato. Assaggio largo, di media persistenza, di poca soddisfazione.</p>
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