Recioto della Valpolicella Classico DOC Masi, Amabile degli Angeli 1998

Corvina, Rondinella, Molinara

– Il Recioto è uno dei due grandi vini dolci passiti rossi italiani. Ok, ce ne sono anche altri ma con il sagrantino è sicuramente il più importante.

– Passito? Vuol dire che è prodotto con l’antico metodo dell’appassimento delle uve. Durante la vendemmia si selezionano i migliori grappoli e si ripongono in piccole casse o graticci di bambù in fruttai dotati di finestre per una naturale ventilazione (bhè, ormai non lo fa praticamente più nessuno, che i ventilatori sono più affidabili, con alcuni limiti). Dopo circa tre mesi le uve perdono il 35-40% del peso originario, acquisendo una maggiore concentrazione. Ecco che quindi si può procedere alla vinificazione vera e propria, spesso accompagnata da un periodo di affinamento in legno. Questo il sunto.

Avevo scritto che si tratta di vini capaci come pochi di raccontare e rimandare al territorio dove sono nati. Bhè, forse. Perchè a proposito di questo particolare Recioto della Valpolicella ho trovato note stupefacenti, forse mai sentite in un altro bicchiere. Un esempio? Acciughe sott’olio. E poi una salinità straordinaria, come quando il viso è vicino alla sabbia, poco prima del bagnasciuga. Ma anche sentori fruttati, leggeri, fragranti. Miele e gomma. Un profilo olfattivo talmente sfaccettato che ogni volta non vedevo l’ora di tornare a sentire cosa stava per raccontare. Una sorpresa, una vera sorpresa. In bocca ecco tornare note più tipiche, in particolare sul frutto passito, ed una grande sapidità. Scorrevole, equilibrato, energico senza mai apparire sopra le righe. E, neanche a dirlo, con un finale di rara lunghezza.

– Si. Quando scrivi un post per punti e tutto il resto. Lo so, lo sapete.

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Recioto della Valpolicella DOC – Trabucchi 2005

Recioto TrabucchiUvaggio: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella, Dindarella, Oseleta

E se ieri ho scritto dell’Amarone oggi devo obbligatoriamente dedicare qualche riga al Recioto, entrambi assaggiati ieri sera. Ancora migliore, se possibile. Perchè più in tensione, più dritto, estremamente elegante. Naso complessissimo di frutti rossi scuri. Marmellate e passiti. Idee anche balsamiche. Spezie austere. In bocca ha una rotondità ed una freschezza straordinarie. E’ armonico nel suo essere completo, dall’attacco, fino a quell’idea che rimane sul palato parecchio tempo dopo averlo assaggiato. Son soddisfazioni da bere.

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Recioto della Valpolicella Classico DOC Domìni Veneti, Vigneti di Moron 2004

Recioto della Valpolicella DOC - Domìni Veneti, Vigneti di Moron 2004

Uvaggio: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella, Croatina

Non ci posso fare niente. Non amo il Natale. Cioè. Non è che non lo ami. E’ che non riesco a farmi contagiare a tutti i costi dall’atmosfera che il Natale si porta dietro. Non mi piace fare i regali, per esempio. Io sono uno di quelli che compra tutto insieme il giorno prima. Avete presente? Non riesco ad essere di buon umore a tutti i costi. Com’è che cantavano Luca Carboni e il Jovanotti? “O è Natale tutti i giorni o non è Natale mai”? Ecco. Vediamola così. Una nota positiva? Il vino, ovviamente! E i tortellini di mia madre. E la cena di pesce della vigilia. Adoro i gamberoni, e gli astici, e gli scampi, e le capesante, tutto gratinato. E lo Champagne. Insomma. Avete capito cosa intendo. Questo Recioto? Tanta frutta rossa. Sotto spirito, soprattutto. Lampone, amarena, ciliegia. Ottimo residuo zuccherino. Discreta acidità. Buona persistenza. Con il pandoro. Magari a Natale, appunto.

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