It’s disgusting

Appena finita la prima puntata su Twitter avevo scritto di aver apprezzato Flesh and Bone, miniserie ambientata a New York e dedicata al balletto (qui il trailer). In verità dopo aver visto anche la seconda devo dire che no, non è certo prodotto televisivo indimenticabile. Tant’è, solo per segnalare questo breve scambio di battute dedicate al Prosecco (e allo Champagne). Pochi secondi che possono dire molto su percezione e su posizionamento.

– For God’s sake, stop naysaying. You know I hate naysaying.
Per l’amor di Dio, smettila di dire sempre di no. Sai che odio i signornò.
– I’m not naysaying… I’m saying, and you just don’t like hearing it.
Non dico sempre di no, lo… dico e a te non piace sentirlo.
– I’m sick to death of all these constraints. I feel confined. I can’t breathe. I’m nauseous.
Sono stanco morto di tutti questi vincoli. Mi sento prigioniero. Non posso respirare. Mi viene la nausea.
– Do you want a glass of water?
Vuoi un bicchiere d’acqua?
– No, I do not want a Goddamn glass of water. I want some fucking champagne… At this fucking event.
No, non voglio un maledetto bicchiere d’acqua. Voglio dello Champagne, cazzo… a questo cazzo di evento.
– Maybe the man likes Prosecco?
Forse a lui piace il Prosecco?
– Well, I don’t! It is sparkling wine! It is disgusting!
Beh, a me no. È del vino frizzante. È disgustoso!

Tutto il Prosecco in una mappa


Ha ragione, Luca Ferraro di Bele Casel. Spesso quando si parla di Prosecco a denominazione di origine controllata e garantita ci si dimentica di Asolo e si tende a scrivere/parlare unicamente di Conegliano Valdobbiadene. Il Consorzio Tutela Vini Montello e Colli Asolani Doc ha provato a metterci una pezza pubblicando una cartina che riporta fedelmente i confini delle rispettive denominazioni. Bravi.

Paragoni impossibili

“Così il Prosecco sfida lo Champagne” (Il Sole 24 Ore)

“Anno effervescente il 2012, il Prosecco batterà lo Champagne” (Italia a Tavola)

“Il Prosecco supererà lo Champagne, nel 2012 400 milioni di bottiglie prodotte” (Corriere del Veneto)

“Il Prosecco italiano batte lo Champagne” (La Repubblica)

Prezzo medio delle uve di prosecco a denominazione di origine controllata, vendemmia 2011: 0,90/0,95 euro/kg. Prezzo medio delle uve di Champagne, vendemmia 2011: 5 euro/kg

Game. Set. Match. Anzi, a questo proposito segnalo un post del mese scorso di Giovanni Arcari su TerraUomoCielo. La zona è quella del Franciacorta, ma il paragone con il Prosecco non cambia poi molto nella sostanza:

“Siamo ancora fermi a rincorrere le quantità, convinti che una buona massa critica porti inevitabilmente alla creazione di un mercato che non aspetta altro di essere saturato, mentre l’unico risultato derivante da azioni tanto stupide altro non è che l’inflazionarsi del prodotto, con un conseguente calo nella percezione qualitativa da parte dei consumatori.”

VSQ Silvano Follador, Metodo Classico Dosaggio Zero 2008

Prosecco | 15 €

A proposito di Prosecco, non troppo tempo fa mi ero imbattuto in questo metodo classico (si, esatto). La dimostrazione di quanto di buono -e di diverso- possa esserci tra i tanti milioni di bottiglie che tutti conosciamo, quelli più “cheap” che “alternative”. Un prosecco di personalità, elegante e definito.

Voglio dire, è un bicchiere in cui è facile trovare tutte le note tipiche del vitigno, in particolare per il frutto, mai troppo aggressivo. E poi i toni derivanti dalla vinificazione sui lieviti: quella leggera crosta di pane ben inserita in un contesto fatto di fragranze. In bocca la bevibilità la fa da padrone. Secco come ci piace, grande freschezza, una leggera acidità, un equilibrio che trova il proprio senso più compiuto sul finale dell’assaggio, particolarmente pulito.

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Prosecco, mercati, marketing (mix)

Franco Ziliani ieri ha scritto un interessante post dedicato al mercato dei vini bianchi in Inghilterra, con particolare riferimento al pinot grigio. Ha scritto anche che i produttori di prosecco non dovrebbero essere fieri del fatto che il loro prodotto venga considerato come una “cheap alternative” allo Champagne. Certo, essere considerati cheap in qualunque campo non è mai sinonimo di un’immagine forte, vincente, attraente. Ci mancherebbe.

Però, ecco, il marketing mix non è un’opinione e product, price, place e promotion sono ancora argomenti piuttosto validi. E se penso al Prosecco la mia mente vola ad un prodotto mediamente buono, sicuramente economico, più presente nella grande distribuzione che nelle enoteche più blasonate e vagamente ancorato a concetti come “easy” e “funny”.

Sapete la notizia qual è? Che in alcuni mercati il Prosecco è esattamente una “cheap alternative” allo Champagne. E non ci vedo niente di male.

Il Prosecco Colfòndo, la degustazione continua


E’ successo questo: ricordate la degustazione di prosecco colfòndo che si era tenuta ad Asolo il mese scorso? L’avevo segnalata il giorno prima e, subito dopo, avevo ripreso alcuni dei successivi post dei presenti. Bene. Luca Ferraro, ideatore di questo momento di confronto e proprietario della cantina Bele Casel, è stato così gentile da scrivermi -testualmente- che se non potevo andare io ad Asolo sarebbe stata Asolo a venire da me. Oh yeah. Morale della favola, ecco in pochi giorni vedermi recapitare in ufficio otto bottiglie pronte per essere assaggiate. Giusto il tempo di organizzare la cosa con alcuni amici ed ecco sabato 20 novembre andare in onda Colfòndo Reprise.

Otto vini dicevo. Otto prosecco, ma colfòndo, che poi vorrebbe dire sui lieviti. Si tratta di una pratica quasi ancestrale, dimenticata solo negli ultimi tempi ma storicamente sempre presente. Il lasciare i lieviti all’interno della bottiglia fare naturalmente il loro lavoro, senza intervenire. E’ chiaro che il risultato di questo lavoro regalerà poi vini estremamente caratterizzati, torbidi (il fondo, appunto), sempre diversi tanto gli uni dagli altri quanto capaci di evolvere e cambiare rapidamente nel tempo. Vini affascinanti, lontani anni luce dal prosecco che tutti conosciamo, buono per uno spritz ma difficilmente proponibile in un contesto qualitativo assoluto. Alcuni illuminati, primo tra tutti Loris Follador di Casa Coste Piane, negli ultimi anni hanno ripreso questa particolare pratica ed oggi sono sempre di più quelli che, timidamente, cominciano ad affacciarsi con prodotti che raccontano di un sottofondo emozionale vivo, dinamico, mai scontato.

Della degustazione -più che riportare le note di tutti- ricordo con piacere la profondità che è emersa piano piano de La Basseta. Un prosecco tutto da scoprire, verde, a ricordare sensazioni quasi vegetali, in particolare in bocca. E Casa Coste Piane, capace di affascinare per il suo carattere sottile senza essere per questo esile. Buonissimo nel coniugare tutte le diverse componenti in un bicchiere straordinariamente bevibile nella migliore accezione del termine. Frozza, didascalico nell’esprimere tutte le componenti trovate in altri ma capace di donare loro una compostezza incredibile. E poi Zanotto, diverso, quasi un metodo classico nelle sensazioni e caratterizzato da grande pulizia ed eleganza.

La degustazione ha avuto momenti di discussione intorno a questo o a quello, ma la cosa certamente che è emersa con più convinzione riguarda le intensità di certi colfòndo. Vini decisamente vibranti, espressivi ma un po’ intrappolati in un contesto estremamente fruttato, forse troppo, ed incapaci così di raccontare al meglio le caratteristiche più legate alla finezza, in particolare al naso. E nuovamente l’ennesima conferma di quanto assaggiando una tipologia alla cieca si riesca ad imparare ed approfondire. Ma di questo devo ringraziare ancora una volta Luca (e Valentina per la foto in apertura, ed Andrea per essere venuto da Roma, e tutti gli altri che hanno deciso di dedicare qualche ora per scoprire un vino che appassiona, e che ci ha fatto definitivamente capire che esiste un prosecco straordinario, ben oltre quello che si usa per i cocktail).

Una giornata di collegamenti: al prosecco, quello colfòndo

Ricordate? Avevo segnalato la degustazione pochi giorni fa.

– Secondo Filippo Ronco (in un post che racconta anche altre belle cose) c’è anche la consapevolezza di esser parte di qualcosa che sta cambiando radicalmente il modo di parlare di vino. In meglio, certo.

– Poi ci sono alcune note di degustazione. Di Stefano Caffarri, per dire. Ma anche di Carolina Gatti, produttrice. Di Maria Grazia Melegari. Ed un bel racconto di Daniela, su Scatti di Gusto.

– Sempre Stefano poi ha introdotto la degustazione, qui c’è un video della cosa. Ed alla fine Mario Pojer (Pojer&Sandri) ha parlato di un suo nuovo piccolo progetto. Si chiama Zero, e viene da uve Solaris. In video.

– Ed infine, anche se è decisamente off-topic, una segnalazione di una certa rilevanza. Forse ricorderete quella commedia, Julie&Julia, in cui una ragazza decideva di rifare tutte le ricette contenute nel celebre libro di cucina Mastering the Art of French Cooking di Julia Child e di raccontare l’esperienza su un blog dedicato. Bene, lo stanno facendo anche loro. Ma con tutte (tutte e 790!) le ricette di Pellegrino Artusi, loro sono i Pellegrini di Artusi. Straordinari.

Domani mattina va in scena il prosecco, colfòndo

C’è molto fermento in rete per una degustazione che si terrà domani mattina ad Asolo, la provincia è quella di Treviso. Si tratta di un incontro nato e sviluppatosi su diversi social network, grazie allo straordinario lavoro di Davide Cocco e di Luca Ferraro, il nome della sua cantina è Bele Casel. Nello specifico si alzerà il sipario su una tipologia di prosecco sconosciuta ai più ma che sa regalare belle soddisfazioni grazie alla sua capacità di essere profondo, noncosìfacilmente codificabile, sicuramente affascinante: il prosecco colfòndo, o sui lieviti.

Queste le aziende le cui bottiglie sono state inserite nella degustazione:

Docg Asolo: Bele Casel e Biondo Jeo
Docg Valdobbiadene: Frozza e Casa Coste Piane
Docg Conegliano: Costadilà e Zanotto
Doc: Lorenzo Gatti e Maurizio Donadi

Ci sarebbero decine di link da segnalare per provare a raccontare questa bella storia. Ne rilancio qualcuno, una sorta di viaggio nei territori che vedono nascere il colfòndo:

Il Colfòndo del Piave
Il Colfòndo di Valdobbiadene
Il Colfòndo di Conegliano
Il Colfòndo di Asolo
Il Colfòndo degli altri

E c’è anche lo streaming della degustazione, online a partire dalle 11.00 di domani. Praticamente imperdibile.