Everything changes

Nel frattempo Eric Asimov, penna di riferimento per il New York Times, consiglia tre vini italiani all’interno di una selezione di venti bottiglie da tutti i giorni. Tra questi, il “Fontana dei Boschi” di Vittorio Graziano, il “Querciole” di Ca’ de Noci, il Nebbiolo della Produttori di Barbaresco – esatto, si dice LA PdB, l’ho scoperto ieri grazie ad Ale Morichetti (via Stefano Caffarri, su Facebook).

Anche quest’anno, Vini nel Mondo

Non poteva mancare. E quindi ecco, anche quest’anno (qui trovate il diario dell’edizione 2008 e 2009), un breve report (a punti, come sempre) di quella bella manifestazione che è Vini nel Mondo, a Spoleto.

Le degustazioni sono irrinunciabili, da sole valgono il viaggio. Per i vini? Si, ma i racconti di Sangiorgi sono anche meglio, a prescindere dal contenuto del bicchiere. E certo, abbiamo assaggiato cose che non capitano certo tutti i giorni. Quel Vigna Monticchio 1988, per dire. E tutti gli altri (oddio, detto così sembra riduttivo, non è così e non è certo voluto).

– Curiosi e divertenti i metodi classici di Feudi di San Gregorio, in particolare il Dubl Greco e il Dubl Aglianico. I sangiovese di Dalle Nostre Mani, il Barolo di Vajra (ma di quello scriverò a parte, visto che sono passato in cantina la settimana scorsa), il nebbiolo di Diego Conterno e, volutamente ultimo, da gridare al miracolo, il Barolo Rocche di Brovia. Straordinario, buonissimo.

– Spoleto è sempre affascinante, ti cattura.

– E poi è sempre bello riassaggiare cose che mi erano già piaciute. Il Nobile di Montepulciano di Poderi Sanguineto, il Barbaresco dei Produttori del Barbaresco, il Rosso Spina de La Spina, il trebbiano di Collecapretta (l’altro però è più pulito, il Vigna Vecchia), tra i tanti.

Barbaresco DOCG – Produttori del Barbaresco 2004

Produttori

Uvaggio: Nebbiolo 100%

Si, insomma, questo è il Barbaresco che tutti, una o più volte, vi sarete ritrovati nel bicchiere. Quello dei grandi numeri e dal prezzo facile. Rosso granato e giusto al naso esprime aromi molto netti e molto puliti: fiori rossi passiti, confetture, sempre rosse, sentori terziari speziati, anche appena caldi. In bocca è estremamente scorrevole, il tannino è levigato e piacevolissimo, pur non mancando qualche picco più nervoso. Complessivamente è equilibrato e maturo. Da non mancare, ma probabilmente lo sapevate già.

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Barbaresco Riserva DOCG – Produttori del Barbaresco, Moccagatta 2001

Barbaresco_MoccagattaUvaggio: Nebbiolo

Produttori del Barbaresco è una cantina sociale. E’ bella perchè produce vini buoni (molto), perchè contemporanea e funzionale. E’ stata fondata nel 1958 ed oggi conta una sessantina di menbri e dispone di circa cento ettari vitati a Nebbiolo. Sempre a garanzia della qualità vinifica separatamente tutte le uve provenienti dai vigneti più vocati. Ecco che quindi il Barbaresco Riserva ha nove declinazioni: Asili, Moccagatta, Montefico, Montestefano, Ovello, Paje, Pora, Rabaja, Rio Sordo. Moccagatta 2001 è un Barbaresco pronto da poco e comunque già buonissimo. Dal colore granato leggero, molto tipico, all’odore, caratterizzato da riconoscimenti intensi, erbacei, fruttati, floreali e speziati. Una piacevole nota di viola appassita è il preludio ad una bocca piena e molto persistente, con un tannino molto equilibrato, nonostante la giovinezza. Le parti dure ci sono e si fanno giustamente notare. E’ una bottiglia che ricorderete con grande piacere, visto che l’avrete anche pagata una sciocchezza.

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Langhe Nebbiolo DOC – Produttori del Barbaresco 2005

Langhe Nebbiolo DOC – Produttori del Barbaresco 2005

Uvaggio: Nebbiolo

Conoscete Masuelli? Bhè. Io no. Almeno fino ad un mese fa. Da allora ci sono stato qualcosa come una volta alla settimana. La cucina è di chiara impronta piemontese (gli agnolotti di ieri sera erano fantastici) e lombarda. Piatti molto classici, come il risotto alla milanese, come la costoletta, come la pasta e fagioli, come la zuppa di ceci con costina di maiale. Tutti buonissimi. Fa parte del circuito dei ristoranti del buon ricordo (in questo caso il piatto è la milanesina con risotto allo zafferano). Che, io ne sono certo, torneranno ad essere terribilmente di moda. Ve le ricordate le pareti piene di quegli, così apparivano ai miei giovani occhi, strani cimeli? Ecco.

Il nebbiolo dei Produttori del Barbaresco è abbastanza morbido pur senza perdere la sua identità. E’ fruttato e speziato. Ha un bellissimo colore rosso rubino scuro con una bella trasparenza e limpidezza.

Per rimanere in tema questa sera all’Onav per una degustazione di, appunto, nebbiolo.

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