Tasting panel (reprise)

Tasting panel. Ovvero quando un’azienda manda ad un certo numero di persone un campione del proprio prodotto per averne un riscontro (presumibilmente) sincero e diretto. Un’opinione quindi, e la possibilità di avere un’idea di quello che il mercato pensa di te. Veloce ed (apparentemente) indolore.

All’inizio fu Poggio Argentiera ed una selezione dei propri vini. Non solo Morellino, che lì c’era da raccontare un territorio, la Maremma intera.
Poi, dopo, ancora vino, ma l’azienda in quel caso faceva parte di un gruppo notevolmente più grande. Era Zonin, prima con la tenuta pugliese (Masseria Altemura) e poi con un nuovo bianco, il Viogner, ancora dalla Maremma. Era Rocca di Montemassi.
Ci sono stati due vini di Cascina i Carpini. Fratelli diversi, perchè vinificati parallelamente e con approcci in un certo modo opposti.
C’è stata una bella scoperta, una delle Barbera de La Maranzana e, subito dopo, la sorpresa di trovare una grande grappa, era una particolare selezione dei Fratelli Brunello.

Mi fa piacere quindi anticipare due diversi tasting panel che forse sono meno centrati rispetto al vino come elemento, ma che raccontano aspetti che spesso passano in qualche modo in secondo piano.
Il primo è un cambiamento di costume e di consumi. E’ il vino che diventa in qualche modo take-away e contestualmente monoporzione. Si tratta di Oneglass, praticamente un bicchiere da asporto.
Il secondo affronta la difficile questione relativa all’odioso sentore di tappo. Raro, certo, ma mai completamente debellato. Ecco allora Procork, un particolare sughero ricoperto da una sottile membrana che impedisce la contaminazione del vino, all’interno della bottiglia.

Presto qui.

Quando scrivi un post per punti etc. etc.

– A Vinitaly (ed Identità Golose) niente blogger. Solo giornalisti regolarmente iscritti all’ordine. Uh? Pensavate di intrufolarvi?

– Il premio di cantina della settimana se lo aggiudica senza alcun dubbio Collina del Sole, con i suoi video su You Tube. Certo, un po’ agresti. Ma veri. Via Diario Enotecario e Poggio Argentiera.

– Gianpaolo Paglia, ancora lui, viene citato come esempio di marketing 2.0 in questa conferenza da Gianluca Diegoli. Il video è il terzo, ma è comunque tutta interessante. Molto.

– South Park con il vino ha poco a che fare. Ma un’amica ne ha scritto un bell’articolo sul Secolo XIX. Via The Brixtown Massacre.

– Quando vedo queste fotografie, poi, mi ricordo perchè amo il centro Italia.

Morellino di Scansano DOC – Poggio Argentiera, Capatosta 2006

Capatosta 2006Uvaggio: Sangiovese, Alicante

Morellino di grande spessore, il Capatosta. E’ un vino concentrato, lo si vede anche al colore, rosso rubino scuro. Al naso emergono sensazioni maschili. Spezie nere, frutta rossa, tabacco, ricordano un passaggio in legno che non prevarica l’uvaggio. In bocca è possente, ancora giovane ma già rotondo, armonico e piuttosto persistente. Un tannino da domare ricorda che, forse, come per il Maremmante, va aspettato ancora un po’.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Maremmante 2007

Maremmante 2007Uvaggio: Syrah, Alicante

Mezzo Syrah & mezzo Alicante. Eravamo passati da queste parti per la precedente annata, il duemilasei. Confermiamo tutto quanto di buono era stato scritto, nonostante l’assaggio appaia, com’è ovvio, più giovane. Lo si nota appena dal colore, concentrato, scuro, violaceo. Al naso esplode per mediterraneità. Sa essere avvolgente e pungente, fruttoso ma con una punta di spezia scura. In bocca appare pronto, caldo, corposo ma non stucchevole, nervoso quanto basta. Buono già adesso, il futuro può solo addomesticare alcune spigolature.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Fonte 40 2007

Fonte 40 2007Uvaggio: Ansonica, Vermentino, Fiano

E se il Guazza, simile nell’uvaggio, ma senza fiano, mi era sembrato forse più scontato, il Fonte 40 è apparso vino rotondo, completo, armonico. Il naso è molto fruttato, tropicale, certo, ma anche floreale ed appena minerale. Grande intensità e complessità che fanno da preludio ad una bocca molto rotonda, piena, supportata da una buona acidità e da una sapidità inaspettata. Appare compiuto fino alla fine, rimane lungo, ed appagante.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Guazza 2007

guazza 2007

Uvaggio: Ansonica, Vermentino

Il Guazza, tra tutti i campioni del Tasting Panel, è quello che mi ha convinto di meno. Perchè – forse – appena più scontato. Si caratterizza per un naso molto intenso di frutta gialla. Ecco: banana ed ananas su tutti tendono a coprire altre potenziali sensazioni floreali, più fini, che sembrerebbero essere in sottofondo. In bocca appare non completamente in equilibrio, a causa anche di una nota alcolica piuttosto accentuata. Ha una persistenza media ed un bel finale nervoso, che lo rende comunque decisamente piacevole.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Sul Tasting Panel di Poggio Argentiera

Tasting Panel Poggio ArgentieraDirò subito che la cosa più bella dell’eperienza ‘Tasting Panel‘ è stata la grande varietà di opinioni che sono emerse durante la bevuta. Non ho aperto le bottiglie singolarmente ma ho invitato un po’ di amici – non tutti necessariamente esperti degustatori, si dice così? – ed abbiamo assaggiato quà e là.

A me, per esempio sono piaciuti molto i prodotti di Antonio Camillo*. Per stile e pulizia.
Sono stati molto apprezzati, poi, Maremmante e Capatosta. Un gradino sotto gli altri uno dei due bianchi, il Guazza. Mentre l’altro, il Fonte 40 è stato letteralmente spazzato via. Per fortuna che i palati non sono tutti uguali. Sarebbe una noia mortale.

Nelle prossime ore le schede delle singole bottiglie. In attesa che, poi, Gianpaolo ci racconti com’è andata.

*Cantina in qualche modo parallela rispetto a Poggio Argentiera. Qui maggiori inormazioni.

Il Tasting Panel di Poggio Argentiera

Poggio ArgentieraPerchè se vi fosse sfuggito, ed avete un blog vinoso (od un sito) ci sarebbe questa bella iniziativa di Gianpaolo Paglia – Poggio Argentiera. Che sul comunicare online ne avrebbe da insegnare a tanti, tantissimi.

E’ molto semplice. Lui si impegna a spedire ai partecipanti, almeno una volta all’anno, un cartone dei suoi vini. Voi vi impegnate a scrivere sul vostro spazio cosa ne pensate. Tutto qui. Il numero è limitato a cento, e, fino a qualche giorno fa, il numero degli iscritti era intorno a settanta. Maggiori informazioni comunque le potete trovare tranquillamente sul sito, qui. Il 15 settembre si parte con la prima spedizione – la seconda presumibilmente sarà la prossima primavera. L’iniziativa è bella ed intelligente, al di là del puro marketing. Che poi Gianpaolo si sa mettere in gioco, come è ben espresso sul sito: Il tuo commento ai vini verrà riportato sul nostro blog o su una sezione apposita del sito, senza censure anche se i vini non ti sono piaciuti. E poi, ovviamente, sarà interessante vedere quali opinioni emergeranno, da chi, come, etc.

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Maremmante 2006

maremmanteUvaggio: Syrah, Alicante

Bottiglia recente, questa di Poggio Argentiera. Il vulcanico Gianpaolo Paglia, aveva postato sul suo blog l’etichetta, non troppo tempo addietro, per discuterne un po’, e capire se andasse bene. Direi di si. L’etichetta mi piace. Ma soprattutto il sottotitolo – mezzo syrah e mezzo alicante – mi fa impazzire. Blend che sa di mediterraneo, quindi. Si possono scrivere tante belle cose di questa bottiglia. Sopra tutte la grande personalità. La vivacità dei colori e dei profumi. La pulizia che rimane sul palato. Giovane e bello.

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