<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>enoiche illusioni &#187; Pinot grigio</title>
	<atom:link href="http://www.enoicheillusioni.com/tag/pinot-grigio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.enoicheillusioni.com</link>
	<description>Una volta era un blog</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 17:33:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Oneglass, il vino da portare sempre con sé</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/oneglass-il-vino-da-portare-sempre-con-se/</link>
		<comments>http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/oneglass-il-vino-da-portare-sempre-con-se/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 18:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[Cabernet sauvignon]]></category>
		<category><![CDATA[Oneglass]]></category>
		<category><![CDATA[Pinot grigio]]></category>
		<category><![CDATA[Sangiovese]]></category>
		<category><![CDATA[Tasting panel]]></category>
		<category><![CDATA[Vermentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.enoicheillusioni.com/?p=6221</guid>
		<description><![CDATA[La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento? Oneglass risponde esattamente a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6223 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass3.jpg" alt="" width="544" height="500" /></p>
<p>La domanda è lecita: come fare a bere un bicchiere di vino senza essere necessariamente costretti ad aprire una bottiglia? Ed ancora: come fare, almeno idealmente, a portare quel bicchiere di vino in giro, pronto per essere consumato in ogni momento?<br />
<a href="http://www.oneglass.it/">Oneglass</a> risponde <em>esattamente</em> a queste due domande. E&#8217; un bicchiere di vino (o forse appena meno) la cui peculiare caratteristica è proprio la portabilità. Sta dappertutto, anche in tasca, per dire.</p>
<p>Quando avevo deciso di aderire a questo tasting panel (l&#8217;avevo <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/tasting-panel-reprise/">anticipato</a> velocemente un paio di settimane fa) la cosa che più mi incuriosiva era il tipo di vino contenuto all&#8217;interno di questi piccoli contenitori. Chissà se era possibile, mi chiedevo, coniugare un progetto così <em>pop</em> ed un vino di qualità. Perchè qui la faccenda non è così immediata. Da una parte il contenitore, dall&#8217;altra il contenuto.</p>
<p><strong>Il contenitore</strong></p>
<p>Chapeau. Queste bottiglie in miniatura sono bellissime. Si potrebbe dire della forma o della grafica in generale ma la cosa che sicuramente colpisce di più è il materiale. C&#8217;è proprio quella sensazione tattile, sarà il <em>grip</em>, ma l&#8217;idea che trasmette è di sicurezza, di cosa fatta bene.<br />
Sotto ogni &#8220;bicchiere&#8221; poi una piccola frase, una miniatura, un ricordo. Sempre diversa: &#8220;ingerire per via orale&#8221;, &#8220;istruzioni per l&#8217;uso: versare, bere&#8221;, &#8220;attenzione, potrebbe migliorare la giornata&#8221;, e molti altri.<br />
Tutto è millimetrico, la qualità non è un&#8217;impressione ma cosa da toccare con mano.</p>
<p><strong>Il contenuto</strong></p>
<p>Sono tutti blend, i vini di Oneglass. I due bianchi, pinot grigio e vermentino, sono rispettivamente tagliati con traminer e chardonnay. I due rossi, cabernet sauvignon e sangiovese, con teroldego e syrah.</p>
<p>Ad assaggiarli sono tutti vini appena corretti, che sembrano rispondere all&#8217;esigenza da una parte di un gusto un po&#8217; internazionale e dall&#8217;altra di un pubblico un po&#8217; inconsapevole, se mi spiego.<br />
Il <strong>vermentino</strong>, per dire, manca di quel carattere mediterraneo capace a volte di donare profondità e mistero. C&#8217;è morbidezza, certo. Ci sono profumi ed una certa acidità anche se poi in bocca non sembra così integrato, anzi.<br />
Il <strong>pinot grigio</strong> (l&#8217;aromaticità del traminer è evidente) invece sembra più equilibrato nel suo svelarsi femminile, almeno in apertura. Solo con l&#8217;alzarsi della temperatura emerge una nota più alcolica, anche sul finale, che sovrasta certe gentilezze e che inesorabilmente lo appiattisce.<br />
Il <strong>sangiovese</strong> (anche qui, syrah in primo piano) è più ordinario. C&#8217;è (un po&#8217; di) tannino, c&#8217;è (un po&#8217; di) corpo, sembra ci sia un&#8217;idea. E poi nella sua semplicità chiude abbastanza bene, anche se appena addolcito.<br />
Il <strong>cabernet</strong> è forse l&#8217;assaggio più convincente dei quattro, proprio perchè quello che più facilmente riporta la mente alla purezza espressiva del vitigno. Ci sono corrispondenze ed è vino che lungo tutto l&#8217;assaggio trova una certa armonia.</p>
<p>Decisamente meglio i rossi dei bianchi quindi, anche se l&#8217;idea è di avere a che fare con vini che non cercano la propria via attraverso la qualità dell&#8217;assaggio. La domanda che sorge con una certa spontaneità riguarda però la provenienza. Che vini sono? Chi li ha prodotti? Sulla confezione nessuna notizia oltre la denominazione (IGT) e le altre menzioni obbligatorie per legge. Peccato.</p>
<p><strong>Oneglass</strong></p>
<p>Contenitore e contenuto quindi. Da una parte si potrebbe scrivere che forse Oneglass è progetto piuttosto centrato che sicuramente potrà trovare un suo spazio ben definito nel mercato. In treno, in aereo, in autostrada o magari in tasca. Chissà. C&#8217;è tutta questa cosa della portabilità e poi tutto il <em>coolness</em> della grafica e del packaging. E poi <em>chissenefrega</em> se il vino non è espressione del territorio da cui proviene. Mai come in questo in questo caso capisco che la mancanza di quelle caratteristiche che normalmente potrei trovarmi a cercare in un vino non è davvero un problema. Oneglass non è tanto vino in sé quanto la possibilità di bere un bicchiere di vino. Sempre. A. Portata. Di. Mano. Bene, quindi.</p>
<p>Mi viene un dubbio, però. Un tasting panel in fondo è una sorta di indagine di mercato in cui viene chiesta un&#8217;opinione personale, non un&#8217;idea di quello che potrebbe essere per altri. Cioè, io azienda spedisco a te consumatore un prodotto per avere un tuo riscontro in proposito. Ed il sottoscritto &#8211; italiano, <em>thirtysomething</em>, celibe, istruito, di medio reddito &#8211; cosa ne pensa di Oneglass? Anzi, lo comprerebbe? E tutto qui, alla fine. O no?</p>
<p>La risposta è no, quindi. Non credo lo comprerei. E&#8217; vero che la confezione da 100 ml è indiscutibilmente comoda, ma io normalmente bevo al bar, in enoteca, al ristorante, a casa, magari in ufficio e se anche dovessi organizzare alcuni bicchieri di vino in un contesto diverso e <em>noncosìovvio</em> probabilmente sarebbe occasione particolare, che meriterebbe una bottiglia pensata per l&#8217;occasione. E poi io sono uno che il contenuto è davvero importante. Mi piace sapere il chi, il cosa, il come ed il dove di ogni vino che assaggio. Non mi basta sapere di che blend si tratti e quale sia la data di scadenza, vorrei (qualcosa) di più.</p>
<p>Ma probabilmente il sottoscritto non ha niente a che fare con l&#8217;acquirente tipo. Di Oneglass, dico.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6222 cornice" title="Oneglass" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Oneglass.jpg" alt="" width="544" height="302" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enoicheillusioni.com/2010/07/oneglass-il-vino-da-portare-sempre-con-se/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezia Giulia IGT &#8211; Jermann, Pinot Grigio 2006</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2008/01/venezia-giulia-igt-jermann-pinot-grigio-2006/</link>
		<comments>http://www.enoicheillusioni.com/2008/01/venezia-giulia-igt-jermann-pinot-grigio-2006/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli-Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Jermann]]></category>
		<category><![CDATA[Pinot grigio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://enoicheillusioni.wordpress.com/2008/01/21/venezia-giulia-igt-jermann-pinot-grigio-2006/</guid>
		<description><![CDATA[Appunti da un week-end perugino #5 Uvaggio: Pinot grigio Del colore stupisce la trasparenza. Giallo paglierino chiaro. Degli odori si ricordano gli aromi floreali e fruttati. In bocca si lascia bere bene. E&#8217; fresco, ha una buona alcolicità ed un leggero tocco acido che lo rende comunque equilibrato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appunti da un week-end perugino #5</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2739 cornice" title="Venezia Giulia IGT – Jermann, Pinot Grigio 2006" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Venezia-Giulia-IGT-–-Jermann-Pinot-Grigio-2006.jpg" alt="Venezia Giulia IGT – Jermann, Pinot Grigio 2006" width="76" height="257" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Pinot grigio</p>
<p>Del colore stupisce la trasparenza. Giallo paglierino chiaro. Degli odori si ricordano gli aromi floreali e fruttati. In bocca si lascia bere bene. E&#8217; fresco, ha una buona alcolicità ed un leggero tocco acido che lo rende comunque equilibrato.</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/03.png"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enoicheillusioni.com/2008/01/venezia-giulia-igt-jermann-pinot-grigio-2006/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Valdadige DOC &#8211; Santa Margherita, Pinot grigio 2005</title>
		<link>http://www.enoicheillusioni.com/2007/02/valdadige-doc-santa-margherita-pinot-grigio-2005/</link>
		<comments>http://www.enoicheillusioni.com/2007/02/valdadige-doc-santa-margherita-pinot-grigio-2005/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2007 09:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Trentino-Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[Pinot grigio]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Margherita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://enoicheillusioni.wordpress.com/2007/02/27/valdadige-doc-santa-margherita-pinot-grigio-2005/</guid>
		<description><![CDATA[Uvaggio: Pinot grigio Leggo sul sito dell&#8217;azienda che sono stati i primi in Italia a vinificare in bianco, nel 1961, il pinot grigio. Il risultato è abbastanza piacevole, per un vino di pronta beva, che non ambisce a traguardi di particolare eccellenza ma che gioca le proprie carte sulla bevibilità. Ha un colore giallo paglierino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2171 cornice" title="Valdadige DOC - Santa Margherita, Pinot grigio 2005" src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Santa-Margherita-Pinot.jpg" alt="Santa Margherita Pinot" width="150" height="181" /></p>
<p style="text-align: center;">Uvaggio: Pinot grigio</p>
<p>Leggo sul sito dell&#8217;azienda che sono stati i primi in Italia a vinificare in bianco, nel 1961, il pinot grigio. Il risultato è abbastanza piacevole, per un vino di pronta beva, che non ambisce a traguardi di particolare eccellenza ma che gioca le proprie carte sulla bevibilità. Ha un colore giallo paglierino un po&#8217; scarico. Al naso evidenzia note floreali e fruttate. In bocca si conferma semplice ma abbastanza equilibrato, con una discreta acidità ed una persistenza adatta alla tipologia. Magari come aperitivo?</p>
<div class="stars"><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/themes/enoiche/images/02.png"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.enoicheillusioni.com/2007/02/valdadige-doc-santa-margherita-pinot-grigio-2005/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

