Passito di Pantelleria DOC Ferrandes 2004

Zibibbo | 20 €

La settimana scorsa erano passati da queste parti alcuni vini dolci e no, non potevo assolutamente omettere un monumento di tale statura. Che qui il termine mediterraneo acquista un senso particolarmente definito e compiuto, da due ettari di vecchie vigne ad alberello in contrada Mueggen, l’isola è quella di Pantelleria (appunto mentale, che potrebbe essere meta estiva di una certa rilevanza). Questo il risultato di un appassimento all’aperto, dopo la vendemmia, per circa due settimane.

Un vino di grande e struggente intensità. Immediatamente riconoscibile nel saper coniugare la dolcezza del dattero e dell’uva passa a note particolarmente iodate. Un profilo olfattivo luminoso, avvolgente, espressivo. In bocca questa sua particolare sapidità accompagna tutto l’assaggio, perfetto contrasto alla dolcezza che lo vede nascere. Un arcobaleno di sensazioni accompagna tutto il bicchiere, rincorrendo tanto idee vicine alla frutta passita quanto una profonda anima minerale.

Sicilia, adesso.

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Il nome della mia isola deriva dall’arabo “Bint Ar-Riàh” e significa “figlia del vento”, il vento che viene da lontano, allarga le vele e gli orizzonti mentali
Salvatore Ferrandes

Passito di Pantelleria DOC – Carole Bouquet, Sangue d’oro 2006

Sangue d'oro 2006Uvaggio: Zibibbo 100% | Prezzo: >50 €

Molti conoscono Carole Bouquet, attrice francese, ma pochi -credo- sanno che è anche produttrice di vino a Pantelleria. Solo passito e solo due, ad oggi, le annate prodotte, il 2005 ed il 2006. Ma il suo arrivo sull’isola siciliana non è così recente, anzi, prima di decidere di vinificare da sola conferiva conferiva le uve ad un’altra cantina.
La produzione conta circa quindicimila bottiglie all’anno e gli ettari non sono certo molti. Un piccolo gioiello siciliano quindi.

A guardar nel bicchiere è passito lucente, del colore dell’ambra. Al naso esprime aromi di grande mediterraneità. Penso allo zafferano, al miele, ai fiori d’arancio, alle albicocche mature, al gelsomino. E’ assaggio rotondo, pieno, nervoso grazie ad una punta di sapidità mediterranea, in generale estrememente armonico. Risente, si direbbe, del minimo sbalzo di temperatura: qualche grado in più tende ad allargarlo ed ammorbidirlo eccessivamente. E’ però avvolgente e dalla persistenza indimenticabile, marittima, quasi.

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Passito di Pantelleria DOC – Donnafugata, Ben Ryé 2005

Passito di Pantelleria DOC – Donnafugata, Ben Ryé 2005Uvaggio: Zibibbo (Moscato d’Alessandria)

Se il Ben Ryé fosse una canzone sarebbe una canzone di Carmen Consoli. E’ un passito di Pantelleria vero, emozionante, come lei. Buono perchè dolcissimo ma con un’acidità che gli conferisce forza da vendere. Il bouquet è travolgente; grandi confetture, pesca ed albicocca soprattutto, ma anche mandorle, agrumi, miele, fiori, sensazioni che sanno di mare e di Sicilia, che raccontano il calore della gente e la forza del carattere. La persistenza è tanta, sensazioni che si ripetono ancora adesso che scrivo, un’ora dopo aver finito l’unica bottiglia disponibile. Ecco, se il Ben Ryé fosse una canzone sarebbe “Blu notte”, di Carmen Consoli. Buonanotte.

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