Coltivare il vino, il bel libro di Stefano Caffarri su Joško Gravner

La settimana scorsa è stato presentato a Milano il bel libro scritto da Stefano Caffarri, con le fotografie di Alvise Barsanti, dedicato al lavoro di Joško Gravner. Un volume scandito da pensieri molto brevi che sintetizzano il suo approccio al vino o, come scrive Stefano “il suo modo di stare al mondo”. Pagine da cui emerge chiaramente uno degli aspetti più centrali dell’approccio gravneriano al vino: l’attesa, il trascorrere del tempo. Il video qui sopra del sempre bravissimo Mauro Fermariello racconta alla perfezione questo progetto e quella bella oretta trascorsa alla Libreria Centofiori (è stato per me un grande piacere, e onore, moderare l’incontro).

Io cerco le cose molto semplici, per questo il libro un po’ mi rappresenta grazie a Stefano Caffarri che ha capito il mio modo di pensare e il mio modo di fare. Soprattutto il mio modo di non fare”.

Il giorno della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti

Che il sottoscritto si accorga di alcuni contenuti di grande rilevanza con un certo ritardo è cosa, come dire, ormai assodata. Ma facciamo finta di niente ed andiamo oltre, che di là c’è un’intervista alla neo eletta Presidente della FIVI, Matilde Poggi, e di qua c’è il video che Mauro Fermariello ha girato (ormai sette mesi fa) al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti del 2012. Vamos.

Colfondo e l’etica nel piatto

Un paio di settimane fa, l’avevo scritto, vicino Venezia c’è stata una bella manifestazione dal titolo “Colfondo e l’etica nel piatto”. Io ero lì perchè prima di una vasta degustazione dedicata alla tipologia – il prosecco sui lieviti, o colfòndo – partecipavo come relatore ad una tavola rotonda dedicata al vino ed ai social media. Un incontro durante il quale in una decina abbiamo raccontato della nostra esperienza in rete e dei diversi approcci che una cantina può avere con il proprio pubblico digitale.

Per farvi un’idea della giornata potete dare un’occhiata a questo bel video di Mauro Fermariello. Il suo blog si chiama Winestories.