Il Pecorino di Offida (il 2010, nello specifico)

Allora la trasferta ad Offida dello scorso weekend è stata anche l’occasione per una degustazione, domenica mattina, di circa venticinque pecorino. E guardate, avevo anche cominciato a scrivere un post fatto di impressioni ed osservazioni ma, dopo solo poche righe, ho capito che avrei fatto prima a rimandarvi all’impeccabile report di Mauro Erro. Lì c’è davvero tutto.

Volendo fare un brevissimo riassunto di quello che avrei scritto, aggiungo solo che si, si può parlare di un tratto comune nel Pecorino DOCG di Offida. Vini non aromatici ma comunque caratterizzati da una certa ricchezza espressiva, da una certa acidità (niente di particolarmente tagliente, chiaro) e da una vaga sensazione di dolcezza, quasi ad ammiccare all’assaggiatore (ecco, a questo punto ci sarebbe da aprire una parentesi su quanto scritto rimandi immediatamente al trebbiano spoletino, anche se questo ha una struttura diversa, più incisiva nell’esprimersi).

I nomi che mi sono segnato, una volta scoperte le etichette, sono: il “Rugaro Gold” della Cantina dei Colli Ripani, il “Villa Piatti” di Collevite, il “LiCoste” di Domodimonti, San Filippo, il “Kiara” di San Giovanni.

Offida è in provincia di Ascoli Piceno

Domani (sabato), alle quattro, sarò ad Offida per una tavola rotonda dal titolo “raccontare il vino al tempo di internet e delle marchette”. Con me Giovanni ArcariStefano Caffarri, Corrado DottoriMauro Erro, Fiorenzo Sartore. A moderare Alessandro Morichetti e si, è assolutamente probabile che ci sarà da divertirsi.

A fare da contorno la manifestazione Divino in Vino, una tre giorni dedicata al vino ed alle tipicità del territorio: degustazioni, banchi d’assaggio, seminari. Qui il programma dettagliato.

Al solito, se siete in zona (forse) ci si vede lì.

Nero su bianco

Succede che un giorno ricevi una telefonata che ti stende*. Una di quelle davvero inaspettate, che stordiscono. Anche nei giorni immediatamente successivi la cosa non ti sembra davvero reale, come se la scadenza concordata fosse così lontana da non potersi mai avvicinare del tutto.

Invece nel frattempo il numero trentacinque di Enogea è uscito e la telefonata, era dicembre, era di Alessandro Masnaghetti. All’interno di questo numero una mia panoramica sul trebbiano spoletino e sulle (poche) cantine che lo stanno vinificando con risultati a volte sorprendenti.

Su abbonamento, qui (e nel caso in cui non abbiate la minima idea di che cosa io stia parlando -possibile?- Mauro Erro ha scritto per la stessa occasione un riassunto particolarmente conciso tanto della rivista quanto della persona).

* Era un’email, ma volete mettere la teatralità della cornetta?

Una giornata di collegamenti: post i liked

No guru. No miti. No eroi. Kill your idols. La nuova rubrica di Davide Cocco, su Tigulliovino.

– Il prossimo Vinix Live! si terrà a Faedo (TN), da Pojer e Sandri. E sembra già imperdibile.

Château Mouton Rothschild ogni anno ci regala etichette bellissime. Vere opere d’arte.

– Si può scrivere di un vino e dire quanto non ci sia piaciuto? Certo, e quando è fatto con stile ancora meglio.

– Leggere che a The Sartorialist manca Gourmet Magazine me lo ha reso più umano. Ed anche più simpatico.