Il Berace 2009 di Massa Vecchia, un aggiornamento

Era l’anno scorso e scrivevo dell’ultimo nato di Massa Vecchia, il Berace. Un vino che in un certo senso potrebbe essere definito come l’ingresso e l’introduzione al vigore, alla ricchezza, all’espressività dei bicchieri che nascono a Massa Marittima, Grosseto. Un vino che proviene dalle vigne di sangiovese e merlot più giovani, che in cantina matura per meno tempo e che alla fine risulta meno impegnativo economicamente rispetto ai suoi fratelli maggiori. Bene, oggi – mentre è imminente l’uscita del 2010 – quel millesimo è in una forma smagliante. Nella sua immediatezza sa essere succoso, espressivo, appagante. Un vino che trova il suo senso più compiuto a tavola e che finisce troppo, troppo rapidamente (come ieri sera a Cortona, perfetto accompagnamento ad alcuni dei piatti della Taverna Pane e Vino).

A questo prezzo non so dove trovare un bicchiere più buono.

Maremma Toscana Rosso IGT Massa Vecchia, Berace 2009

Merlot 60%, Sangiovese 40 % | 15 €

Massa Vecchia ci ha abituato ad una produzione in continuo cambiamento, non molte le etichette che nell’arco degli anni rimangono invariate nell’uvaggio. Vini che nascono e che dopo qualche anno magari scompaiono rimpiazzati da nuovi assemblaggi. La firma però è sempre la stessa, difficile non riconoscere alla cieca uno dei vini usciti dalla cantina di Massa Marittima. C’è sempre quel tocco, quella profondità.

Il Berace, uno dei più recenti, ha il grande pregio di avere un prezzo particolarmente accessibile. Uno di quelli da bere giovani, ma anche no. Perchè se è vero che ci sono quella fragranza poderosa del frutto e quella freschezza è anche vero che sono tutte sensazioni destinate ad evolvere acquisendo fascino, spessore, eleganza. Oggi per esempio il merlot è evidentissimo nelle sue accezioni più giovani, sarà straordinario aspettarlo. Io, fiducioso, ne ho preso un cartone.

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Maremma Toscana IGT Massa Vecchia, Ariento 2000

Vermentino | 35 €

Qui lo dico: se vedo un Massa Vecchia in carta, al ristorante, difficile riesca a resistere. E’ più forte di me. Quando poi l’oste ti guarda e ti dice che no, il 2004 lo ha finito ma che dovrebbe avere ancora qualche bottiglia di 2000 hai la certezza matematica di avere fatto la scelta giusta. Anche questa volta.

L’Ariento, questo miracolo, è un vermentino in purezza macerato sulle bucce, ecco un colore splendidamente carico. Al naso il vermentino è all’ennesima potenza, sfaccettato e profondo. C’è tutto, complessità rara. Colpisce per mineralità, per un frutto mai stanco e solare, mediterraneo come pochi altri. Poi c’è il fatto che spesso una macerazione troppo spinta porta a vini che in bocca sono monolitici, giocati su acidità che affascinano ma che al tempo stesso stancano il palato. L’Ariento mai, in bocca è tutto un rincorrersi tra freschezza, sapidità, polpa e, alla fine, un’acidità misurata. Una bocca enorme, caratterizzata da un’espressività rara da trovare in altri vini bianchi italiani con oltre dieci anni sulle spalle. Il mare, il salmastro, l’aroma che lascia l’onda sul bagnasciuga mentre si ritira. Prima di un finale interminabile, dritto, elegantissimo, indimenticabile.

Il fatto è che amo i vini di Massa Vecchia per quella loro perfetta capacità di coniugare, come pochissimi, vitigno e luogo. Nessuno di questi due elementi sovrasta l’altro, anzi. Riescono sempre ad essere distinti ma al tempo stesso uniti da una grande forza espressiva. E’ un continuo rincorrersi tra profumi, aromi, idee, ricordi. Tanto del primo quanto del secondo. Per finire irripetibili e perfetti.

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Maremma Toscana IGT Massa Vecchia, Patrizia Bartolini 1999

Sauvignon

Mi sento un po’ in imbarazzo a scrivere dell’espressività dei vini di Massa Vecchia, come se fosse impossibile rendere parole le straordinarie emozioni che ogni volta riescono a regalare. C’è una componente di inafferrabilità che li rende al tempo stesso profondi e semplici, come se bere quel bicchiere fosse la cosa più naturale del mondo. Vini di cui godere, ancora ed ancora.

Il Patrizia Bartolini è bottiglia che appartiene alla memoria storica della cantina, oggi non più in produzione. Un sauvignon che veniva lasciato sulla pianta fino a raggiungere una surmaturazione ottimale e che poi era destinato ad un lungo affinamento in bottiglia prima di essere commercializzato. Un vino, almeno questo 1999, struggente. Capace di un richiamo territoriale così forte da portare un nuovo significato a questo termine, di cui spesso forse abuso. Un vino dolce prima di tutto. Un vino dal profilo olfattivo infinito, capace com’è di riportare la mente a sentori di ferro, scaldato da sole e dal mare. C’è una parte più fruttata, calda, i cui riconoscimenti spaziano dagli agrumi al miele. E poi una mineralità mai stanca, pietra focaia.
In bocca è leggiadro, veloce nel distendersi ed infinito nel ricordo. La sua è una dolcezza misurata, mai sopra le righe, perfettamente bilanciata da una grande freschezza. Un vino da meditazione, di quelli da lasciarsi cullare e trasportare.

Un miracolo.

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Maremma Toscana Rosso IGT Massa Vecchia 2003

Merlot, Cabernet sauvignon | 30-40 €

Mi sono svegliato all’improvviso, ma non perchè avessi caldo. Il vento era un sussurrio leggero, fuori, e le tende danzavano lievi come se nulla le potesse disturbare, almeno quella notte. Mi sono girato e, guardando l’alto soffitto, ho avuto per un attimo una sensazione di smarrimento, come se tutto ad un tratto avessi capito di non essere a casa, ma in un posto nuovo, che non conoscevo. Ci è voluto ancora qualche secondo ed il fragile rumore delle onde in lontananza per ricordare e realizzare. E quel senso di smarrimento, quasi di solitudine, è improvvisamente scomparso.
Con gli occhi aperti mi sono girato ed ho cominciato a ripensare a tutto quello che era successo. Alla cena sulla spiaggia, ai sorrisi ed a quella rara sensazione di armonia. Il piccolo fuoco ed alcune candele erano le uniche sorgenti di luce, e forse era proprio per quel gioco di ombre e di penombre che le immagini, almeno nel ricordo, erano così soffici, morbide, praticamente avvolgenti. C’erano le braci ma, intenso, rivivevo nelle narici l’odore della macchia mediterranea. E poi i piedi nudi che giocavano con la sottile consistenza della sabbia, mentre le ore passavano veloci.
Mi sono alzato e guardando fuori dalla grande finestra, verso il mare, mi sono sentito invadere da quella quella sensazione di perfetto e definitivo, anche se inafferrabile. E ho avuto un brivido, e non era il freddo. E’ che sarei rimasto lì per sempre, felice.

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Maremma Toscana IGT – Loacker, Ballando 2007

Sangiovese, Merlot | <10 €

Dalla biodinamica tenuta toscana di Loacker un blend di particolare pulizia stilistica. Sangiovese e Merlot ottimamente integrati, in un rincorrersi di piccole sensazioni rosse. Ciliegia, in primo piano, ma anche lampone e ribes.
In bocca è particolarmente sottile (femminile?), e c’è quella nota alcolica appena accennata, in apertura. Poi, dopo, le parti più dure sembreranno emergere, e penso in particolare ad una leggera sensazione di acidità, prima di una chiusura particolarmente pulita, normale per persistenza.
Piacevole, eccome.

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Maremma Toscana IGT – La Busattina, Terre Eteree 2006

Maremma Toscana IGT - La Busattina, TerreEteree 2006Uvaggio: Sangiovese, Ciliegiolo | Prezzo: <10 €

Ti imbatti ne La Busattina per sbaglio, che in verità eri uscito per fare la spesa al mercatino del bio, quelle dove trovi sempre qualche ghiottoneria.
Sangiovese e ciliegiolo, afferma con orgoglio Emilio Falcione, il produttore, offrendoti un assaggio di prova, che di questi tempi non si sa mai cosa si può trovare nel bicchiere.

A casa, poi, a cena, trovi un frutto molto fragrante, decisamente fresco. Ti stupisci di fronte a note vegetali ed erbacee ed in generale ad una piacevolezza giusta, vera, di un vino che profuma di buono.
Il filo conduttore, all’assaggio, è la bevibilità. Poi sovviene un’acidità appena accentuata contrastata da un tannino che ricorda la seta e da una punta di inaspettata mineralità. Poi torna il frutto, e pensi sia un grande vino da pasto.

Eri andato a prendere la verdura, sei tornato anche con il vino. Felice.

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Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Maremmante 2007

Maremmante 2007Uvaggio: Syrah, Alicante

Mezzo Syrah & mezzo Alicante. Eravamo passati da queste parti per la precedente annata, il duemilasei. Confermiamo tutto quanto di buono era stato scritto, nonostante l’assaggio appaia, com’è ovvio, più giovane. Lo si nota appena dal colore, concentrato, scuro, violaceo. Al naso esplode per mediterraneità. Sa essere avvolgente e pungente, fruttoso ma con una punta di spezia scura. In bocca appare pronto, caldo, corposo ma non stucchevole, nervoso quanto basta. Buono già adesso, il futuro può solo addomesticare alcune spigolature.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Fonte 40 2007

Fonte 40 2007Uvaggio: Ansonica, Vermentino, Fiano

E se il Guazza, simile nell’uvaggio, ma senza fiano, mi era sembrato forse più scontato, il Fonte 40 è apparso vino rotondo, completo, armonico. Il naso è molto fruttato, tropicale, certo, ma anche floreale ed appena minerale. Grande intensità e complessità che fanno da preludio ad una bocca molto rotonda, piena, supportata da una buona acidità e da una sapidità inaspettata. Appare compiuto fino alla fine, rimane lungo, ed appagante.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera

Maremma Toscana IGT – Poggio Argentiera, Guazza 2007

guazza 2007

Uvaggio: Ansonica, Vermentino

Il Guazza, tra tutti i campioni del Tasting Panel, è quello che mi ha convinto di meno. Perchè – forse – appena più scontato. Si caratterizza per un naso molto intenso di frutta gialla. Ecco: banana ed ananas su tutti tendono a coprire altre potenziali sensazioni floreali, più fini, che sembrerebbero essere in sottofondo. In bocca appare non completamente in equilibrio, a causa anche di una nota alcolica piuttosto accentuata. Ha una persistenza media ed un bel finale nervoso, che lo rende comunque decisamente piacevole.

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Assaggio che si inserisce nell’iniziativa Tasting panel di Poggio Argentiera