Venezia Giulia IGT Jermann, Vintage Tunina 2005

Non è che per caso un vino come il Vintage Tunina sia uno di quelli capaci di mettere d’accordo un po’ tutti? Voglio dire, stilisticamente è impeccabile, elegante, mai sbilanciato da una parte o dall’altra. È vino molto understatement, uno di quelli che forse -ed è un peccato- non fanno parte dell’agenda giornaliera dei tanti che scrivono di vino proprio per questa suo essere un po’ super partes. Per non essere un simbolo -per dire- del vino naturale e nemmeno –ecimancherebbe– del vino smaccatamente industriale.

Eppure è gran buono, anche ad anni di distanza. Questa sera ha fatto capolino dalla cantina un 2005 spettacolare per integrità e forma. Un vino dal naso fresco ed attraente che in bocca era misurato nel raccontarsi, almeno all’inizio, e che giocava su note leggermente morbide ma che poi, dal centro dell’assaggio in poi, tirava fuori una forza inaspettata. Sapidità, acidità, ritmo.

Insomma, il senso di questo post è che ero sceso a prendere una bottiglia sulla quale non riponevo grandi aspettative, e che mi sbagliavo.

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Rosso delle Venezie IGT Jermann, Blau&Blau 2008

Blaufränkisch (o Franconia), Blauburgunder (Pinot nero) | 15 €

A) Non vado così spesso in enoteca. Quando capita, però, cerco di acquistare qualche cosa che non conosco (e si, in genere mi affido ai consigli degli enotecari). Ecco, questo per dire che è successo che ero in una piccola bottiglieria a curiosare quà e là, con il preciso scopo di trovare qualcosa di nuovo da assaggiare, quando lo sguardo mi è caduto su questa etichetta. Rosa.

B) E si, anche io appena letto del Blaufränkisch ho pensato di avere qualche mancanza, che è vitigno che ho sentito nominare poche volte ed assaggiato ancora meno. E poi non me lo ricordo proprio nelle pagine dedicate al Friuli, nei manuali del vino dico. Eppure.

C) Però è vino di quelli simpatici. Per dire, che bel naso: così profumato, così leggero. La mente corre verso il freddo del sottobosco e verso gli aromi del pinot nero. Ecco, in bocca forse è appena un po’ magro, in particolare verso il finale. Ma che bevibilità. E poi c’è una trama tannica austera, un ritorno sul frutto deciso ed una persistenza invidiabile. Va bene, forse costa un po’ -a scaffale siamo oltre i quindici euro- ma in fondo piace, ed è la cosa più importante.

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E con questa la smetto, promesso

Considero ancora più gravi altri problemi dei quali non si parla quasi mai. Problemi causati dai trattamenti chimici che il sughero subisce durante la lavorazione e che disturbano l’affinamento del vino. I tappi, a seconda che provengano da questo o da quel sugherificio, danno tipi di vino diversi: più o meno chiusi, più o meno metallici. In questo modo tutto il lavoro che noi facciamo in cantina viene perso. […] Alla fine, il classico sapore di tappo è l’ultimo dei difetti.

Il tappo a vite costa meno di quello di sughero, ma le macchine per applicarlo costano molto.

Oggi i tappi a vite hanno raggiunto livelli di assoluta eccellenza tecnica.

Silvio Jermann, intervistato da Il Mio Vino, Agosto 2006

Venezia Giulia IGT – Jermann, Pignacolusse 2002

Pignacolusse

Uvaggio: Pignolo

Per strani motivi non conoscevi il Pignacolusse. E sono bastati solo pochi momenti, una volta versato nel bicchiere, per capire che era lacuna di una certa rilevanza. Grande carattere e personalità, lo hai capito subito. Rosso rubino scuro, riflessi violacei, tratti impenetrabili. Naso scuro, maschile, vegetale, austero nei sentori di frutta rossa sotto spirito, di tabacco, di pepe nero. L’armonia è ciò che ti lascia più soddisfatto, con il senno di poi. Il tannino, ad andare ad assaggiarlo, è ruvido e parte di un tutto più vellutato. Finisce con una grande lunghezza, che ritorna sulle note più pungenti del naso. Una bevuta generosa, piacevolissima, sicuramente da ripetere.

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Venezia Giulia IGT – Jermann, Red Angel on the Moonlight 2006

JermannUvaggio: Pinot nero

Al di là di tutte le specifiche e squisite possibili considerazioni sul Pinot nero in generale, vorrei prima scrivere che qui si sente davvero la mano di Jermann, ci credete?

E’ un pinot nero gentile, appena caratterizzato da un certo calore, comunque tipico e molto pulito. Al naso sentori freschi di frutta rossa e note che vanno da una leggera speziatura ad un perchè animale con un po’ di tabacco e di cuoio. In bocca è ricco e strutturato: avvolge. Perde qualcosa in termini di persistenza ma rimane bevuta davvero bella, da non mancare.

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Venezia Giulia IGT – Jermann, Were Dreams, Now It Is Just Wine! 2005

Venezia Giulia IGT – Jermann, Were Dreams, Now It Is Just Wine! 2005Uvaggio: Chardonnay

Essere felici. Ascoltare alla radio Jump dei Van Halen, a tutto volume. Svegliarsi bene. Correre, ma con serenità. Were dreams, now it’s just wine. La sera prima. A cena. Complesso e morbido, con un corpo importante. Vaniglia, frutta gialla, banana, burro. Grande corrispondenza, in bocca, con il naso. Finale molto lungo. Oggi c’è il sole.

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Venezia Giulia IGT – Jermann, Capo Martino in Ruttaris 2004

Venezia Giulia IGT – Jermann, Capo Martino in Ruttaris 2004Uvaggio: Tocai, Pinot bianco, Malvasia Istriana, Picolit

Non aborro i tagli bordolesi. Non penso che i vini biologici od i vini biodinamici siano a priori migliori degli altri. Non credo che uno Champagne sia SEMPRE migliore di un Franciacorta. Non disdegno a priori la barrique. Penso che anche in Australia possano produrre vini interessanti, forse. Non penso che autoctono voglia dire automaticamente più buono.Penso che Jermann sia un grandissimo produttore. Che tutti i suoi vini abbiano una grande anima che ogni volta si fa scoprire in modo differente. Grande colore, luminosità e lucentezza. Naso intenso e complesso, ogni volta diverso. Potrei parlare di frutta esotica come di agrumi, di fiori come di miele, di vaniglia come di burro. In bocca è un’esplosione di sapori che si legano perfettamente. Ah, la persistenza è davvero tanta, tanta, tanta.

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Venezia Giulia IGT – Jermann, Vintage Tunina 2005

Venezia Giulia IGT – Jermann, Vintage Tunina 2005Uvaggio: Sauvignon blanc, Chardonnay, Ribolla gialla, Malvasia istriana, Picolit

Certo che mi faccio del male volontariamente. Sushi Man è un pessimo ristorantino giapponese sui navigli. Lo so. Lo sapevo. Ma, nonostante questo, visto che ero proprio lì dietro, ci sono finito un’altra volta. E, ovviamente, ho mangiato male, digerito malissimo ed adesso, che sono in ufficio, ho ancora in bocca la sensazione della tempura, unta e pesante. Il Vintage Tunina di Jermann, bevuto invece qualche giorno fa nella mia enoteca ufficialmente preferita, è sempre buono: giallo paglierino brillante. Profumi eleganti: ananas, melone, agrumi. In bocca è caldo, morbido, equilibrato, armonico, persistente. Sempre.

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Venezia Giulia IGT – Jermann, Chardonnay 2003

Venezia Giulia IGT – Jermann, Chardonnay 2003Uvaggio: Chardonnay

Il fatto è che non mi piacciono i posti senza anima. Senza anima posso mangiare anche bene, o comunque in modo corretto, ma non mi rimarrà niente. Al “Porticciolo” di Lazise sul Garda non ho mangiato male. Il pesce era indubbiamente fresco e cotto nel modo giusto. Il risotto aveva una mantecatura comunque non criticabile. Ma non aveva anima. Quella che è, secondo me, la discriminante tra una mangiatoia ed un ristorante. Lo Chardonnay di Jermann, però, ci stava bene. Color giallo paglierino abbastanza carico. Naso molto pulito, fruttato e floreale: agrumi, banana, biancospino. In bocca è piacevole, fresco ed abbastanza sapido. Abbastanza persistente e complessivamente armonico.

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