Isola dei Nuraghi IGT – Panevino, Tankadeddu 2008


Cannonau, Monica, Carignano | 20 €

Ed è iniziato il Salone del Gusto, Slow Wine è finalmente in libreria ed il fatto di non riuscire ad andare a Torino è frustrante ma va bene, i tanti amici mi racconteranno digitalmente di queste belle giornate. L’autunno finalmente vira deciso verso temperature amiche e la sciarpa è sempre lì, intorno al collo. Tutto quindi va avanti, i Kings of Convenience suonano nello stereo con la stessa trascinante convinzione di sempre e Mad Men ci ha lasciati anche quest’anno con un finale di stagione impeccabile per purezza. Tutto scorre, come se non ci fosse mai nessun vero sussulto, come se fosse sempre tutto uguale. Poi però ti imbatti in Panevino e bum, questa sensazione ovattata scompare immediatamente, e la mente vola veloce lungo le colline della provincia di Cagliari e pensi al caldo e all’energia dell’estate, come se fosse possibile volare sopra le vigne e capire, in quel momento, la perfetta sintesi del mediterraneo nel bicchiere. Perchè Tankadeddu è così, scuro ed affascinante come solo alcuni vini di questo sud sanno essere. Viscerale, racconta di terra e di calore. E’ profumatissimo e ha un succo che vorresti non andasse mai via, eccoti a prenderne subito un altro bicchiere. E in etichetta la firma: Gianfranco Manca vignaiolo sulla terra senza l’utilizzo di alcun correttivo e conservativo. Datemi una botta in testa e svegliatemi. Anzi, forse è meglio di no.

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Isola dei Nuraghi IGT – Vigne Surrau, Rosso Surrau 2007

Cannonau, Carignano, Cabernet sauvignon, Muristellu | 15-20 €

Torno un momento sui vini di Vigne Surrau, che a due Vermentini di sicuro interesse affianca una gamma di rossi dal deciso carattere mediterraneo. Il Rosso Surrau, forse il più espressivo dei tre, ha quella grinta, quella spinta, che ad un bicchiere facilmente ne segue un altro.

Cioè, davvero credo riesca a coniugare struttura, velocità – nel senso che non stanca, che non riempie la bocca di sensazioni stanche – ed una bella idea di morbidezza, senza mai esagerare in nessuna di queste componenti. E’ duemilasette, eppure c’è freschezza, in particolare del frutto. Poi un qualcosa di speziato porta la mente appena più in profondità, a prepararla ad un assaggio caldo, in cui una sapiente trama tannica incontra un succo ed una polpa funzionali ad un equilibrio dal sapore definito. Appena costoso forse, ma piacevolissimo.

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