Understanding the 2010 vintage in Italy, ciao da Alquimie

Era l’autunno del 2013 quando per la prima volta ho sentito parlare di Alquimie. Se non ricordo male avevo intercettato qualcosa su Twitter e subito la mia curiosità era schizzata alle stelle. In quel periodo infatti il mio radar era particolarmente ricettivo nei confronti di qualunque nuova iniziativa editoriale avesse a che fare con la carta. Figuratevi con il vino.

Il primo numero è uscito all’inizio del 2014 e quella copia l’ho acquistata senza pensarci troppo. A quasi 2 anni di distanza il format è lo stesso, quella che è cambiata è la periodicità (da 4 a 2 numeri l’anno): un magazine il cui ambizioso sottotitolo recita “periodic research & analysis of wine & beverage culture”. Uno di quelli che hanno iniziato ad andare di moda in particolare negli ultimi anni, curatissimo tanto nella confezione quanto nei contenuti, bellissimo da leggere e da sfogliare.

Insomma, tutto per questo per sottolineare quanto mi piaccia tutto il progetto Alquimie e quanto sia contento che sul numero in uscita, il sesto, ci sia un mio contributo. Un pezzo dedicato a quello che a me piace definire come il “nuovo vino italiano” osservato attraverso la vendemmia del 2010 e nato poco meno di un anno fa dopo aver conosciuto Josh, l’editore, in un locale di Melbourne (grazie al fondamentale apporto di un caro amico, quel James cui avevo dedicato una lunga intervista su Intravino).

È possibile ordinarne una copia qui, con le spese di spedizione dovrebbe venire via a 25 dollari australiani (poco meno di 17 euro al cambio attuale).

Expo 2015 tra Moretti e Poretti

La presenza di Birra Moretti a Expo 2015, in qualità di Official Beer Partner, sarà all’insegna della valorizzazione della cultura alimentare italiana e della promozione dei nostri giovani chef nel mondo.

Tradizione, eccellenza, innovazione e sostenibilità sono gli ingredienti speciali della ricetta di successo che Birrificio Angelo Poretti ha preparato per i sei mesi in cui sarà Birra Ufficiale di Padiglione Italia a Expo 2015.

Ricapitolando: MORETTI -Gruppo Heineken, con la emme- è Official Beer Partner della manifestazione. PORETTI -Gruppo Carlsberg, con la pi- è la birra ufficiale di Padiglione Italia. Dopo il post dell’altro giorno su Intra sto cominciando piano piano a capire le dinamiche delle sponsorizzazioni all’esposizione di Milano (stima).

In breve: Expo 2015 come fondamentale fonte di ispirazione.

Il Concorso nazionale del Pinot nero, un altro post

Un altro cenno solo per segnalare che sempre di là, su Intravino, Peter Dipoli ha scritto una lunga risposta al mio post sul Concorso nazionale del Pinot nero. Un commento che spazia dalla Borgogna come riferimento assoluto per i Pinot nero italiani (e su cui sono fortissimamente in disaccordo) e che arriva alla mancata purezza della stragrande maggioranza delle birre artigianali mondiali (idem). In tutti i casi parole su cui riflettere, sulle quali spero di confrontarmi con lo stesso Peter quanto prima, di persona.

Good is not enough when better is possible

A difficult 2013 growing season has culminated in the Rioja DOCa council describing the vintage as ‘good’, the worst official rating for a decade.

Each of the Rioja DOCa vintages since 2004 inclusive have been rated as either ‘very good’ or ‘excellent’. But, the appellation’s ruling council has graded 2013 as just ‘good’ – a return to 2003 levels – after what it described as ‘a difficult year for grapegrowers’.

Aspettando il giorno in cui anche a Montalcino, Montepulciano e Montefalco “buono” sarà sinonimo di “mediocre”. Sembra impossibile ma sarebbe un gran passo in avanti (Via Gianpaolo Paglia -su Facebook– e Decanter).

Si, no, forse

Solo per segnalare la simpatica vicenda di un vino, il Melograno 2012 di Roccafiore, prima “rimandato” e subito dopo “riammesso” da parte della commissione di degustazione che si occupa dell’attribuzione delle DOC.

Di là, su Intravino.

Post di servizio

Solo per segnalare, per chi non fosse passato dalle pagine di Intravino nei giorni scorsi, che è stato divertente ritornare a scrivere di Sagrantino di Montefalco grazie ad una degustazione dedicata al caldissimo 2003. Qui. Plus: alcune considerazioni su quelle stelline che molti consorzi di tutela utilizzano per valutare la qualità delle proprie vendemmie. Qui.