Un aggiornamento dal fronte

Sole, freddo e sopratutto tanta neve. Insomma, le condizioni fuori dalla finestra sono perfette per prendere la tavola sotto braccio e non passare neanche un secondo in più davanti allo schermo del laptop. Ma va così, e questa mattina ci sono cose da fare, email da inviare, telefonate da ricevere. Andrà meglio domani.

Nel frattempo qui in Trentino si bevono quasi esclusivamente cose locali e il fatto di essere accompagnati da diversi amici permette di aprire più bottiglie al giorno. La presenza poi di una tra le enoteche più fornite della zona a due passi da casa aiuta la scelta e garantisce un divertimento costante e praticamente ininterrotto. Grandi conferme sul fronte del pinot nero, per esempio. Da Mazzon i nomi scolpiti nella pietra rimangono quelli di Gottardi e di Carlotto. Un po’ più stanco e sicuramente meno dinamico quello della Cantina Produttori Termeno, proprio lì di fronte. Outsider solo per zona di provenienza, ormai è appurato sia tra le più buone interpretazioni italiane, quello di Elisabetta Dalzocchio. Il 2008 è ancora una grandissima goduria, succoso ed elegante, impossibile resistere ad un altro bicchiere.

Dal mondo del teroldego un’altra bella conferma si chiama Cipriano Fedrizzi. Anche questo stupisce per la grandissima beva, il 2010 sembra appena meno strutturato ma al tempo stesso più elegante del 2009. Molto buono anche il 2011 di De Vescovi Ulzbach. Non lo conoscevo e se forse è più composto del primo rimane un bell’esempio di questo vitigno così poco considerato fuori dai confini regionali. Un po’ meno espressivo il 2009 di Barone de Cles, ma voglio tornarci con più calma. Senza grande slancio e in generale non in grande forma, ma ho il vago dubbio fosse bottiglia un po’ così, il Granato 2008 di Elisabetta Foradori. Peccato (con quello che costa). Pescando tra gli altri rossi bevuti in questi giorni impossibile non sottolineare con il pennarello nero un magnifico “Esegesi” 2007 di Eugenio Rosi. Un blend di merlot e cabernet sauvignon giovane ma già adesso di grande, grande espressività. E poi il Donà Rouge, sempre 2007, di Hartmann Donà. Una sicurezza.

Tra i bianchi non posso dire di aver spaziato molto. Posso solo, non senza accorgermi della banalità di tale affermazione, dire di aver trovato sempre buonissimi i vini, TUTTI, di Terlano e di Kuenhof. Dal sauvignon “Quarz” al pinot bianco “Vorberg” passando per i base (ma solo di nome) rimane una cantina di cui non posso fare a meno. Di Peter Pliger invece ho amato un sylvaner 2011 mostruosamente minerale, datemene ancora (ma vedete, ecco, come si fa a non nominare anche il riesling e il veltliner?). Bello anche il 2009 “Isidor” di Fanti, un incrocio manzoni che ridisegna ai miei occhi la tipologia.

Altro? Giusto due bolle: il 2002 “Hausmanoff” di Haderburg rimane un po’ un riferimento anche se in altre annate me lo ricordavo con più slancio. La vera sorpresa, e di questo devo ringraziare il grande sommelier Roberto Anesi, si chiama “Nature” di Bellaveder. Un pas dosé targato 2008 che dentro ha tutto quello che si può cercare nella tipologia.

Per adesso è tutto, ci vediamo tra poco. Torno presto.

Alto Adige Pinot Nero DOC – Gottardi 2006

Alto-Adige-Pinot-Nero-DOC-Gottardi-2006

Pinot nero | 20-30 €

Ecco. Gottardi è pinot nero di incredibilmente equilibrato, prima di tutto. Magari può sembrare cosa scontata, in fondo trattasi di bottiglia piuttosto nota e per certi di culto. Non è così, però. La puntualità che sa regalare è cosa più unica che rara. Praticamente un gioiello.

Ancora Mazzon quindi, che dopo l’assaggio del vicino Carlotto si conferma terreno di elezione per questo vitigno.
Il 2006, a pensarci, sarebbe ancora piuttosto giovane, certamente capace di regalare emozioni con il passare degli anni. Ma è così giusto, già adesso. Fresco, pulito, al naso profuma di buono, con in primo piano tanti piccoli frutti rossi, di diverse sfaccettature. Note speziate, molto fini. Toni balsamici.
Ad assaggiarlo è perfettamente in linea con quanto sentito prima. Un’ottima spalla acida, la giusta sapidità, un tannino setoso e piacevolissimo fanno si che scorra via con gioia.
Inutile dire che è lunghissimo, e riesce a rimanere vibrante fino alla fine, senza perdere niente dei suoi splendidi aromi.
Un gioiello, dicevo.

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Alto Adige DOC – Gottardi, Pinot Nero Mazzon 2005

Alto Adige DOC – Gottardi, Pinot Nero Mazzon 2005Uvaggio: Pinot nero

Bellissimo. A Cavalese. In Val di Fiemme. Il Ristorante El Molin. Bellissima cucina! Buonissima cucina! Complimenti. Anche per la recente prima stella. La crudité di cervo con polpa di ricci di mare mi ha stregato. Come l’uovo affumicato. Ma anche come tutti gli altri piatti. Bella anche la carta dei vini da cui spunta questo Gottardi. Che dire.. Fantastico Pinot nero. Rosso rubino molto trasparente. Naso di una delicatezza stupefacente. Frutta rossa e leggera speziatura. In bocca è caratterizzato da un’equilibrio e da un’armonia da manuale. Uno dei migliori Pinot neri italiani che abbia bevuto. Non vedo l’ora di tornarci.

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