Centopercento Grechetto

Dopodomani, venerdì 4 settembre, presso la cantina Roccafiore di Todi andrà in scena la prima di un incontro dedicato al solo Grechetto. Un’ampia degustazione, la mattina, seguita da una tavola rotonda, nel pomeriggio.

Ecco l’introduzione alla prima parte della giornata:

Condotta da Giampiero Pulcini, esperto degustatore umbro. Rigorosamente alla cieca, saranno proposti 12 Grechetto dall’Umbria e dal Lazio settentrionale, in 3 batterie da 4 vini, per offrire una mappatura dei diversi territori, confrontando le diverse interpretazioni stilistiche, senza necessariamente stabilire “come” e “dove” il Grechetto si esprime meglio, ma semplicemente registrando la sua duttilità e la sua forte personalità.

E quella alla seconda:

Sarà il luogo del confronto e del racconto, moderata da Jacopo Cossater, blogger e degustatore professionista. Esperienze enologiche a confronto: Hartmann Donà per Roccafiore e Giandomenico Negro per Mottura, azienda che nella Tuscia esprime dagli anni Novanta qualità estrema nella produzione di Grechetto; Luca Baccarelli, chiamato a raccontare il caso di Roccafiore, azienda emergente che a Todi ha posto il Grechetto al centro del proprio progetto vinicolo e imprenditoriale; Antonio Boco, critico enogastronomico umbro che offrirà il punto di vista di giornalista e comunicatore, raccontando l’evoluzione del Grechetto nell’ultimo decennio; Giuseppe Rosati, ambasciatore del vino italiano presso Vinitaly International Academy e con un recente passato da wine-director al Felidia di New York; Paolo Trimani, che offrirà un punto di vista basato sulla decennale esperienza alla guida dell’omonima enoteca e che ben conosce le dinamiche del mercato domestico.

Presto aggiornamenti, se interessati l’hashtag previsto è #centopercentogrechetto.

Fin qui tutto bene

Scusate l’assenza, più lunga del solito. Guardo infatti il calendario e mi accorgo che sono ormai dieci giorni che colpevolmente non riesco a pubblicare nessun nuovo post. Niente di grave, una leggera diminuzione degli argomenti è cosa naturale, aggiungeteci poi un periodo lavorativamente piuttosto intenso ed i giochi sono fatti. Prometto di rimediare quanto prima. Nel frattempo, ormai è quasi aria di weekend (ehm), vi lascio con alcuni post che nei giorni scorsi mi hanno particolarmente colpito e che mi sono tenuto diligentemente da parte.

– Daniele Tincati racconta di una bella giornata trascorsa ad assaggiare prosecco 2013 da vasca. Un appuntamento (hashtag ufficiale: #serbatoy1) pensato, voluto e organizzato da Luca Ferraro di Bele Casel. Su Gli Amici del Bar.

– Maurizio Gily, sul sito di Slow Wine, mette in discussione uno dei pilastri della viticoltura moderna, in particolare degli anni novanta: i vigneti ad alta densità. Qui la prima parte, qui la seconda.

– Lo squilibrio dell’equilibrio. Paolo De Cristofaro su Tipicamente.

– Dietro al vino. Antonio Boco, sempre su Tipicamente.

– Giampiero Pulcini scrive del Barbacarlo. Come nessuno mai prima di lui.

– Fiorenzo Sartore invece riporta l’attenzione su cosa significhi scrivere di vino su uno, o più blog.

– Ah, a proposito di trasparenza, la settimana scorsa è uscito un post particolarmente calzante su Minima&Moralia. Impossibile non citarne uno stralcio – “un valore imprescindibile è quello della trasparenza, trasparenza delle scelte, trasparenza nel codice etico, trasparenza con il lettore. È questo e soltanto questo che crea un rapporto di fiducia” – e linkarlo.

– C’entra meno, ma il nuovo Lambiczoon, a Milano, è pub meravigliosamente accogliente. Plus: ci sono una valanga di Cantillon, anche alla spina. Vale la deviazione, eccome (ne ha scritto Sybelle proprio questa mattina).