Insieme contro la crisi

Leggo sul blog di Andrea Petrini e subito dopo trovo conferma sul sito di Bibenda che quest’anno, per celebrarare il Santo Natale e per combattere insieme la crisi, la nota rivista ha organizzato una serata presso il Cavalieri Hilton di Roma a base di caviale e, cito testualmente, “Champagne a gogò”. Ad appena duecentocinquanta euro, camera da letto esclusa.

Ed è subito leggenda.

Edit del 18 dicembre 2012: vedo che sul sito di Bibenda è scomparso ogni riferimento alla serata. Lo screenshot che avevo scrupolosamente tenuto da parte però è qui.

Scambiarsi pareri sul web durante l’orario di lavoro è reato

Arrivo un po’ lungo, lo so (motivo banale: questi ultimi giorni sono stati di grande relax e di poco lavoro). È che solamente ieri mi sono accorto che Franco Maria Ricci (da qui in poi per brevità FMR) aveva pubblicato a ridosso di Natale una precisazione a proposito del suo contestatissimo editoriale sulla rivista Bibenda. Ricordate? Quello del “mi riferiscono, perchè io non frequento“. Bene, in questa postilla pubblicata solamente online FMR scrive anche che:

scambiarsi pareri sul web, nei forum o altro durante l’orario di lavoro è reato. Che dicono l’ex Ministro Brunetta e la Legge dello Stato? Uguale.”

C’era bisogno di questa puntualizzazione? Ovviamente no: la posizione di FMR era già chiarissima nel suo editoriale. Una visione del lavoro e dell’uso e del web tremendamente inattuale, che poco si addice all’importanza del suo ruolo. Io ho avuto la fortuna di crescere professionalmente in ambienti fantastici, in luoghi dove ancor prima dei social network si era capita l’importanza del dipendente e del collaboratore come figure portatrici dei valori della realtà per cui lavorano. Se fossi FMR, per capirci, incoraggerei tutto lo staff di Bibenda a scrivere, a commentare, a dimostrare sul web giorno per giorno (si, anche durante l’orario di lavoro) le competenze di una delle redazioni cartacee migliori sulla piazza. Perchè va anche bene una campagna promozionale, ma volete mettere l’immagine che riflette un Armando Castagno (storico collaboratore di Bibenda) quando commenta con straordinaria puntualità e competenza un post su Intravino?  Ovviamente questo non riguarda solo FMR, è concetto applicabile potenzialmente ovunque. Ah, e buon anno.

Mi riferiscono, perché io non frequento

Probabilmente è notizia in cui vi siete già imbattuti -da un paio di giorni in rete non si parla d’altro- ma dovete sapere che il Presidente dell’AIS Lazio, Franco Maria Ricci, sull’ultimo numero di Bibenda se n’è uscito con un editoriale molto forte. Già, perchè egli, per brevità da qui in poi FMR, è anche l’editore e il direttore della suddetta (bellissima) rivista, quella ufficiale dell’associazione sommelieristica italiana. Ecco, qui ci sarebbe da aprire una parentesi, perchè se la proprietà transitiva non è un’opinione allora si potrebbe pensare che quell’editoriale sia anche espressione del pensiero dell’AIS tutta. Ci si augura ovviamente di no.

Anyway, FMR sostiene che “alcuni navigatori della rete anziché apparecchiare la tavola aspettando gli amici quel bicchiere se lo bevono virtualmente. Mi riferiscono, perché io non frequento, che hanno lanciato la moda di giudicare il vino e parlarne in maniera interattiva con più persone, scambiandosi pareri positivi o negativi di quella e di quell’altra etichetta. Insomma, delusioni o esaltazioni di Barolo o di grandi Champagne, vengono trasmesse da una stanza, seduti davanti a un computer.

Continua poi scrivendo che “questi scambi “culturali” avvengono soprattutto durante il giorno, durante un orario in cui normalmente la maggioranza si trova al lavoro (..) senza sapere, o forse sì, che tutto ciò è reato“.

Che tenero, mi immagino la redazione di Bibenda, con tutti quei computer connessi unicamente per mandare e ricevere le email, in cui un firewall studiato appositamente da FMR impedisce l’accesso a forum, social network, blog e tutti quei siti in cui è possibile intervenire e commentare tanto una notizia quanto un’editoriale.

Ovvio, sono righe che si commentano da sole. Quello che sfugge a FMR è però la sostanza dell’interazione digitale. Scrivere di un vino, commentare questo o quell’assaggio non è il fine ultimo ma un mezzo che ci permette di arricchire la nostra conoscenza. E poi la fruizione orizzontale, la possibilità di condividere contenuti tra pari livelli. Una rivoluzione di cui probabilmente FMR non ha mai sentito parlare.

Ah, sto scrivendo dal lavoro, ma nel mio caso -sono sicuro- non è reato.