Benvenuti nel 2001

Per rimanere in tema e continuare a scrivere di quello che succede quà e là sulla rete anche io, come molti, questa mattina mi sono imbattuto velocemente sul nuovo sito dell’Associazione Italiana Sommelier. Guardate, gli ho dato un’occhiata davvero di sfuggita, ero di fretta, ed ho pensato “impossibile, si saranno sbagliati, sarà ancora online quello vecchio“.

Solo oggi pomeriggio, leggendo quanto scritto da Filippo Ronco mi sono reso conto che era tutto vero e che quello che avevo visto era effettivamente il loro nuovo sito. Nuovo. Sito.

Stando solo alla punta dell’iceberg, la parte visibile esternamente dal pubblico intendo, è abbastanza paradossale che la vetrina della principale associazione del vino in Italia, sulla rete, frutto di un lavoro che immagino sia stato coordinato se non almeno avallato dai vertici, si riduca ad un misero cms preconfezionato con una grafica da webzine fine anni ’90.

(..) Penso che oltre alla sostanza sia necessaria anche la forma a certi livelli. Più che altro dispiace perché non sembra il sito di una delle più importanti associazioni sul vino del mondo e non rende giustizia al ruolo che l’Ais gioca nella formazione a livello nazionale, pur con tutti i suoi limiti.

Vinix Unplugged Unconference, ripensiamola (ma anche no)

Ciao Fil*.

Avevo iniziato a scriverti privatamente ma dopo poche righe mi ero reso conto quanto questa mia riflessione potesse essere uno spunto non solo per te ma anche per tutte le persone che ruotano intorno a Vinix, all’Unconference che precede Terroir Vino e che in generale sono in qualche modo sensibili a tutte le tematiche relative al vino, in rete.

Come sai meglio di me a seguito del recente camp del 12 giugno sono nate alcune osservazioni piuttosto critiche relative a forma e contenuti. Volendo riassumere si potrebbe dire che le argomentazioni sono sostanzialmente tre: mancanza di contenuti interessanti, mancanza di dibattito, interventi troppo (o troppo poco) tecnici.

Anche la mia prima reazione a caldo, nei giorni immediatamente successivi, era stata quella di proporre piccoli cambiamenti. Anche io come altri (pur non avendo seguito tutti gli speech previsti) avevo registrato quegli stessi umori. Mi era parso in particolare che la maggioranza degli interventi fosse troppo autoreferenziale. Come se Genova fosse una vetrina privilegiata per presentare i propri progetti professionali, spesso già conosciuti, di fronte ad una platea estremamente preparata. Una sorta di cassa di risonanza. Mi ero quindi prodigato a dispensare consigli: dalla selezione degli interventi in giù. Su Vinix è tutt’ora in corso un dibattito su questo specifico tema.

Con il passare dei giorni però mi sono reso conto di quanto questa sia una discussione a tratti sterile. L’Unconference è infatti una piattaforma che tu metti a disposizione della comunità. Magari ci potrà essere qualche miglioria tecnica ma il format in sé funziona benissimo. Ho letto di una migliore moderazione, ma non posso pensare che una platea di tale statura non sia in grado di essere all’occorrenza curiosa e ficcante. Se quindi qualcosa quest’anno non è girato nel modo giusto la colpa è di tutti, tanto dei relatori quanto dei presenti. Il paragone che mi viene più immediato è quello con un termometro, come se quello fosse il momento in cui registrare lo stato del vino in rete. Quindi ecco, forse non è un caso che quest’anno sia andata così.

Tutto questo senza nulla togliere alla qualità assoluta di alcuni interventi, immancabili davvero. Il punto è che l’Unconference è sempre di più un momento centrale ed è naturale che le aspettative crescano con lei. Se tutti colori i quali c’erano e ci saranno, me compreso, sapranno fare una piccolissima autocritica sono sicuro continuerà a crescere, com’è naturale che sia.

A presto,
j.

*Filippo Ronco, per chi non lo conoscesse, è l’ideatore e l’anima del portale Tigulliovino, del social network Vinix e della concessionaria di pubblicità tematica Vinoclic. Alcuni anni fa decise di provare a creare un momento di incontro “reale” tra aziende ed utenti. Quell’appuntamento si chiama tutt’ora Terroir Vino ed è entrato di diritto tra le più importanti -almeno per qualità- manifestazioni del vino in Italia. Qualche anno dopo, nel 2009, a margine di Terroir Vino, propose un incontro subito recepito con grande entusiasmo, la Vinix Unplugged Unconference, una sorta di barcamp. Un momento durante il quale confrontarsi su tutte le tematiche calde relative al vino ed alla rete. Un momento libero, dove chiunque, previa registrazione, può prendere la parola e parlare al pubblico presente per dieci/quindici minuti. Poi certo, è anche una persona che stimo moltissimo, ma questo è un altro discorso.

Terroir Vino, impossibile mancare

Inizio dalla fine, dal momento in cui dico che “Terroir Vino è una manifestazione bellissima, e che non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro”.

Quello che più ammiro in Filippo Ronco (ideatore ed anima di questo appuntamento) è la capacità di saper crescere sempre un passo alla volta, senza mai strafare, sempre in meglio. Ogni edizione si arricchisce di appuntamenti e migliora qualche dettaglio. Voglio dire, nel 2012 probabilmente ci sarà qualche cosa in più. Magari qualcosa di piccolo, ma di sicuramente significativo.

Il lunedì è storicamente il giorno della manifestazione, quello che vede presenti un sacco di produttori di grande qualità. Dalla parte del visitatore, al di quà del banco d’assaggio, posso solo dire che le condizioni sono le migliori in assoluto. Temperature, spazi, contesto, servizi. In Italia difficile trovare di meglio. A margine poi tanti appuntamenti, Dalle “Degustazioni dal basso” al “Garage Wine Contest” passando per il “Baratto Wine Day“, a Genova nel suo momento annuale più importante.

E poi i vini. Quello della giornata? Forse il 2007 de Le Rocche del Gatto, un pigato che gioca su toni mai trovati nella tipologia. Più profondi, minerali, avvolgenti. In generale un vino di grande struttura e splendida bevibilità. A meno di dieci euro, non so se mi spiego.

Ma Terroir Vino è molto di più. Per chi bazzica giornalmente la rete è momento fondamentale per dare un volto a tantissimi avatar e per rivedere di persona molti dei protagonisti dell’informazione online italiana. Da sempre Terroir Vino ha privilegiato l’ecosistema che lo circonda e ne è diventato sempre di più l’appuntamento di riferimento. Il giorno prima infatti va in onda la “Vinix Unplugged Unconference”, una non-conferenza legata al vino ed alla rete. Un momento in cui chiunque può portare all’attenzione dei molti presenti la propria storia, il proprio progetto, la propria esperienza. Tanti gli spunti per un appuntamento che ha grandi margini di crescita, nei prossimi giorni ne scriverò sicuramente.

Questi alcuni dei motivi che mi avevano spinto a chiudere così, con un’affermazione tanto semplice quanto chiara: “Terroir Vino è una manifestazione bellissima, non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro”. Solo che ci si vede a Genova l’anno prossimo.

Una giornata di collegamenti: al prosecco, quello colfòndo

Ricordate? Avevo segnalato la degustazione pochi giorni fa.

– Secondo Filippo Ronco (in un post che racconta anche altre belle cose) c’è anche la consapevolezza di esser parte di qualcosa che sta cambiando radicalmente il modo di parlare di vino. In meglio, certo.

– Poi ci sono alcune note di degustazione. Di Stefano Caffarri, per dire. Ma anche di Carolina Gatti, produttrice. Di Maria Grazia Melegari. Ed un bel racconto di Daniela, su Scatti di Gusto.

– Sempre Stefano poi ha introdotto la degustazione, qui c’è un video della cosa. Ed alla fine Mario Pojer (Pojer&Sandri) ha parlato di un suo nuovo piccolo progetto. Si chiama Zero, e viene da uve Solaris. In video.

– Ed infine, anche se è decisamente off-topic, una segnalazione di una certa rilevanza. Forse ricorderete quella commedia, Julie&Julia, in cui una ragazza decideva di rifare tutte le ricette contenute nel celebre libro di cucina Mastering the Art of French Cooking di Julia Child e di raccontare l’esperienza su un blog dedicato. Bene, lo stanno facendo anche loro. Ma con tutte (tutte e 790!) le ricette di Pellegrino Artusi, loro sono i Pellegrini di Artusi. Straordinari.

Una giornata di collegamenti: #AglianicoDelVulture1 continua, in rete

– “#AglianicoDelVulture1 è stata la più importante operazione di comunicazione di un territorio del vino fatta in Basilicata dalla notte dei tempi. E ho detto tutto.“, Filippo Ronco, su Back Office.

– “Ma sopra e prima di tutto, il vino. Basilisco, Camerlengo, Cantine del Notaio, Eleano, Elena Fucci, Eubea, Grifalco, Laluce, Macarico, Musto Carmelitano, Paternoster. E Carbone, certo, non sopra agli altri ma accanto, insieme, in batteria e con modestia, con quel nitido intento di avanzare senza scavalcare, anche quando sei tu [Sara Carbone, n.d.r.] l’artefice di tutto.“, Alessandro Morichetti, su Intravino.

– “Aglianico, l’antico Ellenico. Ne scopro un’inaspettata eleganza, sul Vulture. Il tannino e l’acidità sono il nerbo di un corpo sempre notevole, dal cuore rustico. Ma nel tessuto finale il succo della terra del vulcano (note a volte ferrose, di radici, di tamarindo e china) s’illumina di luce, ed ecco il vino di struttura, generoso e secco, in cui trovi una specie di aggraziata solarità.“, Maria Grazia Melegari, su Soavemente.

– “Quindi, la degustazione vera e propria: non una sfida ma, appunto, un modo per stimolare il confronto e cercare di cogliere l’essenza di un vino e del suo terroir.“, Alessandro Marra su Luciano Pignataro.

Media 140 food&wine

Sabato prossimo a Perugia, all’interno della bellissima Sala dei Notari, ho organizzato un appuntamento dedicato a tutte quelle persone, aziende, entità interessate a come i social network stanno cambiando il nostro modo di vivere e lavorare la rete (con particolare riferimento al variegato mondo del vino, è chiaro).

Qui il programma dettagliato della mattinata che prevede gli interventi, tra gli altri, di Ryan e Gabriella Opaz (Catavino), Francesco Zonin (Wine is love), Gianpaolo Paglia (Poggio Argentiera), Davide Cocco (Studio Cru), Fabio Ingrosso (Vino PR), Slawka G. Scarso (Marketing del vino), Samuel Sanders (Spumante), Filippo Ronco (Vinix), Andrea Bezzecchi (Acetaia San Giacomo), Antonio Bonanno (Digital Natives), Michela Cimnaghi (Hagakure). Modererà il sottoscritto.

E’ incontro che si inserisce in quella splendida manifestazione che è il Festival Internazionale del Giornalismo, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Se siete in zona credo valga la pena partecipare di persona (altrimenti ci sarà lo streaming video, presto maggiori dettagli).

Terroir Vino 2009, note a margine

Terroir VinoVa detto che avresti voluto essere presente a Genova per Terroir Vino anche gli altri anni, questa era la quinta edizione, ma per tutta una serie di impegni lavorativi non eri riuscito a raggiungere la città ligure. Sbagliando, pare.
Terroir Vino, da come si legge anche sul sito, è l’evento annuale organizzato da TigullioVino.it, online magazine italiano dedicato al mondo del vino a partire dall’aprile del 2000. Occasione di verifica e confronto con i protagonisti dell’informazione online, gli operatori del vino e i lettori, Terroir Vino è un banco d’assaggio di qualità superiore: solo il meglio dei vini e degli oli effettivamente degustati dalle due commissioni degustatrici del sito, presenti i produttori.

Ti sei accorto poi, durante la giornata, che è manifestazione organizzata in modo praticamente perfetto, senza ma.
La location è quella delle grandi occasioni, Palazzo Ducale – qui e qui due foto di Studio Cru, per rendere l’idea.
Gli espositori presenti sono 125, tutti (tutti) che giocano le proprie carte sulla qualità complessiva della loro offerta e, cosa che ti sta particolarmente a cuore, erano tutti presenti, di persona (a differenza di Vini nel Mondo a Spoleto, ne avevi scritto solo pochi giorni fa).
Il servizio a supporto di Terroir Vino è il migliore in cui tu ti sia mai abbattuto. Ghiaccio sempre disponibile, come acqua, grissini, pane e, leggero stupore, tutta una serie di stuzzichini salati gentilmente serviti verso l’ora di pranzo.
L’ambiente, poi, è molto rilassato e sereno, avevi come la sensazione che fosse davvero occasione di confronto per tutti. E non è poco.

E i vini? Vista la qualità media complessiva andrebbero citati praticamente tutti. Tu, in particolare, ti sei segnato la bella pulizia del Prosecco Extra Dry de Le Vigne di Alice, la mineralità del Soave Colli Scaligeri di Sandro De Bruno, l’essere imperiale ed elegante del Grenache Cuvée Lauzettes di Domaine de la Gramière, il Canaiolo L’imbrunire ed il Chianti Rosae Mnemosis di Villa Petriolo. Ed ancora gli Aglianici tutti di Carbone, il Vermentino di Deriu ed il Cannonau ‘Sos Usos de una ‘Ia’ di Gostolai. In parallelo, poi, l’aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia dell’Acetaia San Giacomo ed il miele d’uva di Mirco Mariotti.

Ma sei consapevole di avere assaggiato solo una piccolissima parte dei vini presenti e, con un po’ di nostalgia, ti consoli pensando all’edizione 2010 che speri davvero di non mancare.

Vinix Unplugged, un bel momento di confronto che può anche migliorare

Vinix UnpluggedCome avevo scritto qualche giorno fa oggi sono stato a Genova per Terroir Vino.

Ambiente bellissimo, tanti amici e, cosa di fondamentale importanza, molti produttori di grandi vini. Veramente niente da chiedere di più.
Ma vorrei fare un piccolo passo indietro.
Domenica, sempre a Genova, sempre a Palazzo Ducale, in una piccola sala adiacente quella dove poi oggi si è tenuta la manifestazione per cui ero in città, è stata occasione per incontrare un bel po’ di persone che sono attive online, in particolare su Vinix (variegata community dedicata al mondo vino) per una non-conferenza. Una sorta di momento di incontro e dibattito su temi che mi/ci/vi sono cari: internet, vino, interazione.
Chiunque poteva intervenire e prenotarsi un piccolo spazio di tempo per esprimere una sua idea o presentare un progetto. Tanti gli spunti quindi.

Mi dispiace per esempio essere arrivato in leggero ritardo ed essermi perso la presentazione dell’imminente nuovo progetto di Dissapore – Intravino – da Parte di Fiorenzo Sartore.
Al contrario sono felice di avere ascoltato gli interessanti motivi di riflessione di Cinzia Canzian sul fare sapere o sul sapere fare sapere (ovvero come andare incontro ai propri pubblici), la presentazione dell’Osservatorio Wine di Angela Barison, l’introduzione alla prossima European Wine Blogger Conference di Robert McIntosh, le pubbliche relazioni online di Fabio Ingrosso, iI Baratto Wine Day ideato da Davide Cocco, Terroir Amarone di Giampiero Nadali ed altri ancora.

Solo che.
Ecco, solo che, come mi sono reso conto mentre scrivevo, tanti sono stati gli spunti e pochi i momenti di confronto e dibattito. Troppi argomenti. Troppo poco tempo.La prima edizione è andata, ed è stata una soddisfazione generale per tutti essere presenti. E grazie a Filippo Ronco per averla pensata e realizzata. L’anno prossimo perchè, per esempio, non concordare precedentemente due o tre argomenti di interesse generale ed affrontare solo quelli? Potrebbe essere interessante e sicuramente più approfondito.

Su Twitter tanti piccoli post su questo incontro. Eccoli.

Terroir Vino, manca poco

Terroir Vino

Il sottoscritto domenica prossima e lunedì sarà a Genova, per Terroir Vino.L’edizione è la quinta, per me la prima. La location splendida, Palazzo Ducale. L’elenco dei produttori presenti estremamente interessante. Le premesse per una bellissima giornata ci sono davvero tutte.

Poi, domenica, ci sarà una piccola cosa dedicata al vino ed alla rete, nata dalla rete, per parlare anche della rete. Un barcamp, in pratica. Anzi, una conferenza. No, una non-conferenza, ecco.

Direttamente da Twitter

TwitterConoscete Twitter? Va forte anche al congresso degli Stati Uniti, sostiene il Corriere della Sera. Wikipedia dice che è una rete ed un servizio di microblogging che permette agli utenti di mandare aggiornamenti (messaggi di testo, lunghi non più di 140 caratteri) via SMS, messaggeria istantanea, e-mail, il sito di Twitter, oppure varie applicazioni basate sulle API di Twitter.

In altre parole, per farla semplice, è un’altro posto in cui è possibile conversare con gli utenti, in questo caso a suon di [micro]messaggi.E, anche se adesso è decisamente più di moda Friendfeed, se vi doveste trovare a passare da quelle parti, a proposito di vino, non potete assolutamente perdervi Gianpaolo Paglia di Poggio Argentiera e Francesco Zonin tra i cantinieri. Andrea Bezzecchi, produttore di aceto balsamico tradizionale da Reggio Emilia. O Fabio Ingrosso e Davide Cocco, tra quelli che il vino lo comunicano. Filippo Ronco da TigullioVino o Vittorio Rusinà, meglio conosciuto come Tirebouchon, grande utilizzatore della piattaforma, direttamente da Cavoretto, in Torino. E, ovviamente, il sottoscritto.

03/03/2009 – Edit: Un paio di giorni ed anche Repubblica interviene e racconta il cinguettio. Qui.