La guida ai vitigni d’Italia di Slow Food

Spesso ci si imbatte con colpevole ritardo in qualcosa di fondamentale. “Ad averlo preso prima“, viene da dire. Avrei per dire evitato di sostenere per troppo tempo che il Trebbiano d’Abruzzo è sinonimo del Bombino. Quando invece, cito testualmente, “le difficoltà che si incontravano nel distinguerlo nettamente dal Trebbiano toscano e dal Bombino bianco hanno portato all’iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà della Vite solo nel 1994“. O scoprire che il Grechetto di Todi è gemello del Pignoletto. Il Blanc de Morgex del Prié Blanc e, ma questa è più facile, che Cannonau, Grenache, Alicante, Roussillon, Gamay del Trasimeno e Tai Rosso sono tante facce della stessa medaglia.

Il volume curato da Fabio Giavedoni e Maurizio Gily è uno di quelli fondamentali. Seicento vitigni, di cui oltre a oltre la metà è dedicata una scheda mai avida di dettagli, dalla storia alla diffusione, dalla pianta al vino. E poi tutti i sinonimi, un’ampio glossario, le biografie dei più importanti ampelografi della storia.

In due parole, da avere.

Slow Food Editore, 14 euro.

Comunicare con Mario, una tavola rotonda

Dopodomani, venerdì, sarò a Vicenza per una tavola rotonda. Parleremo del linguaggio e dell’importanza delle parole (di quali parole) nella comunicazione del vino. Insieme a me Fabio Giavedoni, curatore della guida di Slow Wine, Davide Paolini, il gastronauta di Radio 24, Fabio Piccoli, esperto di marketing e Federico Tassoni, presidente del Consorzio Tutela vini Colli Berici e Vicenza. Modererà Beppe Giuliano, direttore di Euposia.

Cercasi Mario è un progetto voluto da i consorzi Colli Berici e Vicenza DOC, una ricerca il cui scopo è quello di tracciare il profilo del possibile Mario Rossi del vino: una persona che non lavora nell’ambito vinicolo, che non è iscritta ad associazioni di degustatori e che non legge le riviste di settore. Ma il vino lo ordina abitualmente al ristorante e lo consuma di norma a casa. Insomma, una persona in grado di esprimere un giudizio sulla piacevolezza senza alcun condizionamento di sorta. Durante gli ultimi mesi è stato organizzato un vero e proprio casting, con video interviste nelle quali i “candidati Mario” dovevano rispondere ad alcune domande e degustare un vino (sono tutte sul sito). Questo il contesto in cui si inserisce la tavola rotonda, la volontà è quella di capire se le parole che usiamo sono quelle giuste per raccontare cosa c’è nel bicchiere e quello che c’è dietro.

Lo anticipo, io credo di si. La rete ha letteralmente aperto a tutti la possibilità di informarsi a costo zero. Il prolificare dei blog ed il successivo moltiplicarsi degli argomenti trattati ha coperto una quantità di temi inimmaginabile anche solo dieci anni fa usando un linguaggio comprensibile e riportando il vino ad una dimensione spesso assolutamente normale, quotidiana. Certo, poi si potrebbe porre il problema dell’autorevolezza delle fonti, ma per questo (e per tanto altro) rimando ad alcuni post di Alessandro Morichetti su Intravino che ripercorrono un po’ quello che è successo nel mondo del vino (e il ruolo fondamentale del web) negli ultimi anni. Il primo, il secondo ed il terzo, il quarto uscirà a giorni.

L’appuntamento è per le 16.00 all’interno della Sala dei Chiostri di Santa Corona, in centro. L’ingresso è libero, in caso ci si vede lì.