Faccio cose, etc. etc.

Scusate l’assenza. Il rientro e la conseguente ripresa del normale ritmo lavorativo hanno coinciso con una vera e propria immersione in mille idee e progetti. Settembre per esempio va avanti, come anticipato qualche settimana fa abbiamo ripensato alcuni aspetti del progetto e stiamo lavorando per riuscire a renderlo reale nel più breve tempo possibile. Mai come in questo caso vale il più classico dei: daje.

Nel frattempo ci tenevo a segnalare un paio di appuntamenti che mi vedono coinvolto da qui ad un paio di settimane. Il prossimo weekend per esempio (al netto di una veloce girata tra i banchi di Fermentazioni, venerdì a Roma) sarò a Rimini alla Festa della Rete – quella che fino all’anno scorso era la BlogFest – per parlare di vino e di social media. Il titolo del panel è “il vino può essere pop“, ho volutamente tolto il punto di domanda finale, ed insieme a me ci saranno Francesco Zonin, Adua Villa, Dan Lerner, Valeria Moschet, Ilaria Barbotti e Mariachiara Montera (grazie dell’invito, sarà bello e interessante).

La mattina del sabato successivo, il 20, sarò a Montefalco in occasione di Enologica per condurre una degustazione piuttosto ambiziosa. Titolo: Il Sagrantino si confronta con i grandi vini d’Italia. Sottotitolo: eleganza, una parola che racchiude in sé tutte le doti dei migliori vini, a volte innata, a volte capace di emergere solo con il passare del tempo. Una degustazione che vuole provare ad indagare gli aspetti più fini del Sagrantino di Montefalco, vino tra i più longevi del panorama italiano e internazionale. Un rosso ricco e strutturato, che in gioventù impone particolare attenzione e che con gli anni è in grado di restituire un volto di inattesa raffinatezza. L’appuntamento è per le 11.30 presso la Sala Consiliare del Comune. Sono già adesso tesissimo.

Durante il pomeriggio invece sarò un paio di centinaia di chilometri più a nord, a Brisighella, Ravenna, per partecipare a quella che sembra essere una piccola e bellissima manifestazione: Borgo Indie. Il titolo dell’incontro è “Prendi la borsa (della spesa) e scappa. Riviste e Editori indipendenti alla ricerca di finanziatori”. Sarà la prima occasione per parlare pubblicamente di Settembre, del perchè e del come, insieme a chi una splendida rivista l’ha già fatta, vi ricordate di Dispensa e di Martina Liverani?

Il giorno dopo poi, domenica 21, mi piacerebbe infine riuscire ad essere a Bologna tra il pubblico di App.etite, una gigantesca tavola rotonda di due giorni pensata da Stefano Bonilli e realizzata nonostante la sua recente scomparsa, “uno scatto fotografico sulla comunicazione enogastronomica, uno sguardo diffuso sul comunicare il cibo e il bere, un’analisi del presente, il racconto del passato, una proiezione di quello che sarà il futuro della comunicazione food & wine“.

Al solito, see you around.

Edit del 9/9/2014: Mi segnalano che data la ridotta capienza della sala i posti per App.etite, a Bologna, sono esauriti per entrambe le giornate. Meh (e non c’è neanche lo streaming).

Viva la carta di qualità

Ha fatto capolino ieri nella mia cassetta della posta -quella reale, non quella elettronica- il primo numero di Dispensa, magazine interamente “dedicato a tutti gli amanti del cibo e dell’universo che gli gira intorno”. Un bel progetto di un centinaio di pagine fatto di storie, anche lunghe, che forse non siamo più abituati a leggere; che richiedono attenzione e concentrazione ma che ripagano con un senso di grande appagamento. Di carta? Si, di carta. Da tempo infatti sono convinto esista uno segmento specifico per un certo tipo di pubblicazioni di grande, grandissima, qualità che non soffre la crisi editoriale e che anzi, nel peso di una carta da 140 grammi, nella bellezza di grandi fotografie, nella qualità di testi anche di diecimila battute trova un senso particolarmente compiuto.

Oggetti che spesso riprendo in mano, che colorano le stanze di casa e che non potrei mai immaginare di leggere (solo) in digitale. Ecco che quindi Dispensa forse andrà ad affiancarsi a pubblicazioni cui sono particolarmente affezionato come Rivista Studio, IL MagazineMonocle, CerealApartamento ed altri. E poi sto pensando di abbonarmi a Howler, un magazine che sta ridisegnando la narrazione del calcio non solo negli Stati Uniti.