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	<title>enoiche illusioni &#187; Contadi Castaldi</title>
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	<description>Una volta era un blog</description>
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		<title>Franciacorta DOCG &#8211; Contadi Castaldi, Satèn 2005</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 16:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Chardonnay]]></category>
		<category><![CDATA[Contadi Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Franciacorta]]></category>

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		<description><![CDATA[Chardonnay &#124; 20-25 € E così grazie a Contadi Castaldi ho capito tantissime cose su come nasca questa particolare cuvée. Imparare giocando, è provato che quindi funzioni anche nell&#8217;età adulta (adulta?). Il Satèn, non se ne assaggia mai abbastanza, è esattamente come ve lo potete aspettare: vellutato e morbido, leggero senza dimenticare corpo e sostanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Chardonnay | 20-25 €</p>
<p>E così <a href="http://www.enoicheillusioni.com/2010/01/contadi-castaldi-ed-il-progetto-cuvee-design/">grazie a Contadi Castaldi</a> ho capito tantissime cose su come nasca questa particolare cuvée. Imparare giocando, è provato che quindi funzioni anche nell&#8217;età adulta (adulta?).</p>
<p>Il Satèn, non se ne assaggia mai abbastanza, è esattamente come ve lo potete aspettare: vellutato e morbido, leggero senza dimenticare corpo e sostanza.<br />
Lo chardonnay, al naso, ti accarezza. Frutta a polpa gialla, frutta secca, vaniglia e sentori tipici della vinificazione come una leggera crosta di pane ed una più decisa piccola pasticceria.<br />
In bocca sembra perfettamente equilibrato tra le sue pardi più morbide ed una sapidità netta, estremamente definita.</p>
<p>Satèn quindi, pulito e delineato in tutti i suoi aspetti.</p>
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		<title>Contadi Castaldi ed il progetto Cuvée Design</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cossater</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buone idee]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Contadi Castaldi]]></category>
		<category><![CDATA[Tipicamente]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idea è semplice e giustissima al tempo stesso: fare comprendere il più possibile (spiegandolo con parole semplici) come si realizza una cuvée. E non una qualsiasi, attenzione, ma il Satèn millesimato di Contadi Castaldi, azienda che non nasconde di ambire ad essere leader per questa particolare tipologia di metodo classico. Satèn? No, non è una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.enoicheillusioni.com/wp-content/uploads/Contadi-Castaldi1.jpg" alt="" title="Contadi Castaldi" width="544" height="313" class="aligncenter size-full wp-image-5075 cornice" /></p>
<p>L&#8217;idea è semplice e giustissima al tempo stesso: fare comprendere il più possibile (spiegandolo con parole semplici) come si realizza una cuvée. E non una qualsiasi, attenzione, ma il Satèn millesimato di Contadi Castaldi, azienda che non nasconde di ambire ad essere leader per questa particolare tipologia di metodo classico.</p>
<p>Satèn? No, non è una parola francese,<em>o bresciana</em>, ma un termine nato proprio in Franciacorta che ricorda la seta, con tutte le sensazioni tattili che questo comporta.<br />
Questi spumanti infatti hanno due caratteristiche fondamentali: sono prodotti da sole uve bianche, chardonnay o pinot bianco, e sviluppano, in bottiglia, una pressione minore rispetto ad altre tipologie. Ecco quindi il loro essere particolarmente vellutati.</p>
<p>Contadi Castaldi, che per inciso non è proprio una realtà piccolissima, circa 120 ettari per una milionata di bottiglie, l&#8217;ha pensata nel modo -<em>davvero</em>- più intuitivo possibile. Un bicchiere di Satèn, non poteva mancare, ed alcune schede descrittive del lavoro che viene svolto prima in vigna, poi in cantina con l&#8217;assemblaggio ed il successivo tiraggio.<br />
Per esempio, sapevate che la vendemmia produce più di settanta differenti vini base? Quei vini che poi serviranno a produrre i diversi tagli che troveremo nelle loro bottiglie, dal brut al rosé. Il Satèn 2005 nello specifico deriva da ventisette differenti vini.<br />
Le schede raccontano tre particolari elementi descrittivi del vino ed in particolare da quali peculiarità o lavorazioni derivino: morbidezza, finezza, complessità.</p>
<p>Al di là della grande chiarezza e semplicità è comunque evidente il tentativo di andare oltre un linguaggio poco chiaro e troppo ingessato e raccontare un vino nella sua interezza, giocando, imparando ed assaggiandolo.</p>
<p>Si è capito che è iniziativa che mi piace?</p>
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