Alto Adige Sauvignon DOC – Produttori di Colterenzio, Lafòa 2005


Sauvignon | 20-30 €

Il Lafòa, che poi è uno dei più famosi sauvignon italici, non tradisce le attese. Mai. Si dice vada aspettato qualche tempo, che è vino che necessità di rimanere un po’ in bottiglia per riuscire ad esprimere il meglio di sé. Ecco, bhè, quale migliore occasione allora la possibilità di confrontarsi con un 2005, considerando che l’annata attualmente commercializzata è la 2008.

Sauvignon dicevo. Di quelli tosti, ma senza essere tosto. E’ giallo, di quel giallo che è si dorato, ma non è caldo, ma brillante. Ed è bello da vedere. Anche al naso, dopo, ti abbraccia senza stordirti. E’ elegante, ma al tempo stesso per niente distaccato. I profumi sono tutti lì, li puoi afferrare. E mi riferisco alle note minerali, in primissimo piano, ed ad un sottofondo fatto di burro, di fiori gialli, di frutta secca.
In bocca poi ti avvolge come un’onda leggera, esprimendo concentrazione al centro senza perdere le leggerezze dei lati. Magari, si potrebbe azzardare che davanti ad una punta di freschezza in più ci sarebbe stato da gridare al miracolo, ma rimane straordinaria bevuta, che si conclude con una piacevolissima scia aromatica. Buonissimo.

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Hartmann Donà

Hartmann

Quello che ti colpisce quando Hartmann parla della sua terra è il suo amore per le viti. Cose quasi vecchie, dal sapore antico, dai trenta ai cinquant’anni. Pinot nero, soprattutto. Ma anche schiava, pinot bianco, chardonnay, lagrein.
Tutti a Merano. Pochi ettari, rese bassissime, quindicimila bottiglie. Per rendere l’idea.

Ti guarda negli occhi e ti dice che non gli pesa lavorarle da solo per cinque o sei settimane, nonostante freddo e neve. Da lì la mente trae l’energia sufficiente per affrontare l’anno successivo.

Ti stupisce anche il fatto che in così poco tempo il risultato del suo lavoro sia chiaro e definito. Perchè no, Hartmann non segue le sue vigne da sempre, anzi. Dopo enologia ci sono voluti più di dieci anni da Terlano, cantina di numeri e di eccellenze a pochi chilometri da casa, prima di decidere di smettere di vendere le uve dei propri vigneti a Colterenzio per vinificare da sé. E poi ancora qualche tempo per trovare il tempo di fare anche qualche consulenza. Tra le altre la mitica Fattoria San Lorenzo nelle Marche e l’emergente Roccafiore in Umbria.

E’ cantina recente la sua quindi. Il primo Donà Noir, il suo pinot nero, porta in etichetta il 2000. Il Donà Rouge, protagonista la schiava, il 2001. E se poi si pensa che del primo cinque vendemmie sono sempre in affinamento (tre in bottiglia e due ancora in botte) ci si rende conto che, in effetti, da allora ad oggi sono state commercializzate solo cinque annate e che è cantina ancora giovane. Dalla spiccatissima personalità però. La mano di Hartmann sembra muoversi precisa e definita, dando a tutti i suoi vini un comune denominatore. La schiava per dire rivede radicalmente i confini normalmente conosciuti di questo vitigno. Niente di femminile, colori impenetrabili per un vino rosso di gran corpo. Il pinot nero poi è bevuta impattante, di enorme carattere, capace di coniugare complessità, intensità, eleganza. Sul lungo periodo è capace di emergere in finezze, in sensazioni sottili, a donare profondità.
E’ cantina (e cantiniere) di cui si sentirà parlare sempre di più. Sicuro.

Poi certo, cambiando completamente argomento e volendo essere autoreferenziali si potrebbe dire io non sia tornato subito subito. Quasi, però. Il giusto per riordinare il tutto. E ricominciare.

Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003

Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003Uvaggio: Chardonnay

Giallo tra il paglierino ed il dorato. Naso molto intenso e complesso. Banana, ananas, pompelmo, vaniglia. In bocca è come il naso, molto intenso, prima di tutto. Però è fatto bene, è fresco, caldo, morbido, fresco ed abbastanza sapido. Equilibrato. Persistente. Complessivamente un vino “tanto”, pieno, carico. Non il mio stile di chardonnay. Ho detto.

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Alto Adige DOC – Colterenzio, Gewürztraminer Cornell 2004

Alto Adige DOC – Colterenzio, Gewürztraminer Cornell 2004Uvaggio: Gewürztraminer

Ieri sera ero stanchissimo. Di uscire proprio non ne avevo voglia. Milano bolliva sotto un sole che sapeva di inquinamento ed io, per protesta, sono rimasto a guardare il tramonto dal balcone, tra una sigaretta e l’altra. Bevevo gewurztraminer, che tanto non ti sbagli, altoatesino. Di colore giallo dorato, è caratterizzato dai sentori tipici del traminer aromatico. In bocca è pieno, leggermente grasso, rotondo, equilibrato ed abbastanza persistente…Cosa più importante, ieri, mi ha rinfrescato molto.

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