Il quadrato semiotico dei wine lovers

Il quadrato semiotico, provando a farla breve, è uno strumento visuale utile a sintetizzare ed analizzare la struttura delle relazioni che esistono in un determinato campo. Un diagramma che grazie alla sua configurazione è in grado di riportarne velocemente le relazioni logiche, tra le altre quelle di contrarietà e di complementarità. Da qui la sua utilità nell’analizzare in un sol colpo d’occhio, o quasi, un determinato mercato ed i comportamenti delle persone che ne fanno parte.

È con questo strumento che Bosco Viticoltori ha deciso – grazie alla collaborazione dell’istituto che lo ha riportato prepotentemente di moda, almeno in Italia – di provare ad analizzare gli atteggiamenti di consumo degli italiani verso il vino. “Lo studio, recita il comunicato stampa, ha classificato in un quadrato semiotico le motivazioni che spingono o allontanano il consumatore verso gli acquisti di vino, aiutando le imprese a comprendere il posizionamento del marchio e quello dei loro prodotti sul mercato”.

Due opposizioni sono emerse in modo trasversale nelle conversazioni analizzate:

la prima: tra chi parla del vino e della sua produzione come qualcosa di sacro, prezioso e da difendere vs. chi ne parla come uno strumento per accompagnare il cibo o una bella serata (profano)
la seconda: tra chi del vino tematizza la dimensione naturale, come la terra o il vitigno vs. chi lo tematizza come un artefatto culturale, costruito in cantina dall’abilità dell’enologo

In occasione dell’imminente Vinitaly il quadrato semiotico dei wine lovers sarà oggetto di un convegno promosso dalla stessa Bosco Viticoltori. L’appuntamento è per il 7 aprile alle ore 11:00 presso l’Auditorium del Centro Congressi Palexpo (io quasi certamente lunedì sarò a Villa Favorita ma questo è uno di quegli appuntamenti che potrebbero davvero aggiungere qualcosa alla già ricca conversazione sull’argomento).