Bordeaux AOC – Grande Réserve de Beau-Rivage 2006

RivageUvaggio: Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 28%, Cabernet Franc 7%

Ci si avvicina ai bordolesi sempre con un pizzico di aspettativa in più – ok, almeno nel mio caso – ricercando profondità inaspettate e comunque possibili sorprese. Un po’ di amarezza quindi nello scoprire un vino dalla grande bevibilità ma il cui passaggio in legno sembrerebbe averne compromesso alcuni aromi. No, perchè è vino leggero, di un bel colore rosso rubino chiaro. Il naso, inizialmente chiuso, si apre su note molto vanigliate e generalmente speziate. Quelle spezie dolci, che ricordano quasi la cannella. Poi, sul finire, ecco idee di frutta rossa appassita e di una speziatura più profonda. In bocca l’alcolicità è evidente, a fronte di una tannicità particolarmente labile. Una spiccata acidità sembra tenerne in piedi l’equilibrio, nonostante tutto. Finisce appena scomposto, con una nota eterea e più amarognola. Ci sono rimasto un po’ male.

[s2]

Bordeaux Côtes de Francs AOC – Château Pimpine 2002

Chateau Pimpine 2002Uvaggio: Merlot 80%, Cabernet Sauvignon 20%

Si rimane in tema di biodinamica, da queste parti, con un Bordeaux che sa di naturale. Tantissimo. Al naso, soprattutto. Sentori molto tipici del merlot, molto rossi, fruttatoni, anche animali. In bocca è pieno e potente. Ha un tannino molto setoso e vellutato ed un’importante nota di acidità. Rimane però poco nervoso e si ricorda per una struttura imponente nella morbidezza. Molto persistente. Molto, insomma.

[s3]

Bordeaux Supérieur AOC – Lur-Saluces, Y 1979

y-d-yquem-lur-saluces-bordeaux-sauternesUvaggio: Sauvignon, Sémillon

Ecco. A volte ti imbatti nella bottiglia dell’anno. E ti ci imbatti per sbaglio. Nel ristorante più improbabile. Come dicevo qualche giorno fa. E quando un amico si ferma, dopo averla notata, e ti dice che non hai scelta, che a quel prezzo va assolutamente presa, sai che ha perfettamente ragione. Per raccontarne le gesta si potrebbe cominciare dal colore, oro giallo luminosissimo, con un bordo leggermente ambrato. Si continuerebbe con uno dei migliori nasi di sempre, fruttato, floreale, minerale, speziato. A dover parlare di riconoscimenti si nominerebbero lo zafferano, l’albicocca sciroppata, un lontano sentore tipico della botrytis, fiori gialli e gesso. Colpisce e verrà ricordato per la grande perfezione nell’interezza. In bocca ha una componente che ricorda i Sauternes, pur essendo secco. Una bilancia, freschezza ed acidità che non sembra vero, per i ventinove anni sulle spalle. Pulizia e completezza. Pure Magic.

[s5]

Bordeaux AOC – Château Margaux, Pavillon blanc 2000

Pavillon2000Uvaggio: Sauvignon

Alzo le mani! Di color giallo paglierino brillante con sfumature di oro bianco. Naso molto fine e raffinatissimo. Fruttato, floreale, fragrante con una spiccata mineralità. Vino leggero ma di grande struttura, acido il giusto ma quasi burroso. Una nota legnosa di grande eleganza su un finale di ottima persistenza. Bottiglia fantastica.

[s5]