Enogea, Barbaresco e la classificazione dei Cru

Dalla redazione digitale di Enogea sono stati così gentili da mandarmi via email una copia dell’ultima pubblicazione nata dall’esperienza della rivista. Una raccolta contenente tutti gli articoli scritti su Barbaresco ed i suoi vini da Alessandro Masnaghetti in questi ultimi anni che si conclude con il primo tentativo, rigorosamente non ufficiale, di classificazione dei Cru in base al merito.

Nello specifico alle annate che vanno dalla 2002 alla 2009 sono dedicate una sessantina di pagine. Tutti gli articoli usciti su Enogea in questi ultimi anni. Per chi come per esempio il sottoscritto non è abbonato da così tanto tempo (il racconto dell’annata 2002 è stato pubblicato nell’estate del 2005) è un’ottima occasione per recuperare informazioni preziose in tal senso. E se a guardare la successiva classificazione era forse facile immaginare che ai famosi Asili, Montefico e Rabajà fossero attribuite le cinque stelle, il massimo, lo stesso non si può dire delle meno note Martinenga e Roncagliette. Ma è elenco tutto gustoso, ricco, pieno di sfumature nate dall’esperienza masnaghettiana che invita ad assaggiare e riassaggiare con avidità.

A fare da contorno una lunga intervista ad Aldo Vacca della Produttori del Barbaresco, una retrospettiva sul Barbaresco 2001, uno sguardo sul Roero, un sacco di cartine e tanto altro. È possibile acquistarne una copia qui, su Bookrepublic (costa 8,99 euro). E c’è anche Barolo.

Questi vini hanno finalmente il successo che io, fin da giovane, speravo che avrebbero potuto meritarsi

Ieri mattina l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, vicino Alba, ha conferito al grande Bruno Giacosa una laurea honoris causa. Questa mattina sul sito di Slow Wine è stato pubblicato l’intervento, una vera e propria Lectio Magistralis, che il Dr. Giacosa ha tenuto subito dopo. È testo lungo e denso di significati. Necessita concentrazione ed ascolto, prendetevi il tempo necessario.

Eccolo qui (in pdf).

Barbaresco DOCG – Cascina delle Rose, Rio Sordo 2006

Nebbiolo | 20-25 €

La capacità, tra le altre cose, di coniugare finezza ed eleganza. Ecco il Barbaresco Rio Sordo di Cascina delle Rose. Tutte quelle caratteristiche normalmente riconducibili alle potenze ed alle profondità sono altrove. Qui c’è sapienza, e profondità, ma gentile. Quella forza che non ti sbatte contro ma che ti porta e ti conquista progressivamente.

I toni sono delicati, almeno inizialmente. Finissimo, il naso regala note floreali e leggermente balsamiche. Anche speziate, ma c’è solo quell’accenno a donare austerità. Per il frutto la stessa cosa, la ciliegia, per quel qualche cosa di rotondità.
In bocca è Barbaresco deciso, teso, vivo. La capacità di coniugare al meglio le varie componenti (che bella freschezza) ed accompagnare l’assaggio ad un finale di grande pulizia.

Buonissimo.

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Barbaresco Riserva DOCG – Dante Rivetti, Bricco de Neueis 1996

Barbaresco Riserva DOCG - Dante Rivetti, Bricco de Neueis 1996Uvaggio: Nebbiolo | Prezzo: 20-30 €

Va sicuramente detto che ci sono stati diversi momenti di forse. Era il momento giusto, per esempio? Ma quando dovrebbe esserlo, eventualmente? Perchè appena aperto per diverse decine di minuti era assaggio timido, ha preteso il suo tempo. Perchè, è poi apparso chiaro, trattasi di bella stoffa. Un Barbaresco che riesce contestualmente ad unire concentrazioni e finezze, sapidità e profondità.

Vivo, dal colore rosso granato, il naso esprime soddisfazioni e certezze. Intensità, prima di tutto, di quella che ti travolge e ti porta lontano con il pensiero. Gentile però, fine. E se scriverò più del solito di quelli che vengono normalmente definiti riconoscimenti sono certo mi scuserete che, per una volta, ne vale certamente la pena.
Perchè è vino dall’attacco deciso e definito, appena balsamico, certamente fruttato. Marmellata di prugne. I sentori terziari tendono ad avvolgere lo spettro olfattivo, confondendosi e rendendolo compatto ed affascinante. Liquirizia, inchiostro, cuoio, cannella, caffè, tanto per dire – senza approfondire troppo.
In bocca è bevuta secca, netta, definita in ogni sua componente. Penso al tannino, puntuale. Al finale, appena largo, in cui emergono sentori di sottobosco a donare profondità. Alla lunghezza, comunque piacevole.

Una bevuta giusta, altrochè.

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Barbaresco DOCG – Produttori del Barbaresco 2004

Produttori

Uvaggio: Nebbiolo 100%

Si, insomma, questo è il Barbaresco che tutti, una o più volte, vi sarete ritrovati nel bicchiere. Quello dei grandi numeri e dal prezzo facile. Rosso granato e giusto al naso esprime aromi molto netti e molto puliti: fiori rossi passiti, confetture, sempre rosse, sentori terziari speziati, anche appena caldi. In bocca è estremamente scorrevole, il tannino è levigato e piacevolissimo, pur non mancando qualche picco più nervoso. Complessivamente è equilibrato e maturo. Da non mancare, ma probabilmente lo sapevate già.

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Barbaresco Riserva DOCG – Produttori del Barbaresco, Moccagatta 2001

Barbaresco_MoccagattaUvaggio: Nebbiolo

Produttori del Barbaresco è una cantina sociale. E’ bella perchè produce vini buoni (molto), perchè contemporanea e funzionale. E’ stata fondata nel 1958 ed oggi conta una sessantina di menbri e dispone di circa cento ettari vitati a Nebbiolo. Sempre a garanzia della qualità vinifica separatamente tutte le uve provenienti dai vigneti più vocati. Ecco che quindi il Barbaresco Riserva ha nove declinazioni: Asili, Moccagatta, Montefico, Montestefano, Ovello, Paje, Pora, Rabaja, Rio Sordo. Moccagatta 2001 è un Barbaresco pronto da poco e comunque già buonissimo. Dal colore granato leggero, molto tipico, all’odore, caratterizzato da riconoscimenti intensi, erbacei, fruttati, floreali e speziati. Una piacevole nota di viola appassita è il preludio ad una bocca piena e molto persistente, con un tannino molto equilibrato, nonostante la giovinezza. Le parti dure ci sono e si fanno giustamente notare. E’ una bottiglia che ricorderete con grande piacere, visto che l’avrete anche pagata una sciocchezza.

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Barbaresco DOCG – Ressia, Canova 2004

Barbaresco DOCG – Ressia, Canova 2004Uvaggio: Nebbiolo

Piacevole sorpresa. Bellissimo colore. Rosso rubino, da manuale. Naso elegante, non potente, non esplosivo ma molto fine. Note fruttate, frutti di bosco, floreali, una sensazione leggermente vanigliata. In bocca molto fresco, con un tannino ancora verde. Ancora giovane, ma con un bellissimo futuro.

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