My Feudo: un gioco, una sfida, un progetto.

Va bene, probabilmente non è esattamente come fare un vino da sé. E ci mancherebbe. Ma la possibilità che Zonin mi ha dato, coinvolgendomi in questo gioco/sfida/progetto, è di quelle che non ci si può proprio tirare indietro. Anzi.

My Feudo è il nome provvisorio del nuovo vino di Feudo Principi di Butera, tenuta siciliana della famiglia Zonin. E’ un blend, attualmente in affinamento in bottiglia, di Petit verdot, Cabernet sauvignon e Merlot del 2007.
C’è una sostanziale differenza, però, rispetto al normale itinerario che porta alla nascita di un nuovo prodotto. Ed ecco il perchè di questo post.

Un gioco?
Francesco Zonin ha coinvolto tredici appassionati ed ha spedito loro, separati, i tre vini alla base dell’assemblaggio. Un kit, lo ha chiamato, che comprende oltre le tre bottiglie le schede tecniche di ogni uvaggio ed un misurino, di quelli per i millilitri.
Eccomi quindi questa sera, pronto e concentrato, con la mia inesperienza da piccolo chimico sulle spalle, a provare a vedere quello che può nascerne.

Una sfida?
Sta alle persone coinvolte, poi, vedere se sia possibile costruire un vino capace di non sfigurare di fronte a quanto già pensato dagli enologi Franco Giacosa ed Antonio Cufari. E’ improbabile, ma non è certo la cosa più importante.

Un progetto?
Dopo avere assaggiato, bevuto e deciso le proporzioni, in Sicilia procederanno all’assemblaggio comunicato. Uno per ogni partecipante. Ecco quindi nascere il (quasi) mio vino. Durante il prossimo Vinitaly poi ci si vedrà, tutti insieme, per assaggiare i reciproci esperimenti. Da lì si potranno trarre idee e spunti utili per capire quale potrà essere la strada di questo particolare nuova bottiglia. Che è più di un vino. E’ un progetto, ma aperto. Una specie di cantiere.

Adesso però smetto di scrivere. Corro a preparare l’assemblaggio mediterraneo definitivo.