Amarone della Valpolicella Classico DOC “Il Velluto” Meroni 2000

L’occasione per tornare sull’Amarone è stata durante una recente degustazione dedicata alla Valpolicella. Non ne scriverò, sono ancora troppo acerbo a proposito di questo argomento che mi vede così vicino, sono nato a Verona, ma al tempo stesso così lontano per numero di assaggi e per feeling, una scintilla mai veramente scoccata.

Volevo però segnalare un vino che si distingueva in maniera netta per slancio ed eleganza. Un vino che rispetto agli altri è stato capace di esprimere profondità ma non peso, un Amarone della Valpolicella Classico caratterizzato da un bellissimo profilo olfattivo, tutto giocato su piccole ed eleganti note rosse impreziosite da goudron e cacao, da un’acidità vibrante e da un tannino di rara precisione. Era “Il Velluto” 2000 di Meroni, una bottiglia che costa circa 35 euro o poco più e che visti i prezzi che girano in Valpolicella è chiaramente il best buy della settimana. Ma pure del mese.

Una giornata di collegamenti: l’Amarone in anteprima 2007

Questo fine settimana ero a Verona ed è stata una bella occasione per scoprire un po’ più da vicino una denominazione che conosco non così bene. Anzi, tra le grandi denominazioni italiane -pur essendo veneto- è di certo quella che riesco ad inquadrare meno facilmente. L’Anteprima dell’Amarone 2007 mi ha permesso di cominciare a farmi un’idea su un annata media (calda ma non torrida, più vicina alla 2000 che alla 2003) e su una tipologia declinata in così tante versioni che è davvero difficile parlare di un Amarone, ma che obbliga a parlare di una famiglia.

Per tutte le impressioni del caso però rimando a chi c’era, ed ha più titolo del sottoscritto per scriverne.

Giampiero alias Aristide ha buttato giù tanti appunti sparsi sia sulla conferenza stampa che sul territorio, oggi.

Maria Grazia Melegari racconta dell’annata e degli assaggi.

Stefano il Nero invece scrive di numeri della denominazione, e della situazione del consorzio.

– Io, nel frattempo, mi riprometto di riprendere in mano “L’Amarone della Valpolicella“, libro scritto a quattro mani da Paolo Morganti e Sandro Sangiorgi.

Si, in realtà in questo -lungo- fine settimana ero anche a Roma, a festeggiare il terzo compleanno del blog di un amico, Percorsi di Vino. Ma questa è un’altra storia.

Amarone della Valpolicella Classico DOC David Sterza 1999


Corvina, Rondinella, Molinara | 25 €

Sempre vicino Fumane c’è un’altra piccola realtà, una cantina che è attiva da circa una decina d’anni ed i cui vini raccontano di un bell’equilibrio tra tradizione e modernità. Lui si chiama David Sterza e con Paolo Mascanzoni producono circa trentamila bottiglie dai propri vigneti intorno la struttura principale. C’è legno piccolo, ma è usato con lungimiranza e misura. C’è leggera concentrazione, ma è funzionale all’assaggio e mai fine a se stessa. C’è dinamicità, tanto in loro quanto nei vini che ho assaggiato.

L’Amarone 1999, in splendida forma, ha un bellissimo naso, pieno di sfaccettature da cui emerge una nota balsamica di grande profondità. Il frutto poi è ancora croccante, piacevole in tutto il suo distendersi. Ed infatti anche in bocca non paga in bevibilità, anzi. E’ Amarone lineare e forte, sostenuto ancora da note che giocano su toni legati alle freschezze. E poi finisce pulito, didascalico. E’ uno di quelli da non perdere.

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Amarone della Valpolicella Classico DOC Monte dei Ragni 2004

Corvina, Rondinella | 48 €

Monte dei Ragni è una piccola azienda nei dintorni di Fumane, Valpolicella. Incipit facile. La parte più complicata riguarda il racconto della persona, dell’esperienza, della visita. Perchè entrare nel mondo di Zeno Zignoli è un po’ come farsi trasportare in una realtà “altra”, fatta di equilibri contadini, di energie lontane dal mondo della viticultura industriale. Sono appena tornato a casa dopo un pomeriggio per cantine, e la mente è piena di informazioni e di spunti. Potrei scriverne, ma sarebbe difficile riuscire a trasmettere quella sensazione di accoglienza tipica della cantina. Per quello che vale la cosa migliore è forse quella di linkare i video che Andrea Gori ha realizzato qualche mese fa. Introducono la cantina. Chiariscono il personaggio. Sono qui.

Posso però dire con una certa sicurezza che il suo Amarone è uno di quelli che vi può fare letteralmente saltare dalla sedia, che cose così non le avete mai assaggiate. Eleganza. Finezza. Profondità. Un vino lontano anni luce dagli Amarone fatti di concentrazione e polpa. Certo, c’è succo, ma è un energia che lo porta verso l’infinito, che si integra perfettamente in un contesto fatto di acidità e freschezza, a ricordare grandi cru che con la Valpolicella hanno poco a che fare. I profumi? Netti, definiti, di frutta, con una florealità tanto semplice quanto vibrante. Un sottofondo più verde e speziato, complessità più verticale che orizzontale. In bocca poi ha una bevibilità infinita, impossibile resistere al primo bicchiere. Poche bottiglie per un emozione di grande finezza, con un finale di rara eleganza. Costa, ma vale.

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Amarone della Valpolicella Classico DOC – Domìni Veneti, Vigneti di Jago 2001

Square_1Uvaggio: Corvina 70%, Corvinone 20%, Rondinella 10%

Amarone, quindi. E’ assaggio vellutato e setoso. Di colore quasi granato è scurissimo e davvero impenetrabile. Al naso il meglio: una nota appena eterea fa da apripista a spezie severe, ad un frutto passito gradevolissimo e vanigliato, sul finire. In bocca è di corpo importante. Si nota un’alcolicità poderosa che rimane fino al termine, compatto e piacevole. A chiudere questo lungo inverno.

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Amarone della Valpolicella Classico DOC – Cantina Valpolicella, La Sorte 1998

La SorteUvaggio: Non pervenuto (Corvina, Rondinella, Molinara?)

Io questo non lo conoscevo proprio. Cioè. Conoscevo la Cantina Valpolicella, ma questo Amarone proprio non lo avevo mai visto, ed in rete ho trovato ben poco. Granato scuro, l’unghia appare appena aranciata e la trama, in generale, racconta una bevuta fitta. Al naso, così, senza nascondersi, stupisce per profondità diretta. I sentori sono appena animali, di cuoio, di liquirizia, di confetture rosse. E se in bocca l’attacco è appena etereo riesce comunque a librarsi sul palato grazie ad una bella freschezza ed acidità. Davvero niente male.

Ma voi ne sapete qualcosa di più? Sulla provenienza, intendo.

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Amarone della Valpolicella Valpantena DOC – Bertani, Villa Arvedi 2005

Villa ArvediUvaggio: Rondinella, Corvina

Ribes nero, amarena, ciliegia matura; tutte confetture scure, spezie morbide. Sai che potevi aspettare qualche anno per questa bevuta. Sai anche che sono aromi che si evolveranno acquistando in eleganza e complessità. Avevi voglia però di una bottiglia per il dopo cena, un vino da meditazione che non fosse dolce. Ed il suo essere vellutoso non ha tradito le attese. Anche in bocca, dove un tannino comunque importante non infastidiva, ma dava profondità e ti accompagnava al finale, lunghissimo, anche se morbido, comunque perfettamente in linea con gli aromi che avevi ritrovato. Giovane quindi, ma piacevolissimo.

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Amarone della Valpolicella DOC – Trabucchi 2004

Amarone TrabucchiUvaggio: Corvina veronese, Corvinone, Rondinella, Oseleta, Croatina, Dindarella

Oggi mi trovo d’accordo con molte guide. L’amarone di Trabucchi è vino straordinario. Perchè coniuga potenza ed eleganza, come primo pensiero. Ha un gran naso, molto muscoloso, da cui emergono sensazioni anche fini. Piccoli frutti rossi passiti, sensazioni floreali, una piacevole idea di vaniglia tra le tante spezie. Profumi vivi, leggermente addolciti. In bocca spicca per acidità. Il tannino è vivo, ha nervo, è giovanissimo ma scorrevole. Finisce lunghissimo, con una nota che rimane sul palato decisamente più dolce. Vino da grande meditazione.

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Amarone della Valpolicella Classico DOC – Montresor, Capitel della Crosara 1998

Amarone-Capitel-Della-CrosaUvaggio: Corvina, Rondinella

Ed è bello seguire l’evoluzione di una bottiglia. Avevo bevuto questo stesso Amarone, con un caro amico, alcuni anni fa, poteva essere il 2004. Poi ci siamo rivisti, oggi l’occasione era Repubblica Ceca versus Turchia, in tivù, eurpoei, insomma. Da contorno lo stesso vino che tanto ci era piaciuto allora. Vino al culmine della sua maturazione. Di colore granato scuro, con unghia più chiara sui bordi, quasi aranciata. Quasi. Denso e pesante il giusto, con archetti morbidi ed importanti. E se è vero che inizialmente il naso era piuttosto chiuso, ci è voluto poco perchè esprimesse soprattutto sentori terziari, come il cuoio, il tabacco, la liquirizia. Una nota dolce, in sottofondo, di vaniglia ed una nota eterea, come quella delle ciliegie sotto spirito. Equilibrato e morbido, come il tannino. Bocca in generale importante e piena. Finale in corrispondenza con il naso, piacevolemente persistente. Era l’ultima bottiglia. Non sapremo come sarà poi. Ma è davvero un peccato?

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Amarone della Valpolicella Classico DOC – Tommasi 2000

Amarone della Valpolicella Classico DOC – Tommasi 2000

Uvaggio: Corvina veronese, Rondinella, Corvinone, Molinara

Veloce veloce, ecco due appunti dal pc di casa di un amico mentre sorseggiamo questo Amarone. Che romantici!! C’è anche il camino acceso! E’ ancora piuttosto giovincello. Naso fantastico, in continua evoluzione. Prima frutti rossi, poi spezie, poi sentori leggermente animali. In bocca è fresco, caldo, abbastanza morbido, con una componente tannica ancora un po’ spigolosa ed un’acidità che si sente.. E’ persistente ed armonico. Davvero un bell’amarone!

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