Voce del verbo procrastinare (o dell’anidride solforosa)

Il bello di rimandare continuamente un post è che inevitabilmente qualcuno, ad un certo punto, lo scriverà al tuo posto. Due volte. È il caso di Alessandro Morichetti che, questa mattina, riprende un pezzo uscito qualche giorno fa sul sito di Porthos a firma del suo direttore, Sandro Sangiorgi. Eccone un brevissimo stralcio:

“Consideratelo un appello. Ormai non è più solo una moda, è un grosso equivoco, alimentato dall’ignoranza e dalla superficialità. Mi riferisco al collegamento automatico che sempre più persone fanno tra l’assenza di solforosa aggiunta e l’essenza della naturalità. Come se bastasse imbottigliare il vino senza SO2 per sdoganarsi dalla convenzione chimica e ipertecnologica e approdare nell’universo “bio” con proposte falsamente rivoluzionarie.”

Non c’è niente da aggiungere, credo.

Oggi si parla (anche) di soldi

Su Dissapore in questi minuti si sta scatendando un bel dibattito sulle marchette. Il caso è quello della fashion blogger che per partecipare ad eventi, varie ed eventuali, richiede una certa somma di denaro alle aziende. La cosa interessa da vicino tutto il mondo dei blog, in particolare quelli del wine&food. Spesso infatti chi scrive, che sia giornalista, blogger o qualunque altra categoria vi venga in mente, sia per ammortizzare i costi che per guadagnare qualcosa intrattiene rapporti più o meno stretti con le realtà di cui scrive. Dal contenuto a pagamento fino alla richiesta di un campione, magari la sola bottiglia di vino. La mia posizione è chiara, e anche particolarmente semplice: a priori non c’è niente di male in questo, basta dichiararlo. Sempre.

Il mischiare diversi piani, quello informativo/comunicativo con quello pubblicitario, è il male, è una truffa nei confronti di qualunque lettore, tanto sul quotidiano nazionale che sul blog di provincia. Ecco perchè dichiarare eventuali commistioni non è solo necessario ma fondamentale. Sta poi al lettore, come sempre, contestualizzare e fare le proprie valutazioni.

Tra parentesi: esattamente come ha fatto Alessandro Morichetti ieri, su Doyouwine.

Offida è in provincia di Ascoli Piceno

Domani (sabato), alle quattro, sarò ad Offida per una tavola rotonda dal titolo “raccontare il vino al tempo di internet e delle marchette”. Con me Giovanni ArcariStefano Caffarri, Corrado DottoriMauro Erro, Fiorenzo Sartore. A moderare Alessandro Morichetti e si, è assolutamente probabile che ci sarà da divertirsi.

A fare da contorno la manifestazione Divino in Vino, una tre giorni dedicata al vino ed alle tipicità del territorio: degustazioni, banchi d’assaggio, seminari. Qui il programma dettagliato.

Al solito, se siete in zona (forse) ci si vede lì.

Comunicare con Mario, una tavola rotonda

Dopodomani, venerdì, sarò a Vicenza per una tavola rotonda. Parleremo del linguaggio e dell’importanza delle parole (di quali parole) nella comunicazione del vino. Insieme a me Fabio Giavedoni, curatore della guida di Slow Wine, Davide Paolini, il gastronauta di Radio 24, Fabio Piccoli, esperto di marketing e Federico Tassoni, presidente del Consorzio Tutela vini Colli Berici e Vicenza. Modererà Beppe Giuliano, direttore di Euposia.

Cercasi Mario è un progetto voluto da i consorzi Colli Berici e Vicenza DOC, una ricerca il cui scopo è quello di tracciare il profilo del possibile Mario Rossi del vino: una persona che non lavora nell’ambito vinicolo, che non è iscritta ad associazioni di degustatori e che non legge le riviste di settore. Ma il vino lo ordina abitualmente al ristorante e lo consuma di norma a casa. Insomma, una persona in grado di esprimere un giudizio sulla piacevolezza senza alcun condizionamento di sorta. Durante gli ultimi mesi è stato organizzato un vero e proprio casting, con video interviste nelle quali i “candidati Mario” dovevano rispondere ad alcune domande e degustare un vino (sono tutte sul sito). Questo il contesto in cui si inserisce la tavola rotonda, la volontà è quella di capire se le parole che usiamo sono quelle giuste per raccontare cosa c’è nel bicchiere e quello che c’è dietro.

Lo anticipo, io credo di si. La rete ha letteralmente aperto a tutti la possibilità di informarsi a costo zero. Il prolificare dei blog ed il successivo moltiplicarsi degli argomenti trattati ha coperto una quantità di temi inimmaginabile anche solo dieci anni fa usando un linguaggio comprensibile e riportando il vino ad una dimensione spesso assolutamente normale, quotidiana. Certo, poi si potrebbe porre il problema dell’autorevolezza delle fonti, ma per questo (e per tanto altro) rimando ad alcuni post di Alessandro Morichetti su Intravino che ripercorrono un po’ quello che è successo nel mondo del vino (e il ruolo fondamentale del web) negli ultimi anni. Il primo, il secondo ed il terzo, il quarto uscirà a giorni.

L’appuntamento è per le 16.00 all’interno della Sala dei Chiostri di Santa Corona, in centro. L’ingresso è libero, in caso ci si vede lì.

Una giornata di collegamenti: #AglianicoDelVulture1 continua, in rete

– “#AglianicoDelVulture1 è stata la più importante operazione di comunicazione di un territorio del vino fatta in Basilicata dalla notte dei tempi. E ho detto tutto.“, Filippo Ronco, su Back Office.

– “Ma sopra e prima di tutto, il vino. Basilisco, Camerlengo, Cantine del Notaio, Eleano, Elena Fucci, Eubea, Grifalco, Laluce, Macarico, Musto Carmelitano, Paternoster. E Carbone, certo, non sopra agli altri ma accanto, insieme, in batteria e con modestia, con quel nitido intento di avanzare senza scavalcare, anche quando sei tu [Sara Carbone, n.d.r.] l’artefice di tutto.“, Alessandro Morichetti, su Intravino.

– “Aglianico, l’antico Ellenico. Ne scopro un’inaspettata eleganza, sul Vulture. Il tannino e l’acidità sono il nerbo di un corpo sempre notevole, dal cuore rustico. Ma nel tessuto finale il succo della terra del vulcano (note a volte ferrose, di radici, di tamarindo e china) s’illumina di luce, ed ecco il vino di struttura, generoso e secco, in cui trovi una specie di aggraziata solarità.“, Maria Grazia Melegari, su Soavemente.

– “Quindi, la degustazione vera e propria: non una sfida ma, appunto, un modo per stimolare il confronto e cercare di cogliere l’essenza di un vino e del suo terroir.“, Alessandro Marra su Luciano Pignataro.