Il pregiudizio è duro a morire

Saranno forse i nostri figli, o i figli dei figli, a crescere in un mondo in cui le bottiglie tappate con il sughero verranno esposte nei musei. Berranno grandi, magnifici vini, affinati a lungo dentro bottiglie chiuse con tappi a vite. Si rallegreranno del progresso e si chiederanno come fosse possibile “prima” conservare così bene un vino prezioso e degno di attesa. La poesia del sughero sarà stata dimenticata, gli ultimi nostalgici ormai sepolti e visitati dagli eredi delle loro cantine, sogghignanti riguardo alle misere credenze degli avi. I boschi di quercia sughera rimarranno intatti.

Da un illuminato post di fine agosto apparso sull’Accademia degli Alterati.