Come sempre, tutto dipende

Se allora avevo scritto una cazzata? Almeno in parte, sì. Una possibile giustificazione riguarda magari i pochi mesi trascorsi, solo tre. Un periodo di tempo che ha permesso ad alcuni Sagrantino 2011 di trovare in bottiglia una maggiore armonia espressiva, a dire poco.

Sono ancora seduto al grande tavolo delle degustazioni del Consorzio Tutela Vini di Montefalco per gli assaggi della prossima edizione della guida de l’Espresso e l’unica considerazione di rilievo riguardante la vendemmia del 2011 è che si tratta di un millesimo molto, molto più divertente rispetto a quanto apparso a febbraio durante l’anteprima. Certamente non si tratta dell’annata del decennio ma dopo una stagione così calda, paragonabile per certi versi a quella del 2003, sono molte le cantine che hanno trovato una quadra non così scontata esprimendo vini davvero golosi, equilibrati e piacevolissimi. Vini la cui trama tannica sembra essere davvero ben integrata alla struttura complessiva, mai brucianti, mai stanchi e anzi reattivi e slanciati. Incredibile eh?

A mia discolpa posso solo aggiungere che allora, durante l’anteprima, erano davvero molti i vini prelevati da botte, con tutte le problematiche che questa (brutta) pratica porta con sé. Ma si tratta davvero di un dettaglio, l’unica certezza è che come in tutti i casi vale la sacra regola del “dipende”, e che esprimere giudizi così tranchant è sempre un grosso rischio. La possibilità di essere smentito a strettissimo giro è dietro l’angolo.

Con questo buon weekend, dopo tutti questi Sagrantino ci vuole davvero una birra.

Cinque stelle, sono tutti vini buonissimi

Montefalco, Perugia. La prima edizione dell’anteprima è andata. Era infatti la primissima volta che il Consorzio dedicava un appuntamento – a ruota dei più famosi toscani – ad un’unica annata. Un’anteprima che certo, qualche difficoltà logistica la comportava di sicuro. Quella del Sagrantino è infatti denominazione piuttosto frammentata, che se da una parte permette ai produttori di vendere i propri vini del 2011 dal 1° gennaio di quest’anno dall’altra li vede uscire in commercio in un periodo temporale davvero ampio, molti infatti non saranno sugli scaffali prima dell’inizio del 2016, e anche di più. Una degustazione quella di oggi segnata da un numero davvero importante di campioni di botte, con tutte le difficoltà che questo comporta (per informazioni citofonare Valpolicella, l’anteprima dell’Amarone porta con sé la stessa problematica).

Volevo però tornare a parlare di stelle e di stelline, quelle valutazioni che vengono espresse proprio dai maggiori consorzi italiani al fine di indicare in sintesi la qualità dell’annata. Tempo fa ne avevo scritto su Intravino, sottolineando quanto ormai siano giudizi perlopiù privi di valore, sempre eccessivamente polarizzati verso l’alto. Giudizi che sulla distanza rischiano di rivelarsi addirittura controproducenti. Per capirci: a Montefalco l’unica (l’unica!) annata che in quindici anni è riuscita nell’impresa di scendere sotto le 4 stelle è quella del 2002. Dal 1997 al 2011 sono state tutte (tutte!) grandi o grandissime vendemmie, fenomeno tutt’altro che unico ed anzi assai simile nelle vicine Montepulciano, Montalcino, etc.

Penso al 2003, millesimo il cui andamento stagionale richiama inevitabilmente il 2011, ed al fatto che quei Sagrantino sono oggi fermi, privi di slancio, cristallizzati in una dimensione tannica ed alcolica senza via d’uscita. Nel 2013 avevo organizzato una degustazione sul tema proprio per vederci più chiaro. Ok, a distanza di 8 anni il panorama produttivo è cambiato molto, chi c’era è cresciuto, nuovi attori sono apparsi sulla scena. Nel 2003 poi c’era un’idea di Sagrantino forse un po’ diversa, ricchezza e potenza avevano un valore che nel tempo è diventato più sfumato. Le cose sono cambiate, ed è proprio per questo che vedere queste 5 stelle, oggi, lascia un po’ perplessi.

Quasi dimenticavo: la trentina di assaggi di questa mattina – cosa tutt’altro che trascurabile – non ha fatto che confermare queste perplessità. Vini buoni, vini meno buoni. Sopratutto un’annata non superiore alla 2010, alla 2006, alla 2004 (per tornare a parlare di stelle).