Saturday I’m in points

Sarà l’estate. La voglia di stare il più possibile lontano da questo schermo. O forse una semplice mancanza di validi argomenti. Insomma, oggi va così, con qualche link trovato quà e là.

- Ad Angelo Peretti piacciono i vini affilati. Anche a me, eccome (e sempre Angelo scrive un interessante post su quelli della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. Da tenere d’occhio).

- Le recensioni dei blog non contano. Solo punteggi, grazie. Via Poggio Argentiera.

- Ancora sui tappi. Questa volta ne scrive Francesco Arrigoni.

- Alcuni blog da seguire, lingua inglese. I consigli vengono dalla redazione di Wine is love, il blog di Francesco Zonin (e poi ci sono anche i vincitori dell’edizione 2011 dei Wine Blog Awards, alcuni sono da non mancare).

- La novità del mese è certamente Google+. E se anche sottoscrivo quasi ogni parola del post di Gianluca Diegoli a tempo perso ci bazzico un po’. Sono qui.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Commenta

The world of wine

Purtroppo la risoluzione dell’infografica di ieri è quella che è (e non ho trovato di meglio). Volendo però c’è anche il video.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 2 Commenti

Ho un debole per le infografiche

Via Giuliano Abate

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 3 Commenti

Di quà e di là.

Era prevedibile, è successo. A partire dall’anno prossimo all’interno di Vinitaly ci sarà un’area dedicata a quelli che vengono normalmente definiti come vini naturali. A fare da traino per questa nuova fiera nella fiera la Renaissance des Appellations Italia, da anni legata a Vini Veri e alla manifestazione comunemente nota come VinoVinoVino, a Cerea.

Che dire, la prima impressione è che questa sia una grande occasione mancata per tutto il movimento, incapace di trovare un punto di incontro e di organizzare un’unico grande appuntamento off. Ancora frammentazione, ancora ed ancora. Certo, Vinitaly è fantastico ma è un posto in cui protagonista indiscusso è il vino nell’unicità dell’assaggio. Difficile raccontare lì, in quella caotica situazione, un modo diverso di intenderlo. E poi, con tutto il rispetto per la Renaissance, i grandi produttori o quantomeno quelli che sono un po’ i riferimenti rimangono di là, tanto a Cerea quanto a Villa Favorita. Improbabile quindi pensare di farsi un’idea sulla realtà naturale italiana visitando i pochi produttori che saranno presenti lassù, sopra l’ingresso principale della Fiera. Toccherà anche l’anno prossimo rimbalzare di quà e di là. Ancora una volta.

Queste le date:

VinoVinoVino, AreaExp, Cerea (Vr) – Sabato 24, domenica 25 e lunedi 26 marzo 2012
VinNatur, Villa Favorita, Sarego (VI) – Domenica 25 e lunedì 26 marzo 2012
Vinitaly, Fiera di Verona – Domenica 25, lunedì 26, martedì 27, mercoledì 28 marzo 2012

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 7 Commenti

Lo sfuso di Valentini

Succede che durante l’estate del 2010 ti ritrovi al bar ad assaggiare un Trebbiano d’Abruzzo e che -quel vino- ti stupisca per profondità e bevibilità. Nessuna etichetta, tappo a corona. “E’ lo sfuso di Valentini, il 2009“, ti dice sorridendo l’amico, sicuro di averti fatto una sorpresa gradita. Altroché.

Ecco, appurato che il vino sfuso che viene da Loreto Aprutino è circa il più famoso ed ambito della penisola ecco come funziona la cosa, io sono appena tornato. Intorno a metà febbraio è bene fare una telefonata per sapere esattamente quando poter chiamare per poter prenotare il proprio quantitativo, tanto cinque litri quanto cinquanta (il numero della cantina è 085 8291138). Poi, dopo qualche mese, a luglio, ecco la telefonata. “Il vino è pronto, può passare a prenderlo a partire dalla prossima settimana“.

Io ho preso 25 litri di trebbiano ed altrettanti di Montepulciano Cerasuolo (quest’anno entrambi a 3,90 euro al litro) e quello che posso dire -certo, il 2010 è annata giusta- è che se il secondo ha sicuramente bisogno di tempo per affinarsi il primo è spiazzante per completezza ed equilibrio. Il timbro valentiniano è riconoscibile da subito con quello spettro aromatico mai sfacciato, subito intrigante, certamente pungente. Una sorpresa a tratti stupefacente. E poi il rapporto tra qualità e prezzo, ho fatto il calcolo e tra vetro, tappo in sughero, etichettafaidate e vino, ogni bottiglia mi è costata poco più di tre euro e settanta centesimi. Beat that.

Per tutto il resto rimando all’ottimo post di Alessandro Morichetti su Intravino. Quello era il 2009. E si, certo, per quello che mi riguarda nel 2012 sarò lì, pronto a prendere quello che Valentini avrà da offrire.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Abruzzo, Assaggi | 7 Commenti

Meglio riutilizzare che riciclare

In questi giorni il sottoscritto ha acquistato una certa quantità di bottiglie di vetro per imbottigliare un’altrettanta quantità di vino acquistato sfuso. E si, si tratta di una considerazione di una banalità forse disarmante, ma è incredibile il volume di vetro che durante l’anno, semplicemente, buttiamo. E va bene la raccolta differenziata, ci mancherebbe (dalle mie parti è porta a porta, ogni sera un diverso tipo di rifiuto), ma possibile sia così difficile tornare alla più semplice delle cose? Mi riferisco al riutilizzo.

Il vuoto a rendere dovrebbe essere il futuro. Ed è anche il passato. Tutto torna.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 12 Commenti

Il grechetto di Milziade Antano

Qui il grechetto lo fanno tutti. I mean, davvero tutti. Ecco che quindi si trovano in commercio interpretazioni molto diverse, se non a volte opposte. In particolare in Umbria ci sono due cloni (per i più tecnici, il g5 e il g109). Uno è limitato alla zona di Todi, l’altro invece è più diffuso e contribuisce a quasi l’interezza dei vini bianchi della regione.

In purezza, quando viene dai Colli Martani (la zona di Montefalco per intenderci) è spesso profumato, leggero, un po’ scarico nel colore e caratterizzato da una buona acidità. Un vinello? Spesso si, però di gran beva se freddo al punto giusto. Poi però capita di imbattersi in quello di Milziade Antano e le cose, bhè, si fanno quantomeno più sfaccettate. Perchè se è vero che alcune delle caratteristiche sopracitate sono presenti è anche vero che vanno portate all’ennesima potenza. Un vino convincente anche nel colore, molto più carico dei suoi fratelli. Dal naso ampio, avvolgente, piacevolissimo nel coniugare i sentori più tipici (pera? mela?) ad un corredo fatto di agrumi e di una leggera mineralità. E poi in bocca è quasi grasso, riempie il palato nel suo essere a tratti ruvido ma di grande scorrevolezza. Chevvelodicoafare, un bicchiere tira l’altro. Aperitivo di spessore, d’estate.

Da non mancare, in particolare per farsi un’idea più chiara sulla tipologia.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Umbria | 11 Commenti

Sempre su quella strada

La Via Emilia, quella dei tre giorni, dei lambruschi, delle persone, delle emozioni, è di là, su Intravino. In un post decisamente più articolato.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 1 Commento

Averli, per portare le bottiglie quà e là

Averli è un’azienda che produce contenitori (si parla di bottiglie, certo). Wine Up il nome di questa serie di prodotti destinata al trasporto, dalla bottiglia singola fino a sei. Il concetto è chiaro. Dicono: “Quante volte siamo andati a cena da amici, con la preziosa bottiglia d’annata tenuta stretta tra le gambe da chi ci accompagnava? E quante altre siamo usciti dall’enoteca con un vecchio cartone che tintinna da far paura, che poi una volta a casa devi pure romperlo per la raccolta differenziata?“.

In effetti non fa una piega. E si tratta, almeno esteticamente, di un prodotto bello. Molto bello. Nei mesi scorsi sono stati così gentili di inviarmene due esemplari e la sensazione, a toccarli con mano, è quella di avere a che fare anche con una certa robustezza. Niente è lasciato al caso, le bottiglie sono stabili e la presa è sicura. Il figurone assicurato.

Questo da sei costa trenta euro. Lo comprerei? Non credo, sono troppo legato al buon vecchio cartone, forse poco pratico ma certamente più “romantico”, se mi spiego. Però non potrei escludere di regalarlo, anzi. Conosco persone che lo apprezzerebbero e che lo terrebbero volentieri in macchina, sempre pronte a tirare fuori la bottiglia giusta al momento giusto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee, Campionature | 3 Commenti

Dalla parte dell’enotecaro, cosa non fare

No ma guardate, alla fine non sta a me giudicare. Anzi, credo che ognuno sia libero di lavorare come meglio crede, tanto a farla da padrone è sempre e comunque il mercato. E il mercato, definitivamente, non è rappresentato da clienti esigenti (insopportabili?) come il sottoscritto.

Il fatto è che stavo ripensando a quanto successo la settimana scorsa in un’enoteca della costa toscana, provincia di Grosseto. Io entro spedito e, senza tanti giri di parole, chiedo se c’è qualcosa di Massa Vecchia (si, la cantina era anche relativamente vicina, ma ci eravamo già sentiti e non era possibile passare, quel giorno). Dovevo andare a cena da amici e ci tenevo a portare il loro bianco. O il rosato. Magari anche un rosso. Insomma, sapevo che un loro vino sarebbe stato apprezzato. L’enotecaro mi guarda e mi dice che “no, non lo tengo più“. Subito dopo aggiunge che potrei prendere “un altro bianco importante, quello di una piccola (!) cantina umbra: il Grecante di Caprai“. Oppure, dopo il mio involontario e sconcertato silenzio, “il Cervaro della Sala di Antinori“.

E attenzione, alla fine mi ha consigliato due ottimi vini. Ma se io sono entrato chiedendo una bottiglia prodotta a chilometri non più di venti (e sicuramente piuttosto riconoscibile, almeno nell’approccio e nella vinificazione, senza stare a tirare in ballo il termine “naturale”) possibile che gli siano venuti in mente due vini umbri? No dico, umbri.

Morale? Non lo so, come dicevo non sta a me giudicare. Ma nella mia testa l’enotecaro è quello capace di consigliarti, di capire le tue esigenze per indirizzarti nella selezione che è stato capace di crearsi lungo il suo percorso. Esattamente l’opposto di quello che è successo lì, a due passi dal mare.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 25 Commenti