Architetti al servizio della vinificazione/1 – Merus Wines

Merus Wines

Sono sempre di più le incursioni tra famosi studi di architettura e cantine. Collaborazioni volte all’unione di elementi come la funzionalità, l’accoglienza, il design, l’impatto ambientale. Mi vengono in mente la cantina di Casamoni, di Antinori, qui, o quella fatta da Renzo piano per Rocca di Frassinello, bella e suggestiva, qui. Su Archinect.com ne potete trovare una bella carrellata. Oggi scopro la nuova cantina di Merus Wines, Napa Valley, realizzata da Uxos Design, con sede ad Amsterdam. Glamourosa, anche troppo.

Merus Wines

Via thecoolhunter.net

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Linee ed architetture, Napa Valley | 3 Commenti

VSQ – Gini, Gran Cuvée Brut 1996

Gini, Gran Cuvée Brut 1996Uvaggio: Garganega, Chardonnay, Pinot Nero

Certo, la sboccatura è del 2004, ma ti avvicinerai comunque a questa bollicina con una certa reverenza, ché comunque dodici anni non son mica noccioline. Ti stupirà a partire dal colore, di oro giallo, carico ed intenso. Il corredo aromatico uscirà con prepotenza, a partire dal frutto candito e dalla pera prima, da una certa mineralità e fragranza poi. In bocca sarà pieno e morbidoso, caldo, comunque secco, a scapito di nervosismo generale ed acidità. La persistenza rimarrà sul palato per parecchio tempo, ricordandoti la sua età.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Veneto | Commenta

Il Paradiso di Manfredi, Montalcino (SI)

Rimanendo in tema, e rimandendo idealmente a Montalcino, ecco un brevissimo report di una splendida giornata a visitare Il Paradiso di Manfredi. Cantina storica, è stata fondata negli anni cinquanta da Manfredi Martini dopo un importante esperienza da Biondi Santi. C’è anche lui tra i fondatori del Consorzio, nel 1967. Ed è proprio per rispetto del consorzio che il Brunello Riserva Paradiso di Manfredi viene prodotto solo nella annate certificate migliori proprio dallo stesso. Il 2000 no, però, “perchè era davvero un peccato non farla“.

Ho caricato un po’ di fotografie di quella giornata qui, su Flickr, inaugurato per l’occasione.

E sul loro sito potete trovare un po’ di altre informazioni.

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Bianco

Toscana IGT – Il Paradiso di Manfredi, Bianco 2006

Uvaggio: Malvasia, Trebbiano

Bianco coraggioso, perchè dalla beva non semplicissima, ma straordinario per complessità generale. E’ caratterizzato da una bella trasparenza, nel suo essere giallo paglierino chiaro. Al naso è un’esplosione di aromi. Da un’importante idea di mineralità emergono sensazioni erbacee, fruttate, floreali, nobili e pulite. In bocca è caratterizzato da un’acidità di tutto rispetto e da una mineralità inaspettata. E’ anche grasso e rimane vibrante fino alla fine. “Tenetelo in cantina”, dice, “che saprà stupirvi ancora di più, tra qualche anno.”

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Rosso

Rosso di Montalcino DOC – Il Paradiso di Manfredi 2006

Uvaggio: Sangiovese

Esemipo classico in cui il fratellino minore riceve le stesse cure ed attenzioni del maggiore. Perchè è vino rosso dal grandissimo carattere, che fa impallidire i tanti rossi di Montalcino assaggiati prima di lui. E’ sangiovese al massimo del suo giovane splendore. Viola, ciliegia, ribes, origano, salvia sono alcuni riconoscimenti che ho buttato giù sul taccuino. In bocca è nervoso e molto fine nonostante le parti dure siano imponenti. Il tutto scorre sul palato con grande leggerezza. Piacevolissimo.

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Brunello

Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Il Paradiso di Manfredi 2000

Uvaggio: Sangiovese

Il corredo aromatico dei Brunelli di Manfredi è sempre incredibile e si racchiude in particolar modo in questa riserva, che custodirò gelosamente in cantina per parecchio tempo. Spezie dolci e sensazioni balsamiche sono solo un puntino su una i caratterizzata da sentori di cuoio, di tabacco, di fiori rossi intensi ma gentili. Il tannino è vibrante, giovane, vigoroso ed elegantissimo. Rimane sul palato fino alla fine, picevolissimo. Per fortuna che hanno fatto questa riserva, anche se era annata non eccezionale..

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Produttori, Toscana | Commenta

Gli anni novanta di Poggio al Vento

Poggio al Vento

La Tenuta Col d’Orcia è una delle aziende storiche di Montalcino, già presente nel 1933 alla prima mostra dei vini d’Italia tenutasi a Siena come Fattoria di S.Angelo in Colle. Varie vicissitudini portano all’acquisto dell’azienda nel 1973 da parte del Conte Alberto Marone Cinzano, convinto delle potenzialità della zona e del suo sangiovese grosso. Se avete presente la zona, la tenuta è nel versante sud del comune di Montalcino, che guarda quasi verso il mare, distante solo 35 chilometri. Poggio al Vento è la riserva prodotta solo nelle migliori annate.

Nasce nel 1982, e da allora è stato prodotto nel 1983, 1985, 1988, 1990, 1993, 1995, 1997, 1998, 1999.
Della degustazione scriverò solo che di fronte a tanta grandezza è difficile muovere osservazioni di alcune genere. Vini splendidi che innegabilmente rispecchiano molto gli andamenti stagionali. Il gusto personale, a questo punto, poi, tende ad influenzare un po’ i giudizi. Concordi nella grandezza del 1990 e del 1997 ma molto discordanti in annate forse meno decifrabili.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1999

Uno dei miei preferiti. Perchè giovane ma di razza. Un naso straordinariamente dinamico nella sua profondità fa emergere sensazioni di macchia mediterranea, di aghi di pino, la balsamicità è appena accennata, una certa idea eterea è nervosa e piacevole. In bocca il tannino è appena scalciante ma il tutto è di straordinaria compiutezza ed equilibrio. Finissimo ed elegantissimo.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1998

E’ innegabile, sconta l’annata difficile. Al naso, straordinario per finezza, qualche spezia, anche cacao, lo rende più compatto. In bocca parte largo ma tende a chiudersi sul finale, dove il tannino è irrigidito. Per rendere l’idea, anche la persistenza paga qualcosa.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1997

Ah. Il 1997. annata celebratissima in quel di Toscana. Poggio al Vento vino dell’anno per il Gambero Rosso. Sinuoso, rotondo, perfetto. Il naso è caldo, invitante, vellutato e drittissimo. Sembra aperto nel momento giusto, quando ancora l’equilibrio tra i tannini e le altre parti dure sembra magico, pur essendo il più morbido della serata. Ha una persistenza che imbarazza per lunghezza e profondità degli aromi. Un Brunello da manuale, che ho amato ma di cui avrei apprezzato qualche timida imperfezione, che lo rendesse più umano.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1995

Scuro, quasi reticente. Naso diversissimo dai precedenti, perchè caratterizzato da note molte speziate, pepate, di chiodi di garofano, di menta quasi, di goudron, di liquirizia. Forse l’idea è che sia la versione meno rispettosa del vitigno, guardando tra gli altri. In bocca è nobile, va cercato. E’ più duro, pur straordinario, anche per lunghezza nel finale, appena più amarognola degli altri.

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Brunello di Montalcino Riserva DOCG – Tenuta Col d’Orcia, Poggio al Vento 1990

E se diciotto anni sembrano tanti questo appena maggiorenne è appena entrato nella maturità. La balsamicità è compiuta, il frutto è equilibrato. Erbe officinali, goudron, spezie scure ma antiche e profonde. In bocca è felice, pur essendo pieno. Una punta di acidità lo rende compiuto nell’eleganza e nell’equilibrio. Perfetto, poi, il finale, ancora ben impresso nella mente a parecchie ore di distanza. Da meditazione, per perfezione.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Degustare come atto pratico, Toscana | 3 Commenti

Puglia IGT – Anarkos 2007

Anarkos 2007Uvaggio: Malvasia Nera , Primitivo, Negramaro, Ottavianello

Anarkos, vino contro, c’è scritto. Anzi, ecco, anche per completezza, la controetichetta:

Il sacrificio di milioni di viti piantate ad alberello, la colonizzazione capitalistica del terzo millennio, lo sfruttamento dei suoi vigneti e dei uoi vini, l’emigrazione forzata dei diritti di reimpianto pugliesi nelle altre regioni del nord, la complicità e la faziosità delle leggi comunitarie in agricoltura, l’oppressione culturale nei modelli di consumo del vino, l’annientamento della tipicità, il dominio del mercato. L’accademia dice no!” Uh?

Anarkos è vino intenso, quasi carnale. Al naso esprime una grande istantanea potenza rossa, data da un frutto caldo ma giovane. Una punta di balsamicità dietro ad un’idea vinosa. In bocca è morbido, molto morbido. Vellutato e pieno a scapito di freschezza e generale nervosismo. Finisce piuttosto pulito, anche se velocemente, perdendo l’irruenza dell’avvio.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Puglia | Commenta

Sui “Vini in Brik” di Bibenda

Tavernello

Mi sono casualmente imbattuto in bellissimo articolo uscito sul numero di febbraio di Bibenda. Titolo: Il Vino in Brik. Favoloso.

Racconta di una visita a Caviro, tra Faenza e Forlì. Della tecnologia del brik (mai sentito parlare del Marlhene, materiale plastico stampabile?) Del ruolo dell’enologia in questo tipo di prouzioni. Ma, cosa veramente fantastica, per chi come me è affascinato dalla grande distribuzione – vi ricordate la serie dei vini del supermercato sotto casa? – raccontano di una degustazione alla cieca dei più noti marchi.

E allora via con Tavernello, non poteva mancare, Castellino, La Vignetta, Primo Prezzo, Terre di ghiaia e tanti altri.Tra le note di degustazione, con tanto di punteggi, si possono estrapolare delle massime assolute. Eccone alcune:

- ..è scorrevole, esangue, privo di nerbo..
- ..resta in eredità alla bocca un sapore non gradevole.
- ..naso eccentrico, artefatto ed abbastanza improbabile..
- ..insignificante e vuoto..

Ma anche qualche idea vagamente positiva:

- ..bocca vivace, fresca, saporita, per la tipologia non disprezzabile, nonostante un epilogo comprensibilmente frettoloso.
- ..nulla da obiettare quanto allo sviluppo gustativo.
- ..persistenza inattesa per durata.

Io mi accontento di poco, ma è degustazione cui avrei voluto partecipare!

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

Bordeaux Côtes de Francs AOC – Château Pimpine 2002

Chateau Pimpine 2002Uvaggio: Merlot 80%, Cabernet Sauvignon 20%

Si rimane in tema di biodinamica, da queste parti, con un Bordeaux che sa di naturale. Tantissimo. Al naso, soprattutto. Sentori molto tipici del merlot, molto rossi, fruttatoni, anche animali. In bocca è pieno e potente. Ha un tannino molto setoso e vellutato ed un’importante nota di acidità. Rimane però poco nervoso e si ricorda per una struttura imponente nella morbidezza. Molto persistente. Molto, insomma.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Bordeaux | Commenta

Champagne Charles-Le-Bel, Brut S.A.

Charles-le-BelUvaggio: Pinot Nero, Chardonnay, Pinot Meunier

Bollicina biodinamica che ti verrà proposta dalla lunghissima carta del ristorante L’Officina, a Perugia. Bollicina stilisticamente giusta, corretta, pulita. E’ morbida, lo avvertirai da subito, ancora prima di avvicinare il bicchiere alle labbra. Il naso ti riempirà di sentori di lieviti e di crosta di pane, di vaniglia, appena monocorde. In bocca è da subito pieno, per poi scendere verso un finale appena interrotto da un’idea di sapidità che non rimane a lungo e che fa da preludio ad un finale di media persistenza e di buona pulizia.

Solita brutta foto del telefono. Scusatemi, ancora.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Champagne, Francia | Commenta

Chianti Classico Riserva DOCG – Fattoria di Fèlsina, Berardenga 1999

Berardenga 1999Uvaggio: Sangiovese

Il Chianti della Berardenga è nobile, e qualche anno sulle spalle non fa che accentuare alcune delle sue migliori caratteristiche. Questo 1999 è rosso granato, scuro, importante. Esprime sentori soprattutto terziari, molto fini e definiti. Le spezie di riferimento sono nere, scure, come le marmellate, magari di ribes, anche. Una sensazione appena animalesca chiude la linea olfattiva, rendendola estremamente compiuta, nella sua nobile intensità. In bocca è inizialmente fresco, appena pungente, per poi trovare la strada della compattezza che si esprime con forza fino al finale, pulito, fine e piacevole.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Basilicata IGT – Alovini, Le Ralle 2007

LeralleUvaggio: Greco

Greco con i muscoli, quello di Alovini. Già al naso la percezione è soprattutto di frutta gialla, esotica, appena matura. Banana ed ananas sono le prime sensazioni in un corredo di aromi prevalentemente fruttati. In bocca riempie il palato grazie ad una struttura davvero importante che, dopo qualche istante, lascia spazio ad idee di freschezza e di leggera acidità. Finisce alleggerito di tanta potenza su una piacevole nota appena eterea.

28/08/2009: Ad un anno di distanza è ancora assaggio pieno, caratterizzato da una bella persistenza. Ancora convincente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Basilicata, Italia | Commenta