Chianti Classico Riserva DOCG – Il Grigio da San Felice 2003

Chianti Classico Riserva DOCG – Il Grigio da San Felice 2003Uvaggio: Sangiovese

Il Grigio da San Felice ha il grande merito di non cercare aiuto in altre uve. Della serie: questo è sangiovese, così è, che vi piaccia o no. Quindi ne guadagna qualcosa in austerità e, grazie ad un sapiente uso del legno (80% botti di slavonia, 20% barriques) non perde in morbidezza. Il colore è rosso rubino scuro, il bouquet è intenso e complesso con tutti i sentori tipici del sangiovese, violetta ed amarena in primis, più note speziate. In bocca è abbastanza equilibrato, con un tannino che potrebbe essere più importante. Rimane però piacevolmente in bocca, grazie ad una buona persistenza.

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Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003

Alto Adige DOC – Colterenzio, Chardonnay Cornell 2003Uvaggio: Chardonnay

Giallo tra il paglierino ed il dorato. Naso molto intenso e complesso. Banana, ananas, pompelmo, vaniglia. In bocca è come il naso, molto intenso, prima di tutto. Però è fatto bene, è fresco, caldo, morbido, fresco ed abbastanza sapido. Equilibrato. Persistente. Complessivamente un vino “tanto”, pieno, carico. Non il mio stile di chardonnay. Ho detto.

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Lazio IGT – Casale del Giglio, Petit Verdot 2005

Lazio IGT – Casale del Giglio, Petit Verdot 2005Uvaggio: Petit verdot

Due informazioni sulla cantina: “Il Casale del Giglio è lâ’azienda più importante nel comprensorio DOC di Aprilia, sia dal punto di vista qualitativo che per la capacità di sperimentazione ed innovazione. E’ stata fondata nel 1968 dal Berardino Santarelli. Sin dal 1984 ha avviato un progetto di ricerca, denominato Casale del Giglio, per lo sviluppo della viticoltura nell`Agro Pontino, territorio senza storia dal punto di vista vitivinicolo. Il programma di sperimentazioni non è stato limitato soltanto allo studio viticolo, ma ha interessato tutte le varie fasi della lavorazione del vino attraverso opportune microvinificazioni. I modelli viticoli cui si è ispirata la ricerca sono stati principalmente quelli della zona di Bordeaux e della California, regioni esposte all`influenza del mare come l’Agro Pontino.

Geniale l’affermazione di rifarsi alla viticultura californiana.

Bevuto qualche giorno fa in un ristorante che propone cucina romana, qui a Milano. Giulio Pane e ojo. Sempre pieno. Sempre. Semplice ma efficace: piatti abbondanti, prezzi medi – per Milano -, servizio “alla noartri” e via. Se si mangia bene? Ni.

Petit Verdot piacevole, molto concentrato, sia nel colore che in tutte le altre caratteristiche olfatto-gustative. Tanta frutta matura un po’ ovunque. Un po’ di vaniglia quà e là. Ed il gioco è fatto.

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Chianti Classico DOCG – Castello di Ama 2004

Chianti Classico DOCG – Castello di Ama 2004Uvaggio: Sangiovese, Canaiolo, Malvasia nera, Merlot

Buono il Castello di Ama. Bello il colore, rosso rubino intenso; buono il naso, caratterizzato da sfumature floreali, fruttate, speziate; buono in bocca, con un ottimo tannino, equilibrato, persistente. Pronto. Buono, insomma.

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Alto Adige DOC – Rottensteiner, Lagrein Kretzer 2005

Alto Adige DOC – Rottensteiner, Lagrein Kretzer 2005Uvaggio: Lagrein

i signori proprietari di Rottensteiner dovrebbero rammentare, o forse imparare, che un sito aziendale è uno strumento di comunicazione, prima di tutto, e non di rivendicazione delle proprie origini. Quindi non dare la possibilità al pubblico di lingua italiana di poter comprenderne i contenuti è un atto di grande stupidità, prima di tutto. E scusate lo sfogo.

Il colore è rosso rubino chiaro, il naso è fresco, abbastanza intenso ed abbastanza complesso. In bocca è secco, abbastanza caldo, di corpo. Complessivamente abbastanza.

Edit 2009: Attualmente sono state aggiunte due lingue al sito di Rottensteiner: italiano ed inglese. Bravi! Meglio tardi che mai.

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Bolgheri Sassicaia DOC – Tenuta San Guido, Sassicaia 2004

Bolgheri Sassicaia DOC – Tenuta San Guido, Sassicaia 2004Uvaggio: Cabernet sauvignon, Cabernet franc

Ecco. Io sono convinto che la qualità paghi. E ieri, quando ho scoperto che in questa enoteca/winebar (Il Cavallante, Via Muratori 3) vicino a Porta Romana avrei potuto bere un bicchiere di Sassicaia a 12 euro non ci ho pensato neanche un momento. Poi, dopo la prima nasata mi sono reso conto che stavamo compiendo un infanticidio. Ma tant’è. Sto comunque parlando di una grandissima bottiglia, con un naso di rara eleganza, intenso e complessisimo, fresco e profondo. La bocca ha, com’era prevedibile, un tannino spigoloso che è però parte di un tutto favoloso, fruttato, con una grandissima corrispondenza con il naso. Se avete un 2004 non apritelo, davvero, ripensateci almeno tra qualche anno.

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Chianti Classico DOCG – Castello di Fonterutoli 2004

Chianti Classico DOCG – Castello di Fonterutoli 2004Uvaggio: Sangiovese, Merlot

Forse si sta per avverare quello che vado predicando da un po’ di tempo. Stanno per tornare gli anni novanta. Anzi, forse sono tornati gli anni novanta. No, perchè, francamente, gli ottanta a me avevano un po’ rotto i coglioni. Ho voglia di Brandon Walsh, Dylan McKay e Pamela Anderson che corre sulle spiagge di Santa Monica. Mi manca l’angoscia della generazione x, le vere boy band e le spice girls. X-files ed ER. Il grunge ed il brit-pop. Volete mettere?
L’altro giorno ho bevuto da un amico questo Chianti Classico. Colore rosso rubino concentrato, al naso è intenso e complesso. I riconoscimenti spaziano dai frutti rossi alle spezie. In bocca è morbido ma di corpo. Bene freschezza ed acidità. Bene persistenza. Bene tutto.

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Colli Trevigiani IGT – Collalto, Manzoni Bianco 2006

Colli Trevigiani IGT – Collalto, Manzoni Bianco 2006Uvaggio: Manzoni bianco (Incrocio varietale di Riesling renano per Pinot bianco)

Avevo già scritto di Collalto commentando uno dei loro “incroci”, quello tra prosecco e cabernet sauvignon. Non mi era piaciuto, era un cabernet annacquato, più leggero, forse leggermente più fresco ma, complessivamente un vino non memorabile. Eccoci quindi con un altro uvaggio non tradizionale, sicuramente migliore del precedente. Color giallo paglierino brillante, naso pulito, semiaromatico, intenso ed abbastanza complesso. In bocca è sostenuto da una buona acidità e sapidità. E’ abbastanza persistente e complessivamente piuttosto armonico.

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Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOC – Collalto, Brut N.V.

Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOC – Collalto, Brut N.V.Uvaggio: Prosecco

Se mai parteciperò al mio matrimonio, dubito che vi farò bere prosecco sia come aperitivo che come vino per il brindisi durante la torta (punto esclamativo). Anzi, forse non vi farò bere prosecco affatto. Ed in effetti sono cuioso di sapere come faccia a resistere questa tradizione che vede abbinare spumanti secchi ai dolci, a fine pasto. La mia personale teoria, di cui non sono sicuro, è che lo champagne non nasca come brut, ma come spumante con un residuo zuccherino più alto e che quindi bene si lasciasse bere con i dolci. Tradizione che quindi dopo un centinaio di anni (punto esclamativo bis) sembrerebbe perdurare. Il prosecco di Collalto fa della tipicità la sua maggiore caratteristica. Il colore è giallo paglierino scarico, ed è caratterizzato da un naso abbastanza intenso ed abbastanza complesso, con qualche riconoscimento di frutta a polpa bianca (mela?). In bocca è abbastanza equilibrato, fresco ma senza quel quid. Però io sono di parte. E’ tipologia che fatico ad apprezzare appieno.

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Vin de Pays des Côtes de Gascogne – Domaine Alain Brumont, Gros Manseng&Sauvignon 2006

Vin de Pays des Cotes de Gascogne – Domaine Alain Brumont, Gros Manseng & Sauvignon 2006Uvaggio: Gros manseng, Sauvignon

Vino secco, molto fruttato, molto agrumato, cedro, in particolare. Leggo che il Manseng è “una varieta’ a bacca bianca, tipica della regione basca francese e della Guascogna, conosciuta nelle due sottovarieta’ chiamate Gros Manseng e Petit Manseng. Produce bianchi aromatici di personalità”. Questo, oltre ad essere molto piacevole, è anche molto economico. Cosa che comunque non disturba.

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