Amarone della Valpolicella Valpantena DOC – Bertani, Villa Arvedi 2005

Villa ArvediUvaggio: Rondinella, Corvina

Ribes nero, amarena, ciliegia matura; tutte confetture scure, spezie morbide. Sai che potevi aspettare qualche anno per questa bevuta. Sai anche che sono aromi che si evolveranno acquistando in eleganza e complessità. Avevi voglia però di una bottiglia per il dopo cena, un vino da meditazione che non fosse dolce. Ed il suo essere vellutoso non ha tradito le attese. Anche in bocca, dove un tannino comunque importante non infastidiva, ma dava profondità e ti accompagnava al finale, lunghissimo, anche se morbido, comunque perfettamente in linea con gli aromi che avevi ritrovato. Giovane quindi, ma piacevolissimo.

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Sicilia IGT – Corvo, Glicine 2007

GlicineUvaggio: Non pervenuto

Era un po’ che mancavo di portare da queste parti una bottiglia direttamente dagli scaffali della grande distribuzione. Glicine, [a] che mi era sfuggito fino a questo momento, [b] le cui uve non sono chiare neanche sul sito di Corvo, [c] che viene prodotto nel non indifferente numero di un milione e mezzo di bottiglie, ha un colore chiaro chiaro, paglierino piuttosto trasparente, appena spento. Al naso emerge una certa aromaticità, affiancata da sentori delicati di fiori bianchi e leggermente erbacei. In bocca appare piuttosto comune, comunque caratterizzato da una freschezza che gli dona bevibilità e, appena aperto da una certa vivacità. Dopo diverse ore, leggermente più caldo, sembra invece più spalmato, senza grandi picchi. Appena sufficiente.

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Alto Adige DOC – Tramin, Cabernet Sauvignon 2006

TraminUvaggio: Cabernet Sauvignon

Se dovessi andare da una persona con l’obiettivo di spiegare il cabernet sauvignon, magari portando una prova, non esiterei. Porterei questo. L’ho assaggiato per la seconda volta pochi giorni fa, era ancora il 2008, e ho subito pensato che è di una riconoscibilità straordinaria. E’ pulito, giusto, bello. Il duemilasei, poi, sembra essere annata che verrà ricordata a lungo, da quelle parti, per la perfetta maturazione delle uve, tra l’altro. Peperone verde - spiccatamente – ribes, in generale frutta rossa, sentori erbacei sono il preludio ad una bocca di straordinario equilibrio, piena e con un’accenno di morbidezza che accarezza il palato. La persistenza è giusta, perfetta sintonia tra le parti. Da riprovare anche più in là, potrebbe riservare diverse sorprese.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Trentino-Alto Adige | Commenta

It’s The End of the World As We Know it (and I Feel Fine)

Spero solo che il prossimo sia anche solo leggermente migliore di quello appena trascorso. Guardando indietro, però, una delle cose positive è legata a questo spazio virtuale che è cresciuto e mi ha fatto crescere. Quindi grazie, a tutti, che ogni tanto passate da queste parti.

E questo intanto è l’ultimo post di quest’anno. Tanti auguri.

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Garda DOC – Bertagna, Rosso del Chino 2003

BertagnaUvaggio: Merlot

Il Merlot che viene dal mantovano, inaspettatamente, stupisce. Rosso rubino scuro tendente decisamente al granato ha un naso fascinevole, rispettoso, pulito. I riconoscimenti sono rossi, scuri, profondi. Ma anche erbacei e di una speziatura elegante. Equilibratissimo, dopo cinque stagioni, ha una tannicità polverosa che bene si sposa con la sua naturale morbidezza. Ma non finisce come un veccho, anzi, rimane teso e tirato, anche grazie ad una vena alcolica ancora vigorosa.

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Alto Adige DOC – Cantina Valle Isarco, Schiava 2007

Valle IsarcoUvaggio: Schiava

Sempre bella la delicatezza e la naturale femminilità della Schiava. Vitigno troppo forse ingiustamente sottovalutato. Il colore, di un rosso rubino appena accennato, sicuramente molto lontano dalle grandi intensità dei rossi di oggi, sarà di una bellissima trasparenza. Gli aromi vi conquisteranno per gentilezza. Fusi tra loro emergeranno sensazioni floreali e di leggera speziatura. In bocca lo troverete secco e fresco, scorrevole e pulito fino alla fine, lasciandovi la voglia di attaccare subito con un altro bicchiere.

La schiava oggi? Ecco un bell’articolo su Wine Surf.

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Recioto di Soave Classico DOCG – Cantina di Soave, Cadis 2006

Uvaggio: Garganega

Bello e profumatissimo, i primi pensieri. La pesca è sciroppata, i canditi sono quelli di questi giorni, dei panettoni, la sensazione di limone è come quella della torta margherita. Il tutto avvolto da una sensazione mielosa. In bocca l’attacco è netto, il continuo vibrante, la persistenza lunghissima. Tanti auguri.

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24, How met your mother ed in generale sulla serialità

Leggo che How I met your mother – drammaticamente tradotto in italiano in E alla fine arriva mamma – non ha bucato e verrà spostato nella tarda mattinata di Italia 1. Verrà fatto morire, insomma. Peccato perchè è una delle migliori sit-com abbia mai visto, comparabile solamente alle prime stagioni di Friends. Ted Mosby, il protagonista, architetto, è innamorato dell’amore ed ogni puntata inizia con lui, nel futuro, che racconta ai suoi figli le sue avventure a New York, con i suoi amici di sempre. Niente di particolarmente originale, insomma. Ma i dialoghi hanno una forza travolgente ed una comicità per nulla forzata. Il vero personaggio, poi, è Barney, playboy, elegantissimo, battuta sempre pronta. Un idolo pazzesco. Hey, fa davvero ridere. 24 invece in Italia è nato sfortunato. Programmato su rete 4 non ha mai avuto un orario ben preciso. E’ sempre stato sballotato quà e là nel palinsesto, approdando nel frattempo su Italia 1. Peccato (e due) perchè è, insieme a Prison Break, la migliore serie d’azione che la televisione abbia concepito. Ogni stagione racconta una serie di eventi che si svolgono durante l’arco di una giornata ed ogni puntata racconta il trascorrere di un’ora. Jack Bauer, il protagonista, ogni volta si trova ad affontare improbabili ma avvincenti situazioni critiche per salvare il mondo (o gli stati Uniti, dipende). Tra pochi giorni inizierà la settima stagione ed io già non vedo l’ora. Puro entertainment.Già che ci sono, un consiglio: in rete si possono seguire praticamente tutte le serie in lingua originale, con sottotitoli, e senza dover scadenzare le proprie serate in base al palinsesto televisivo. Niente male.

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Bordeaux AOC – Grande Réserve de Beau-Rivage 2006

RivageUvaggio: Cabernet Sauvignon 65%, Merlot 28%, Cabernet Franc 7%

Ci si avvicina ai bordolesi sempre con un pizzico di aspettativa in più – ok, almeno nel mio caso – ricercando profondità inaspettate e comunque possibili sorprese. Un po’ di amarezza quindi nello scoprire un vino dalla grande bevibilità ma il cui passaggio in legno sembrerebbe averne compromesso alcuni aromi. No, perchè è vino leggero, di un bel colore rosso rubino chiaro. Il naso, inizialmente chiuso, si apre su note molto vanigliate e generalmente speziate. Quelle spezie dolci, che ricordano quasi la cannella. Poi, sul finire, ecco idee di frutta rossa appassita e di una speziatura più profonda. In bocca l’alcolicità è evidente, a fronte di una tannicità particolarmente labile. Una spiccata acidità sembra tenerne in piedi l’equilibrio, nonostante tutto. Finisce appena scomposto, con una nota eterea e più amarognola. Ci sono rimasto un po’ male.

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Champagne Paul Déthune, Grand Cru Brut S.A.

PaulUvaggio: Pinot Nero 70%, Chardonnay 30%

Sarà che ultimamente ho un debole per quelle bottiglie con un residuo zuccherino piuttosto basso. Quelle che all’aperitivo si bevono facili, per intenderci. Sarà stato il naso, da manuale del metodo classico, con questa decisa sensazione di pinot nero prima e di profondità diretta, dopo. Sarà l’impatto in bocca, secco, pulito, lineare, davvero bello. Ma questa è stata decisamente la mia bottiglia di Natale. Da segnarsi il nome sul taccuino.

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