L’Umbria Wine Festival 2009 ed un po’ di metereologia

Umbria Wine

Bella iniziativa, certo, quella organizzata dall’AIS Umbria all’interno del complesso della facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia. L’Umbria Wine Festival è un’occasione per alcune aziende del territorio per presentare al variegato pubblico presente i loro vini e le nuove annate.

Peccato che fosse tutto organizzato in uno dei chiostri storici della bellissima struttura. E che fosse, quindi, all’aperto. Mi spiego meglio: ieri a Perugia nevicava. Ed oggi il sole non ha alzato di molto le temperature.

Poche fotografie qui, su Flickr, poi sono scappato. Avevo freddo.

Prezzo del biglietto di ingresso: 10 euro. Degustare un Sagrantino di Montefalco a poco più di 10 gradi centigradi non ha prezzo. Per tutto il resto?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Italia, Umbria, Vedo gente, faccio cose | Commenta

Fast Good // Il Grechetto (anche di Todi)

A corto di assaggi, vi ripropongo un articolo scritto qualche tempo fa per una piccola rivista locale, rimanendo in tema con la bella bevuta di ieri.

Sono tornato a vivere in Umbria da poco. E tra le tante cose che ho ritrovato con piacere non posso non pensare ai tanti vini che mi hanno accompagnato durante gli anni dell’università e di cui ho definitivamente sentito la mancanza. Ce n’è uno, poi, meno blasonato di tanti altri, più economico, talvolta poco considerato e generalmente molto diffuso, per cui ho proprio un debole. Il Grechetto. Previsto in praticamente tutte le denominazioni di origine a bacca bianca della regione, ha delle caratteristiche di bevibilità straordinarie. Ha aromi floreali e fruttati, anche tropicali, magari di nocciola, di mela e di pera; è sempre secco e fresco, ha una bella acidità e talvolta si presenta con una bella nota amarognola sul finale. Come aperitivo è perfetto, è raramente scontato ed è capace di regalare anche prodotti di buona struttura che lo rendono abbinabile ad innumerevoli piatti.

Generalmente lo preferisco in purezza, così, semplice, senza che abbia fatto passaggi in legno. Magari dai Colli Martani, anche se nel perugino un po’ tutti ne interpretano una propria versione. Penso ad Adanti, ad Antonelli, a Caprai, al biologico Di Filippo, a Scacciadiavoli, e tanti altri.

Generalmente lo preferisco in purezza, dicevo. Ma come non pensare al grande Cervaro della Sala, in cui viene assemblato allo Chardonnay. O ai tanti Orvieto, vini molto spesso belli ed eleganti. O al Torre di Giano di Lungarotti, premiato lo scorso anno dal Gambero Rosso come miglior vino italiano sotto gli otto euro, in cui protagonista è anche il Trebbiano.

Il nome? Niente a che vedere con, ad esempio, il Greco di Tufo o le cosiddette uve di famiglia greca. Sembrerebbe risalga al medioevo, che i grechetti di allora ricordavano aromi propriamente tipici del mediterraneo orientale. Che poi si sia scoperto che geneticamente è molto simile alla Ribolla Riminese ed al Pignoletto dell’Emilia-Romagna è informazione che interessa più agli scienziati, che a noi bevitori.

E poi ci sarebbe il Grechetto di Todi, o Tuderte, una varietà coltivata nell’omonimo comune, che si caratterizza per maggiore struttura e finezza. Progres, associazione nata per difendere, promuovere, diffondere la produzione del tudertino – appunto – ha recentemente organizzato a Roma, all’Hotel Cavalieri Hilton, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Sommelier, una presentazione dei vini dei produttori aderenti: Peppucci, Roccafiore, Tenuta San Rocco, Todini, Tudernum. Ne sentirete parlare, sempre di più.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Parlo da solo, Umbria | 1 Commento

Colli Martani DOC – Antonelli, Grechetto 2007

Grechetto AntonelliUvaggio: Grechetto

Ormai il mio debole per il grechetto è cosa nota, durante l’anno ne ho scritto diverse volte. Grande curiosità quindi nel riassaggiarne l’interpretazione antonelliana, dopo la visita in cantina dell’anno scorso.
Paglierino e riflessi dorati per iniziare. Grande tipicità, sentori molto floreali, un fruttato leggero, da frutta bianca ed una sensazione vinosa a fare da sfondo. Semplice, ma intrigante, per continuare. Attacca sapido, ma bastano pochi istanti per chiudere il cerchio e trovare una bevuta di grande rotondità. Esprime il meglio del vitigno, rispettandone ed esaltandone le caratteristiche. E’ piuttosto secco, vero aperitivo. Finisce con una bella idea appena ammandorlata, certamente appena amarognola ed esprime grande armonia, complessivamente. Giù il cappello. Una delle migliori bevute per rapporto qualità/prezzo della regione: a sei euro, in cantina anche meno.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | 2 Commenti

Chi l’avrebbe mai detto

No, davvero. Non avrei mai pensato, quando abbozzai il primo post poco più di due anni fa, di arrivare a scrivere di cinquecento vini. Numero importante, dicono. Un ristorante con in carta cinquecento etichette avrebbe una cantina considerata di un certo pregio, o peso, od importanza, o quellocheè; avete capito. Ma certo non è discorso di numeri. Perchè il fatto e l’accento non vanno posti solo su di una carta dei vini che inevitabilmente con il tempo si allunga. Più che altro, penso al fatto che questo piccolo spazio mi ha permesso di conoscere molte persone, alcune anche offline, che stimo molto. Ha accorciato gli spazi e le distanze. Scusate se è poco. E solo questo è fantastico. Poi, quando mi capita di avere un bicchiere in mano è ancora bello tirare fuori il piccolo moleskine, o chiedere in giro un pezzo di carta, e scrivere qualche impressione od idea. E’ un bel modo di imparare, tutti i giorni. E poi, dopo poco più di due anni, la cosa più bella è la consapevolezza di non poter racchiudere il vino in uno schema sensato. Ad ogni domanda la risposta naturale continua ad essere: “dipende”. Dai punti di vista, ma non solo. E’ materia sfuggevole che non è possibile rinchiudere in un giudizio, o in un momento. Ogni assaggio è irripetibile, anche dello stesso vino, anche nella stessa serata. In fondo è tutto qui.

Insomma, grazie a tutti: se non foste passati da queste parti, sempre in più, non avrei mai continuato a dedicare tanto tempo a tutto questo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 6 Commenti

Amarone della Valpolicella Classico DOC – Domìni Veneti, Vigneti di Jago 2001

Square_1Uvaggio: Corvina 70%, Corvinone 20%, Rondinella 10%

Amarone, quindi. E’ assaggio vellutato e setoso. Di colore quasi granato è scurissimo e davvero impenetrabile. Al naso il meglio: una nota appena eterea fa da apripista a spezie severe, ad un frutto passito gradevolissimo e vanigliato, sul finire. In bocca è di corpo importante. Si nota un’alcolicità poderosa che rimane fino al termine, compatto e piacevole. A chiudere questo lungo inverno.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Veneto | 1 Commento

Oil & Fashion, for very fashionable people?

vfp

Ieri sera a cena in un ristorante piuttosto improbabile, sul tavolo, non olio extra vergine di oliva ma quello extra fashion. Ve lo giuro.
L’immagine qui sopra è la scansione del biglietto da visita, recuperato uscendo dal locale.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Italia, Parlo da solo, Umbria | 4 Commenti

Morellino di Scansano DOC – Mantellassi, San Giuseppe 2003

MantellassiUvaggio: Sangiovese 85%, Cabernet sauvignon, Malvasia nera, Canaiolo 15%

Mah. Forse che, certo, è rimasto un po’ in cantina. Però è assaggio che appare stanco, anche a guardare il colore, granato, con un unghia più leggera, quasi trasparente. Al naso le sensazioni sono piacevoli e calde: spaziano dalle confetture rosse, comunque idee molto mature, alle spezie antiche, cuoio in particolare, all’erbaceo. In bocca rimane davvero molto morbido, anche se una inaspettata nota di sapidità, affiancata ad una certa alcolicità, lo tengono in piedi. Il tannino è certamente molle, appena polveroso. Finisce largo, su di una nota amarognola.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Rosso di Montefalco DOC – Ruggeri 2003

RuggeriUvaggio: Sangiovese, Sagrantino, Merlot

Dopo una sosta in cantina per qualche anno mi sono deciso ad aprire questo Montefalco, e, certo, l’approccio è morbido, ma piacevole.

Inizia rosso rubino scuro, appena concentrato, non pesante. Al naso esprime subito una nota eterea che si accompagna idee di frutta rossa sotto spirito. Ciliegia, prima di tutto, poi anche sensazioni terziarie, come il cacao. In bocca, come già scritto, attacca morbido e rimane vigoroso fino alla fine, quando si allarga e perde qualcosa, anche in persistenza. Rimane una traccia amarognola, per un assaggio comunque deciso e con più di una profondità da svelare.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | Commenta

Spiralcellar

1 2 3 4Penso che sia di difficile installazione, per prima cosa. Mi spiego: quelli del piano di sotto non concorderebbero con questa scelta, almeno nel mio appartamento. Perchè, per il resto, è davvero bella. La potete ordinare qui*.

*Anche se con, prezzo base, diecimila sterline -forse- farei altro. Magari penserei a riempirla, ecco.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Linee ed architetture | 2 Commenti

Chianti Classico DOCG – Podere Il Palazzino, Grosso Sanese 2000

Uvaggio: Sangiovese 100%

Pulito e bello, di colore granato ma luminoso. Al naso è l’esplosione del sangiovese: viola, ciliegia, mirtillo, sensazioni terziarie che si librano senza stancare, apparendo fini e delicate. Cacao e tabacco, ma anche sensazioni erbacee e minerali. Una volta assaggiato è eleganza, prima di tutto. Poi ritornano tutti i sentori che si erano trovati un momento prima, all’olfatto, fondendosi in un tutto di grande pulizia. Il tannino è smussato e paradigmatico, racconta un territorio. E’ assaggio di giusta morbidezza e di grande persistenza. E’ un duemila, e bevuto oggi è straordinario.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta