Qui già si comincia a pensare al prossimo Vinitaly

Stavo leggendo distrattamente che il Consorzio dei produttori della Franciacorta starebbe valutando l’ipotesi di non partecipare alla prossima edizione di Vinitaly (eh, finchè non lo vedo non ci credo). Le motivazioni andrebbero dall’eccessivo costo dell’operazione al pessimo servizio offerto (a ragione, il padiglione dedicato alla Lombardia – in particolare durante il weekend – è di gran lunga il più caldo e per le ridotte dimensioni il più affollato).

Visto che nel post su TerraUomoCielo si paventava l’ipotesi di un evento “esterno”, l’occasione era quella giusta per dare un’occhiata alle date relative alle manifestazioni di quei giorni, eccole:

VinoVinoVino, Cerea (Vr) – 24, 25, 26 marzo 2012
VinNatur, Villa Favorita (Vi) – 25, 26 marzo 2012
Summa, Magré (Bz) – 25, 26 marzo 2012
Vinitaly, Verona – 25, 26, 27, 28 marzo 2012

Per esempio Summa, organizzata da Alois Lageder e giunta alla sua terza edizione, mi attira particolarmente. Ho sentito cose particolarmente belle e credo possa essere una fantastica opzione, magari per la domenica. Segnata.

Ma è durante Vinitaly“, dicono alcuni. Già, e tutto questo accanimento contro le manifestazioni cosiddette parallele proprio non lo capisco. Figuratevi, io addirittura credo siano di enorme arricchimento a quei giorni fieristici e un’occasione per maggiore attenzione e pubblico, esattamente l’opposto di concetti quali dispersione e concorrenza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 18 Commenti

XtraWine, compro solo Tre Bicchieri

La cosa bella nel non gestire direttamente la pubblicità che passa da queste pagine (si, qui andrebbe aperta una parentesi dedicata al funzionamento del network Vinoclic, ma tanto se siete interessati sul sito c’è tutto) è che non ho rapporti con gli inserzionisti. Cioè, proprio non so chi siano, è il network a gestire il tutto. Io, di tanto in tanto, mi accorgo che c’è qualche cosa di nuovo e -regolarmente- vado a curiosare un po’, giusto per capire di che cosa si tratta.

Insomma, tutto questo per dire che in questi giorni nel box qui a destra, a rotazione, appare la pubblicità di XtraWine, uno dei tanti negozi online dedicati al vino che negli ultimi anni sono spuntati un po’ come funghi. Clicca di quà, clicca di là, mi sono accorto che è possibile navigare il loro catalogo non solo, com’è ovvio, per tipologia, zona di produzione e prezzo ma anche per riconoscimenti. Cioè, in un attimo posso sapere quali dei vini disponibili hanno preso i tre bicchieri del Gambero Rosso, i cinque grappoli dell’AIS, le tre stelle di Veronelli (giuro, hanno messo anche quelle), oppure oltre novanta punti secondo Wine Advocate, Wine Spectator e Luca Maroni (ecco, questo è il punto in cui lo scrivente sviene e cade dalla sedia. Luca Maroni? Davvero?).

Non condivido ma in un certo senso capisco la scelta. Anche se, ovvio, come fare a giustificare vini che magari per scelta del produttore non vengono inviati alle guide e che sono buoni tanto quanto? E tutti i vini che hanno preso un riconoscimento sono sicuramente meglio di altri? Però, certo, può essere una chiave di lettura che a qualcuno interessa, ci mancherebbe.

Appurato quindi possa avere un senso inserire quelle che per certe testate sono considerate come eccellenze, perchè mettere anche i due bicchieri ed i quattro grappoli? In questo sistema di riferimenti c’è davvero qualcuno che vuole il vino che è arrivato secondo?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 14 Commenti

Chissà che fine hanno fatto i miei Lego

La purezza e l’apparente semplicità dei Lego. Immortali. E chissenefrega questa foto sia un remake di quella ben più famosa di Henri Cartier-Bresson del 1954. Questa è molto più bella (dai, quasi).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Uncategorized | 2 Commenti

Trento DOC, il Brut Riserva 2006 di Letrari

Lei: “Ah che bello, finalmente una bollicina”.
Lui: “Finalmente?”
Lei: “Ma si dai, ultimamente apri sempre questi vini così complicati.”
Lui: “Ma no dai, al limite vini sfaccettati, profondi, con una bella spalla acida..”
Lei: “Spalla acida?”
Lui: “Si, no, cioè. E’ che spesso capita che assaggiamo vini molto territoriali, vini che in cantina vengono, come dire, lavorati poco. Non so come dire. Guarda, lasciamo perdere. Cin cin.”
Lei: “Non è Champagne vero?”
Lui: “No, questo è italiano.”
Lei: “Buono, viene da Brescia quindi.”
Lui: “In effetti no, la Franciacorta, che in effetti è in provincia di Brescia, è solo una delle tre grandi aree dei metodo classico italiani, questo viene da Trento.”
Lei: “Però è fatto nello stesso modo.”
Lui: “Esatto, come lo Champagne.”
Lei: “Ma perchè sulla bottiglia c’è scritto Talento?”
Lui: “Eh, bella domanda. In pratica vorrebbe essere il nome che caratterizza i loro spumanti, quelli che appunto vengono da Trento”.
Lei: “Però c’è scritto anche Trento DOC e subito sotto Metodo Classico”.
Lui: “Eh. Diciamo che in questo modo non ti puoi sbagliare.”
Lei: “Ma non sarebbe meglio identificare una tipologia unicamente con un termine?”
Lui: “Eh. Appunto”.
Lei: “Va bene, comunque guarda, è proprio buono.”
Lui: “E’ vero, poi è un 2006 che è anche stata una bella annata”
Lei: “Quindi è qui in cantina da molto.”
Lui: “No, in realtà è rimasto sui lieviti per oltre tre anni.”
Lei: “Sui lieviti?”
Lui: “Si, in pratica il vino rimane nelle cantine dell’azienda per affinarsi, per acquisire profondità. Dopo, viene sboccato, vengono tolti i residui che si formano all’interno della bottiglia e viene messo in commercio.”
Lei: “…”
Lui: “Guarda, ti ricordi quel vino che abbiamo bevuto la settimana scorsa, quello che mi chiedevi come mai fosse così torbido?”
Lei: “Si, mi piaceva anche quello.”
Lui: “Ecco, in quel caso quei residui erano rimasti nella bottiglia.”
Lei: “Però quello non era un metodo classico.”
Lui: “Infatti, quello è un po’ meno complicato da fare.”
Lei: “Però questo è più complesso!”
Lui: “Ehm. Questo è buono, si.”
Lei: “E’ avvolgente, quasi cremoso.”
Lui: “Si, senti tutte queste note di frutta matura, di mela cotogna, di crosta di pane, di vaniglia e di spezie accennate?”
Lei: “Si”
Lui: “Sono tutti sentori tipici relativi alla tipologia. E poi, è molto fine, piuttosto elegante.”
Lei: “Si beve facilmente.”
Lui: “Già, penso poi che questi vini abbiano delle caratteristiche ben definite, un tratto territoriale ben definito.
Lei: “Dici?”
Lui: “Si, hanno un timbro comune.”
Lei: “Però sono come gli Champagne.”
Lui: “Si, ma italiani. Anzi, trentini.”

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Trentino-Alto Adige | 7 Commenti

Benvenuti nel 2001

Per rimanere in tema e continuare a scrivere di quello che succede quà e là sulla rete anche io, come molti, questa mattina mi sono imbattuto velocemente sul nuovo sito dell’Associazione Italiana Sommelier. Guardate, gli ho dato un’occhiata davvero di sfuggita, ero di fretta, ed ho pensato “impossibile, si saranno sbagliati, sarà ancora online quello vecchio“.

Solo oggi pomeriggio, leggendo quanto scritto da Filippo Ronco mi sono reso conto che era tutto vero e che quello che avevo visto era effettivamente il loro nuovo sito. Nuovo. Sito.

Stando solo alla punta dell’iceberg, la parte visibile esternamente dal pubblico intendo, è abbastanza paradossale che la vetrina della principale associazione del vino in Italia, sulla rete, frutto di un lavoro che immagino sia stato coordinato se non almeno avallato dai vertici, si riduca ad un misero cms preconfezionato con una grafica da webzine fine anni ’90.

(..) Penso che oltre alla sostanza sia necessaria anche la forma a certi livelli. Più che altro dispiace perché non sembra il sito di una delle più importanti associazioni sul vino del mondo e non rende giustizia al ruolo che l’Ais gioca nella formazione a livello nazionale, pur con tutti i suoi limiti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 6 Commenti

Dr. Wine, ovvero quello che doveva essere il riferimento del vino italiano

Prima c’erano centomila vini. Adesso una gif animata che certo, fa molto anni novanta ed ha anche un suo fascino retrò. Ma le aspettative, prima, erano ben diverse.

Edit 22/09: ehm, no, non c’è più la gif animata. Il sito è semplicemente offline. Peccato, era così carina.

Edit 30/09: Sito di nuovo online, centomila vini inclusi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

Il Barolo di Bartolo Mascarello. Il 2003.

Avevo deciso di scrivere qualche riga sul Barolo di Bartolo Mascarello ben prima di aprire questa bottiglia, in fondo non era mai capitato su queste pagine. Solo dopo averla assaggiata bevuta ho capito che in realtà l’occasione poteva essere buona per parlare dell’annata, così didascalica nell’esprimere il caldo di quell’estate.

Si, il 2003 è tutto qui. Nel naso, largo ed accogliente, così capace di spaziare dal cioccolato alla mora. Ma anche menta, rosa, mirtilli. In una parola, sferico. Nella bocca, con quel tannino per niente dritto, quasi asciutto eppur polposa. Nessuna ruffianeria, è che il calore si avverte in un modo talmente definito da spiazzare. Buono? Si, eccome. Però così diverso da quell’eleganza assoluta di altre annate. Più corto sul finale, ma comunque scattante. La cosa che più forse rimane, dopo, è quella polpa, buonissima ma al tempo stesso contratta. Ma è così, il 2003. Da bere, adesso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Piemonte | 1 Commento

Montalcino is in the air

Ok, ok. Lo sapete meglio di me, la maggioranza dei soci del Consorzio del vino Brunello di Montalcino ha detto che “no, il disciplinare del Rosso non si tocca“. Ora, mi interessa poco parlare del merito della questione, persone più preparate di me hanno espresso le migliori ragioni possibili relative a perchè e percome.

Più che altro notavo come la questione sia stata prepotentemente affrontata da praticamente tutti i blog del vino, a memoria direi che mai si era assistito ad una tale compattezza nel riportare una notizia. Voglio dire, era davvero così importante? Si, certo, ci mancherebbe. Però la sensazione è che sia stata anche l’occasione per alzarsi in piedi e per urlare al mondo l’importanza delle denominazioni di origine. Denominazioni le cui regole vengono troppo spesso cambiate a favore di questa o di quella volontà commerciale o politica, come se le regole della natura seguissero gli stessi ritmi di un mercato troppo frenetico per pensare di riuscire a tenere i suoi ritmi e vincere.

E poi il fatto che in questa particolare occasione il web fosse davanti a tutti gli altri media nell’offrire chiavi di lettura, informazioni in diretta durante il dibattito a Montalcino, varie ed eventuali. Ma questa forse non è una gran notizia.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 5 Commenti

Mai una volta mi facciano lo scontrino

Questo non è un blog che si occupa di politica e tantomeno di economia. Mi perdonerete quindi se, solo per questa volta, mi permetto di far entrare prepotentemente su queste pagine uno dei temi più di attualità in questo periodo: l’evasione fiscale.

Io credo fortissimamente che il problema riguardi tutti noi e non solo chi evade più o meno esplicitamente. Credo davvero che nel momento in cui, come consumatori, accettiamo di pagare qualcosa in nero, tanto il caffè al bar quanto l’idraulico, il dentista, lo spazzacamino o chi vi pare, contribuiamo all’inevitabile declino di questo paese (a parte che in quel momento esatto, quello in cui non ci viene emesso uno scontrino, l’esercente evade le tasse e noi, consumatori, evadiamo l’iva). Voglio dire, fino al momento in cui non ci convinceremo che tutti i comportamenti collettivi di cui odiamo leggere sui giornali sono la perfetta conseguenza dei comportamenti dei singoli, quindi anche nostri, non andremo da nessuna parte.

La mia particolarità (che poi in realtà è una cosa normalissima) è che come libero professionista offro servizi alle aziende, e non prodotti. Questo significa che nel mio lavoro non esiste la possibilità di evadere un solo euro. E’ tutto lì, tutto fatturato. Poi, come consumatore e come indole personale, sopporto poco chi non mi emette una ricevuta fiscalmente valida a fronte di quello che acquisto. Certo, anche qui ci sarebbe da aprire una parentesi visto che uso pochissimo il denaro contante, è raro abbia in tasca più di venti, trenta euro, e acquisto quasi esclusivamente con bancomat (forse una delle cose che potrebbe aiutare a risolvere il problema).

Tutto questo per dire cosa? Guardate, ci ho pensato ieri dopo essere uscito da una cantina, mai una volta mi facciano un scontrino. Dalla Sicilia all’Alto Adige, di tutte le categorie professionali con cui sono in contatto i produttori di vino sono in assoluto quelli che nella vendita al dettaglio tendono a chiudere un occhio, come se fosse una cosa ovvia.

Bene, non lo è, e da oggi ho deciso chiederò sempre lo scontrino. E se mi diranno che “bhè, allora le bottiglie costano qualcosina in più” li manderò serenamente a quel paese.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 17 Commenti

Il Pecorino di Offida (il 2010, nello specifico)

Allora la trasferta ad Offida dello scorso weekend è stata anche l’occasione per una degustazione, domenica mattina, di circa venticinque pecorino. E guardate, avevo anche cominciato a scrivere un post fatto di impressioni ed osservazioni ma, dopo solo poche righe, ho capito che avrei fatto prima a rimandarvi all’impeccabile report di Mauro Erro. Lì c’è davvero tutto.

Volendo fare un brevissimo riassunto di quello che avrei scritto, aggiungo solo che si, si può parlare di un tratto comune nel Pecorino DOCG di Offida. Vini non aromatici ma comunque caratterizzati da una certa ricchezza espressiva, da una certa acidità (niente di particolarmente tagliente, chiaro) e da una vaga sensazione di dolcezza, quasi ad ammiccare all’assaggiatore (ecco, a questo punto ci sarebbe da aprire una parentesi su quanto scritto rimandi immediatamente al trebbiano spoletino, anche se questo ha una struttura diversa, più incisiva nell’esprimersi).

I nomi che mi sono segnato, una volta scoperte le etichette, sono: il ”Rugaro Gold” della Cantina dei Colli Ripani, il “Villa Piatti” di Collevite, il ”LiCoste” di Domodimonti, San Filippo, il “Kiara” di San Giovanni.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Degustare come atto pratico | 3 Commenti