Porthos

Porthos è un’idea. Ma anche una pubblicazione trimestrale, una casa editrice ed una scuola. Porthos è raccontare il vino come prodotto culturale capace di emozionare.
Porthos è aspettare. Guardare la cassetta della posta con aria interrogativa e, magari qualche giorno dopo, scartare il pacchetto velocemente, tornando per un momento bambino.
Porthos è la ruvidità della carta, proiezione archetipale di artigianalità perdute.
Porthos è riflessione sull’odierno, ma è anche ritrovarsi a leggere articoli di anni prima, con magari maggiore curiosità e consapevolezza.
Porthos è lasciarsi cullare, dalle immagini e dalla scrittura.
Porthos è un momento, quel momento, quando ogni assaggio diventa unico ed irripetibile.
Porthos è chiedersi perchè, senza voler necessariamente trovare una risposta.
Porthos, forse, è il vino che vorremmo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Letterature | Commenta

Asprinio d’Aversa DOC – Grotta del Sole, Vigneti ad Alberata 2006


Asprinio | <10 €

Io per esempio quando ho visto come viene allevato l’Asprinio ho alzato un sopracciglio. Perchè la vendemmia non è mica così facile, arrampicati lassù ad almeno cinque metri. Si chiama Alberata Aversana, e la vite raggiunge il cielo grazie all’appoggiarsi su altri alberi, magari pioppi.

Poi, ad assaggiare l’interpretazione di Grotta del Sole è evidente la grande pulizia stilistica, e stupisce la definizione dei singoli aromi, a mettere il naso nel bicchiere. Gesso, camomilla, buccia di limone. E poi è secco, quasi ruvido, verticale pur essendo equilibrato.
Un bicchiere quasi virile, ma capace di non perdere una certa gentilezza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Campania, Italia | 4 Commenti

VDT – Denny Bini, Grecale 45 2009


Malbo gentile | <10 €

Tutti interessanti i vini di Denny Bini, viticoltore in Coviolo, dalle parti di Reggio. Ci sarebbe da dedicare una scheda a più di uno, penso per esempio al Ponente 270, ma nel Grecale 45 mi ci sono imbattuto più di una volta e mi è sempre sembrato giusto, nella migliore accezione del termine.

Un malbo gentile figlio di una bella rifermentazione in bottiglia, con tutta quella schiuma violacea e ricca, a versarlo nel bicchiere. Profumato, regala sentori freschi, sottili, piacevolissimi. In bocca scorre veloce, ma c’è anche la struttura e un bicchiere chiama immediatamente il successivo.
Perfetto, per queste prime calde giornate d’estate.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Emilia-Romagna, Italia | 3 Commenti

Poi uno va a pensare male

Leggo solo adesso, tornato da Genova, del premio che l’Associazione Italiana Sommelier ha attribuito a Banfi, Montalcino, in occasione degli annuali Oscar del Vino. Il premio speciale, quello della giuria.

Che associazione meravigliosa, che paese straordinario.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 6 Commenti

Poi uno dice i social network

Ricordate la TwitAsta? Quella che funzionava solo su Twitter e grazie alla quale era possibile aggiudicarsi tredici scatole piene di vini? Ecco. In una settimana ha raccolto 2.619 euro. Duemilaseicentodiciannove, mica briciole.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 3 Commenti

Un altro tranquillo weekend di vino

C’è il sole e si sta bene e sembra ci siano tutti i migliori presupposti per vivere al meglio i prossimi due giorni, a Genova.
Domani sarà Vinix Unplugged Conference. Tanti interventi e spunti interessanti.
Anche in streaming, per chi non fisicamente presente.
Poi, per tutta la giornata di lunedì, Terroir Vino. Con un sacco di produttori da scoprire.

In caso ci si vede lì, ai Magazzini del Cotone.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Italia, Liguria, Vedo gente, faccio cose | Commenta

Vigneti delle Dolomiti IGT – Radoar, Loach 2007

Zweigelt | 15-20 €

La strada è quella che da Bolzano porta verso Vipiteno e i vigneti, prima cosa, sono alti, molto alti. Intorno agli 800 metri sul livello del mare, per intenderci. Ma un po’ i terreni ed un po’ la cura cui vengono trattati fanno si che si riesca a fare grande qualità anche lassù, praticamente in cima alla montagna.

Lo Zweigelt, seconda cosa, è vinificato da praticamente nessuno. Bisogna andare a trovarne traccia in rete per scoprire che si tratta di un incrocio creato all’inizio del novecento in Austria, e che ricorda un po’ il Pinot nero. Almeno al naso.

A sentirlo infatti regala quelle sensazioni rarefatte tipiche del vitigno amico, magari appena più intenso, forse più concentrato. Ma tant’è.
Bello, in bocca. E’ soffice ed avvolge, e poi una piacevole nota più pungente accompagna tutto l’assaggio regalando un finale di particolare pulizia.

Una bella scoperta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Trentino-Alto Adige | 2 Commenti

Taste! // Riccardo Benvenuti e la cucina estremamente tradizionale

A proposito di cucina, visto che l’ultimo post era dedicato a Marco Bistarelli, chef del rinnovato Postale di Perugia, ci sarebbe questa rubrica, si chiama Taste!, sul portale Umbriacity.it, all’interno della quale sto facendo tutto un ragionamento intorno alla cucina umbra. Ed alla sua collocazione nel contemporaneo.

L’ultimo articolo, per dire, è dedicato a Riccardo Benvenuti ed alla sua cucina estremamente tradizionale.

Tutti gli altri (il ritmo è di circa uno al mese) li potete trovare direttamente su Umbriacity, nella pagina dedicata.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Italia, Umbria | Commenta

Fast Good // Il Postale e Marco Bistarelli

L’editoriale del mese scorso su Piacere Magazine era dedicato a Marco Bistarelli ed al Postale, appena trasferitosi da Città di Castello a Perugia.

Il fatto è che ripensando alla cena di qualche giorno fa al nuovo Postale di Marco Bistarelli mi vengono in mente innumerevoli chiavi di lettura. Per dire:

a) il cosiddetto tavolo dello chef, quello dentro la cucina. Trattasi di pochi pochi coperti ad un paio di metri dai piani di cottura, la sala vera e propria al piano superiore. Una piccola avventura capace di regalare la possibilità di vedere il ristorante con occhi nuovi, scandita dai ritmi dello Chef ed in generale della cucina. Un’esperienza dal sapore ancestrale, che non si limita ai piatti ma che si inserisce in un contesto più ampio, di teatralità, di empatia con la brigata, certamente di frenesia, in particolare con il ristorante al completo. Divertimento assicurato, prenotazione obbligatoria.

b) i piatti. Questa è stata la volta dei grandi classici del Postale, preparazioni che ne hanno fatto la storia nella precedente sede di Città di Castello. In particolare il “piccione arrostito con la sua coscia farcita, scaloppa di fegato grasso e verdure croccanti“, un regalo al palato per sapori e consistenze, impeccabile e sempre più che appagante, a dire poco. La “variazione di foie-gras di anatra e oca con composte fatte in casa e pan brioche“, sicuramente piacevole nel suo essere un po’ pop ed un po’ anni novanta. “La mia carbonara destrutturata“, una sorpresa di consistenze e sapori, nella quale gli ingredienti non vengono mescolati ma adagiati gli uni sugli altri. Tra le novità, invece, divertente il contrasto della liquirizia sul “trancio di lingua di bue arrostita“.

Classici, ma non vecchi, anzi. Sono tutti piatti ricchi di sapori capaci di non essere mai banali, sempre interpretati con raffinatezza tenendo però in primo piano l’importanza del gusto.

c) le cotture. Capita di rado di andare al ristorante e di ricordare così nitidamente, anche a giorni di distanza, l’assoluta perfezione di ogni consistenza. Che fosse un primo od un secondo, ogni cottura era millimetrica, chiave di lettura nuova nell’interpretare il lavoro di Marco Bistarelli.

d) la location. Il Castello di Monterone, anche albergo, è un gioiello difficile da immaginare senza esserci stati di persona. Sarà forse per l’atmosfera. Saranno le mura, quell’aria d’antan inserita però in un contesto contemporaneo. E lo scintillio delle luci della città subito lì, dietro la collina. Una carezza.

e) la città, che finalmente a Perugia c’è una nuova tavola di riferimento. Dopo la chiusura di Jasper questa rubrica ne sentiva la mancanza.

Ristorante Il Postale, Castello di Monterone
Strada Montevile, 3, Perugia
Tel. 075 8521356 – Email. ilpostale@castellomonterone.it
Menu degustazione a 80 e 90 euro. Poco meno alla carta.
Aperto solo a cena, la domenica anche a pranzo. Chiuso il lunedì e il martedì.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli, Italia, Umbria | 1 Commento

Architetti al servizio della vinificazione/8 – Cantina Mezzacorona

Cantina Mezzacorona, Mezzacorona (Tn), Italia

Il comune trentino è sede del Gruppo Mezzacorona, un gruppo di aziende dedite alla produzione vinicola che ha costruito la Cittadella del Vino, la più grande cantina vinicola d’Italia e una delle più grandi d’Europa. (da Wikipedia)

Architetto: Cecchetto & Associati
Progetto: 2000
Realizzazione: 2002 – 2005

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Italia, Linee ed architetture, Trentino-Alto Adige | Commenta