Rosso di Montefalco DOC – Fattoria Colleallodole di Milziade Antano 2006

Sangiovese, Sagrantino, Merlot | 10-15 €

E se Jacopo scrive di Valle d’Aosta, il minimo che possa fare è rispondere con un vino umbro. E non un vinello qualunque, ma neppure uno dei più conosciuti dell’Umbria enoica. No, parliamo di un Montefalco Rosso, quello di Milziade Antano, molto amato dal nostro padrone di casa tanto da dedicare a questo particolare produttore un post su Intravino.

Ed ora capisco perchè Jacopo lo apprezzi molto.. E’ un vino che ti cattura: di quelli che tuffi il naso nel bicchiere e che non ti molla più. Elegante e molto piacevole, ma non è un’eleganza eterea: è una bevuta piena di vigore, quasi carnale.
Il colore rosso rubino carico concede qualche sfumatura al granato. Ma quello che prende è il naso: complessità e rigore, eleganza e intensità. Ciliegia, frutti rossi, liquirizia, cacao, una punta balsamica e spezie. Tutto perfetto, netto e rotondo. Ed in bocca è vibrante, invoglia quasi a masticare, visto il frutto che avanza sorretto da una bella acidità e da tannini ancora un po’ ruvidi ed astringenti. Ma non si può non notare una piacevole morbidezza che smussa quelli che potrebbero essere punti critici ed un alcool perfettamente integrato. Chiude con il frutto e le spezie che avvolgono la bocca e restano lì, appesi, per lunghissimi momenti.

Accidenti, gran bel vino.

Scritto da Fabrizio Gallino Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | 5 Commenti

Franciacorta DOCG – Il Mosnel, Satèn 2005

Chardonnay | 20-25 €

Il Satèn de Il Mosnel fa dell’eleganza la sua caratteristica principe. E si potrebbe dire, certo, che tutte le sensazioni tipiche della tipologia trovino ampie conferme in questo particolare assaggio.
C’è di più, però. E mi riferisco a tutta una serie di sentori agrumati, al naso, che variano dal pompelmo al limone e che poi virano sul terziario, con un particolare accenno vanigliato.
Morbido, certo, è altrettanto puntuale nel perlage e dall’architettura assolutamente lineare.

Ecco, elegante, appunto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | Commenta

Franciacorta DOCG – Contadi Castaldi, Satèn 2005

Chardonnay | 20-25 €

E così grazie a Contadi Castaldi ho capito tantissime cose su come nasca questa particolare cuvée. Imparare giocando, è provato che quindi funzioni anche nell’età adulta (adulta?).

Il Satèn, non se ne assaggia mai abbastanza, è esattamente come ve lo potete aspettare: vellutato e morbido, leggero senza dimenticare corpo e sostanza.
Lo chardonnay, al naso, ti accarezza. Frutta a polpa gialla, frutta secca, vaniglia e sentori tipici della vinificazione come una leggera crosta di pane ed una più decisa piccola pasticceria.
In bocca sembra perfettamente equilibrato tra le sue pardi più morbide ed una sapidità netta, estremamente definita.

Satèn quindi, pulito e delineato in tutti i suoi aspetti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Lombardia | 3 Commenti

Contadi Castaldi ed il progetto Cuvée Design

L’idea è semplice e giustissima al tempo stesso: fare comprendere il più possibile (spiegandolo con parole semplici) come si realizza una cuvée. E non una qualsiasi, attenzione, ma il Satèn millesimato di Contadi Castaldi, azienda che non nasconde di ambire ad essere leader per questa particolare tipologia di metodo classico.

Satèn? No, non è una parola francese,o bresciana, ma un termine nato proprio in Franciacorta che ricorda la seta, con tutte le sensazioni tattili che questo comporta.
Questi spumanti infatti hanno due caratteristiche fondamentali: sono prodotti da sole uve bianche, chardonnay o pinot bianco, e sviluppano, in bottiglia, una pressione minore rispetto ad altre tipologie. Ecco quindi il loro essere particolarmente vellutati.

Contadi Castaldi, che per inciso non è proprio una realtà piccolissima, circa 120 ettari per una milionata di bottiglie, l’ha pensata nel modo -davvero- più intuitivo possibile. Un bicchiere di Satèn, non poteva mancare, ed alcune schede descrittive del lavoro che viene svolto prima in vigna, poi in cantina con l’assemblaggio ed il successivo tiraggio.
Per esempio, sapevate che la vendemmia produce più di settanta differenti vini base? Quei vini che poi serviranno a produrre i diversi tagli che troveremo nelle loro bottiglie, dal brut al rosé. Il Satèn 2005 nello specifico deriva da ventisette differenti vini.
Le schede raccontano tre particolari elementi descrittivi del vino ed in particolare da quali peculiarità o lavorazioni derivino: morbidezza, finezza, complessità.

Al di là della grande chiarezza e semplicità è comunque evidente il tentativo di andare oltre un linguaggio poco chiaro e troppo ingessato e raccontare un vino nella sua interezza, giocando, imparando ed assaggiandolo.

Si è capito che è iniziativa che mi piace?

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee, Italia, Lombardia | 2 Commenti

Bandol AOC – Château Pradeaux 2001

Mourvèdre 90%, Grenache 10% | 20-30 €

Mi ero ripromesso di evitare di scrivere di non-italiani. Il pericolo è che si perda il senso e che vengano fuori bevute decontestualizzate dalle loro zone di produzione.
Con le dovute eccezioni, però. La denominazione in questo caso è quella del Bandol, Provenza, (molto) famosa per i suoi vini rosati, (un po’) meno per i rossi, volendo generalizzare.

Château Pradeaux nello specifico è una delle prime bottiglie della mia giovane cantina. In particolare, dopo averlo assaggiato in Francia lo cercai per le vie di Aix-en-Provence con il preciso scopo di aspettarlo qualche anno, che allora sembrava troppo scorbutico, ma di sicura stoffa.

Ed eccomi qui, oggi, dopo cinque anni ed un po’ di mesi, ed è incredibile come ancora andrebbe aspettato. Ancora ed ancora. Voglio dire, qui si tratta di vino davvero impenetrabile, rosso rubino scurissimo. E a cercarla forse qualche nota di colore più evoluta si trova, ma solo impegnandosi.
La macchia mediterranea è lo specchio del naso: profondo, puro, lineare, complesso. Marmellata di ciliegie, aromi caldi e terziari come solo le spezie sanno esserlo. E poi tabacco, gomma, fiori e frutti rossi, certamente passiti al sole.
La potenza viene fuori prepotentemente all’assaggio. Quindici gradi dichiarati in etichetta. Di più, in bocca. E’ masticabile, con un’acidità sferzante, di una stoffa rara e con una trama tannica che in Italia si ritrova di rado. Lunghissimo e concentrato, l’idea è di un assaggio quasi fuori moda, però impeccabile, ma solo se rendo l’idea.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Francia, Provenza | 7 Commenti

Valle d’Aosta Petite Arvine DOC – Cave des Onze Communes 2008

Petite arvine | <10 €

E’ vero che di solito a parlare della Valle d’Aosta e dei bellissimi vini di quelle parti ci pensa Fabrizio però, bhè, mi ci sono imbattuto, ed è stato incontro piacevole, e mi piaceva l’idea di provare a dedicare a questo particolare vitigno qualche riga.

Particolare? Inaspettato forse, è assaggio che coniuga aromaticità e freschezze. Cioè, lo guardi e trovi un vino dal colore che sterza deciso verso sfumature dorate. E poi anche quando ci metti il naso dentro ti ritrovi davanti a quelle intensità, quasi calde. Cose che ricordano la frutta gialla, ma anche tropicalità lontane, appena ammandorlate, ma che subito ritornano sulle montagne grazie a quella mineralità amica.
E poi in bocca, ah in bocca, è lì che ti stupisce, che è bevuta nervosa e fresca. Però equilibrata, che c’è quella leggera nota alcolica che è piacevole, che lo tiene vivo, ma anche quelle leggere sapidità.

Caspita, proprio buono, ho pensato. Ecco perchè mi andava di scriverne.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Val d'Aosta | 3 Commenti

Architetti al servizio della vinificazione/5 – Petra

Cantine Petra, Suvereto (LI)

Studio: Mario Botta
Progetto: 1999-2000
Realizzazione: 2001-2003

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Italia, Linee ed architetture, Toscana | 11 Commenti

Vigneti delle Dolomiti Müller-Thurgau IGT – Tiefenbrunner, Feldmarschall 2008

Müller-Thurgau | 20-25 €

Non so bene come iniziare questo post, e questa in effetti è la terza volta che cancello quanto scritto per ricominciare dal niente di un editor vuoto. Che questo Feldmarschall è assaggio particolarmente definito, ma, e non capisco come mai, altrettanto evasivo, anche alla tastiera.

Müller-Thurgau quindi. Voi, in genere, come ve lo aspettereste? Aromatico, magari piuttosto carico forse anche al colore, caratterizzato da una certa pienezza gustativa. Ecco, non questo. Che le sensazioni, qui, da un vigneto che si aggira al chilometro sul livello del mare, si giocano su sottigliezze e precisioni.

E’ Müller-Thurgau chiarissimo, dalle sfumature sfuggenti. Le sensazioni olfattive sono fredde, delicate, puntuali: frutta a polpa bianca, agrumi, fiori bianchi. E poi una mineralità spinta integra il tutto esprimendo anche note più sapide.
La verticalità, poi, si esprime in un assaggio di straordinario nervosismo. Secco, tanto, e con un corpo che rimane tesissimo grazie ad una bella vena alcolica. Tagliente, puro, definito, come dicevo.

Ed il fatto che il tappo fosse a vite certo, è sempre piacevole sorpresa.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Trentino-Alto Adige | 3 Commenti

Ancora sul tappo a vite

Ancora tappo a vite, insisto sull’argomento. Questa volta proviamo a parlarne di là, su Intravino.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 2 Commenti

Champagne Georges Clément, Blanc de Blancs Premier Cru Brut

Chardonnay | 20-25 €

Delicato, prima di tutto. Poi, dopo qualche momento, si trova uno Champagne di ampia florealità che fa da contorno a note più fruttate, in particolare di limone, pera e mela cotogna. E’ gentile, come solo un Blanc de blancs sa essere.
In bocca attacca elegante, gioca le proprie carte su tutta una serie di piacevoli morbidezze e, grazie alla sapienti corrispondenze con le note olfattive, risulta particolarmente compiuto. Soffice e seducente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Champagne, Francia | Commenta