“Quella del vino naturale non è una moda, la direzione è quella e non si tornerà più indietro”.
Ed è solo una una frase, anche se certamente significativa, tratta da un keynote speech di raro spessore tenuto ieri a Perugia da un Angelo Gaja straordinariamente in forma. Parole d’ordine: il futuro, i giovani, la grande sapienza artigiana di questo paese. Chapeau.








“Etza” 2011, il müller-thurgau di Radoar
Forse il miglior müller-thurgau prodotto in Italia? Non lo so, di certo l’Etza di Radoar negli anni è cresciuto tantissimo ed oggi è vino bianco di una godibilità estrema (ma anche di più).
Io per primo ho pochissime notizie a proposito della cantina, motivo per cui è da tempo nell’elenco mentale di quelle che mi piacerebbe visitare. Ma se Bolzano non è proprio dietro l’angolo, ancor meno lo è Velturno, una quarantina di chilometri più a nord. So che è azienda certificata biologica, che in vigna il regime praticato è strettamente biodinamico e che le fermentazioni sono naturali. Che i vigneti sono abbastanza alti, intorno ai 900 metri, e che è maso a tutto tondo, la produzione spazia infatti dalla frutta ai distillati. Quello che invece so è che questo Etza, questo 2011, è buonissimo. Che è vino dal colore non particolarmente carico, anzi, e che è solo al naso che cominci ad intuirne la grinta grazie ad una profondità non comune. Che è aromatico certo, ma elegantissimo nella sua compostezza. C’è per esempio quella nota di salvia che ti rapisce e che rimane impressa come pochi altri riconoscimenti. E poi che in bocca è teso come una corda di violino ma al tempo stesso appagante come pochi. E va giù che è un piacere.
Costa circa quindici euro, e vale ogni centesimo speso.