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Ci sarebbe bisogno di ordine. Ci sarebbe la necessità di riuscire a mettere almeno apparentemente in fila l’enorme mole di sensazioni e di emozioni accumulate negli ultimi dieci giorni. Perchè ovviamente no, anche se non era la prima volta New York non riesce a lasciarmi indifferente, proprio per niente. Ed anzi, gli strascichi emotivi di questa trasferta tanto breve quanto intensa sono destinati a durare giorni. Molti giorni. Ovviamente penso alla maratona, a quella mezz’ora di troppo che mi ha lasciato tanto amaro in bocca ed un grande conto in sospeso sia con la distanza che con quell’ultimo tratto, quello che dal Bronx punta a sud lungo tutta la 5th Avenue fino al parco. Alla partenza, allo spettacolo di Brooklyn e in generale a tutta quella curva sud lunga quarantadue chilometri. Ci rivedremo. A quella ragazza nel Queens il cui cartello recitava “you are the 1%” e alla stampa americana che tutti i giorni dedicava ampio spazio all’Italia e alla Grecia. Al mio appartamento nel Village e a quella sensazione di pace nel guardare la città dall’alto. Agli amici rivisti in città, siete fantastici. Alle ostriche (si, alle ostriche) dell’Oyster Bar e di P.J. Clarke’s e al riesling di Hermann Wiemer che alla fine non sono riuscito ad assaggiare. A Camillo Donati, trovarti al bicchiere al Ten Bells è stata una piacevole sorpresa. Alle tante splendide cene e ai mille ristoranti che vorrei provare la prossima volta. E poi ai colori, in autunno e con il sole New York è bellissima. E allora sapete cosa? L’ordine non è necessariamente la scelta giusta, che il motore sia alimentato da questo caos o meno non è importante ai fini del risultato. L’importante è che giri.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 4 Commenti

Di là, fisicamente

Un post informativo, solo per segnalare che nei prossimi dieci giorni gli aggiornamenti qui sul blog saranno probabilmente nulli. Il sottoscritto questo pomeriggio sarà già a New York per andare a correre la maratona, domenica, e (immediatamente dopo) recuperare tutto quello che non ha bevuto e mangiato nelle ultime settimane. Tanti i ristoranti, i wine bar, le enoteche segnate sul taccuino digitale ma sopratutto la volontà di immergersi nella città fino al collo per assorbire quanta più energia possibile.

Più probabile mi troviate su Twitter e, come al solito, se siete in zona lanciate un segnale di fumo. Sarebbe bello incontrarsi da quelle parti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 2 Commenti

A Milano, la seconda metà di novembre

Quindi eccole, sono le serate durante le quali saranno esposte le immagini realizzate per il progetto Istantanee di vino (su Facebook, qui) e sarà possibile assaggiare una selezione di Barbera d’Asti.

- Martedì 15 novembre @ Le Biciclette, Via Torti 4
- Mercoledì 16 novembre @ Balloon, Viale Romagna 23
- Giovedì 17 novembre @ Frida, Via Pollaiuolo 3
- Martedì 22 novembre @ Il Cinghiale Rosso, Viale Monte Grappa 6
- Mercoledì 23 novembre @ Enocratia – Il Governo del Vino, Via Sant’Agnese 14
- Giovedì 24 novembre @ Ditirambo Café, Via Garigliano 12
- Martedì 29 novembre @ Lerosse, Corso Giuseppe Garibaldi 79
- Mercoledì 30 novembre @ Wineline, Via XX Settembre, 4 – Monza

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Commenta

Chianti Classico, Podere Le Boncie “Le Trame” 2006

Volevo idealmente aggiornare con questa 2006 la splendida verticale de Le Trame di Giovanna Morganti di gennaio, è troppo buono per non citarlo tra quelli da non mancare assolutamente. A proposito: peccato allora non aver inserito anche questo, sarebbe stato uno spunto (di felicità) in più.

Troppo buono? Eh. C’è un po’ tutto, qui. Una grande interpretazione dell’annata, un equilibrio sopraffino, una trama tannica impeccabile. Ma sopratutto tutte quelle caratteristiche di eleganza, di struggente complessità, di profondità che si uniscono in un tutt’uno, in bocca, fino ad un finale lunghissimo. Lento ed avvolgente.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Toscana | 8 Commenti

Nicolò Minerbi e Istantanee di vino


Una delle cose che più mi hanno affascinato era il suono di questi canti popolari che sentivo di vigneto in vigneto. Molti dei lavoranti, almeno qui in provincia di Asti, erano macedoni e chiaramente non capivo il significato di queste canzoni. Ma erano melodie già sentite, molto simili ad altri canti italiani. Come se la terra avesse sempre lo stesso suono, a prescindere dal luogo fisico in cui ci si trova“.

Nicolò Minerbi è il fotografo che per una decina di giorni ha girato in lungo e in largo l’astigiano cercando di immortalare i momenti più significativi della vendemmia (la più precoce degli ultimi 150 anni, proprio nell’anno del 150° anniversario, curioso). Non solo vigneti ma un po’ tutto quello che ruotava intorno a quelle giornate, frenetiche ed affascinanti.

Il calendario delle serate milanesi di Istantanee di vino, durante le quali saranno esposte le sue fotografie e sarà possibile assaggiare diverse espressioni di Barbera d’Asti, arriverà tra pochissimo. Qui.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 1 Commento

Nobile di Montepulciano Riserva, Poderi Sanguineto 2006

Parliamo di Nobile? Parliamo di Nobile, eccome. Uno di quelli che già al naso ne capisci subito la provenienza in un’espressione, la 2006, particolarmente fortunata. Di Dora e di Patrizia ho già scritto in più di un’occasione, dell’altro loro 2006, del rosso e della cantina in generale. Rimane il fatto che in un panorama certamente un po’ piatto i loro vini spiccano sempre per espressività ed eleganza. Una sicurezza, a dire poco.

E poi questa riserva, una di quelle da avere in cantina e da aprire periodicamente, straordinaria interpretazione del prugnolo. Il colore è vivo, non ancora granato. Il naso, di rara eleganza, racconta di freschezza, di una florealità profonda, di una terrosità lontana. Ma c’è di più: una leggera speziatura, un frutto che gioca su toni eterei, una leggera sensazione vegetale. In bocca prevale il gusto del Montepulciano (si, esiste, ed è esattamente questo). Una bocca fatta di sapidità e di tannini ancora giovani ma perfettamente integrati, una bocca dal corpo lungo, disteso, fine, a tratti setoso. E poi una leggera acidità, quasi una ciliegia su una torta immaginaria. Il finale, lungo e leggermente asciutto.

Un Montepulciano pazzesco, tra le migliori interpretazioni del decennio.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Toscana | 3 Commenti

Quello è un campione

In realtà questo è post che avevo in testa da qualche settimana, sicuramente dai giorni immediatamente precedenti e successivi la tavola rotonda dal titolo “raccontare il vino al tempo di internet e delle marchette” di Offida. Erano i primi di settembre e se è vero che il mio intervento aveva più a che fare con il marketing e con le relazioni aziende/consumatori sui social network è anche vero che abbiamo discusso tutti insieme (anche animatamente) di molti altri argomenti.

Uno dei concetti emersi, perfettamente espresso da Fiorenzo Sartore e solo sfiorato dal sottoscritto, riguarda il grande cambiamento nel modo di fruire le informazioni in rete negli ultimi anni. Per farla breve, quella che viene comunemente considerata come informazione dal basso, quella dei forum, dei blog, degli status update, oggi è capace di ricoprire un’area notevolissima, se non di più. Questo significa che da parte del lettore ci vuole uno sforzo enorme, un impegno costante nel cercare di capire ed interpretare la qualità della fonte che si è trovato davanti. Colui che scrive quindi deve cercare di dare il maggior numero di informazioni possibili affinché il lettore possa costruirsi un’idea chiara nel minor tempo possibile. Avete presente quei siti dove non ci sono nomi, cognomi, email, nessun “about me” e la pagina dei contatti ha solo un anonimo form? Ecco, quello non aiuta per niente. Da parte di chi scrive “deve esserci uno sforzo di trasparenza perenne (oltre ovviamente a senso di responsabilità, rispetto, eccetera)”. Insomma, ci devono essere più elementi possibili per aiutare il lettore in questo lavoro di elaborazione critica.

Io, qui, ero partito con la bellissima abitudine di segnalare sempre se una bottiglia di cui scrivevo mi era stata regalata/offerta/omaggiata dal produttore. Poi, con il tempo, è informazione che ho cominciato a ritenere sempre meno importante. Pensavo non fosse (sempre) fondamentale. Mi sbagliavo? Forse. Ero in buona fede? Sicuramente. Però alla fine, indossando i panni del lettore, ho pensato che si, vorrei sempre sapere se l’autore di una degustazione non professionale l’ha pagata o meno, quella bottiglia. Quindi eccomi, pieno di spirito del “meglio un’informazione in più che una in meno”, da oggi eventuali campionature saranno sempre segnalate. Adesso c’è anche una categoria apposita.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 6 Commenti

Barbera d’Asti Superiore, Poggio Ridente 2008

Leggi l’etichetta e dopo, ad approfondire, scopri che è esattamente come te la aspetti. Molto piccola, decisamente bio, a conduzione familiare. E già ti ha conquistato. Barbera, certo, ma anche albarossa, rouché ed un bianco fatto con un blend di cortese, moscato e bussanello. Poggio Ridente, Monferrato Astigiano.

Il colore scuro, molto scuro, introduce a profumi profondi, a tratti balsamici, certamente caratterizzati da una vena vegetale e, più in lontananza, speziata. In bocca ha stoffa, eccome, senza mai apparire aggressivo. E’ tipico, barbera all’ennesima potenza, lungo, avvolgente ma non morbidoso. C’è quell’acidità, quella che attraversa tutto l’assaggio e che sul finale sfuma, che lo rende particolarmente vibrante. Anzi, pungente, e di gran beva. Bella chiusura, particolarmente succosa.

Una barbera affascinante, che nel suo giocare più sull’intensità e sulla materia che sulla levità riesce a trovare una quadratura particolarmente compiuta. A tavola, d’autunno.

Trasparenza per un mondo migliore: Cecilia Zucca e Luigi Dezzani, le persone dietro al nome “Poggior Ridente”, mi hanno contattato e successivamente spedito una campionatura dei loro vini (grazie ancora). Va da sé che questo post rispecchia unicamente l’opinione dell’autore.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Campionature, Piemonte | 3 Commenti

To be continued

Si, lo so. Sto scrivendo davvero poco. Un po’ per l’oggettiva mancanza di argomenti, sto bevendo solo a tratti e molti dei bicchieri che passano da queste parti sono assolutamente trascurabili. Un po’ per il periodo, molto lavoro e troppo poco tempo libero. Va da sé, questo è un post a punti. Un riassuntone di quest’ultima settimana.

- Il Vino Nobile di Montepulciano della Fattoria Il Cerro targato 1999 è sorso faticoso. Si, ok, ci sono note terziarie che attraversano tutto l’assaggio ma che invece di dargli una spinta in eleganza sembrano quasi averlo appesantito ulteriormente. Aggiungete un tannino un po’ ruvido ed un finale proprio di media persistenza e fate le vostre conclusioni. Le mie, tre. Meno. ***-

- Meglio il Carema dei Produttori di Carema 2003. Si, certo che si sente l’annata, eccome. Ma è nobile, e a differenza del precedente anche affascinante. Bellissimo il colore che introduce ad un naso che certamente va verso un certo appassimento ma che altrettanto intriga. Ancora ed ancora. E poi una bella materia, un centro dell’assaggio di stoffa a scendere verso un bel finale pulito. ****

- In linea di massima guardo pochissima televisione. Ma da quando ho scoperto Masterchef non me ne perdo una puntata (un occhio allo schermo ed uno al liveblog di Sara Porro).

- Su Doctor Wine c’è un pezzo di Cernilli sul Monfortino. Ecco, io un giorno vorrei saper scrivere una cosa così (si, c’è anche da dire che mi piacerebbe essere nella posizione di parlare con tale sicurezza di un vino assaggiato troppe poche volte).

- Ho una passione incontrollata per le scaffalature da cantina. Quella perfetta (e mi riferisco in particolare al prezzo che va ad incidere sulla singola bottiglia) non l’ho ancora trovata ma, è certo, questa ha un qualcosa di affascinante.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 9 Commenti

Ci faccio un tavolino

Devo essere finito in qualche mailing list dedicata ai produttori di vino. Dopo avermi proposto un bello sconto del cinquanta per cento ogiùdilì per acquistare un microssigenatore, oggi è il turno di un’offerta sulle barrique. Quasi quasi ci faccio un pensierino.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 5 Commenti