Ci vediamo là

Degustazioni, assaggi, pensieri sparsi. C’erano decine di cose che avrei voluto scrivere in queste ultime settimane ma il tempo questa volta è stato davvero tiranno, in ogni momento il lavoro richiamava la mia attenzione (mai come in questo ultimo periodo, aggiungerei). Ma vi pare? Avrei anche un blog da tirare avanti, non è che posso essere impiegato a tempo pieno col lavoro. Eh.

E poi mentre scrivo la mia mente già vola a quello che ci sarà da fare oggi pomeriggio, l’idea è quella di portarsi avanti il più possibile per riuscire a godere in tranquillità dell’imminente trasferta veneta. Sabato a Cerea per Vini Veri, domenica a Villa Favorita per VinNatur, lunedì e martedì a Verona, in fiera.

Come sempre in questi casi vale il più classico dei “ci vediamo in giro”. Buon weekend.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 8 Commenti

Replant the cabernet

Il format è rodato e, se volete, già visto. Ma qui si parla di Antonio Galloni, di Robert Parker, di Alice Feiring e di molto di quello che è successo nel vino negli ultimi anni. Da morir dal ridere, assolutamente imperdibile.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 3 Commenti

Don Michele, il magliocco di Antonietta Tibaldi

Per una fortunata serie di coincidenze qualche tempo fa ho ricevuto una bottiglia di una tipologia che non conosco così bene ma che al tempo stesso, quando l’ho trovata nel bicchiere, mi ha sempre colpito positivamente. Mi riferisco al magliocco, vitigno calabrese praticamente inesistente al di fuori dei confini regionali e solo raramente vinificato in purezza.

La bottiglia è di una piccola azienda agricola del cosentino che solo a partire dalla vendemmia del 2011 ha iniziato un’altrettanto piccola produzione di vino, questo. Il “Don Michele”, il cui nome ricorda il padre dell’attuale titolare, è infatti l’unico vino prodotto, poche migliaia di bottiglie di magliocco in purezza che raccontano questa bella storia, da seguire con attenzione. Il vino nel bicchiere, assaggiato a strettissimo giro, è scuro e fitto prima di un profilo olfattivo che inizia con sensazioni di sottobosco che con il tempo si aprono per lasciare spazio a profumi giocati sul frutto, con richiami di prugna, e su una leggera nota vegetale, che ricorda l’autunno. In bocca poi è bello materico, tanto polposo quanto incisivo grazie ad una trama tannica setosa e mai aggressiva. Sul finire si allarga un po’, prima di lasciare spazio ad un finale di buona persistenza, con rimandi vagamente amarognoli.

Insomma, un assaggio particolarmente appagante che pensando alla zona di produzione va ad aggiungersi a quella bella realtà che è L’Acino, cantina che da queste parti ha fatto scoprire una provincia, quella di Cosenza, e vini ricchi di personalità. Come il “Don Michele”, appunto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Calabria, Campionature | 10 Commenti

Cito testuale: “Vinitaly ha sempre fatto delle eccezioni per i blogger italiani”

Torno velocemente sulla vicenda (poi basta, prometto) degli accrediti, ieri sera infatti il responsabile dell’ufficio stampa di Vinitaly è intervenuto su Vinix per chiarire alcuni aspetti relativi a questo aspetto. Prima di tutto però scopriamo che la tanto discussa iniziativa dei “reputable foreign bloggers” non ha niente a che fare con il suddetto ufficio stampa, ed è cosa interamente ideata e portata avanti da una costola chiamata Vinitaly International, quella che si occupa della promozione del vino italiano all’estero. Poi quella che emerge è una verità ben nota, ovvero che per quello che riguarda gli accrediti si sono sempre fatte delle eccezioni, in particolare per quei “professionisti italiani della rete” con cui “in lunghi anni abbiamo sviluppato un dialogo, una conoscenza ed un reciproco rispetto“.

Mentre quindi da una parte le regole di accesso apparivano particolarmente stringenti, solo giornalisti iscritti all’Ordine e solo testate registrate (con richiesta scritta del direttore responsabile), dall’altra si scopre che non era affatto così e che “Veronafiere e Vinitaly, negli anni, hanno sempre fatto delle eccezioni per i blogger italiani, e non solo per questa categoria“. Insomma, una vicenda tutta italiana. As usual.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 2 Commenti

Chissà, magari se faccio l’accento tedesco mi prendono per “reputable”

Nel frattempo di là, su Intravino, abbiamo ripreso la vicenda dei “reputable foreign bloggers” e di Vinitaly. Prima con un post descrittivo della vicenda, perplessità incluse, poi con un appello dedicato ai suddetti reputable writers, magari possono aiutarci a capire meglio com’è andata.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 2 Commenti

Note to self: assaggiare il vino di Rocco Siffredi il prima possibile

“Rocco, non solo magnum”, questo il nome del vino prodotto da Poderi Castorani, la cantina del pilota Jarno Trulli, a firma Rocco Siffredi.

Il vino ha un legame profondo con l’erotismo e con la persona giusta è in grado di creare l’atmosfera perfetta per una serata divertente - racconta Rocco – L’Abruzzo poi è la mia terra d’origine e Jarno un caro amico, che produce vini ottimi e che, con la giusta ironia, si è prestato a produrre questa nuova etichetta con il mio nome”.

Presentazione ufficiale a Verona all’interno del padiglione Abruzzo, lunedì prossimo alle 13.00. Inutile dire che si tratta di un appuntamento imperdibile.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 2 Commenti

Questa bottiglia non è il vino di Marko Fon, questo è il terrano del Carso

Un ultima cosa, poi con il Carso ed i suoi vini la chiudo per un po’ (anche se qui già si sta programmando la prossima trasferta, prevedo scintille). È che sull’ultimo numero di Pietre Colorate, una bella rivista dedicata al vino ed alle sue migliori sfaccettature, quelle meno urlate, c’è un’intervista a firma di Riccardo Vendrame a Marko Fon. Ne riprendo un passaggio:

Visto che negli ultimi anni molti praticano la viticoltura naturale il luogo in cui viene prodotto diventa fondamentale e la persona deve trovare la forza per mettersi in ombra. Questa bottiglia non è il vino di Marko Fon. Questo è il terrano del Carso.

E il Carso per te cosa rappresenta?

Quello che mi lega al Carso è il senso di tristezza. Qua i soldi hanno cominciato a valere troppo, si stanno abbandonando i vigneti più vecchi delle zone migliori perchè la cantina paga poco e gli anziani non hanno più voglia di sacrificarsi. Si è cominciato a piantare vigne nei posti peggiori perchè sono più semplici da lavorare.
Il Collio, per lo stesso concetto, è una zona rovinata, perchè dove si vedono soldi si aprono porte. Si pensa che con due, tre passi al massimo, si possa avere tutto ma non è una scelta intelligente perchè se con un paio di passi molto corti si arriva presto alla ricchezza, con uno in più già si esce da quella strada.
Io seguo la strada più lunga e più ripida che coincide con la vita del Carso. Basta avere il desiderio di vedere e comprendere la natura e semplicemente osservando le piante del posto puoi comprendere come il tronco non sia eretto ma prende certe forme in base a dove spira il vento.
Per questo è importante anche farsi la malta con cui si sta costruendo casa, rompere la legna per il fuoco, piangere, sorridere, tutto ciò ti rende carsolino, un uomo del posto. Solo così anche il vino non diventa la cosa più importante della tua vita, perchè la cosa più importante deve essere il luogo, una parte di te
.”

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 2 Commenti

Vinitaly apre ai blogger, anzi no

Devo essere sincero. Dell’argomento se ne è parlato talmente tanto che ormai lo trovo terribilmente noioso. Ma no, che avete capito. Non mi riferisco al mondo dei vini naturali (a proposito: ci si vede a Cerea e Villa Favorita?) ma dell’incompiuto rapporto tra Vinitaly e la rete. Leggo sul blog di Slawka Scarso che quei geniacci di Verona hanno allestito al primo piano del Palaexpo un’area dedicata, uno spazio “open to bloggers only“, all’interno del quale il 9 aprile, dalle 13.30 alle 14.30 andrà in scena un incontro dal nome “Bloggers Tête-à-Tête“. Buone notizie quindi? Ma figuratevi, è spazio dedicato ai soli blogger stranieri. Bonus, l’accredito: “free access to #Vinitaly2013 for reputable foreign bloggers this year“.

Senza parole.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 8 Commenti

La Vitovska 2009 di Zidarich

A proposito di Carso, proprio un paio di mesi fa scrivevo di quanto mi fosse piaciuta la vitovska 2010 di Zidarich. Quindi scusatemi, mi rendo conto che parlare di un’annata non in commercio e di non così facile reperibilità possa sembrare un esercizio di stile ma al tempo stesso credetemi: la 2009 oggi è in una forma a dir poco strepitosa. Un vino solare, intenso ed espressivo, caratterizzato dallo slancio del vero cavallo di razza. Da bere, da ribere, da godere.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia | Commenta

La malvasia “Quattro Stati” di Marko Fon

C’era un’aria tutt’altro che primaverile, questa mattina nel Carso. In vigna, senza ombrello, la pioggia era quasi ghiacciata e la temperatura pericolosamente vicina allo zero. Intorno a noi il più rumoroso dei silenzi, quello della Bora. Un suono costante, profondo e baritonale, che avvolgeva tutto quanto e che ci costringeva ad usare un tono di voce quasi innaturale, come fossimo ad un concerto.

La melodia del Carso.

Occasione della gita la voglia di comprendere un particolare tipo di equilibrio, quello che nasce in pianta. Viti anche centenarie la cui potatura varia tantissimo, dall’unico tralcio delle piante più esili (no, non giovani) fino ad arrivare agli otto/dieci di quelle più robuste, esemplari meravigliosi per maestosità. “Ogni pianta ha un’energia diversa. Scopo non è concentrare o, al contrario, diluire ma capire quello che ognuna può dare e agire di conseguenza“. Un piccolo appezzamento, questo, appena fuori il centro abitato di Gorjansko e formato da poche decine di piante che hanno visto cambiare il mondo. Viti che sono state piantate durante la dominazione austro-ungarica e che ad un certo punto sono diventate italiane, che hanno preso il passaporto slavo e che oggi sono slovene. Il vino che ne deriva, poco più di duecento litri di malvasia, viene equamente diviso tra i due proprietari, Marko Tavčar e Marko Fon. È quest’ultimo che dopo averla fatta maturare poco più di due anni nella sua cantina di Boriano la imbottiglia e la etichetta come malvazjia “Quattro Stati”.

Uno dei vini bianchi più buoni del mondo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Slovenia | 1 Commento


  • La gestione della pubblicità su questo blog è interamente affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter

  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License