Sorprese

Radikon

La giornata era andata così. Ed entravi in osteria, una dove non eri mai stato, senza grandi aspettative. Un posto aperto da relativamente poco, sulle ceneri di una precedente attività.
Sfogliavi la carta dei vini sperando di trovare qualcosa di interessante, magari senza spendere troppo. Era tutto così scontato, però.
Solo dopo un aperitivo l’occhio cadeva sull’etichetta nota, nella cantinetta lì vicino. Eppure Radikon in carta non c’era. Anche ora ne sei più che certo. Allungavi allora la mano, la prendevi e non ti pareva vero. Un duemila, e non era l’unica. Bottiglie che erano lì da tempo, di sicuro, magari della precedente gestione.
Così, con la faccia distaccata, chiedevi all’oste se erano da consumarsi, e se il prezzo era accessibile. “Te le faccio a quindici euro, anche dieci” rispondeva lui, completamente disinteressato a produttore e contenuto.
Un miracolo, praticamente.
E la giornata, nel frattempo, prendeva tutta un’altra piega.

Per la cronaca, l’Oslavje 2000 era bevuta stupenda, avvolgente, viva. In particolare il naso aveva una profondità rara ed in bocca un sorso ne chiamava immediatamente un altro. Emozionante, a dire poco.
La Ribolla gialla, sempre 2000, era bottiglia più stanca, mancava di quel guizzo di acidità nonostante un colore brillante ed un naso definitissimo. Nobile, nonostante tutto.
Lo Jakot, il Tokaj, 2001, era esattamente come le aspettative: giusto, giustissimo. Equilibrato, la bocca si riempiva di noci e mandorle pur rimanendo secca e puntuale. Una bevuta distinta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Friuli-Venezia Giulia, Italia, Parlo da solo | 13 Commenti

Sangiovese di Romagna Superiore DOC – Terre Cevico

Sangiovese di Romagna Superiore DOC - Terre CevicoUvaggio: Sangiovese | Prezzo: <10 €

Vero è che, in particolare in bocca, è bevuta che sembra coniugare un corpo ed una trama tannica di un certo interesse, almeno per qualche momento. Generalmente però, credo, arranca. Rosso rubino scuro, appena più chiaro sul bordo, è sangiovese di qualche tipicità: viola, ciliegia e sentori terziari, di vaniglia calda in particolare. Appena monocorde. La legnosità, poi, ritorna con una certa prepotenza e copre quel potenziale quid di freschezza. Finale piuttosto corto, certamente addolcito.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Emilia-Romagna, Italia | 3 Commenti

Daunia IGT – La Marchesa, Il Melograno 2008

Daunia IGT - La Marchesa, Il Melograno 2008Uvaggio: Montepulciano, Nero di Troia | Prezzo: <10 €

Si, ci sono rosati gustosissimi. E certo, possono costare poco. Chiedere de Il Melograno. Lucera, Foggia.

Un rosato puntuale, a meno di cinque euro, bello da guardare e buono da bere.  Avvolgente e fresco nei profumi in bocca convince, grazie ad una spalla acida certamente invidiabile. Un rosato che cerca abbinamenti ma che non manca in struttura. Rotondo e mediterraneo, una bellissima scoperta.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Puglia | 5 Commenti

Sicilia IGT – Tasca d’Almerita, Cygnus 2002

Sicilia IGT - Tasca d'Almerita, Cygnus 2002Uvaggio: Nero d’Avola, Cabernet sauvignon | Prezzo: 10-15 €

Rosso rubino scuro intenso, vivido, mediterraneo. A voler sentirne i profumi, poi, emerge in modo piuttosto netto il cabernet, con le sue piacevoli note vegetali integrate ad un sottofondo fruttoso, appena surmaturo, pieno e piacevole.
Anche in bocca c’è parecchio estratto, è bevuta che riempie il palato e che alla fine lo fa schioccare, pur rimanendo fresca. Finale di mirevole lunghezza, teso al punto giusto. Un bicchiere di soddisfazioni.

Diciotto gradi o più, bevuto d’estate quindi, sarebbero certamente troppi. Un po’ meno, il giusto compromesso.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Sicilia | 3 Commenti

Maremma Toscana IGT – La Busattina, TerreEteree 2006

Maremma Toscana IGT - La Busattina, TerreEteree 2006Uvaggio: Sangiovese, Ciliegiolo | Prezzo: <10 €

Ti imbatti ne La Busattina per sbaglio, che in verità eri uscito per fare la spesa al mercatino del bio, quelle dove trovi sempre qualche ghiottoneria.
Sangiovese e ciliegiolo, afferma con orgoglio Emilio Falcione, il produttore, offrendoti un assaggio di prova, che di questi tempi non si sa mai cosa si può trovare nel bicchiere.

A casa, poi, a cena, trovi un frutto molto fragrante, decisamente fresco. Ti stupisci di fronte a note vegetali ed erbacee ed in generale ad una piacevolezza giusta, vera, di un vino che profuma di buono.
Il filo conduttore, all’assaggio, è la bevibilità. Poi sovviene un’acidità appena accentuata contrastata da un tannino che ricorda la seta e da una punta di inaspettata mineralità. Poi torna il frutto, e pensi sia un grande vino da pasto.

Eri andato a prendere la verdura, sei tornato anche con il vino. Felice.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Toscana | Commenta

Parla come mangi

Si lo so, sto andando off-topic, clamorosamente.

Ma i post che Terence Hughes sta dedicando all’inglese (quello vero, di tutti i giorni) sono, molto semplicemente, imperdibili.

Su Mondosapore.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 4 Commenti

Rosso di Montefalco DOC – Terre de’ Trinci 2005

Rosso di Montefalco DOC - Terre de' Trinci 2005

Uvaggio: Sangiovese, Sagrantino, Merlot | Prezzo: <10 €

Ne parlavo con un amico veneto certamente meno uso al consumo di rosso di Montefalco del sottoscritto. Se da un lato è naturale che i vini prodotti sul territorio, soprattutto quelli dal largo consumo e dal prezzo da tavola, rimangano e vengano consumati sul territorio, dall’altro è un peccato, che come avevo già scritto in diverse occasioni il sangiovese con il sagrantino (il Rosso di Montefalco, certo) diventa splendida bevuta da pasto, perfettamente autunnale, dai tantissimi abbinamenti.

Terre de’ Trinci è interpretazione dal colore rosso rubino scuro, certamente tendente al granato e dai profumi surmaturi. Una certa pungenza, poi, data da una spezia dolce, vaniglia, pepe rosso.
In bocca attacca con vigore e solo dopo tende ad allargarsi, almeno un po’. Abbastanza equilibrato, è Montefalco rosso semplice ed addolcito, dal tannino appena astringente, dal finale appena amarognolo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Umbria | 1 Commento

Erbaluce di Caluso Spumante Doc – Le Baccanti, Berenice 2004

Erbaluce di Caluso Spumante Doc - Le Baccanti, Berenice 2004Uvaggio: Erbaluce di Caluso | Sboccatura: giugno 2009 | Prezzo: 10-15 €

Bollicine autoctone. Erbaluce, Piemonte. Sconosciuta alla maggioranza, la produzione di metodi classici in terra canavesana è oramai faccenda che va avanti da 10 anni. Ed i risultati sono davvero, in alcuni casi, sorprendenti.

Il caso di Berenice, metodo classico de Le Baccanti, è significativo: assaggio completo, piacevole, assolutamente equilibrato, elegante. Questa è sicuramente la chiave per descrivere questo vino. Fin dal colore, paglierino con leggeri bagliori dorati, si nota una certa finezza ed il perlage, fitto e costante, è in linea con questa impressione. Al naso è inizialmente austero, con semplici e basici sentori di crosta di pane. Poi, molto lentamente ma con assoluta precisione, emergono i sentori di fiori di zagara e di mela. E l’impressione di eleganza si protrae, confermandosi all’assaggio: freschezza e sapidità sono elementi fondamentali che regalano profondità. Scivola piacevolmente in bocca lasciando un retrogusto ammandorlato di discreta persistenza. Non ha nessuna sbavatura, dimostrandosi sempre lineare ed elegante. Piacevole, e per certi versi, sorprendente bevuta.

Scritto da Fabrizio Gallino Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | 1 Commento

Moscato d’Asti DOCG – Bocchino, Sorì dei Fiori 2008

Moscato d'Asti DOCG - Bocchino, Sorì dei Fiori 2008Uvaggio: Moscato | Prezzo: <10 €

Piglio leggero e luminoso, per il Moscato Sorì dei Fiori. E’ bevuta che si caratterizza per una netta idea agrumata, lungo tutto l’assaggio.
Limone, cedro, pompelmo, figli di un’idea di frutto sfuggente sono protagonisti dello spettro olfattivo, cui non manca una certa mineralità e fragranza. Moscato d’Asti che regala sorprese.
Netto, in bocca è piacevole, puntuale nel ricordare gli agrumi anche se non molto avvolgente. Interessante per lunghezza.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Italia, Piemonte | 1 Commento

Velocemente sul tappo a vite

Screw-capAvevo già manifestato in passato la mia passione, non solo estetica, per i tappi a vite.

Bhè, non sarà un trattato tecnico, ma che bello leggere queste poche righe di Antonio Tombolini di ritorno da Merano Enoblog 2009:

“il tappo di sughero è fottuto, non ha più motivo di esistere. E anche la balla che sì, vanno bene i tappi alternativi per i vini giovani, ma per i vini da invecchiamento… è per l’appunto una balla. Il tappo a vite è la soluzione migliore, anche e soprattutto per i vini da inveccchiamento. Le trasformazioni che contano sono quelle anaerobiche, e il tappo a vite ha solo un effetto benefico, rispetto al sughero: le rallenta, rendendo più longevo e mantenendo più integro il vino. Full stop.”

ed il commento in proposito di Gianpaolo Paglia, di Poggio Argentiera:

“…In molti paesi, Nuova Zelanda ad es (che, tanto per dire spunta il prezzo medio piu’ alto di vendita in paesini come la Gran Bretagna, prima ancora di Francia e molto prima dell’Italia), e’ dato per scontato che il tappo a vite sia migliore. Hanno fondato un consorzio per la promozione e la divulgazione dei benefici della chiusura a vite, ogni produttore ha versato qualcosa. Mi diceva un paio di anni fa il loro chariman che gli avanzano dei soldi in bilancio, perche’ tanto non gli serve piu’ spiegarlo, ormai e’ dato per scontato e sono circa il 95% i produttori kiwi che li usano…”

Ci tornerò, anche con aspetti più tecnici. E’ questione che mi sta davvero a cuore.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 17 Commenti