Uvaggio: Sangiovese | Prezzo: <10 €
Vero è che, in particolare in bocca, è bevuta che sembra coniugare un corpo ed una trama tannica di un certo interesse, almeno per qualche momento. Generalmente però, credo, arranca. Rosso rubino scuro, appena più chiaro sul bordo, è sangiovese di qualche tipicità: viola, ciliegia e sentori terziari, di vaniglia calda in particolare. Appena monocorde. La legnosità, poi, ritorna con una certa prepotenza e copre quel potenziale quid di freschezza. Finale piuttosto corto, certamente addolcito.

Uvaggio: Montepulciano, Nero di Troia | Prezzo: <10 €
Uvaggio: Nero d’Avola, Cabernet sauvignon | Prezzo: 10-15 €
Uvaggio: Sangiovese, Ciliegiolo | Prezzo: <10 €

Uvaggio: Erbaluce di Caluso | Sboccatura: giugno 2009 | Prezzo: 10-15 €
Uvaggio: Moscato | Prezzo: <10 €
Avevo già manifestato in passato la mia passione, non solo estetica, per i tappi a vite.


Sorprese
La giornata era andata così. Ed entravi in osteria, una dove non eri mai stato, senza grandi aspettative. Un posto aperto da relativamente poco, sulle ceneri di una precedente attività.
Sfogliavi la carta dei vini sperando di trovare qualcosa di interessante, magari senza spendere troppo. Era tutto così scontato, però.
Solo dopo un aperitivo l’occhio cadeva sull’etichetta nota, nella cantinetta lì vicino. Eppure Radikon in carta non c’era. Anche ora ne sei più che certo. Allungavi allora la mano, la prendevi e non ti pareva vero. Un duemila, e non era l’unica. Bottiglie che erano lì da tempo, di sicuro, magari della precedente gestione.
Così, con la faccia distaccata, chiedevi all’oste se erano da consumarsi, e se il prezzo era accessibile. “Te le faccio a quindici euro, anche dieci” rispondeva lui, completamente disinteressato a produttore e contenuto.
Un miracolo, praticamente.
E la giornata, nel frattempo, prendeva tutta un’altra piega.
Per la cronaca, l’Oslavje 2000 era bevuta stupenda, avvolgente, viva. In particolare il naso aveva una profondità rara ed in bocca un sorso ne chiamava immediatamente un altro. Emozionante, a dire poco.
La Ribolla gialla, sempre 2000, era bottiglia più stanca, mancava di quel guizzo di acidità nonostante un colore brillante ed un naso definitissimo. Nobile, nonostante tutto.
Lo Jakot, il Tokaj, 2001, era esattamente come le aspettative: giusto, giustissimo. Equilibrato, la bocca si riempiva di noci e mandorle pur rimanendo secca e puntuale. Una bevuta distinta.