Uno sguardo a Montalcino

Avevo visto il trailer il mese scorso senza però poi accorgermi dell’uscita del video qualche settimana dopo. Si chiama “Un coro unito” ed è un cortometraggio che ripercorre la storia del Brunello di Montalcino. È molto bello e la voce narrante è quella di Stefano Cinelli Colombini, Fattoria dei Barbi.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti, Toscana | Commenta

Il Sagrantino dei Pardi e la somma delle parti

Sono passati ormai diversi mesi, eppure quella degustazione organizzata da Alberto Pardi in cantina continua periodicamente a riaffacciarsi tra i miei pensieri. Una panoramica di bottiglie, tutte microvinificazioni fatte in damigiana, provenienti dai diversi vigneti di sagrantino di proprietà dell’azienda. Collearfuso, Casale, Pietrauta (da cui provengono le uve per il “Sacrantino”, la selezione) e Campolungo. Quattro vini, ognuno in cinque annate, per una panoramica complessiva di ben venti vini.

Una diagonale organizzata per confrontarsi e riflettere sulle caratteristiche uniche di ogni appezzamento. Uno sguardo per certi versi unico, straordinariamente istruttivo anche per capire meglio le diverse sfumature che una varietà così “densa” come il sagrantino riesce a proporre. Più o meno sapidità, più o meno tendenza ad una certa ossidazione, più o meno concentrazione, più o meno freschezza. Di Fratelli Pardi poi ho scritto più e più volte, e non è un segreto che si tratti di una delle realtà più interessanti del comprensorio, cantina che anno dopo anno riesce ad esprimere vini che tendono ad una decisa idea di eleganza senza mai perdere in beva e in gusto. Vini buoni.

Una panoramica, dicevo, che se da una parte è stata molto formativa dall’altra mi ha permesso di capire ancora una volta, se ce n’era bisogno, quella che è la direzione da non prendere. Mai come in quell’occasione mi è stato infatti chiaro quanto un grande vino sia quasi sempre il risultato di una somma delle parti. Le parti migliori, quelle che raramente coincidono con il singolo vigneto, quel concetto di “cru” che se da una parte è così affascinante dall’altra rischia di essere un po’ abusato.

Tutto questo per dire (anche) che fuori dalla finestra sembra esserci per la prima volta da diverse settimane una chiara idea di estate e che sempre di più ho voglia di partire per una regione ricca di fascino per cui provo sempre maggiore attrazione: Bordeaux.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 1 Commento

Fattoria Mani di Luna, c’è movimento a Torgiano

Come al solito eccomi a riproporre su queste pagine l’editoriale uscito questo mese su PM, dedicato questa volta ad una piccola e bella realtà appena fuori il paese di Torgiano, Mani di Luna.

Ho sempre trovato curioso, a guardare le due più importanti denominazioni regionali legato al vino rosso, quanto nell’ultimo ventennio quella di Montefalco sia letteralmente esplosa diventando famosa in tutto il mondo mentre l’altra, quella di Torgiano, sia per certi versi rimasta alla finestra non riuscendo a crescere ed ampliare la varietà della propria offerta. Una tipologia tra l’altro, quella del suo Rosso Riserva, che può vantare il riconoscimento della DOC addirittura nel 1968 (della DOCG nel 1990) ed una storia ricca di blasone, caso unico per tutta l’Umbria degli Anni Settanta ed Ottanta. Esatto, mi riferisco al famoso “Vigna Monticchio” di Lungarotti.

Tuttavia oggi non voglio soffermarmi su una denominazione che credo abbia ancora molto da dire ma su una piccola realtà nata nel 2012 proprio a Torgiano: Fattoria Mani di Luna. Una cantina che nasce dalla volontà di tre amici di riqualificare un vecchio podere riportandolo al vecchio splendore. Vino, ovviamente, ma anche olio extra vergine di oliva e ciliegie. Parole d’ordine: agricoltura biologica e biodinamica. Poche migliaia di bottiglie capaci di raccontare tutta la passione che le vede nascere attraverso quelle che sono le varietà più tipiche della zona, dal grechetto al trebbiano fino, ovviamente, al sangiovese. Un’azienda agricola che fa dell’artigianalità il proprio tratto più distintivo, unica strada percorribile per riappropriarsi di un legame con la terra che in troppi stanno dimenticando.

Non è un caso. Rocco Trauzzola, uno dei tre soci, è arrivato a Mani di Luna dopo una lunga esperienza come enologo in cantine anche molto grandi. Un’attività che se da una parte lo ha portato ad approfondire l’argomento dall’altra lo ha allontanato sempre di più dal vino inteso come espressione unica di un territorio, di una vigna, di un’annata. Ecco quindi che il suo apporto a Mani di Luna è più che altro quello del custode, la persona che cerca di accompagnare i vini lungo un percorso quanto più naturale possibile.

Tra le sue etichette è probabilmente “Il Baratto” quella che preferisco, un Trebbiano di grande tattilità, fresco, sfaccettato e gustoso. E poi “l’Ametistas”, un Grechetto che ridà dignità ad una tipologia di vini spesso sfibrati. O “La Cupa”, un Sangiovese originale e profondo, capace di portare maggiore coralità ad un vino che intorno a Perugia sta vivendo una seconda giovinezza. Infine il Torgiano Rosso, quello che in questo momento come previsto dal disciplinare di produzione sta maturando in botte. Inutile che dirvi che non vedo l’ora di assaggiarlo, una volta imbottigliato.

Fattoria Mani di Luna
Via Roma 50, Torgiano (Pg)
info@fattoriamanidiluna.com

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Articoli | Commenta

Settembre, what’s next

Il fatto è che queste ultime settimane sono state davvero entusiasmanti. Da subito – dall’inizio del crowdfunding – siamo stati infatti letteralmente travolti da un calore e da un affetto per certi versi inaspettati. E non mi riferisco solo ai tanti che hanno concretamente sostenuto Settembre a livello economico ma anche a quelli che ci hanno scritto o telefonato per investire in questo progetto. Ci siamo resi conto, ma non avevamo dubbi, che nei confronti del vino italiano c’è attenzione ed interesse, e che c’è sempre più la necessità di voci che abbiano voglia di raccontarlo.

È per questo che abbiamo deciso, nonostante l’esito della campagna su Indiegogo, di impegnarci ancora di più per rendere Settembre reale. Durante le prossime settimane lavoreremo per definire un nuovo modello di business (ma in questo senso abbiamo le idee già abbastanza chiare) che ci permetta di stampare il primo numero il prima possibile, sicuramente entro l’anno. Vogliamo andare avanti, è un’idea cui ormai siamo troppo affezionati per lasciarla semplicemente andare.

Presto aggiornamenti.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 1 Commento

Umbria, piccole cantine intraprendono un percorso comune

Ci sono state due edizioni di Umbria Grida Terra, piccola ma dirompente manifestazione dedicata ai prodotti e ai produttori del territorio, e c’è stato un ampio dibattito sul ruolo e sul futuro di un luogo fondamentale per la città di Perugia e per il suo Centro Storico, il Mercato Coperto. C’è stato movimento insomma, e chissà se è stato proprio questo viavai di pensieri e di idee a gettare le basi per un’associazione tra vignaioli che riporta prepotentemente all’attenzione il ruolo della viticoltura intorno alla città stessa. Piccole cantine che in questo modo possono trovare un terreno comune di incontro e di confronto, promuovendosi all’occorrenza insieme. Le realtà coinvolte, ad oggi, sono (in rigoroso ordine alfabetico): Cenci, Donini, Fontesecca, La Casa dei Cini, La Spina, Mani di Luna, Margò, Riccioni.

Ne parleremo con Antonio Boco e alla presenza di alcuni di loro – si tratta di un preludio a quella che sarà la vera presentazione, dopo l’estate – domenica pomeriggio in quel piccolo e delizioso locale non lontano da Corso Garibaldi che porta il nome di Giardino Rosso Vino. Ci vediamo a partire dalle sei (ma telefonate, che i posti sono come sempre abbastanza limitati).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | 1 Commento

Alea Viva, l’Aleatico di Andrea Occhipinti

Devo ringraziare l’ufficio stampa della FIVI se sono (finalmente) riuscito ad assaggiare con calma un vino che rincorrevo da almeno un paio d’anni ma in cui non riuscivo mai ad imbattermi. Non nel momento giusto, almeno. Avete presente? La classica bottiglia che non trovate mai e che, quando finalmente è a portata di mano, vi sfugge.

Andrea Occhipinti conduce una piccola azienda agricola poco lontano dalle rive del Lago di Bolsena, a Gradoli – e sì, mentre stavo scrivendo sono subito andato a vedere mappa alla mano quanto ci voglia in macchina, da qui (non troppo, fantastico). Ebbene, il suo “Alea Viva”, almeno questo 2010, è un vino rosso buonissimo, a dire poco. Dal bicchiere sembrano quasi saltare fuori note prima di pepe e poi di gelso e di ciliegia. Non fresca, ma distillata ed impreziosita da una certa acidità. E poi in bocca, un assaggio verticale ed appagante, che proprio quando sembra aver esaurito il suo percorso scoppia con fragore riportando a galla tutto quel frutto e quella croccantezza.

Da frigorifero. Il vino dell’estate so far.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Lazio | 3 Commenti

Ci si diverte (anche) così

Le immagini sono rispettivamente di Roberta Truscia, Paola Ferraro e Alessia Bonesso (grazie, grazie, grazie). Nel frattempo il crowdfunding continua.

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Settembre, a wine journey in Italy

Settembre. È così che si chiamerà il nuovo progetto su cui ho lavorato negli ultimi mesi e che ho anticipato qualche giorno fa. Un magazine cartaceo, in sola lingua inglese, sull’Italia del vino che in questi anni ho imparato ad amare.

Tutto inizia oggi. I motivi per cui io e Gian Marco Tosti, amico e socio, abbiamo deciso di avventurarci in questa impresa sono molti, a partire dall’amore per la carta. Questo materiale che negli ultimi anni è stato così maltrattato e che noi speriamo di valorizzare con contenuti di altissima qualità, a partire dalle fotografie fino ai testi, tutti scritti da alcuni dei nostri autori preferiti. Un progetto nativamente cartaceo quindi, che non potrebbe esistere se non nelle vostre mani, sulle vostre tavole. Il vino, certo. Questo “liquido odoroso” che con il passare degli anni ha occupato con sempre maggiore impeto la mia quotidianità. Non poteva essere altrimenti. Non sarà però un quaderno di sole degustazioni, visite in cantina ed interviste. Sarà un magazine prima di tutto sull’Italia e solo successivamente sui suoi vini. Un progetto che guarda a tutto il mondo e che cercherà di raccontare nel modo più semplice e chiaro possibile l’Italia del vino. Poi certo, a fianco del trimestrale e per tutti gli abbonati offriremo una serie di aggiornamenti digitali su tutto quello che non troverà spazio nel magazine. Degustazioni, eventi, novità sul vino italiano. E poi una lunghissima serie di idee che ci piacerebbe rendere reali. Ma sono cose che valuteremo con il passare del tempo, saranno però sempre delle belle sorprese.

E poi l’ambizione. La consapevolezza di voler realizzare qualcosa di importante e di poterci riuscire. Alcuni anni fa una delle riviste cui sono più affezionato esordiva raccontando l’ambizione come “uno strano mix di assunzione di responsabilità, incoscienza, consapevolezza, diritto e dovere d’impresa, adrenalina, esperienza, voglia di dimostrare che la sfida bella da cogliere oggi è tornare a fare le cose per bene. Contenuto, struttura, visione e, perchè no, capacità di stare in piedi con le proprie gambe. Facile? Affatto”. Vibrazioni positive che raccontano il senso stesso di questa avventura.

Tutto inizia oggi, quindi. Cominciamo con un crowdfunding, una raccolta fondi, strumento ideale per finanziare il primo numero e per prendere la rincorsa per tutta la prima stagione. Ma non solo: non avrebbe infatti senso pubblicare Settembre senza esserci ancora fatti conoscere. Un magazine non può esistere senza i propri lettori e senza i propri abbonati. Da qui l’idea di offrire su Indiegogo, una delle migliori piattaforme ci siano in circolazione, il primo numero e l’abbonamento ad un prezzo speciale (e tante altre cose).

Insomma, eccoci qui. Questo sarà Settembre, a wine Journey in Italy. Andiamo.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 9 Commenti

Nel frattempo, a Perugia

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | Commenta

Un post di servizio, ci sono scintillanti novità

Il fatto, quello centrale, è che da circa un anno frequento meno il blog. Ci penso meno e non avverto la necessità di aggiornarlo continuamente. È un po’ come se fosse una cosa che piano piano ha lasciato spazio sull’agenda a questioni più urgenti. Non solo. In questi mesi ho sempre avvertito la necessità di spostare la mia attenzione altrove, come se questa fosse una formula con la quale mi sono ormai confrontato ed alla quale non ho più molto da aggiungere. Se penso che i blog siano finiti? Au contraire, è cambiato il traffico, sono cambiate le modalità di fruizione, in parte sono cambiati anche i contenuti. Piccoli spazi come questo rimangono però vitali nella costruzione di una certa coscienza collettiva, in particolare per segmenti così specifici come quello del vino. Di più, se c’è un evento che ha caratterizzato questi ultimi dieci anni è sicuramente l’avvento dei blog di settore. Un’ondata che a guardarla oggi ha avuto un impatto fortissimo e profondissimo nel raccontare un mondo che dieci anni fa aveva appena cominciato a mettere il naso fuori dalla propria cantina. Il nuovo vino italiano.

Insomma, in questi ultimi mesi la mia attenzione era decisamente rivolta altrove. Sono molto orgoglioso per esempio di poter contribuire, nel mio piccolo ed in particolare per la regione che mi circonda, alla nuova edizione di una guida che da diversi anni considero un po’ come un faro, il cui team di assaggio impressiona per levatura e spessore. Circa sei o otto mesi fa ho poi incominciato ad immaginare con un amico un progetto che piano piano, settimana dopo settimana, cominciava ad assumere un senso compiuto. Un viaggio alla scoperta dell’Italia del vino che potesse coniugare diverse esigenze e diverse passioni. L’inglese, per esempio. Sono anni che periodicamente si riaffaccia nei miei pensieri l’idea di realizzare qualche cosa in lingua. Ci volevano però tutta una serie di particolari congiunture affinché fosse traccia capace di diventare reale. E poi la carta. Esatto, la carta. Quella più bella, quella da annusare, accarezzare e collezionare. Chi mi conosce sa quanto questa sia una passione che è cresciuta con il tempo e che ha trovato compimento con l’incontro con l’amico di cui sopra. Un editore che ha visto nel vino una scintilla che io avevo intuito ma che faticavo a fare del tutto mia.

Un magazine cartaceo in sola lingua inglese, una pubblicazione trimestrale sull’Italia del vino naturalmente affiancata da tutta una serie di contenuti digitali riservati agli abbonati. Una rivista capace di guardare a questo mondo con uno sguardo un po’ laterale, come piace a me. Un contenitore fatto di grandi storie prima ancora che di grandi bottiglie capace di raccontare al mondo il nuovo vino italiano, appunto.

Ecco, questa è la scintillante novità che avevo annunciato poco prima di capodanno e che in questi mesi è diventata concreta. Non so ancora cosa succederà di preciso nelle prossime settimane. So solo che nel turbinio di cose che compongono la mia quotidianità questa avrà uno spazio speciale e che per forza di cose il blog, questo spazio che curo da ormai più di sette anni (un periodo praticamente infinito, una delle attività più costanti e longeve della mia vita), passerà inevitabilmente in secondo piano. Per ora rimarrà qui, tale e quale. In futuro chissà. L’unica cosa certa è che investirò in questo nuovo progetto tutto il tempo necessario e tutto l’impegno di cui sono capace.

Come si chiamerà? Questo non ve lo posso dire, non ancora almeno. Scoprirete tutto tra pochissimi giorni.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Vedo gente, faccio cose | 5 Commenti


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