Oh gosh, il tappo di sughero che si svita

Uno dei vantaggi del tappo a vite riguarda la sua facilità di apertura. Proprio durante l’ultimo Vinitaly un importatore australiano mi diceva per esempio che la scelta di questo tipo di chiusura non riguarda solamente la conservazione e l’eliminazione del fastidioso “sentore di” ma soprattutto la possibilità, per i baristi, di non perdere tempo con il cavatappi nel servire i bicchieri al bancone, operazione tra l’altro non così scontata.

Capisco quindi la frustrazione dell’industria dei tappi cosiddetti “rasi” nel ritrovarsi tutto ad un tratto a dover rincorrere in un settore che fino a pochi anni fa non conosceva modelli alternativi ma insomma, il tappo di sughero che si svita davvero no, non si può proprio vedere. Si chiama “Helix” ed “una soluzione frutto della collaborazione tra i due colossi del packaging: Amorim per il sughero e O-I per il vetro” (via l’Espresso).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Commenta

Good is not enough when better is possible

A difficult 2013 growing season has culminated in the Rioja DOCa council describing the vintage as ‘good’, the worst official rating for a decade.

Each of the Rioja DOCa vintages since 2004 inclusive have been rated as either ‘very good’ or ‘excellent’. But, the appellation’s ruling council has graded 2013 as just ‘good’ – a return to 2003 levels – after what it described as ‘a difficult year for grapegrowers’.

Aspettando il giorno in cui anche a Montalcino, Montepulciano e Montefalco “buono” sarà sinonimo di “mediocre”. Sembra impossibile ma sarebbe un gran passo in avanti (Via Gianpaolo Paglia -su Facebook- e Decanter).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

Tappi, tappi, tappi

Stavo navigando abbastanza distrattamente, cercavo una particolare informazione a proposito dei tappi considerati come alternativi al sughero, quando mi sono accorto di avere aperto a poche tab di distanza due pagine in totale contrapposizione tra di loro. Da una parte “Io sto col sughero“, una campagna che vede coinvolto anche Carlo Cracco finanziata da APCOR, la Portuguese Cork Association. Dall’altra “Io non so di tappo“, un sito di Nomacorc, il più importante produttore di tappi alternativi del mondo.

Nel frattempo in Umbria un colosso come Cardèto ha dichiarato di aver eliminato dal proprio portafoglio i sugheri agglomerati. Esatto, quelli più brutti e più scandenti. Al tempo stesso però da un’indagine condotta da Astroricerche e voluta proprio da APCOR risulta che per moltissimi “il tappo di sughero non solo protegga la qualità del vino, ma sia anche in grado di conferirgli maggior valore rispetto ad altri tipi di chiusura”.

La strada è ancora lunga.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | 3 Commenti

Open door policy

A proposito del famoso diritto di tappo (via Bivio).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Buone idee | Commenta

C’è qualcosa che non va

Insomma questa mattina ero in macchina e andando a Montefalco per una degustazione organizzata da Fratelli Pardi (ci tornerò sicuramente, tanti gli spunti interessanti) mi sono imbattuto su Radio Deejay in un’intervista ad una fashion blogger, Irene Colzi. Spunti interessanti? In generale pochi. Proprio all’inizio però Nicola Savino le ha chiesto come funzionasse il suo day-by-day: “tu, oltre alla fotografia, metti anche dove hai preso i vari capi?

E lei: “certo, oltre alla foto spiego come ho contestualizzato i vari outfit, per quali occasioni li ho indossati, cose così. Poi scrivo sotto le marche che indosso. In questo modo le ragazze che mi seguono se vedono qualcosa che gli interessa possono subito acquistarla.”

“Però in questo modo tu ti presti a prendere del denaro da una ditta di abbigliamento e mettere quelle cose lì..”

“Anche, è proprio per questo che il blog adesso è diventato il mio lavoro.”

È a questo punto che Linus, vecchio volpone, interviene nella conversazione: “però non hai paura che questo possa inficiare la tua credibilità?”

“Assolutamente no.”

“Mh, ti devono pagare ma ti devono anche piacere..”

“Esatto, c’è una selezione alla base del prodotto perchè se no non avrebbe più senso avere il blog.”

Chiunque segua questo spazio da un po’ sa quanto mi sia caro il tema della trasparenza, e quanto il sottoscritto trovi in conversazioni come quella di cui sopra la negazione stessa dell’etica che dovrebbe stare alla base di ogni strumento di comunicazione. Che sia blog, rivista, quotidiano, etc. Perchè sì, continuo a credere che ogni tipo di collaborazione retribuita andrebbe assolutamente sottolineata nel modo più chiaro possibile in modo da dare, sempre, i migliori strumenti al lettore per farsi un’idea del percorso che ha portato alla pubblicazione di questo o quel capo, di questo o quel vino. Esatto, se è vero infatti che nel vino non ci sono casi così sfacciati è anche vero che è ormai abitudine per tanti blog pubblicare con un occhio di riguardo contenuti di aziende loro partner, magari per iniziative anche molto lontane dal blog in sé. Non post a pagamento quindi, ma riflessi di attività commerciali che partono da lontano, di cui il lettore più sprovveduto però non può avere conoscenza.

Io per dire sono sempre stato molto possibilista, ho sempre pensato che non ci sia bisogno di regole troppo rigide, che il mercato -sul web in particolare- sia in grado di autoregolamentarsi mettendo in disparte le realtà meno virtuose. Esattamente l’opposto di quanto prevede la cosiddetta “disclosure delle .com” messa in atto dalla Federal Trade Commission nel 2009 negli Stati Uniti (e aggiornata l’anno scorso). Una direttiva che obbliga i blogger a “rendere pubblici (secondo alcune linee guida, e in maniera simile a quanto fanno i giornalisti dei media “tradizionali”) ogni forma di pagamento, omaggio o campione gratuito ricevuti in cambio di un endorsement di prodotti o servizi”.

Ecco, l’intervista sentita in radio questa mattina mi ha fatto pensare che, forse, fino a questo momento mi sono sbagliato.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 11 Commenti

Nessun aggiornamento

Insomma, non che ci sia molto da dire sull’edizione appena conclusa di Vinitaly e delle sue fiere satellitari (cit.). Qualche traccia del sottoscritto -in questi giorni più sommerso di lavoro del solito- la potete trovare di là, su Intravino. Nel video di Mauro Fermariello sul consueto meeting, nei post sugli assaggi da Viale del Lavoro e dalle manifestazioni cosiddette parallele, appunto.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Collegamenti | Commenta

Ci siamo decisamente fatti prendere la mano

Signore e signori, ecco a voi il cemento biodinamico (via Tenute Dettori).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta

Il Barrosu Riserva 2010 di Giovanni Montisci

Io per esempio al Cannonau (e ai grandi Cannonau) sono arrivato un po’ tardi. Ah, qui poi dovrei aprire una lunga parentesi a proposito del gamay, varietà coltivata non lontano da Perugia ed in particolare nell’ampia zona dei Colli del Trasimeno, strettissima parente del primo e praticamente del tutto inespressa ai livelli che gli dovrebbero competere: in questo senso ho più di un’idea. Chissà.

Cannonau, dicevo. Giovanni Montisci in quel posto che mi dicono essere pazzesco che porta il nome di Mamoiada, la provincia è quella di Nuoro, coltiva appena due ettari di vigneto da cui produce due vini rossi di enorme spessore espressivo: il Barrosu Riserva ed il Barrosu Riserva Franzisca. Bevuti a strettissima distanza l’uno dall’altro, saranno passati sì e no una quindicina di giorni, ne sono rimasto letteralmente folgorato, a dire poco. Entrambi 2010, roba da mettersi alla finestra ad ululare alla luna tale è la complessa intensità con cui si svelano e con cui tramortiscono. Sia chiaro, nessun particolare peso specifico, nessuna eccessiva concentrazione muscolare, anzi. Vini declinati su belle sfumature di rosso rubino la cui eleganza mediterranea è così sussurrata, fine e distesa che li porta ad avere un solo limite: finiscono troppo in fretta. E se è vero che tra i due ho preferito il primo è anche vero che si trattava di un’incollatura, e che forse il secondo avrà maggior vita. Vedremo, rimangono comunque due dei Cannonu più gustosi, selvatici e al tempo stesso aggraziati, abbia mai assaggiato.

A ripensarci quello che è certo è che si tratta di ritardo imperdonabile e difficilmente colmabile (nel dubbio però vado a cercare in cantina, tempo fa avevo intravisto dietro ad uno scaffale alcune vecchie bottiglie di Gianfranco Manca).

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Assaggi, Sardegna | 7 Commenti

A proposito della crisi delle denominazioni di origine

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | 3 Commenti

See you around

Beh, non saranno certo il vento e la pioggia che mentre faccio colazione guardo fuori dalla finestra a rovinare la grande giostra che si mette in moto a partire da questa mattina. Sabato (oggi), Cerea e ViniVeri. Domenica e martedì, Vinitaly. Lunedì, Villa Favorita e VinNatur. Come al solito, see you around.

Scritto da Jacopo Cossater Pubblicato in Parlo da solo | Commenta


  • La gestione della pubblicità su questo blog è interamente affidata al network Vinoclic.

  • Enoiche Illusioni?

  • Contatto

    jacopo(punto)cossater, la chiocciola, e poi gmail.com

  • Twitter

  • Archivio


  • Tag Cloud

  • Creative Commons

    Creative Commons License